Tchoca - IMAGO
Chi è davvero Tchoca, il difensore centrale brasiliano 2003 che ha conquistato il Corinthians e ora sta per firmare per il Torino.
Il Torino ha raggiunto un accordo verbale per Tchoca, difensore centrale brasiliano del Corinthians che negli ultimi mesi si è imposto grazie a prestazioni convincenti in patria. Il profilo colpisce subito: 1,92 m, fisico imponente, 22 anni, sicurezza nel reparto arretrato e una maturità costruita rapidamente fino a renderlo uno dei nomi emergenti più interessanti del club paulista.
Tchoca è destro naturale, nato il 31 dicembre 2003, originario di Sete Lagoas (nello stato di Minas Gerais) e ha già fatto parte della nazionale brasiliana Under-20. In Brasile viene considerato uno dei difensori più promettenti della nuova generazione, grazie a qualità fisiche e a letture tattiche sviluppate nel vivaio corinthiano. Il suo nome completo è João Pedro de Sousa Rodrigues.
Il calcio, per lui, è sempre stato casa. Giovanissimo passa nei settori giovanili di Cruzeiro e Atlético Mineiro, poi a 13 anni sceglie la strada più difficile ma anche più formativa, trasferendosi al Desportivo Brasil per inseguire il sogno professionistico. Lo ha raccontato lui stesso: non esitò a lasciare la famiglia pur di cogliere l’opportunità, convivendo anche con difficoltà e nostalgia.
Nel 2019 il Corinthians lo nota e lo inserisce nel proprio vivaio, da dove João inizia a scalare rapidamente le categorie. Il percorso subisce però una brusca frenata nel 2020, quando un serio infortunio al ginocchio sinistro lo tiene lontano dal campo per oltre un anno. La risposta è significativa: recupera pienamente, torna in campo nel 2021 e riprende il suo percorso di crescita fino ad arrivare anche alle selezioni giovanili brasiliane durante la trafila corinthiana.
A gennaio 2024 arriva la prima vera svolta. Tchoca è uno dei pilastri dell’Under-20 del Corinthians che conquista la Copa São Paulo de Futebol Júnior (“Copinha”), trionfando in finale contro il Cruzeiro. In quella competizione segna anche un gol, e quel titolo – il primo grande della sua carriera – gli apre immediatamente le porte della prima squadra, realizzando quello che lui stesso ha definito un sogno d’infanzia.
Il debutto ufficiale arriva il 5 marzo 2024, quando scende in campo da titolare nello 0-0 contro l’Água Santa nel Campionato Paulista. Nel luglio 2024, il Corinthians lo manda in prestito al Ceará, in Série B, per consentirgli di accumulare esperienza: l’impatto iniziale non è semplice, ma con il passare delle settimane conquista spazio, totalizza 10 presenze e diventa uno dei protagonisti della promozione in Série A, trovando continuità anche dal primo minuto con 9 presenze da titolare su 10. Con lui in campo, il Ceará dimezza la media dei gol subiti, passando da 1,2 a 0,6 a partita. In un’intervista aveva dichiarato: “Credo sia stato un passo molto importante. Quando Fabinho (un dirigente del Corinthians) mi ha parlato della proposta del Ceará, per guadagnare esperienza, ho deciso di andare. Sono stato felice lì, sono tornato con più esperienza, praticamente come un altro João Pedro, per aiutare il Corinthians”.
Rientrato al Corinthians nel 2025, Tchoca inizialmente fatica a imporsi. Alcune prestazioni incerte nelle prime uscite stagionali, soprattutto in Copa Libertadores, gli costano terreno nelle gerarchie e, sotto la gestione di Ramón Díaz, arriva persino a essere considerato come ultima scelta nel pacchetto arretrato. Nelle finali del Campionato Paulista 2025, infatti, non figura neppure tra i convocati.
La svolta arriva a metà stagione con il cambio in panchina: il nuovo tecnico Dorival Júnior, complice l’infortunio del titolare esperto André Ramalho e il rendimento altalenante di altri difensori, gli concede una chance che Tchoca sfrutta con personalità. Il centrale si impone stabilmente al fianco di Gustavo Henrique e riesce a scalzare anche colleghi più navigati come Félix Torres. Con Tchoca in campo, il Corinthians mantiene la porta inviolata in 4 delle ultime 6 partitedel Brasileirão 2025, rilanciandosi nella corsa a un posto in Copa Libertadores. Il 2025 si chiude con la conquista sia del titolo di campione paulista sia della Coppa del Brasile, completando un’annata definita “trionfale”.
Fuori dal campo, la sua identità passa anche dal soprannome che lo accompagna da sempre. “Tchoca” ha origini familiari: era il nomignolo del padre, ex portiere dilettante, nella loro Sete Lagoas, e da bambino João era conosciuto come “Tchoca Jr.”. Una scelta diventata poi consapevole anche nella carriera professionistica. “‘Tchoca’ è stata una scelta mia. Là a Sete Lagoas tutti mi hanno sempre chiamato così, in riferimento a mio padre. Nel calcio, dato che mi chiamavano sempre João Pedro, ho pensato di portare questo soprannome come segno distintivo – ed è come mi piace essere chiamato”, ha raccontato nel 2024. Oggi, per tutti, è semplicemente Tchoca.
Viene descritto come un ragazzo umile e determinato, con un approccio serio al lavoro quotidiano; in campo, invece, non gli manca personalità, né la capacità di restare lucido anche sotto pressione. Il sogno resta sullo sfondo ma è chiaro: arrivare un giorno a vestire la maglia della Seleção. Un profilo in costante ascesa, sostenuto da numeri, mentalità e da una storia costruita passo dopo passo, che aiuta a capire perché il Torino lo stia per portare in Italia.
A cura di Mariapaola Trombetta
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