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Napoli, Scarlato: “De Laurentiis ha sempre avuto le idee chiare”

Oltre duecentocinquanta presenze in Serie B, 54 in A e 29 in C con il primo Napoli di De Laurentiis. Gennaro Scarlato ha concluso la sua carriera da calciatore nel luglio del 2013 dopo una breve parentesi da allenatore-giocatore del Città di Marino (Serie D). Da quell’estate ha studiato e lavorato per iniziare la sua carriera da allenatore.

Scarlato, il triennio al Benevento

Formia, le giovanili della Paganese e del Benevento, che ha salutato da pochi giorni dopo un triennio che lo ha portato alla guida della formazione Primavera del club giallorosso: “Un percorso che mi ha regalato emozioni forti. Veder crescere i ragazzi e mettere in pratica quello su cui abbiamo lavorato giorno dopo giorno è stata una bella soddisfazione. Sono orgoglioso di loro, si sono fatti valere primeggiando in classifica e togliendosi la soddisfazione di giocare i playoff. Gli auguro il meglio così come al Benevento”

Credits: Marco Taddeo

Scarlato e la telefonata dopo l’esonero di Cannavaro

Quel Benevento che Scarlato ha “rischiato” di allenare: “Non conosco benissimo il presidente Vigorito, ma quando ho avuto modo di incontrarlo non ha mai lesinato complimenti per il nostro lavoro. Quando è stato esonerato Cannavaro ci siamo sentiti al telefono, ero in preallarme, ma alla fine è stato scelto Stellone.

L’appuntamento con un panchina tra i “grandi” è, però, soltanto rinviato: “Mi sento pronto. Cerco un progetto in Serie C, in Serie D o in un altro vivaio purché siano ambiziosi”

Scarlato, dal primo Napoli di ADL allo scudetto

E chissà che non possa essere proprio la Primavera del Napoli, appena retrocessa nel campionato Primavera 2, la prossima destinazione. Intanto, Scarlato applaude Di Lorenzo e compagni per aver chiuso il cerchio aperto nella stagione 2004/2005 in Serie C da quel Napoli di cui era un punto di riferimento: “Con i miei ex compagni di squadra ci sentiamo partecipi dell’inizio di un lungo cammino, siamo orgogliosi di aver messo le basi per una marcia che si è conclusa tagliando lo striscione del traguardo dello scudetto. Sono passati quasi vent’anni, ma anche all’epoca, anche se eravamo in Lega Pro, De Laurentiis parlava di Serie A, di Europa, con lungimiranza e voglia di vincere. La crescita è stata continua e con Spalletti ha raggiunto l’apice. Luciano ha dimostrato che se giochi bene, se non punti a un calcio speculativo ma propositivo vieni premiato”.

Scarlato aggiunge: “Sono davvero felice così come lo sono Calaiò e Montervino, che vedo spesso. Mi sento con Ignoffo che era al mio fianco al centro della difesa quell’anno. Le amicizie sono rimaste come quel mattoncino per la ripartenza dal basso nonostante la sconfitta in finale playoff con l’Avellino

Scarlato: “Italiano il sostituto ideale di Spalletti”

Tornando al Napoli, invece, dopo aver mandato in archivio la festa scudetto il futuro è già presente: “Penso che la garanzia sia De Laurentiis. Nell’anno in cui ha cambiato sette, otto giocatori di cui nessuno pensava di poter fare a meno è arrivato lo scudetto. Osimhen è esploso, Kim è stato impressionante, Lobotka si è rilanciato e Kvaratskhelia ha sorpreso tutti. Chi vedrei bene per il dopo Spalletti? Italiano e non solo perché gioca 4-3-3, il modulo che preferisco. Penso che abbia competenze e carisma per non far rimpiangere Spalletti”

Scarlato: “Salernitana, Sousa e De Sanctis lavoro straordinario”

Non solo Napoli. La Campania sarà rappresentata per la terza stagione di fila in A anche dalla Salernitana: Sousa ha fatto compiere un salto di qualità evidente in termini di qualità del gioco. Lavorando dal ritiro potrà dare indicazioni sulle caratteristiche dei calciatori dei quali ha bisogno per continuare a migliorare. Il suo è stato un lavoro straordinario così come quello di De Sanctis, Migliaccio, Loschiavo. Il presidente Iervolino mi ricorda De Laurentiis per il suo approccio al mondo del calcio”

I giovani secondo Scarlato

Dai big ai giovani, Scarlato ha le idee chiare: “Più che il minutaggio credo che le seconde squadre siano una delle possibili chiavi per permettere ai talenti di maturare più rapidamente in Italia. Alle volte il salto dalla Primavera alla prima squadra è enorme, una tappa intermedia può aiutare”.

Marco Festa

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