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Roma, riecco Mario Rui… meno di 4 mesi dopo! Il portoghese torna in campo con la Primavera

Il 17 luglio l’ultima partita in giallorosso. Oggi per Mario Rui un nuovo inizio. Dopo l’ottima stagione con la maglia dell’Empoli, il difensore portoghese era arrivato a Roma per sostituire Lucas Digne. E gli allenamenti nel ritiro estivo di Pinzolo erano bastati a convincere Spalletti: il titolare della fascia mancina è lui. Il 30 luglio però la fortuna si mette di traverso. Durante un’esercitazione, arriva l’infortunio. La diagnosi è chiara: rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Il 5 agosto l’operazione e l’inizio della riabilitazione. Un recupero lampo, culminato oggi con la maglia da titolare nella Roma Primavera: 113 giorni, meno di quattro mesi dopo. Una sgambata con i più “piccoli” durata 60 minuti. Per ritrovare le sensazioni di una partita vera e testare la solidità del ginocchio operato. “Sensazioni? Molto positive”, le sue parole a fine gara.

Dopo Rüdiger, la Roma ritrova un altro tassello importante per il reparto arretrato. Una ricchezza di difensori al quale Luciano Spalletti non era più abituato. Con il tedesco ancora fuori e Mario Rui alle prese con la riabilitazione, l’allenatore giallorosso ad inizio stagione aveva ruotato tutti gli uomini a disposizione, alla ricerca del giocatore giusto nel ruolo di terzino sinistro. Emerson Palmieri e Juan Jesus, a fasi alterne, non avevano convinto. Poi con lo spostamento di Bruno Peres a sinistra la difesa aveva trovato solidità, confermata nelle ultime due uscite dall’utilizzo di Rüdiger sulla fascia mancina. Ora però non ci saranno più dubbi. Già dalla prossima settimana, Mario Rui tornerà a disposizione di Luciano Spalletti e, probabilmente, si riprenderà quella maglia da titolare persa il 30 agosto. Magari non da subito, vista la condizione fisica ancora da ritrovare. Ma domenica la Roma giocherà il derby e chissà che non arrivi intanto la prima convocazione con la maglia giallorossa.

Marco Juric

Aspirante scriba, si avvicina al calcio giocato grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.

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