Quintero-gol. Minuto 109′. Cosa c’è di più bello nel segnare nella partita delle partite, per vincere un trofeo, nel bel mezzo dei tempi supplementari? Niente, proprio niente. Quintero questo lo sa bene: il suo mancino ha regalato al River la Copa Libertadores contro il Boca. Una partita magica, stregata, macchiata da quei tristi fatti di violenza che hanno portato il superclasico a giocarsi addirittura oltre confine, al Bernabeu di Madrid. Ma tutto si annulla proprio al 109′: un sinistro decisivo, quello che il giocatore con un passato nel Pescara sognava da una vita.
Come festeggiare la vittoria? Ci sono tanti modi. Quintero ha scelto di tatuarsi la Copa Libertadores sulla gamba (in basso, la foto con il suo tatuatore). Un segno indelebile, che non solo gli ricorda il momento più che magico, ma anche tutta la fatica che ha dovuto compiere per arrivarci. Nel Pescara ha faticato, anche se i suoi ex compagni (come Colucci) o addirittura il suo ex presidente (Sebastiani) gli hanno sempre riconosciuto una dote tecnica superiore a molti altri suoi compagni. Una rivincita che non vedeva l’ora di potersi ricordare per sempre. Con la speranza di raggiungere altri strepitosi traguardi.
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