La notizia c’è, eccome. Il sogno mondiale della Siria è ancora vivo, grazie all’1-1 conquistato oggi nello spareggio contro l’Australia. Partita giocata “in casa”, obbligatorie però le virgolette: a causa della guerra la Siria infatti non gioca in patria da 6 anni e “casa” equivale a “Malesia”, allo Hang Jebat Stadium. Lì la squadra era chiamata all’impresa contro l’Australia: passata in svantaggio al 40′ grazie al gol dei socceroos con Robbie Kruse, la Siria non si è arresa.
Il pareggio (un rigore abbastanza discusso, in verità) è arrivato con il solito Omar Al Somah all’85’ e ha comunque legittimato un secondo tempo in gran parte dominato. Il bello (e il difficile) arriva adesso: martedì a Sydney si giocherà il ritorno e sarà necessaria più di un’impresa. Un miracolo, sì, per giocarsi la possibilità di affrontare gli USA in quello che sarebbe l’ultimo ostacolo prima di Russia 2018. Impossibile? Non ditelo a loro, simbolo del riscatto di un paese che vuole tornare alla normalità sognando l’eccezionale.
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