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Neal Maupay, l’uomo dei finali che salva ancora il Brighton

Il Brighton ha cominciato la stagione alla grande: 4 vittorie nelle prime 5 partite, che per qualche giornata l’hanno proiettato addirittura in zona-Champions. Oggi naviga a metà classifica con 20 punti, e ha un nuovo protagonista: Neal Maupay.

In settimana, Maupay si è reso protagonista di due reti in “zona Cesarini”, al minuto 89′ contro il West Ham – un gol splendido, in rovesciata -, e addirittura al 98′, oggi, contro il Southampton. Due gol valsi altrettanti punti ai Seagulls

  

L’esordio a 16 anni

La storia di Maupay è quella di una giovane promessa del calcio francese, protagonista di un quasi-record: nel 2012 è diventando, a 16 anni e 32 giorni, il secondo esordiente più giovane della storia della Ligue 1, quando vestiva la maglia del Nizza. Poi il Saint-Etienne, il Brest in prestito, e dunque il passaggio al di là della Manica, al Brentford. Nel frattempo, si conta qualche presenza nelle nazionali giovanili francesi, fino all’U21.

 

Sogno nazionale

Nel Brentford Maupay segna 37 reti in 85 presenze, guadagnandosi nel 2019 il passaggio in Premier, al Brighton appunto. Qui segna 23 gol in tre stagioni, spesso molto belli esteticamente, come la rovesciata al West Ham. Il carattere è effervescente: due stagioni fa fu coinvolto nella maxi-rissa che scoppiò al termine di Brighton-Arsenal, e fu addirittura preso per il collo dal connazionale Guendouzi. Oggi Maupay, a 25 anni, sogna la prima chiamata di Deshamps, una rivincita contro tutti quelli che lo hanno ignorato in patria dopo le ottime premesse: d’altronde, dal mare di Brighton, se si aguzza la vista, la Francia non è poi così lontana

LEGGI ANCHE: Brighton, la storia del “mago” Potter, fra Dostoevskij e la D svedese

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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