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Gilardino si presenta: “Voglio un Pisa garibaldino!”

Il neo-allenatore nerazzurro è stato presentato ufficialmente alla stampa

Voglio un Pisa garibaldino”. Così Alberto Gilardino si è presentato ufficialmente alla stampa. Troppo facile l’associazione, dato il luogo della conferenza, le Officine Garibaldi, e lo stadio, l’Arena Garibaldi. Una conferenza stampa nella quale l’allenatore è stato accompagnato dall’amministratore delegato Giovanni Corrado e dal direttore sportivo Davide Vaira. Proprio l’amministratore delegato, presentatosi in stampelle, ha parlato per primo: “Per noi la Serie A è sempre stato un obiettivo. Qualche anno fa vi avevo parlato di quando, e non di se. Il quando è arrivato. Per noi è sempre stato meno un sogno, perché ci abbiamo lavorato tanto, dedicando risorse ed energie. Questa è la più bella e importante conferenza di inizio anno da quando sono a Pisa, un allenatore che ha fatto la categoria sia da giocatore che da allenatore, conquistandola e mantenendola”. Seguito quindi dal direttore: “Siamo veramente contenti di essere qua e di presentare mister Gilardino, perché sin dai primi colloqui avuti con lui abbiamo recepito una grandissima voglia di allenare il Pisa. La base di questa stagione deve essere l’entusiasmo di tutti”.

Quindi, è stato il turno di Gilardino di parlare: “Sono arrivato a Pisa con grandissimo entusiasmo, ho trovato subito dalle prime volte che ci siamo incontrati grandissima disponibilità, entusiasmo che ci ha permesso di avere grande comunicazione tra di noi, le stesse idee, gli stessi obiettivi. Sono un allenatore giovane con una grande cultura del lavoro, dell’impegno, del sacrificio”.

L’allenatore ha parlato di che squadra ha trovato nei primi giorni di lavoro, prima della partenza per il ritiro di Morgex: “Ho avuto una prima impressione di una squadra con la grande cultura del lavoro, una cosa molto, molto positiva. Assieme a Giovanni e al direttore siamo in armonia su tutto, a livello di ambizioni e obiettivi. Sappiamo che il mercato sarà lungo, ci sarà tanto tempo ma per quanto riguarda il mio ruolo penserò ad allenare chi è a disposizione. È importante portarsi dietro quanto di buono è stato fatto, prenderlo e archiviarlo. Si riparte, è una nuova stagione, per quanto riguarda il percorso del Pisa, l’ambiente, lo conosco. Ci sono molte similitudini rispetto al Genoa – squadra che ha allenato – nel DNA, mentalità, affetto, di affetto“.

Entusiasmo, anche Gilardino ha voluto mettere in evidenza questo concetto: “La piazza dovrà essere una linfa vitale, l’entusiasmo dei nostri tifosi”. Grande sintonia anche con i dirigenti: “Siamo in armonia su tutto, ambizioni e obiettivi. Sappiamo che il mercato sarà lungo, ma penso ad allenare chi ho a disposizione“.

 

Alberto Gilardino – Credits: Ufficio Stampa Pisa SC

 

“Sarà una stagione importante, quando ci sarà libeccio dovremo saper chiudere le finestre”

Gilardino ha raccontato cosa lo ha convinto a scegliere Pisa: “Il mio desiderio era quello di tornare in Serie A. Mi ha convinto il rapporto schietto sin dai primi momenti. Il direttore e l’amministratore sono stati i primi a incontrarmi. Farò di tutto affinché il Pisa possa mantenere la categoria”.

L’allenatore ha voluto precisare che sarà una stagione che avrà momenti di alti e basti: “Abbiamo bisogno di tutto l’ambiente. Sarà una stagione importante, con momenti di difficoltà, ma anche momenti buoni. Quando ci sarà il libeccio dobbiamo essere bravi a chiudere le finestre.

Gilardino ha spiegato di aver sentito Inzaghi, suo predecessore, qualche settimana fa: “Quando un allenatore succede a un suo ex compagno, è normale”. Sulla tattica l’ex Genoa ha le idee chiare: “Gli aspetti principali, i principi saranno certi e definiti. Poi l’assetto tattico può modificare, i principi no. Certo, preferisco impostare e difendere a tre. Ma il nostro pensiero sarà correre più degli altri“. 

In particolare, Gilardino ha parlato di Tramoni: “Lavoro con Matteo da pochi giorni, la mia idea è di un giocatore bravo a lavorare tra le linee, con spunto. Saranno fatte delle valutazioni da parte mia, se un 3-5-2, 3-4-2-1, devo valutare bene per farlo rendere al massimo nella posizione ideale. Matteo può giocare da seconda punta, ma con due interni di metà campo che abbiano gamba, oppure può diventare una mezzala offensiva”.

Lorenzo Vero

Nato all’ombra della Torre Pendente nel giugno del 2000 e studente di Informatica Umanistica. Bastian contrario per natura, ho iniziato a seguire il calcio perché ai miei genitori non piaceva. Sin da quando ero un bambino riempio la testa dei miei amici con aneddoti calcistici di ogni genere. Con gli anni, assieme alla barba, è cresciuta anche la mia passione per questo gioco. L’obiettivo adesso è quello di raccontare in modo veritiero (con il cognome che mi ritrovo…) e appassionante anche la meno appetibile delle partite.

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