Immaginate di avere 14 anni, salutare mamma e papà e affrontare un viaggio lungo 600 kilometri. Dalle Marche a Genova, sponda Sampdoria. È il viaggio fatto da Flavio Paoletti, centrocampista classe 2003 che oggi veste la maglia del Fatih Karagümrük, in Turchia: “Allora non è stato facile salutare famiglia e amici. Ora penso al Karagümrük…ma che fastidio tutto questo traffico“ racconta Paoletti sorridendo a gianlucadimarzio.com.
Paoletti è approdato in un “villaggio” di (quasi) soli italiani. Oltre a lui, infatti, militano nel Karagümrük altri cinque italiani: “Mi trovo molto bene – spiega – Scherzo spesso con Ceccherini ma ho un bel rapporto con tutti. Devo ammettere che questo traffico è snervante. Il tragitto per arrivare al campo può variare dai 15 ai 50 minuti. Per fortuna ci sono i mezzi”.
D’altronde, passare da un paesino come Colli del Tronto (appena 3.649 abitanti) a una metropoli come Istanbul non è facile per nessuno: “Qui mi sento preso in considerazione. Sono contento delle mie scelte, fatte sempre e solo con la mia testa – spiega Paoletti – Ora cerco di giocare con continuità, poi vediamo cosa mi riserverà il futuro”.
Classe 2003, Paoletti si è trasferito a 14 anni in Liguria: “Ero piccolo, giocavo nell’Under 15 e ammetto che è stata dura”. La forza, però, non è mancata: “Mi sono rimboccato le maniche e ho conosciuto nuovi amici. D’altronde giocare a calcio è quello che mi piace fare”.
Inizia così l’ascesa fino al 8 gennaio 2023, il giorno dell’esordio in A contro il Napoli: “Stanković si gira verso la panchina, mi guarda e dice ‘Flavio, vai a scaldarti!’ – ricorda Paoletti – In quel momento ho ripensato a tutto il mio passato. Ho pensato a tutto, dai sacrifici all’addio a casa“. Il tutto con i consigli di Quagliarella: “Scherzava con tutti…ma quando era necessario bastava uno sguardo per riportare la serietà. Restava con i giovani dopo l’allenamento, anche solo per una chiacchierata. Se commettevo un errore veniva subito a rincuorarmi per spiegarmi dove sbagliavo”.
Per Paoletti, però, la Samp è un capitolo passato. Adesso il presente è il Karagümrük: occhi aperti e testa sulle spalle, nel cuore la fiducia che hanno sempre riposto mamma e papà.
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