Gravina: “Malagò e Abete dirigenti di grande spessore per il futuro”
L’ormai ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto a Radio Anch’io su Rai RadioUno per commentare il momento del calcio italiano e le imminenti elezioni federali. Un passaggio di consegne delicato, in cui Gravina ha voluto sottolineare l’importanza della continuità progettuale e del riconoscimento istituzionale.
Nel suo intervento, Gravina ha espresso fiducia nei due candidati alla presidenza, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, evidenziando come entrambi rappresentino profili di altissimo livello per guidare il movimento calcistico italiano nel prossimo futuro.
IL FUTURO DELLA FIGC - Gravina ha parlato chiaramente del passaggio di testimone, augurando al suo successore maggiore attenzione da parte delle istituzioni: “Auguro al mio successore di ricevere maggiore considerazione da parte della politica, non per se stesso ma per il bene del calcio italiano, che è un collante sociale ed uno dei fattori produttivi più importanti del nostro Paese”. Poi il riferimento diretto ai candidati: “Malagò ha dimostrato di essere un grande dirigente, così come Abete è un grande conoscitore del calcio italiano. In un caso o nell’altro, il calcio italiano può avere un dirigente di grande spessore per il futuro”.
IL VALORE DEL LAVORO SUI GIOVANI - Spazio anche ai risultati sul campo, con la vittoria dell’Europeo Under 17 vista come conferma del lavoro federale: “Il risultato di ieri conferma una progettualità in atto da diversi anni nel Club Italia nella valorizzazione dei nostri talenti”. Gravina ha però sottolineato un problema strutturale: “Il lavoro è ottimo e straordinario, ma con l’età si disperde perché manca la fiducia e la continuità di far giocare i giovani. Non dobbiamo bocciarli ai primi errori”. Infine, l’ex presidente ha indicato la direzione da seguire, escludendo imposizioni rigide: “La soluzione migliore non può essere l’obbligatorietà degli italiani in campo, ma attivare un meccanismo legato agli incentivi”.
IL FUTURO TRA UEFA E CALCIO ITALIANO - Gravina ha poi guardato avanti, spiegando quale sarà il suo ruolo nei prossimi anni e ribadendo il legame con il calcio italiano: “Continuerò per quello che è possibile a dare il mio contributo, non solo come primo vicepresidente della Uefa ma anche soprattutto come presidente di una importante commissione che è quella della Uefa Club Competitions”. L’ex presidente FIGC ha sottolineato il peso del proprio incarico: “Presiedo la commissione che ha l’impegno di gestire la Champions, l’Europa League e la Conference League. Quindi un occhio sicuramente allo sviluppo del calcio internazionale”. Infine, un messaggio anche sul futuro del movimento italiano: “Nel mio cuore rimane comunque grande attenzione e grande interesse nello sviluppo del calcio domestico”.