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Martin Odegaard non è più una meteora

Una stella tornata a brillare. Martin Odegaard a 15 anni era un prodigio del calcio mondiale, a 18 un ragazzo (come tanti) annegato nel suo talento e dalle grandi aspettative createsi su di lui, ora, a 20 anni, è tornato ad illuminare e a ricreare intorno a sè quell'interesse che sembrava smarrito. Il cielo dove far brillare la sua stella è l'Estadio Municipal de Anoeta, casa della Real Sociedad. Una scelta per dimostrare di poter fare la differenza in un campionato importante come la Liga, una scelta per riavvicinarsi alla squadra proprietaria del suo cartellino, il Real Madrid, e dimostrare ai Galacticos che il suo talento, nonostante anni difficili, è puro e intatto.

La rinascita al Vitesse dopo le prime difficoltà al Real

Il talento norvegese era arrivato al Real Madrid nel 2015, accolto come una stellina destinata a brillare più e come quelle dei grandi giocatori passati dal Bernabeu. Purtroppo non è andata così e, tra Castilla e prima squadra, non è riuscito ad imporsi: forse anche a causa delle pressioni di Zidane che non lo lasciava mai tranquillo stimolandolo di continuo, probabilmente perché in lui vedeva qualcosa che andava al di là delle logiche difficoltà di un giovane talentuoso, attorniato da grandi campioni e, seppur così giovane, di responsabilità. Tanti prestiti, negli ultimi due anni, e la rinascita in Eredivise al Vitesse, lo scorso anno. In Olanda: 39 presenze (tra campionato e coppe), 11 gol e 12 assist. La stella si stava riaccendendo.

Il ritorno in Liga: la stella torna a brillare

Il Real decide così di (ri)avvicinarlo a sè e tenerlo maggiormente sott'osservazione. Torna in Liga alla Real Sociedad e conferma la sua costante crescita. Una stagione importante da protagonista tanto da offuscare, nonostante la distanza e la rivalità, stelle più brillanti come quella di Gareth Bale (in rotta con club, tifosi e con la testa al Tottenham di Mourinho). Il 23 novembre scorso al Bernabeu il gallese viene fischiato dai suoi tifosi, lui no… applausi scroscianti che ne invocano il ritorno. Lui ringrazia e pensa a continuare sulla strada giusta imboccata dopo anni difficili. Forse anche per questo, contro il Barcellona, ha voluto confermarsi per l'ennesima volta in stagione. Contro il Barcellona, ieri sera, la sua stella ha continuato a brillare fermando i primi della classe in Liga sul pari (2-2 ndr) e regalando la possibilità al "suo" Real Madrid di sorpassarli in classifica.

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L'obiettivo Real Madrid

Quest'anno le presenze sono 15 condite con 3 gol e 4 assist. Più che i numeri però a testimoniare la crescita di Martin è la maturazione in campo che non lo rende più un giocatore con tanta qualità ma poco incline a seguire i dettami tattici. E' cresciuto e ora il suo ruolo in campo è ben definito: trequartista. Una maggior diligenza tattica per il norvegese che impressiona anche il Real Madrid che lo vuole con sè già dal prossimo anno, un desiderio condiviso dallo stesso Martin che poco tempo fa aveva dichiarato: "Penso di essere migliorato moltissimo negli ultimi due anni e penso di essere diventato un giocatore migliore, più maturo, più grande e più forte fisicamente. Sto molto meglio di quando sono arrivato per la prima volta in Spagna. Il mio obiettivo è ancora quello di giocare nel Real Madrid, ed è per questo che ho firmato con loro. Voglio tornare a giocare lì un giorno". D'altronde – come racconta anche Keylor Navas – quando il Real chiama non si può non rispondere. Tra i Galacticos è pronta a brilla un'altra stella.

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Jonathan Manca

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