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Manchester United, la vittoria è questione di testa: Casemiro e Rashford riportano i Red Devils a vincere

Era di 6 anni fa l’ultimo trofeo del Manchester United con Mourinho in panchina. Una delle strisce senza trofei più lunghe nella storia dei Red Devils, non succedeva da 40 anni. Qual è stato il segreto per tornare a vincere? “Il calcio per il 95% è testa”. L’ha spiegato Marcus Rashford commentando la sua nuova esultanza dove indica la testa. L’inglese l’ha usata per la grande stagione che sta disputando e che l’ha portato a segnare il secondo gol contro il Newcastle. La testa, in maniera fisica, ce l’ha messa Casemiro per il primo gol.  

 

La parola “finale” per l’ex Real Madrid è come Jerry per Tom. Un’attrazione irrefrenabile, però Casemiro a differenza del gatto sa come arrivarci. La Carabao Cup è il 19esimo trofeo con i club nella carriera del brasiliano, il primo in Europa lontano da Madrid. Trovate qualcun’altro che avrebbe lasciato il Real dopo 8 anni per andare in un Manchester United in completa ricostruzione. Facile dire “lo fa solo per soldi”. Sicuramente i Glazers non gliene danno pochi. Ma dovreste vedere come va a esultare dopo ogni palla recuperata. Che sia al primo minuto, che sia all’ultimo. E quella doppia esultanza (prima per il gol, poi per la conferma del VAR) davanti alla metà rossa di Wembley è il perfetto riassunto di questi primi 6 mesi di Casemiro a Manchester. 

 

Rashford ha superato l’esame di maturità

Chi invece allo United non doveva dimostrare proprio niente è Marcus Rashford. I numeri della stagione attuale parlano per lui: 25 gol e 9 assist in 38 partite in tutte le competizioni. “La testa mi ha fatto fare questo scatto nella mia carriera”, continuando il discorso di prima. Manchester ha visto tutte le versioni di Marcus. Dal giovane promettente da cui ripartire alla bandiera che non riusciva a sventolare bene. Ora il vento sta girando a favore dell’inglese. La cura ten Hag dopo quegli insulti indegni post Europei gli sta facendo più che bene. Quando giocava nelle giovanili e faceva i primi allenamenti con Sir Alex Ferguson (nella finale in tribuna), nello spogliatoio con lui c’erano leggende come Giggs, Rooney e Scholes. Ora spetta a lui avere lo stesso ruolo per i vari giovani Garnacho e Mainoo.  

 

 

Con la testa i Red Devils tornano a vincere. L’immagine di Weghorst, arrivato a gennaio, che a fine partita canta Glory Glory Man United è il risultato di quello stile Mancunian ritrovato. Vittoria che arriva non senza soffrire, anzi. La partita per larghi tratti l’ha fatta il Newcastle. Ma quando ti chiami Manchester United è la vittoria che ti cerca. Un brindisi al ritorno dei re. 

Filippo Rocchi

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