Categories: Interviste e Storie

Luis Vazquez, l’eredità di Burdisso per il Boca di Battaglia

A distanza di una settimana dal Superclásico perso contro il River Plate, il Boca Juniors è tornato alla vittoria. 

E lo ha fatto davanti alla propria gente per la prima volta dopo 578 giorni di assenza, in una Bombonera gremita ben oltre il 50% di capienza permessa. 

 

 

Gioventù al potere

Una vittoria per 4-2 contro il Lanus, con i gol segnati tutti da giovani prodotti del vivaio. Weigandt, Almendra, Vázquez e Pavón, i protagonisti della vittoria contro il Granate, oltre alle buone senzazioni lasciate intravedere da Molinas. La miglior risposta dopo la doppietta incassata al Monumental da Julian Alvarez.

Per Vázquez è stato l’esordio alla Bombonera con pubblico. Con la tifoseria xeneize che lo aveva ovazionato al momento della lettura delle formazioni, nonostante partitsse dalla panchina. Il centravanti classe 2001 è entrato al 35’ al posto dell’infortunato Orsini e dopo appena 5 minuti ha segnato il gol del momentaneo 3-1: palla in mezzo e tocco di punta ad eludere il portiere dopo uno stop orientato che ha messo fuoritempo Guillermo Burdisso. E pensare che il fratello dell’ex meteora della Roma, Nicolas aveva contribuito da Manager al suo arrivo al Boca nel 2019, su segnalazione del coordinatore del settore giovanile Oscar Regenhardt e grazie anche ai buoni rapporti con il Patronato, squadra in cui giocava il più piccolo dei fratelli Burdisso, Mateo. 

 

 

Originario di Recreo, provincia di Santa Fe, Vázquez è entrato nel settore giovanile del Patronato a 15 anni. Lì ha incontrato per la prima volta Regenhardt, che aveva la stessa mansione svolta poi al Boca. Il classe 2001 è diventato il miglior goleador nella storia delle giovanili del club rojinegro, numeri che hanno attirato l’attenzione di Lanús e River Plate, prima che Burdisso chiamasse Regenhardt per lavorare al Boca e ovviamente non poteva che essere Vázquez il primo rinforzo. 400mila dollari per il 60% del suo cartellino e un contratto fino al 2022 sono le cifre dell’accordo con il club azúl y oro, ma solo dopo che Burdisso ha ottenuto relazioni positive da tre scout diversi che aveva mandato a visionarlo.

I problemi con i vicini e l’idolo Lewandowski

I gol come mezzo per raggiungere i propri sogni e per ripagare gli sforzi dei suoi genitori, che spesso non avevano i soldi necessari per mangiare, dopo averli spesi per comprare gli scarpini e pagare la pensione al Patronato, dove era stato anche denunciato dai vicini varie volte a causa della musica troppo alta. Episodi che avevano fatto dubitare anche i dirigenti sul suo futuro. 

Il trasferimento a Buenos Aires nel 2019 e la pandemia non lo hanno condizionato. Vazquez non ha smesso di segnare, prima nella Reserva e ora con 3 gol in 13 presenze nella Liga Profesional. Con un fattore comune: Sebastian Battaglia, allenatore che lo ha allenato con i suoi coetanei, prima di dargli fiducia quando è stato promosso dopo l’esonero di Miguel Angel Russo. La prima gioia nella Liga Profesional è coincisa con la prima vittoria dell’allenatore ad interim sulla panchina dei grandi e contro il suo passato, ovvero il Patronato. “Sognavo questo momento da quando ho iniziato. So che ho segnato al Patronato, club dove sono cresciuto, per questo non ho esultato. Sono contento che siamo tornati a vincere”, aveva dichiarato in lacrime dopo il primo gol tra i grandi. 

 

 

Lewandowski come idolo e il paragone quasi scontato con Martín Palermo, per un ruolo che dall’addio di Benedetto è rimasto scoperto dalle parti della Bombonera. Il Boca nei mesi scorsi ha prolungato il suo contratto fino al 2024, con una clausola fissata a 15 milioni di euro. Nel giro della Selección Sub20 ma non è in possesso del passaporto comunitario, che potrebbe rappresentare un ostacolo per un eventuale futuro in Europa. Adesso però il presente è a tinte azúl y oro, con l’obiettivo di qualificarsi alla prossima Libertadores e vincere la Copa Argentina grazie anche ai suoi gol.

Mattia Zupo

Giornalista pubblicista e studente in Scienze Umanistiche per la Comunicazione. Fiorentino nato a Fiesole nel 1996. Notti magiche, quelle passate a vedere il calcio sudamericano, dove il talento e la garra prevalgono sulla tattica. Uno sguardo al futuro e uno al passato alla ricerca di storie legate al fútbol.

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