Interviste e Storie

Dalla Spagna con Lamine Yamal al sogno Serie A col Lecce: chi è Paco Esteban

Paco Esteban (PHOTO CREDITS: Andrea Stella – US Lecce)

Dall’Atletico Madrid alla Nazionale con Lamine Yamal, fino a trascinare la Primavera del Lecce: chi è Paco Esteban

La Spagna con Lamine Yamal, l’Atletico Madrid e ora il sogno della Serie A. I gol e la personalità come filo conduttore a unire i puntini. C’è tutto questo e molto di più nel percorso di Paco Esteban, attaccante del Lecce Primavera.

Arrivato la scorsa estate, è stata un’altra intuizione del club giallorosso, che ha puntato forte sul classe 2006 come talento in prospettiva. Il risultato? Fin qui 13 gol in 19 partite con la Primavera e la prima chiamata in Serie A, ma la risposta dello spagnolo è tutt’altro che casuale.

Nella scorsa stagione, dopo aver segnato una doppietta all’esordio, ha concluso a quota 20 reti in 41 partite, trascinando la Primavera del Betis – insieme a Pablo Garcia – verso la prima storica Copa de Campeones Juvenil.

Eppure, anche la parentesi in biancoverde è stata solo un’ulteriore conferma di un percorso cominciato anni prima al Villarreal. In mezzo, l’avventura con Lamine Yamal e una storia di famiglia destinata a durare per anni.

Una storia di famiglia… e Lamine Yamal

In Spagna, infatti, il nome di Paco Esteban ricorderà sicuro qualcosa altro a diversi tifosi. Il giovane attaccante del Lecce, infatti, si chiama proprio come suo papà, Paco. Attaccante come suo figlio, ha giocato per anni nella tra Liga e Liga 2 vestendo le maglie di Girona, Malaga e Alcoyano, e con quest’ultimo club ha raggiunto anche una promozione dalla C alla B. Nel 2015 Paco si ritira, ma bastano pochi anni per veder cominciare una nuova storia, quella di suo figlio. E non solo.

A soli 13 anni il classe 2006 si trasferisce all’Atletico Madrid, e poco dopo anche suo fratello Sergio, più giovane di un anno, inizia a vestire la maglia biancorossa. Da qui, i loro percorsi si intrecceranno anche da avversari. Nella scorsa stagione, infatti, Paco – passato al Betis – ha affrontato Sergio nei quarti di finale di Copa de Campeones Juvenil, vincendo la sfida in famiglia ed eliminando il fratello anche grazie a un suo gol.

Su un binario parallelo, mentre viveva la sua esperienza con l’Atletico, Paco Esteban ha cominciato a vestire anche la maglia della Nazionale spagnola, condividendo lo spogliatoio con un compagno decisamente speciale: Lamine Yamal. I due hanno giocato insieme con l’Under 16, quando la stella del Barcellona aveva appena 14 anni: all’esterno blaugrana sono bastati pochi match per compiere la sua scalata anche in Nazionale, ma chissà che il futuro non possa riunirli. Nel frattempo, Paco Esteban è arrivato fino all’U18 spagnola continuando a segnare di pari passo con la maglia del Betis, e – come dicevamo – non ha smesso di farlo a Lecce.

Paco Esteban (PHOTO CREDITS: Andrea Stella – US Lecce)

Sognando la Serie A col Lecce: la stagione di Paco Esteban

I giallorossi sono stati fin qui protagonisti di un campionato dai due volti. Dopo una partenza lenta, con appena una vittoria nelle prime nove partite, la squadra di Schipa ha cambiato marcia: dall’inizio del 2026 il Lecce U20 ha vinto 6 volte su 7 in campionato, perdendo solo con la Roma seconda in classifica.

Dalle difficoltà a questo periodo positivo, la vera costante è stata proprio Paco Esteban: l’attaccante giallorosso ha segnato 13 reti, al pari di Braschi della Fiorentina e due in meno dell’attuale capocannoniere Mikolajewski. Lo spagnolo è rimasto a secco in 7 gare sulle 19 giocate fin qui, trovando il gol contro metà delle squadre del campionato.

Ma non finisce qui. Poco più di una settimana fa, il Lecce lo ha inserito nella lista Serie A, e dunque punta a esordire presto con Di Francesco. Con una personalità da trascinatore e i gol che hanno rivitalizzato la Primavera, il Lecce ha una risorsa importante in più per questi ultimi mesi: alla prima stagione in Italia, Paco Esteban sogna già in grande.

Stefano Barollo

Nato nel 2005 a due passi dalla Mole, la passione per il calcio è arrivata ben presto e non se ne è mai andata. Cresciuto sui campi, ho sostituito gli scarpini con la penna: le emozioni che trasmette questo sport non hanno paragoni. Poterle raccontare è insieme sogno e obiettivo: la voglia di conoscere nuove storie è un motore inesauribile.

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