Tre su tre. KO in Europa League, devastanti in Serie A. Cadere per poi rialzarsi, lo stesso copione per tre volte consecutive: la Lazio di Simone Inzaghi trova ancora i tre punti in campionato, subito dopo la delusione del giovedì sera. Prima la sconfitta con il Cluj, poi altre due con il Celtic: in Serie A, tre giorni dopo, i biancocelesti hanno vinto contro Parma, Fiorentina e, adesso, Lecce. “Bisogna alzare l’asticella” aveva rimproverato Inzaghi in conferenza stampa, la risposta di Lulic e compagni arriva sul campo: 4-2 ai giallorossi dell’ex Liverani, terzo posto in classifica in attesa di conoscere il risultato di Parma-Roma. Tradotto: zona-Champions, quella che la Lazio ha messo ancora nel mirino e che, quest’anno, vuole centrare a tutti i costi. “Ci manca da troppi anni”.
I protagonisti di giornata, tanto per cambiare, sono ancora loro: Immobile-Correa per superare Gabriel, Luis Alberto ad innescarli con l’ottavo assist della stagione. Ai gol di Ciro ci si è quasi fatta l’abitudine, El Tucu va a quota 5 nelle ultime 5 di Serie A. La doppietta contro il Lecce vale il record personale di gol in campionato (già 6), Correa ci ha preso gusto e adesso non si ferma più. Destro e sinistro per il primo e il quarto gol, in coppia con Immobile fa paura ai big d’Europa. In campionato, insieme, sono già a quota 20 reti segnate, una in più rispetto al duo Lewandowski-Gnabry.
Già decisivo agendo da “diez”, El Tucu ha preso pure il vizio di fare gol: a Inzaghi il merito di essere riuscito a farlo coesistere con Luis Alberto e Milinkovic-Savic. Non ci era riuscito ai tempi di Felipe Anderson, spesso protagonista a partita in corso, ce l’ha fatta con Correa e grazie a un nuovo Luis Alberto, pronto a sacrificarsi pure in mezzo al campo. Vedere per credere, nel 4-2 contro il Lecce c’è la firma di tutte le stelle biancocelesti. Immobile dal dischetto, a seguire Milinkovic e doppietta dell’argentino, innescato dall’ex Liverpool. Diciassette punti nelle ultime sette partite, prestazioni e numeri… da Champions League.
La crescita della Lazio passa da qui, dall’exploit di Correa, un insaziabile Immobile e la solita organizzazione made in Simone Inzaghi. Maturità del gruppo e continuità nei risultati, perché per raggiungere il quarto posto non ci si deve mai accontentare. “Alzare l’asticella”, ha tuonato Inzaghi, e la sua Lazio, adesso, non vuole deluderlo più.
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