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Episodio Vinicius-Prestianni, Kompany: “La reazione non può essere finta”

Kompany (IMAGO)

Il commento dell’allenatore del Bayern Monaco su quanto accaduto nella serata di UEFA Champions League tra Prestianni e Vinicius.

Continua a far discutere e probabilmente continuerà a farlo ancora per tanto tempo quanto accaduto al Da Luz di Lisbona nella serata di UEFA Champions League tra Prestianni e Vinicius.

Sono state diverse le versioni riguardo al presunto insulto razzista che il giocatore del Benfica avrebbe rivolto a quello del Real Madrid, e nella giornata odierna a commentare quanto accaduto è stato l’allenatore del Bayern Monaco, Vincent Kompany. 

L’ex difensore belga ha iniziato chiarendo: “Ci sono diverse componenti in questa storia. Innanzitutto, ciò che accade in campo; secondo, ciò che accade con i tifosi; terzo, ciò che accade dopo la partita. Per me, tra queste tre cose, bisogna fare delle distinzioni nette.

Kompany, poi, continua analizzando dal suo punto di vista: “Per quanto riguarda il campo, c’è Vini Jr. e, guardando l’azione, la sua reazione non può essere finta. È una reazione emotiva. Non vedo alcun vantaggio per lui nell’andare dall’arbitro e caricarsi di tutta questa sofferenza sulle spalle. Non c’è motivo per cui debba farlo, eppure lo fa perché in quel momento sente che è la cosa giusta. Accanto a lui c’è Kylian Mbappé, che di solito è molto diplomatico, ma è stato chiarissimo su ciò che ha sentito e visto, ed è stato ancora più esplicito dopo la partita”. Di seguito le dichiarazioni complete.

Vinicius-Prestianni, le parole di Kompany

L’analisi continua: “Dall’altro lato c’è un giocatore che si nasconde dietro la maglia e nega tutto. A meno che il giocatore stesso non si faccia avanti, è un caso difficile. Ma sullo sfondo, nello stadio, ci sono persone che fanno gesti da scimmia. Sta succedendo, si vede nel video. Quindi hai da una parte l’alterco tra i giocatori e dall’altra ciò che accade sugli spalti”.

Kompany, poi, prosegue svelando un sogno che vorrebbe si avverasse nella gestione di queste situazioni: “Non mi sento a mio agio in molto di ciò che vedo accadere nel mondo oggi. Non voglio appartenere a un gruppo o all’altro, ma guardando la situazione del giocatore, il mio sogno sarebbe che, se è vero che il giocatore del Benfica ha detto qualcosa di così grave, ci fosse spazio per delle scuse. Dire: “Mi dispiace, ho sbagliato”. Questo dovrebbe influire sulla sanzione. Se ammetti l’errore, dimostri che nessuno è perfetto e questo sarebbe un bel passo avanti”.

Redazione

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