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Juve U23, Agnelli: “Seconde squadre fondamentali. Ajax? Un esempio”

“La nostra volontà da un lato è quella di dare uno strumento importante all’Italia per tornare a competere ad altissimi livelli, dall’altro dal punto di vista individuale della Juve quello di calarci nella realtà della Lega Pro, e se ci sarà la possibilità della Serie B, e di contribuire allo sviluppo sia in termini di visibilità che di presenza negli stadi, riuscendo a portare un contributo di crescita a 360° non solo sportivo ma anche commerciale nella lega in cui operiamo. Dal nostro punto di vista l’impegno sarà massimo”. Lo ha detto il presidente della Juventus Andrea Agnelli in occasione del convegno sulle seconde squadre in svolgimento all’Allianz Stadium. “Noi ci crediamo, il progetto è partito in fretta e furia da un atto del commissario senza un confronto che speriamo ci sia oggi”, ha aggiunto il numero uno del club bianconero.

“Grandissimo merito va a Cherubini, il responsabile della formazione Under 23 della Juventus. “Da metà luglio in avanti ha svolto uno straordinario lavoro per allestire la rosa che oggi sta militando con
grande dignità e capacità in questo primo campionato di Lega Pro. Sono
sicuro che l’interesse manifestato l’anno passato sarà rinnovato e sarà
importante lavorare per mettere a sistema una piattaforma che permetta a
un certo numero di squadre l’ingresso delle seconde squadre
e da lì
nell’arco di un paio d’anni si vedranno frutti importanti sia a livello
sportivo che di valorizzazione”
, continua Agnelli.

“Da parte nostra, abbiamo inserito le
seconde squadre in un sistema di promozione e retrocessione
, quindi
credo sia fondamentale che queste decisioni prese rapidamente vengano
messe a sistema. Noi, come avete sentito parlare me e anche Marotta, diamo grande importanza alle seconde squadre. Se la Federazione
abbraccerà il progetto noi non ci tireremo mai indietro”
.

Mentre Cherubini esponeva il suo progetto citava l’Ajax,futuro avversario della Juve in Champions. “Queste sono le riflessioni che vanno svolte su
singoli Paesi che non hanno i mezzi di altri e restano competitivi nel
tempo. Se noi pensiamo alla storia del calcio, una volta la differenza
la facevano le metropoli, con l’accesso delle tv i mercati hanno
cominciato a fare la differenza”
, spiega il presidente bianconero. “Gli altri Paesi hanno dovuto continuare
nella loro tradizione di coltivazione dei settori giovanili per
rimanere competitivi. L’Ajax da questo punto di vista ha fatto una
grandissima scuola e questo è l’esempio principe che anche un mercato
senza risorse economiche, attraverso la politica sportiva possono
esserci società di alto livello internazionale
. L’Ajax oggi è ai quarti,
ma l’abbiamo visto in finale di Europa League due anni fa. Quindi il
sistema deve andare avanti. Grazie”
.

Redazione

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