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Jovic e Rebic, che storia. All’Eintracht, Serbia e Croazia segnano insieme

Oltre il confine. A Francoforte, per fare grande l’Eintracht, hanno messo da parte le ostilità perfino Serbia e Croazia. Alias Luka Jovic e Ante Rebic, anima (non meno di Sebastien Haller, a onor di cronaca) della squadra di Hutter che ieri ha fermato la capolista Dortmund sull’1-1.

Marcatore? Jovic, naturalmente. Predestinato ieri (nel 2014 è diventando il più giovane scorer della storia della Stella Rossa, superando la leggenda Stankovic), macchina da gol oggi. Già 19 in stagione, di cui 5 nella stessa partita lo scorso ottobre contro il Dusseldorf: come Lewandowski, sei anni prima di lui che ci era riuscito a 27.

Paragoni illustri, per un ragazzo rigeneratosi in riva al Meno dopo un’infelice esperienza al Benfica. Appena arrivato dallo Stella Rossa nel 2016 avevo pianto per tre giorni, racconterà l’attaccante. Con i lusitani solo quattro presenze in prima squadra, pochi lampi anche in seconda, il prestito biennale all’Eintracht arriva senza troppi complimenti.

Chi ringrazia però è Luka, che in Germania si ritrova e trova Ante Rebic. Altro talento dei Balcani in cerca di riscatto, dopo non aver lasciato il segno nella nostra Serie A con le maglie di Fiorentina e Hellas Verona. Il classe ’93 è a Francoforte già dalla stagione precedente, ma il decollo per entrambi arriva nel 2017/18: 9 reti a testa e pass per il Mondiale di Russia assicurato.

L’uno in maglia serba, l’altro in quella a scacchi croata. Destini opposti, all’interno del torneo. Jovic si toglie appena lo sfizio dell’esordio, all’89’ del match contro il Brasile con i suoi già eliminati. Qualche giorno prima, per Rebic era invece iniziato il ‘cammino degli dei’: suo il gol che ha aperto le danze di Argentina-Croazia, su gentile invito di Caballero. La scintilla che accenderà la splendida nazionale di Dalic, inarrestabile fino alla finale e con l’ex delusione viola sempre titolare dagli ottavi in poi.

Da agosto, saranno di nuovo il 4 e il 9 dell’Eintracht. Con Jovic questa volta a prendersi la scena, senza rivalità all’interno di un tridente oliato alla perfezione (con Haller, 40 gol in tre: nessuno come loro in Germania). Per la città che sogna la qualificazione in Champions e il trionfo in Europa League, una goduria. Di quelle che vanno assaporate finché durano.

Perché il prossimo giugno l’Eintracht potrà riscattare il capocannoniere di Bundes per 12 milioni dal Benfica, ma lui e Rebic fanno gola alle big d’Europa e oggi vengono valutati 40. Il prezzo della magia, che ha portato Serbia e Croazia a giocare di squadra. Un gol dopo l’altro.

Francesco Gottardi

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