Mattia Liberali (credit – Imago)
Classe 2007 di Carate Brianza, un gol e due assist in Serie B: Mattia Liberali sta costruendo, passo dopo passo, il suo spazio a Catanzaro
Un gol, due assist e tante giocate illuminanti. A 18 anni Mattia Liberali sta iniziando a lasciare il segno tra i professionisti con la maglia del Catanzaro, nella sua prima stagione in Serie B. Ma soprattutto una crescita costante che racconta molto più dei numeri. In Calabria il talento cresciuto nel Milan sta trovando continuità, fiducia e una dimensione ideale per maturare.
Arrivato in estate a titolo definitivo, Liberali è stato fortemente voluto dal tecnico Alberto Aquilani e dal direttore sportivo Ciro Polito. Una scelta chiara, condivisa e immediata: “Fin dal primo momento in cui mi hanno parlato del Catanzaro, confrontandomi con la mia famiglia e con il mio procuratore, ho deciso subito di venire qui”, racconta il classe 2007 a Gianlucadimarzio.com. “È una piazza che mi ha sempre affascinato, a me piacciono le città che vivono di calcio”.
L’impatto con la Serie B è stato diretto: “Prima non la seguivo tantissimo”, spiega Liberali. “Quest’anno la sto vivendo a 360 gradi, guardo le altre partite e seguo il campionato. A primo impatto ho capito subito che era una categoria intensa, molto diversa dalla Primavera, con giocatori più grandi di te. Devi adattarti in fretta”.
La prima parte di stagione è stata di lavoro silenzioso. Palestra, campo, routine quotidiana e 6 chili di massa magra presi: “Ho fatto tanto lavoro individuale, tanta palestra”, dice. “Allenarsi tutti i giorni, avere una routine precisa durante la settimana, è fondamentale. Concentrarsi sotto tutti i punti di vista è quello che mi ha aiutato di più”. E aggiunge: “Questo vale anche ora che sto giocando, bisogna continuare a curare tutto, anche fuori dal campo: casa, dieta, gestione personale”.
Dopo Natale, l’evoluzione. Minuti, fiducia e il primo assist nella prima gara da titolare a Bolzano contro il Südtirol. Da quel momento, Liberali ha iniziato a incidere con continuità, diventando il più giovane giocatore della Serie B ad aver preso parte ad almeno tre gol stagionali: “Mi sentivo pronto”, afferma. “Sapevo che il lavoro fatto prima mi sarebbe tornato utile”.
Il primo gol tra i professionisti, davanti ai tifosi del “Ceravolo”, è un’immagine destinata a rimanere nei suoi ricordi: “È stata un’emozione unica”, racconta. “Avevo già segnato in quella porta con la Nazionale, ma senza la curva. Con la Reggiana, festeggiare con i tifosi è stato qualcosa che ti rimane dentro”.
Mattia Liberali (credit – Imago)
La città lo ha accolto subito come uno di casa: “Mi sono trovato benissimo fin dal primo giorno. I tifosi vivono di calcio, lo sapevo già da quando ero venuto con la Nazionale. Ogni giorno incontri persone che ti fanno complimenti, ti chiedono come va. È una piazza che ti coinvolge e ti fa sentire parte di qualcosa”.
Anche l’accoglienza di quest’estate, al campo d’allenamento di Giovino, è stata speciale: “È stato bellissimo”, ricorda. “La squadra stava giocando un’amichevole, ma tutta la tribuna si è alzata per applaudire. In quel momento ho capito di aver fatto la scelta giusta”.
Il passato al Milan resta una base solida: “Ho fatto tutta la trafila delle giovanili lì, non ho rimpianti per come è finita”, racconta. “Mi porto dietro tantissime esperienze, dalle amicizie ai tornei. Il Milan mi ha dato tanto sia dal punto di vista calcistico che umano”.
Tra i ricordi più vivi c’è l’esordio in Serie A: “Il mister Fonseca mi ha aiutato tanto”, dice. “Tra i calciatori ricordo con particolare affetto Florenzi: mi è stato molto vicino quel giorno, mi diceva di restare calmo e di divertirmi, perché alla fine era una partita di calcio”.
In campo Liberali si sta dimostrando un giocatore duttile: “Il ruolo che mi piace di più è il trequartista”, spiega. “Giocare dietro la punta, imbucare, fare assist. Però ovviamente dipende da quello che chiede il mister, io cerco sempre di dare il massimo”.
La versatilità è diventata una risorsa costruita nel tempo, insieme alla capacità di adattarsi alle richieste dell’allenatore: “Ho giocato in più ruoli”, aggiunge, “e quello che il mister mi chiede cerco sempre di farlo con il massimo impegno”.
Alberto Aquilani (credit – Imago)
Il rapporto con Pietro Iemmello è quotidiano e formativo. “È una fonte di ispirazione”, afferma Liberali. “È un simbolo qui a Catanzaro, ha un’intelligenza calcistica incredibile. In allenamento ti guida, ti parla, è un leader vero”.
La pressione, che ha sin dalla giovanissima età, non lo condiziona: “Quella esterna non la sento particolarmente”, spiega. “Io chiedo già tanto a me stesso, so quanto valgo. È questa l’unica pressione che considero”.
Sugli obiettivi di squadra è chiaro: “Il Catanzaro è in continua crescita”, dice. “Stiamo migliorando sotto tutti i punti di vista. Dipende da noi continuare a lavorare senza forzare nulla, divertendoci come stiamo facendo”. A livello personale preferisce non sbilanciarsi: “Ho degli obiettivi anche numerici, ma li tengo per me. Voglio aiutare la squadra e dare sempre il massimo per questa maglia”.
Catanzaro se lo gode. Mattia Liberali, intanto, continua a crescere. Un passo alla volta, con la testa sulle spalle e lo sguardo già rivolto avanti.
A cura di Carlo Mignolli
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