Lo guardi oggi e sembra un'altra persona: 12 presenze stagionali con la Lokomotiv Mosca, di cui era un pilastro fondamentale fino all'infortunio al piede che lo sta tenendo lontano dal campo da novembre. João Mário, però, ha ritrovato il sorriso in Russia, dove lo hanno accolto come una star fin dal primo giorno. Il modo migliore per ripartire dopo le tante difficoltà avute in Italia.
Il portoghese ha salutato l'Inter in estate con la formula del prestito. Impossibile restare a Milano, dal momento che non rientrava nei piani di Conte: "Avevo un ottimo contratto, ma ero in una situazione estremamente negativa – ha spiegato in esclusiva ad A Bola – mi allenavo separatamente, da solo con Icardi. Non capisco la posizione dell'Inter nel non lasciarmi allenare e nel non farmi giocare almeno le amichevoli durante la preprazione".
Non proprio quello che il centrocampista classe 1993 si aspettava dopo essersi trasferito all'Inter per 40 milioni di euro, uno degli affari più costosi di sempre all'epoca per quanto riguardava i calciatori portoghesi: "Mi confondo se penso a come un club possa pagare così tanto un giocatore per poi trattarlo come un bambino della squadra B o delle giovanili. È così spregevole. Ho trovato un club meno stabile dello Sporting. Molta confusione, cambio di allenatori, una stagione molto mal preparata, un misto di molte cose. Mi dispiace che sia successo molto di più fuori dal campo che al suo interno".
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