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Inghilterra, la grande occasione per la generazione che vinse (quasi) tutto nel 2017

I prossimi giorni saranno senza dubbio un momento cruciale per l’Inghilterra di Gareth Southgate: il quarto di finale dei Mondiali Qatar 2022 rappresenta, per forza di cose, un crocevia non solo per la vittoria della Coppa del Mondo ma probabilmente per il destino dell’intero gruppo inglese. La rosa britannica, infatti, oltre ad essere molto simile a quella che ha perso sul più bello l’Europeo 2021, è formata in gran parte da giocatori che nel 2017, nelle diverse nazionali giovanili, raggiunse traguardi incredibili.

Il 2017 fu letteralmente un anno d’oro per l’Inghilterra, che si prese quasi tutti i trofei internazionali a livello giovanile. Nel super gruppo della Nazionale Under 17 che trionfò in finale Mondiale contro la Spagna c’erano sia Phil Foden sia Conor Gallagher, oltre a Jadon Sancho, che però è stato escluso da Southgate per i Mondiali in Qatar. Nell’U19 che stravinse l’Europeo, invece, era titolare indiscusso, e leader tecnico, Mason Mount. Insieme a lui c’erano anche Reece James e Ryan Sessegnon, che per motivi fisici o tecnici non hanno potuto prendere parte alla selezione di quest’anno, ma che rappresentano comunque il futuro dell’Inghilterra.

Un altro trionfo Mondiale arrivò per la Nazionale Under 20, sempre nello stesso anno. Tanti giocatori di quel gruppo, nonostante la vittoria e una successiva carriera di alto livello, non ebbero grande fortuna in Nazionale (su tutti Tomori, Calvert-Lewin, Lookman), ma quella spedizione rappresenta comunque il valore indiscusso della generazione inglese che si stava sviluppando in quegli anni. Infine, la nazionale giovanile “dei più grandi”, ovvero l’Under 21, non arrivò alla vittoria finale nell’Europeo 2017, ma si fermò alle semifinali, ottenendo comunque un ottimo risultato. E soprattutto, anche in quel gruppo c’erano diversi ragazzi che oggi fanno parte della rosa di Southgate: spiccano Pickford e Grealish, ma anche Abraham, escluso dai Mondiali per il pessimo momento di forma.

E Saka e Bellingham? Vista la giovanissima età, nessuno dei due nel 2017 aveva la possibilità di far parte di una delle selezioni che hanno trionfato in tutto il mondo, ma sono comunque un esempio di estrema precocità dei talenti britannici negli ultimi anni: nel giro di un paio d’anni sono passati dalle squadre giovanili a quelle maggiori, diventandone assoluti protagonisti, sia a livello di club sia di nazionale. La loro carriera con la maglia dell’Inghilterra sarà indubbiamente ancora molto lunga, ma anche per loro questi Mondiali sono un enorme carico di responsabilità e pressioni, dopo la delusione della finale 2021, quando proprio Saka sbagliò il rigore decisivo. Il primo appuntamento con la storia, per dimostrare di essere superiori alle scorse generazioni (qui il confronto), è per sabato 10 dicembre, per i quarti di finale contro la Francia.

Tommaso Freni

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