Si chiama Hans Nicolussi Caviglia ed è l’ultimo classe 2000 ad aver fatto l’esordio nella nostra Serie A. Convocato per la prima volta con i ‘grandi’ nel match contro l’Udinese da Max Allegri, molto probabilmente nemmeno il giovanissimo centrocampista valdostano immaginava di scendere in campo all’Allianz Stadium in questa serata di marzo.
Invece il sogno di Nicolussi si è avverato al 79’: Allegri lo aveva mandato a scaldarsi già da qualche minuto, poi – con la partita ormai in tasca e il risultato al sicuro – a dieci minuti circa dalla fine si gira verso la panchina e lo chiama: “Tocca a te”. Il quarto uomo segnala il cambio, via la giacchetta della tuta: Nicolussi entra al posto di Moise Kean, l’altro 2000 grandissimo protagonista con una doppietta e una prova super contro l’Udinese (QUI)
Numero 41 (il 14, il numero che ama, al contrario) sulle spalle e l’applauso d’incoraggiamento di tutto lo Stadium alla prima palla toccata. Emozione forte, fortissima. Che si scioglie piano piano con il passare dei minuti: qualche appoggio, corsa continua, tanta voglia di mettersi in mostra.
Quantità e qualità, punto fermo della formazione Primavera con cui si è messo in mostra in questa stagione collezionando 18 presenze e 4 gol in campionato, sei (con due gol e un assist) invece le apparizioni in Youth League. Talento e personalità che gli sono valse la ‘promozione’ in Serie C nella Juventus U23, prima della svolta di questi giorni.
Per celebrare la prima convocazione in Serie A ha pubblicato la foto con l’elenco dei convocati sul suo profilo Instagram personale, mentre nei 79' minuti trascorsi in panchina contro l'Udinese non ha smesso un secondo di osservare Cristiano Ronaldo, seduto lì, pochi posti vicino a lui.
“Vedere Cristiano allenarsi è speciale, da ogni tocco di palla si impara qualcosa. Mi ha colpito la sua maniacalità. Arriva prima dell’allenamento per lavorare in palestra, si ferma dopo per curare i particolari. Ti insegna a curare ogni dettaglio”, aveva dichiarato in un’intervista di qualche tempo fa Hans Nicolussi.
Uno che ammira De Bruyne ed è cresciuto nel mito di Johan Cruijff e che fa della fatica e della costanza in allenamento una della sue virtù principali. E che questa sera è sceso in campo al fianco di quei campioni che sempre più spesso ammira da vicino in allenamento, prendendosi anche i primi applausi dello Stadium. Per ora d’incoraggiamento, in futuro chissà….
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