Tra i giocatori del Genoa che hanno beneficiato di più dell’arrivo di Blessin c’è anche Pablo Galdames. 16 presenze stagionali per il cileno, 4 da titolare nelle ultime 6, e l’ultima contro il Cagliari in cui è stato impiegato da esterno destro nel 4-2-3-1 dell’allenatore tedesco. Una novità per il classe 1996 che nasce vertice basso, ma per tecnica e dinamismo riesce a interpretare più ruoli in mezzo al campo.
Pablito ha firmato con il Genoa lo scorso settembre. Dopo aver raggiunto l’accordo con i rossoblù, il cileno è stato tesserato oltre la fine de mercato estivo da svincolato. Ma le prime settimane non sono state facili per l’ex Vélez, che ha dovuto aspettare l’infortunio di Francesco Cassata per essere inserito nella lista dei 25 a disposizione di Ballardini. Tra allenamenti e trasferte transoceaniche con la nazionale cilena, l’esordio è arrivato alla 9a giornata col Torino. Poi di nuovo un ostacolo da superare: l’esonero dell’allenatore ravennate e l’arrivo di Shevchenko. Appena 59 minuti in 3 presenze in Serie A con l’ex ct ucraino, che finisce per escluderlo dai convocati nelle ultime due gare prima dell’esonero.
Poco feeling con Sheva, va meglio con Blessin, che lo reinserisce tra i convocati e dopo alcune partite lo getta nella mischia. Da mediano o da mezzala, a completare un centrocampo composto dal cervello di Badelj e dai muscoli di Sturaro. “Con questi due alla guerra! Vittoria tremenda, mancano 4 finali. Andiamo!”, la descrizione della foto postata dagli spogliatoi del Ferraris dopo la vittoria nello scontro diretto col Cagliari, insieme al croato e all’ex Verona. Guerrieri come il messicano Vasquez, con cui ha subito legato per via della lingua.
https://twitter.com/GaldamesJr27/status/1518328976372113417?ref_src=twsrc%5Etfw
Cresciuto a Santiago in una famiglia di calciatori, dal padre ha ereditato il nome e il ruolo. Pablito è infatti il figlio di Pablo Manuel Galdames Díaz, ex nazionale cileno ritiratosi nel 2008 dopo una carriera tra Messico, Argentina, Colombia e Cile. Anche i suoi due fratelli minori, Thomas e Benjamin sono due calciatori e giocano in patria nell’Union Espanola. Lo stesso club in cui è cresciuto Pablito, dopo essere stato scartato nelle giovanili dalla U de Chile per la statura.
Dopo essere stato allenato da Martin Palermo, nel 2018 ha superato la cordigliera delle Ande per trasferirsi in Argentina, dove si è imposto nel centrocampo del Gringo Heinze al Vélez, con compagno di reparto Nico Dominguez, oggi al Bologna. Uno step in uno dei campionati top a livello sudamericano, ma con l’obiettivo di raggiungere l’Europa. Per questo la scorsa estate, dopo la Copa America da svincoalto ha rifiutato le offerte di River Plate, U de Chile e Sao Paolo. In Italia c’erano stati dei contatti con Salernitana e Cagliari, ma alla fine ha sposato la causa del Grifone con un contratto fino al 2024. Raggiungere la Serie A era il suo sogno, mantenerla è ora il suo obiettivo. A 4 finali dal termine.
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