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Genoa, De Rossi: “Cremonese importante, ma non é uno spareggio. Colombo mi ha sorpreso”

Genoa, De Rossi (imago)

“Cremonese gara importante, ma non è uno spareggio. Baldanzi ha fretta di rientrare, ma non dobbiamo rischiare. Amorim intuizione di Diego Lopez, Colombo mi ha sorpreso, non credevo fosse così completo. Ritorno dei tifosi? Responsabilità e sostegno incredibile”. Così De Rossi a due giorni dalla sfida con la Cremonese dell’ex Nicola.

Meno due allo scontro diretto con la Cremonese per il Genoa di De Rossi, in palio punti importanti dal peso doppio in vista della corsa salvezza. Novanta minuti che l’allenatore rossoblu dal Sognorini di Pegli ha commentato così., partendo dalla reazione della squadra al finale col Napoli.

“I ragazzi hanno reagito bene, hanno lavorato bene come sempre, ovviamente i primi giorni immediatamente successivi a quella beffa c’era un umore diverso: siamo tutti d’accordo che si va avanti, che si può ancora raggiungere il nostro obiettivo, ma lo schiaffo, insomma avevamo ancora la cinquina sulla faccia. Pian piano si è ristabilita la giusta serenità, abbiamo lavorato bene e molto forte. Non è cambiato nulla rispetto agli atteggiamenti e a gli allenamenti delle settimane precedenti”. Sulla Cremonese protagonista di un momento negativo. “Pericolo di sottovalutarla? Questo pericolo neanche lo prendo in considerazione, forse non dobbiamo caricarla troppo. I numeri ci dicono che dovremo essere molto concentrati e consapevoli di quella che è la nostra classifica. Del fatto che la Cremonese è una diretta concorrente. L’andata non l’ho vissuta ma ho vissuto gli strascichi di quella partita, squadra che era provata dal cambio di allenatore, da come aveva salutato i tifosi non positiva. Essendo sempre subentrato ho trovato uno spogliatoio sano ma provato dal recente passato, quella partita ogni tanto l’abbiamo rispolverata dicendoci che non volevamo tornare a quel livello lì di astio con i tifosi, a quel livello di disperazione e delusione per la nostra prestazione, parliamo di come quando perdiamo ci applaudano i tifosi, di come sappiano andare oltre il fatto che si perda. Col Napoli fatti zero punti. Zero anche con la Cremonese, ma c’è modo e modo anche di perdere cercando di non arrivare a perdere. Partita importante, come lo sono tutte quando vai verso la fine della stagione. Peso specifico importante, non é la fine del mondo, non è uno spareggio, ma è una partita importante”.

Di fronte a De Rossi ci sarà Davide Nicola, vero e proprio esperto in salvezze. “Nicola l’Antonio Conte delle salvezze? Lo stimo molto, ci siamo scambiati anche qualche messaggio in questi anni. Sono amico del suo vice Barone, ho grande affetto per loro, siamo rivali e ci giochiamo parte importante della salvezza in questa partita. É più abituato di me non solo in salvezze ma anche ad allenare, come tutti gli allenatori esperti li prendo da esempio. Ha tanti subentri, subentrando spesso anche io abbiamo studiato gli allenatori più bravi del mondo ma anche quelli bravi a subentrare e mettere a posto situazioni che sono claudicanti. É un esempio come persona, per vari motivi che tutti sanno e che non stiamo qui a citare, è un esempio di serietà, professionalità e di forza. Lo stimo molto. É stimato anche qui a Genova dove é stato tanti anni, penso che una persona così lascerà sempre del bene dietro di sé e sono sicuro sarà così anche dopo domani con i tifosi genoani”

Inevitabile un passaggio sull’effetto post dichiarazioni sul Var e poi sul lavoro sui minuti finali dove il Genoa ha spesso perso punti. “L’unica volta che i genoani erano tranquilli al novantesimo era a Roma con la Roma, noi siamo sempre sul filo perché siamo in partita fino all’ultimo contro tutti. Senza fare piagnistei inutili sappiamo che in tante partite, a prescindere dal Var, avremmo meritato di fare qualche punto in più, ma l’importante é non fare partite come a Roma. Meglio perdere al novantesimo così, che vedere la squadra giocare come dal dodicesimo in poi a Roma, nonostante faccia più male prendere uno schiaffo così. Per quanto riguarda le mie parole, noi allenatori siamo condizionati quando il torto ci viene contro e ci toglie qualche punto, io non sono al di sopra di questa dinamica, ma spero che le mie parole possano aiutare noi stessi, il calcio, gli arbitri. Tutta questa dinamica che si è creata, anche questa separazione distanza che si è creata tra noi, gli arbitri e il Var. Spero che ci si possa magari trovare innanzitutto in una cosa omogenea. Sono d’accordo con le parole della società al 100%, il fatto che gli arbitri si siano esposti ad una critica dicendo che erano episodi errati in entrambi i casi..”

De Rossi, Genoa (IMAGO)

Genoa, le parole di Daniele De Rossi

Ha poi aggiunto sulla trasmissione Open Var:“È un programma che dimostra trasparenza negli arbitri altrimenti non parteciperebbero. Non la gestirebbero così e questo lo apprezzo molto. E quindi se c’è trasparenza c’è anche buonafede, non l’ho mai messa in dubbio. Spero che riusciremo a trovare una cosa che ci aiuti a far digerire meglio il regolamento e la gestione del regolamento. Perché anche all’interno di Open Var, anche all’interno delle ammostare chiacchierate con gli arbitri subito dopo la partita si capisce che non c’è un filo conduttore continuo, uno dice una cosa una l’altra. Secondo me é quello che possiamo migliorare, non l’errore che ci sarà sempre, la nostra incazzatura quando perdiamo all’ultimo minuto e non il fatto di voler portare acqua al proprio mulino, l’episodio ci sembra sempre un po più giusto a favore nostro e sbagliato nei confronti degli altri. Quello non ce lo leviamo, siamo italiani, siamo sportivi. Vogliamo vincere, c’è una porta alta in palio. Quello cambierà poco, ma un regolamento un po più facile, più uniforme secondo me ci aiuterà. Come con il fuorigioco e il gol non gol. Qualcosa che ci aiuterà e che aiuti anche loro“.

Dal Var al campo, sulle condizioni di Baldanzi: “Ci prendiamo un altro giorno per valutare, é rientrato si sta allenando, vediamo come starà in questi due giorni basandoci sul quadro generale: è un giocatore che è dentro, appena arrivato mi chiamava per dirmi quanto siamo forti, voglio giocare, ci prendiamo ancora qualche giorno per valutare lui e tutti gli altri. Pronto già per domenica? Potrebbe, vediamo i carichi di lavoro, valutando la condizione generale e se è il caso di portarlo qualche minuto. Lui ha fretta ma non bisogna averne, perdere una partita però non è un dramma, sarebbe un dramma farlo entrare e perderlo per sei o sette partite. Amorim dall’inizio? Amorim è un altro che scalpita, vuole giocare. Abbiamo un centrocampo che sta funzionando bene, vediamo se già da domani o col Torino ma sento che è matura la sua presenza dal primo minuto. É un giocatore che secondo me é una grande lettura di Diego Lopez, io ero contento di Amorim ma ero aperto a giocatori che conoscevano meglio il campionato e me. Diego ha insistito per Amorim e dopo dieci giorni posso dire che ha fatto bene, ho fatto bene a fidarmi. Abbiamo un patto, non prendiamo giocatori che che piacciano solo ad uno di noi. É un giocatore pronto per giocare, può diventare molto forte, poi ci sono le strategie di gara, gli avversari ma é un giocatore che a breve nella mia testa diventerà un punto fermo del Genoa, se lo meriterà”.

Genoa, De Rossi: “Non voglio una squadra impaurita”

Sui possibili rimpianti dall’arrivo a Genova. “Rimpianti forse per qualche scelta che magari ho sbagliato, per Fini e Venturino anche se rimangono giocatori nostri, giovani forti ai quali potevano dare più spazio. Ho puntato su giocatori che da quando sono arrivato hanno fatto un buon percorso, rimpianto su qualche partita che non mi è piaciuta, su tutte quelle con la Roma. In linea generale però posso ritenermi soddisfatto delle prestazioni e dei punti fatti. Se guardo queste partite penso che questi giocatori avrebbero meritato quattro o cinque punti in più, sono soddisfatto di quello che stiamo facendo. Contentissimo del posto dove sono sia di questa follia che ci ha colpito in queste ultime partite e contento di come sono stato accolto e anche di come accoglie eventi negativi che farebbe lanciare seggiolini in campo ai tifosi. Ho più soddisfazioni, più voglia, più motivi per essere felice e ottimista che per avere rimpianti”. Sui tifosi che torneranno in trasferta. “La responsabilità di questa presenza alle spalle l’abbiamo avuta sempre, anche quando siamo andati a giocare e loro non centrano. Penso sia un’immagine bella del calcio italiano, quando si chiude una trasferta a 5000 persone per il gesto di dieci é sempre un po’ una sconfitta sia di chi chiude sia di tutti quanti noi sportivi. Il fatto che in un’ora abbiano incenerito i biglietti é un segnale di quanta voglia di Genoa e di salvezza ci sia. É per noi una responsabilità, ma anche sostegno importante e una cosa veramente molto bella”. Tornando al campo e ai singoli. “Cornet sta bene, il giorno dopo era uno straccio, ha chiesto scusa al gruppo. É entrato bene con Bologna e Lazio, si sta allenando bene. Ha chiesto scusa, ma non c’era bisogno perché uno non era rigore e poi perché analizzato episodio, si poteva si essere più prudenti visto il momento. Bisognerà cercare di essere scrupolosi al massimo. Poteva essere un pochino più prudente, ma ha avuto una grandissima voglia di recuperare quel pallone e difenderlo. Sta bene, è recuperato ed è ben voluto da tutti. Il problema della difesa? Ci abbiamo lavorato sia ieri che oggi, quando si parla di difesa ci tengo sia intesa come fase difensiva. Non è un difensore che sbaglia ma è tutti insieme che si può fare molto meglio, poi ci sono anche circostanze casuali. I gol in A si prendono perché si affrontano squadre forti, dobbiamo far fare ai nostri avversari gol belli come quelli di McTominay”.

Ha poi aggiunto: Cosa non voglio vedere domenica? Una squadra nervosa, isterica, impaurita. Quando arriva a marzo il peso delle partite può aumentare, non voglio vedere l’ansia di vincerla a tutti i costi. Ero a bordo campo quando Conte ha detto ‘se non la vinciamo non dobbiamo perderla’ ai giocatori suoi, è un insegnamento. I numeri dicono che facciamo tanti gol, non essere disordinati può essere la strada per portarci alla vittoria. Quello che dice Spalletti é sempre illuminante, io influenzato dalla sua idea di calcio, è l’allenatore che mi ha allenato di più. Obbligatorio fare movimenti in avanti, obbligatorio che quando la palla è giocabile ci sia qualcuno che va nello spazio, non è obbligatorio dargliela. Qualcuno deve fare spazio davanti, andare tra le linee, fare un taglio. Chi ha la palla non é obbligatorio ci arrivi”.

Lorenzo Colombo (IMAGO)

Passaggio su Colombo, rinato con l’arrivo di De Rossi a Genova. “La sua crescita? A parte che ha grandi qualità, mi ha sorpreso e non pensavo che fosse così completo. Non credo che sarebbe stato un giocatore che avrei chiesto ad inizio stagione. Invece sa proteggere palla, di sinistro ha qualità e ha forza esplosiva nel tiro in porta. Ha anche fiuto del gol, si crea occasioni, sa giocare per la squadra e sa tenere palla. Lo bastono un po’ perché voglio che non si accontenti mai. Non dico che si lasci bastonare, ma accetta il fatto che io lo pungoli e che non sia mai contento al cento per cento di lui. Lui sa che valuto la prestazione ancor prima del gol. Ha fatto grandi prestazioni e non ha fatto gol. Col Napoli ha fatto un gol che si è creato da solo, ma ad esempio ha giocato meno bene del solito ed era d’accordo con la mia analisi. Mi sta piacendo molto e i fatti dicono che ci sta dando tantissimo in termini di punti e gol. Sta facendo la differenza per noi ed è innegabile. Poi chi fa assist e gol fa sempre la differenza. Ha in canna almeno altri 4/5 gol da qui a fine stagione, spero li faccia e che ci possa salvare. La salvezza fa scattare un riscatto automatico e obbligatorio e penso che sia per il Genoa una doppia buona notizia perché resterebbe al Genoa e perché il Genoa sarebbe in Serie A. Spero che sia al Genoa l’anno prossimo, in Serie A, ma penso che abbia ancora degli scalini in sù da fare. Alcuni attaccanti ci arrivano già fatti e mangiati a diciotto anni e sono subito pronti per squadre top, altri hanno bisogno di una maturazione diversa, più lenta, e hanno bisogno di prendere qualche musata e qualche stop. Lui si sta forgiando come carattere e il livello del Genoa, una squadra media di Serie A, non penso sarà il livello più alto che toccherà in Serie A”.

A chiudere una battuta sull’ex Thorsby e sulla visita a Pegli di Claudio Branco e Mario Bortolazzi. “Parto da Branco e Bortolazzi. Mario é un amico, l’ho avuto in nazionale, persona fantastica. Oltre al fascino di vedere questi giocatori credo serva memoria: a volte i ragazzi giovani non li conoscono, un giovane si tempi della Roma di cui non faccio il nome vide una persona girare per Trigoria e gli chiese cosa facesse, quel signore era Giacomo Losi (ex Roma), non era compito dei giovani sapere chi fosse, eravamo noi esperti a doverglielo dire, della società portare tutti i giorni a Trigoria Giacomo Losi tutti i giorni. Serve riportare memoria, Mario è venuto perché è un mio amico, ma gente così pulita per bene e che ama il Genoa va riportata vicino al club e non solo al Genoa. Thorsby? É un ragazzo speciale, testa diversa, mente pensante. Mi ha fatto un discorso di una lucidità, una dignità, di un’educazione pazzesca quando è andato via. Non doveva partite, al di là che poi l’affare fosse giusto, giocatore in scadenza e di una certa età, ma meritava di andare ad avere l’occasione di giocare verso il mondiale. Uno deve dargli una mano, lo stimo molto, nel momento più critico al mio arrivo ci siamo aggrappati a lui, poi ha trovato un posto dove avere più spazio. Anche se lo conosco da poco, domenica a parte, gli auguro il meglio. Occhio particolare a lui, Djuric, giocatori alti che possono essere più pericolosi quando sono vicini alla porta e non hanno il pallone tra i piedi”.

Marco Bovicelli

Nato a Genova il 26 novembre del 1979, mi laureo nell'Università della mia città in Scienze della Formazione. Inizio a raccontare di pallone nel 2012 nella trasmissione "Goal Sera", sull'emittente ligure Telenord (anche se leggende metropolitane mi vogliono, microfono in mano davanti alla tv, a fare telecronache già all'età di cinque anni). Ho collaborato in qualità di redattore con fantagazzetta.it e ilpubblicista.it (testata online e cartacea con la quale lavoro tuttora). Giornalista pubblicista dal 2014, metto parole ed emozioni su Gianlucadimarzio.com dal novembre del 2013, per il quale ho iniziato seguendo quotidianamente la Sampdoria oltre a Genoa, Savona ed Entella. Sempre in viaggio, nella mia borsa non possono mancare penna, tablet e un buon libro.

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