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Gattuso e il Napoli che verrà

Era il 6 aprile, quando un bel Milan usciva sconfitto dall’Allianz Stadium contro la Juventus. Al termine di quella partita, Rino Gattuso espresse un concetto chiaro, che servisse ad inquadrare nel modo migliore il suo lavoro: "I tifosi rivedono in Gattuso solo grinta. Ora vedo il calcio con un'altra visione e prospettiva". Il giocatore e l’allenatore sono due persone diverse. Il primo voleva, e anzi doveva, scaricare tutta l’adrenalina in campo, il secondo ha imparato col tempo a conviverci e a non esternarla nelle dichiarazioni pubbliche. Anche a costo di perdere il sonno, come tante volte ha ammesso. La retorica tutta sangue e arena, dunque, non restituisce un’immagine fedele del Gattuso di oggi, sempre alla ricerca della qualità in ogni reparto e che ama costruire la manovra dal basso. 

Mai una questione di soldi

Il carattere naturalmente non può mancare, ma perché fa parte di quell’insieme di valori che l’allenatore reputa indispensabili e che lui per primo incarna e porta avanti. Anche con la consapevolezza che un certo senso di cavalleria nel calcio si è un po’ perso e che l’attuale generazione ha cambiato l’ordine delle priorità nelle dinamiche della carriera personale. Ma Gattuso no, non riesce ad inserirsi del tutto in questo flusso. Per questo motivo non ha fatto fatica a rinunciare a due anni di contratto col Milan, perché non poteva essere soltanto una questione di soldi. È qui il punto di congiunzione tra il calciatore e l’allenatore, ciò che sostanzialmente è rimasto immutato nel tempo.

Si torna al 4-3-3

Il suo Napoli ripartirà dal 4-3-3, che Carlo Ancelotti non aveva mai considerato come il miglior assetto possibile. Le caratteristiche della rosa si sposano in molti aspetti con quelli che sono i suoi principi di gioco e soprattutto potrebbero evitare le criticità incontrate da Gattuso nel suo periodo alla guida del Milan. La qualità sulle fasce, la rapidità nelle giocate per la transizione offensiva, calciatori abituati a svolgere efficacemente entrambe le fasi di gioco e la libertà di iniziativa agli esterni d'attacco sono tanti elementi che potranno essere migliorati nel solco di quanto già aveva fatto in precedenza. Al tempo stesso, un maggiore tasso tecnico distribuito dalla metà campo in su potrà evitargli di incorrere nell'asetticità del reparto offensivo, con l’attaccante di riferimento che si muoveva lontano dalla porta per essere funzionale alla manovra perdendo così la naturale pericolosità. Un problema incontrato troppo spesso e che ha sempre finito col ridimensionare i rossoneri.

Gli obiettivi

Si diceva dell’importanza del carattere, che sarà necessario per ritrovare subito compattezza e recuperare terreno in campionato. Gattuso sa cosa vuol dire lottare per un posto in Champions League, competizione che conoscerà per la prima volta da allenatore, visto che ieri il Napoli ha conquistato la qualificazione agli ottavi di finale. Aurelio De Laurentiis l’ha scelto proprio perché l’ha ritenuto l’uomo giusto per far crescere la squadra sotto questo punto di vista e renderla ancor più competitiva. Almeno per il momento, visto che le parti si conoscono ancora poco. Ma le prerogative per l’inizio di un nuovo corso sembrano esserci tutte.

Salvatore Malfitano

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