Denzel Dumfries, Inter (imago)
Le dichiarazioni dell’esterno offensivo dell’Inter e dell’Olanda, Denzel Dumfries, sugli ultimi mesi in un’intervista rilasciata a “de Volkskrant”
Nelle prime 10 partite stagionali tra club (l’Inter) e nazionale (l’Olanda), ha già collezionato 3 gol e 1 assist.
Sono questi i numeri di Denzel Dumfries, esterno nerazzurro che da anni sta vivendo una crescita esponenziale.
Miglioramente che in particolare per i risultati raggiunti nell’ultima stagione l’hanno visto arrivare 25esimo nella classifica del pallone d’Oro.
Di questo e di tanto altro ha parlato il difensore in un’intervista rilasciata a “de Volkskrant“, quotidiano olandese.
“Quando rifletto sulla mia carriera, come di recente dopo la cerimonia del Pallone d’Oro (lì Dumfries è arrivato 25esimo, ndr), sono orgoglioso di me stesso. Da un mio allenatore, Alex Pastoor, ho imparato che bisogna godersi il momento ed essere orgogliosi dei propri risultati. Non è sempre facile, è bene allargare lo sguardo, da dove ci si trova. Per esempio, le due finali di Champions League in tre anni con l’Inter, mi rendono molto orgoglioso”.
Così ha parlato Denzel Dumfries, che ha poi aggiunto: “La mia mentalità è così da tempo: non posso ammalarmi, non posso farmi male, non posso fare alcune cose. Questa mentalità mi ha portato in un un tunnel, andando sempre dritto. Sono molto severo su questo. Al vertice, devi sempre applicare standard di disciplina e rigore a te stesso. Se posso dirlo, sono piuttosto bravo in questo”. E ha aggiunto: “Compirò 30 anni ad aprile, voglio ancora raggiungere certi obiettivi. Sono anche padre. La cosa più importante è trovare la giusta organizzazione”.
Poi, un commento sulla sua nazionale: “L’Argentina fa di tutto per vincere. Non lascia nulla di intentato. Noi forse siamo un po’ troppo ordinati. Commettere fallo, in un punto non necessario, per fermare l’attacco. Sì, all’Inter siamo maestri in questo. Se non lo fai lì, è peggio che se lo fai. Non esitiamo a commettere fallo, a oltrepassare il limite. Dovremmo farlo di più qui per puntare alla vittoria”.
E per finire: “È stato speciale assistere al gala del Pallone d’Oro, tra tutte quelle stelle di fama mondiale. È stato un onore essere tra i primi trenta al mondo. Indossavo un abito davvero bello. Ho ricevuto molti complimenti. Poi penso a cosa si può migliorare. Fare più gol e assist è quasi impossibile per un difensore. Vorrei essere un po’ più presente, nella costruzione, nel gioco in campo. Essere un po’ più dominante. Quando sei così coinvolto nelle fasi finali, con gol e assist, diventi un po’ esitante, perché vuoi essere importante in quella fase finale. Ma posso essere più coinvolto nelle fasi iniziali. Spostando la palla un po’ più avanti, o cercando un triangolo. Sono in un’età in cui ho sperimentato diverse cose, anche nei tornei senior, per assumere un ruolo di leadership. Lo faccio anche io. A parole. Non sono silenzioso, ma ci sono dei passi da fare”.
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