Interviste e Storie

L’American Dream di Rocco: con lui la Fiorentina è tornata a sognare

Imprenditore di successo e presidente molto ambizioso: gli anni di Rocco Commisso alla guida della Fiorentina

Ambizione, programmazione e passione: sono stati questi gli ingredienti della Fiorentina di Rocco Commisso. Quella Fiorentina che l’imprenditore italo-americano ha acquistato dai Della Valle nel giugno del 2019 per una cifra tra i 150 e i 170 milioni di euro e che ha riportato prima a competere con le grandi d’Italia e poi a giocarsela anche in Europa.

Tra gli investimenti e la passione che lo ha sempre contraddistinto nelle proprie esperienze lavorative, si può dire con certezza che Commisso ci abbia messo tutto se stesso per il bene della Fiorentina e dei tifosi. “Non sono venuto qui per fare il turista: il club deve tornare grande: il presidente viola si era presentato così alla prima conferenza stampa dopo l’acquisizione, e va detto che per certi versi non ha mancato l’obiettivo.

Con Commisso la Viola è passata in brevissimo tempo dalla lotta per non retrocedere a giocare tre finali in due stagioni, oltre che ad andare a un passo dalla Champions League – vero sogno di una piazza altrettanto ambiziosa e passionale. Perché Firenze e il proprio presidente hanno avuto in fondo tanto da condividere: entrambi focosi, ma soprattutto con la voglia di realizzare qualcosa di concreto e di andare oltre le parole.

“Non sono venuto in Italia per vedere gli altri che vincono e io che perdo” aveva dichiarato nel 2020, pochi mesi dopo esser diventato proprietario del club: obiettivo raggiunto, dentro ma anche fuori dal campo, dove l’italo-americano ha reso il club ancora più credibile, capace di giocarsela alla pari in tutti gli ambiti.

Un sogno chiamato Viola Park

Nell’eredità lasciata da Commisso alla Fiorentina, a spiccare è il Viola Park. Un centro sportivo all’avanguardia – simbolo di modernità – senza eguali in Italia e in Europa, fortemente voluto dal patron viola. “Questo centro sportivo è il più grande regalo che potessi fare alla città di Firenze e al club le sue parole al completamento dei lavori, ed effettivamente non poteva che trattarsi di un dono speciale a una società e a un ambiente che lo ha accolto con tanto entusiasmo.

Più di 100 milioni investiti per una mega area da 22 ettari, creata per essere la casa di tutte le formazioni viola e considerata una delle strutture più innovative del calcio italiano. Un vero e proprio fiore all’occhiello della gestione Commisso, oltre che emblema dell’irrefrenabile ambizione del presidente.

Rocco Commisso

La malattia

Ambizione che non si è fermata nonostante la malattia con cui ha convissuto negli ultimi mesi, che lo ha tenuto lontano dalla sua Fiorentina e dall’Italia. E questo, più di ogni altra cosa, lo ha fatto soffrire: “Mi manca il contatto con la squadra, con i calciatori, con il Viola Park e le persone che lavorano lì ogni giorno, ma sono sempre aggiornato. Sono amareggiato di non poter essere a Firenze per combattere come sono abituato nelle situazioni di difficoltà ma al momento non riuscirei a fare un volo così lungoaveva raccontato in un’intervista a La Nazione qualche mese fa, direttamente dagli USA – dove ha trascorso l’ultimo periodo.

Perché Commisso è stato questo: un uomo vulcanico, pieno di sogni e coraggioso nel trasformarli in realtà, ma soprattutto sempre presente per i suoi ragazzi e la sua città adottiva – Firenze – anche nei momenti di difficoltà personali. “Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni”: bastano queste parole, riprese dal comunicato del club viola, per descrivere in breve chi è stato Rocco Commisso.

Alessandro Mammana

Classe 2004, credo che la prima parola uscita dalla mia bocca sia stata "palla". Da sempre innamorato dello sport, il calcio è stato il mio compagno di vita, sin dal giorno zero. Ci ho giocato per una quindicina di anni prima che il mio corpo dicesse stop, ma potevo mai starne lontano? Assolutamente no, ed ecco che tutte le telecronache virtuali fatte giocando a Fifa o Pes hanno trasformato quello che prima era solo un sogno in un obiettivo

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