Se non avesse avuto il fuoco dentro avrebbe lavorato nell’impresa edile di papà: “Mi dava dello scarso, ma in realtà voleva che lavorassimo insieme”. Sogno paterno sfumato. Perché quel biondino lì aveva “qualcosa in più degli altri”. Vis Aurelia in primis, quando “scartava tutti gli avversari e faceva segnare i suoi compagni sulla linea”. Cassano style. Geniale, estroso, uno che in campo ti crea la giocata. Fantasista e… fantasia applicata. Specie sul corpo. Tatuaggi e scommesse: “Se raggiungo più di 500 retweet mi tatuo il logo di twitter!”. Più di mille, sfida superata. Sinistro magico poi. E già a 10 anni, nella Lazio pre-Lotito, quando “faceva gol da calcio d’angolo (leggi qui la sua storia)”. Imprendibile, ne parlavano così: “Bravo coi piedi, visione di gioco, qualità anomale per uno della sua età”. Cronache di un Ciciretti bambino, oggi 24enne dal futuro chiamato Napoli.
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