Interviste e Storie

Cesena e Frabotta, quando a sottoscrivere un rapporto è il destino

Gianluca Frabotta, terzino sinistro Cesena FC/IMAGO

Il 26enne difensore romano sta vivendo una stagione straordinaria e con il Mantova ha realizzato il gol che ha concretizzato la rimonta dei romagnoli: il terzo per lui in campionato. 

Se come sanciscono la Legge Notarile e il Codice Civile “le premesse sono parte integrante dell’atto“, quelle che hanno contribuito alla stipula del contratto sottoscritto da Gianluca Frabotta in estate con il Cesena, oggi, a 16 giornate dall’inizio del campionato di Serie B hanno assunto valore di clausole di garanzia. Nato il 24 giugno 1999, giorno di San Giovanni, Santo Patrono della città romagnola; avvicinatosi al calcio nell’Asd “Savio Calcio” di Roma, nome del principale fiume che bagna Cesena; pupillo del direttore sportivo Filippo Fusco fin dai tempi della Juventus Under 23 e amico di infanzia del capitano bianconero Andrea Ciofi.

E come da procedura ex lege n.89 del 1913 anche la “costituzione di parte” dell’ex Frosinone è apparsa, fino ad oggi, scevera da ogni vizio di forma. In principio fu la prova testimoniale del Ds Fusco che, in sede di presentazione, lo introdusse ricordando come l’entusiasmo e la voglia di venire a Cesena per rilanciarsi dopo qualche stagione al di sotto delle proprie aspettative lo convinsero “ad accettare di firmare in contratto in bianco”.

Appurata la corretta formulazione di un contratto che non ha nemmeno conosciuto la fase del preliminare tanto erano consistenti i principi che lo fondavano, è stata la volta della interpretazione. Basata su evidenti e concreti criteri oggettivi: il campo e il sorriso sincero e spontaneo che oggi riempie il volto sereno di Gianluca. Titolare inamovibile nella formazione dell’allenatore Michele Mignani, partita dopo partita, Frabotta ha ritrovato energia. Nuovi stimoli e sicurezza. Oltre a una buona condizione fisica: unica vera clausola vessatori nella brillante carriera del ragazzo cresciuto all’Ombra dell’Olimpico, formato tra Vinovo e lo Juventus Stadium e che sta diventando sé stesso all’Orogel Stadium.

Sentirsi parte di qualcosa. A Cesena, Frabotta sta riassaporando il sapore delle piccole cose. Delle semplici soddisfazioni. Un allenamento durante una giornata soleggiata e limpida nel contesto bucolico di Villa Silvia, le passeggiate nel tranquillo e riservato centro storico della città. E soprattutto l’amore di una tifoseria sana, passionale e sincera. Di quella stessa Curva Mare in cui, dopo il terzo gol stagionale realizzato nella speciale rimonta contro il Mantova, Gianluca, ha scelto di lanciarsi. Maglia al vento, urlo liberatorio, corsa a perdi fiato, salto dei cartelloni e via tra le braccia della sua nuova famiglia. Contratto formalizzato.

Cesena, dove Frabotta si ricongiunge con Gianluca

Riscatto. È questa la definizione che meglio descrive le ragioni che hanno portato Gianluca Frabotta a ritornare sulle proprie scelte abbandonando i fasti del calcio inglese, a mettersi alle spalle la Serie A con Dybala e gli incoraggiamenti di Andrea Pirlo preferendo tornare in Serie B con la maglia del Cesena. Seduto al tavolo della “trattativa” con il club, Frabotta pose sul piatto come corrispettivo all’ingaggio i due elementi che più lo hanno caratterizzato: “disponibilità e tenacia”. La richiesta? Giocare molto. È vero che le cifre sono l’essenza di un rapporto negoziale, ma a Cesena e nel Cesena non c’è mai stato nulla di più rilevante delle motivazioni. Saldamente fondate sull’umiltà che Michele Migani ha iniziato a professare fin da subito e proiettate al raggiungimento del primo obiettivo: la costruzione di un gruppo. Riassunto perfetto di un Cesena terzo in classifica.

E, forse, sarà per questo che, in un eventuale slancio ermeneutico del rapporto che si sta materializzando tra il club romagnolo e il terzino, ma oggi anche un po’ libero, classe 1999, non sarà difficile imbattersi in dettagli intimi. Tanto personali quanto semplici. Come quello dell’amicizia vera. Questa sì, senza corrispettivo. “Andre, n’do stai? Sto a venì a Cesena”. Una telefonata inaspettata, infinite emozioni che riassumono vite. C’è stata, senza dubbio, anche la lunga amicizia con il capitano Andrea Ciofi tra le principali ragioni che hanno spinto Frabotta ad arrivare in Romagna. Un legame costruito tra le mura di scuola e il parco di Morena, il quartiere di Roma dove i due sono cresciuti. Insieme. Sempre. Con un desiderio comune che ha saputo tenerli vicini nella lontananza: ritrovarsi, un giorno, a giocare nella stessa squadra.

Gianluca Frabotta, difensore del Cesena FC (IMAGO)

Tra sogni realizzati e certezze, a Cesena le conclusioni

Il destino ha scelto per loro il Cesena. Lì dove Andrea è diventato simbolo di una squadra, certo, ma soprattutto dei sogni di tanti “regazzetti” come loro per le strade di Morena. Lì, dove Gianluca ha scelto di ripartire. Con Andrea. Ancora una volta. Per esultare. Forse vincere. Magari puntare in alto. Senza dubbio: per star bene. E sentirsi solo Gianluca

Per Cesena e con il Cesena. Firma: Gianluca Frabotta. Sigillo.
Postilla: anche Ciofi esultò lanciandosi in quello stesso spicchio di Curva Mare. Quella sera il Cesena tornò in Serie B. Insomma, se le premesse “sono parte integrate dell’atto”…

Alvise Gualtieri

Nasco all’ombra delle Torri in un giorno che ricordo solo io e nell'anno del rigore di Pasadena. Baggio? Il calcio. Cresco nella “Terra Solatia” con la Laguna come sfondo. Mi svincolo tra codici giuridici e penna. Tra atti e storie so sempre cosa scegliere. La scrittura, forse, un dono del destino scoperto prima dagli altri grazie a un gol di tacco di Del Piero. Djokovic e VR46 le ragioni di una passione. B.B. King e David Gilmour: galeotta fu quella chitarra. Kurt Cobain il mito. La montagna nel cuore. Camminando, pensando e scrivendo. Ma non mi sento “Dante”. Basso profilo, costanza e affari miei. Filosofia vincente? Lo dirà il futuro.

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