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Catania, i tifosi scendono in piazza per la matricola 11700

I tifosi del Catania scendono in piazza per protestare e difendere la squadra. Si sono ritrovati alle 18.30 in piazza Università in un clima decisamente pacifico.

La situazione del Catania

 

 

La protesta è figlia delle recenti difficoltà societarie. SIGI, il gruppo proprietario del club, non ha dato garanzie sul futuro dopo la mancata cessione della società a Tacopina, con l’americano stesso che si è defilato. Il rischio ora è che il Catania possa finire nuovamente in tribunale e fallire. Queste le ragioni dietro alla protesta.

La protesta

 

 

Una manifestazione pacifica per protestare nei confronti dell’attuale dirigenza – guidata da SIGI – e difendere la storia del Catania, auspicando un rilancio netto e chiaro nel campionato di serie C. È questo il messaggio dato anche nel comunicato pubblicato nella giornata di ieri dalla Curva Nord della tifoseria rossazzurra. La protesta è terminata poco prima della 20.

Nei pressi della manifestazione era presente anche lo stesso presidente del CdA di SIGI, Giovanni Ferraù, insieme ad alcuni esponenti della società di imprenditori catanesi e al sindaco della città, Salvo Pogliese.

Il comunicato dei tifosi

Mai avremmo pensato di dover specificare per quale Catania saremmo scesi in piazza, ma quanto sta accadendo in città negli ultimi giorni ci obbliga a farlo. Si tratta del Catania dei nostri nonni, dei nostri padri, della tradizione, della comunità, della militanza, delle trasferte, di quanti hanno perso la vita per seguirlo, delle gioie (poche) e dei dolori (tanti), delle vittorie e delle sconfitte, delle promozioni e delle retrocessioni, degli otto anni consecutivi in serie A e dello spareggio di Cosenza contro la Nocerina. Il Catania di tutti noi, quello inciso nelle nostre vite, nelle nostre lacrime, nelle sciarpe e nelle bandiere che con orgoglio sventoliamo. Il Catania la cui storia è custodita nel n° 11700 dell’unica matricola che ci rappresenta. Per molti questa squadra, distrutta dalla ignobile gestione di Nino Pulvirenti, dovrebbe essere lasciata morire con il suo carico di debiti. Ma sappiate che se dovesse essere questo il destino che ci spetta, perché è vero i debiti sono troppi, non andremo incontro ad esso senza lottare. Non abbiamo intenzione di abbandonare la nave quando infuria la tempesta. Non lo abbiamo fatto nel 1993, nel 2003, nel 2015 e non lo faremo neanche oggi. Difenderemo la matricola, che per noi È AL PARI DELLA CHAMPIONS LEAGUE, DELLO SCUDETTO CHE NON ABBIAMO MAI VINTO E MAI VINCEREMO. Perché non siamo in cerca di una squadra per cui tifare, che abbia la maglia rossa e azzurra e si chiami Catania. Noi una squadra ce l’abbiamo già. Se la pensi come noi, ti aspettiamo in piazza Università, nel rispetto delle normative anti Covid-19. Vieni con la tua sciarpa e la tua bandiera, noi saremo lì per la nostra ragione di vita: il Catania 1946”.

A cura di Marcello Mazzari

Redazione

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