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Bendtner e quella notte al casinò: “Persi 450mila sterline in 90′”

Nicklas Bendtner al momento non ha una squadra. E' svincolato, la sua ultima partita risale al 14 novembre scorso, quando indossava la maglia del Copenhagen. Ora sta partecipando ad un reality show insieme alla sua compagna, la modella Philine Roepstorff. E si racconta, come accaduto in occasione di una lunga chiacchierata con il The Guardian. A partire da quando aveva 23 anni. Era il 2011, giocava per l'Arsenal ma era protagonista più fuori che dentro al campo: "Una volta arrivai alle 3 del mattino nel mio casinò preferito di Londra. Ero troppo ubriaco per sedermi a un tavolo – ha ricordato – dopo 90 minuti ho perso 400.000 sterline. Soldi che non avevo. Il mio conto in banca era scoperto e sarei andato in bancarotta se la fortuna non avesse girato. Barcollavo, andai in bagno. Poi trovai un cassiere e mi feci dare altre 50.000 sterline in fiches".

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Rammarico

Si tratta di uno dei tanti momenti che rendono particolare l'autobiografia di Bendtner. Sette anni dopo, una volta che era stato escluso dalla Nazionale per il Mondiale del 2018, ricorda di come  "Si sedette sul cesso a lamentarsi". Torna a raccontare: "Mi sono appassionato troppo allo stile di vita che veniva fornito dai soldiVorrei tornare indietro nel tempo e colpire quel ragazzo in testa con un martello. Fargli capire che possibilità avrebbe avuto".

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La mente torna poi a quel casinò di Londra: "All'alba avevo ridotto le perdite a 20.000 sterline. Ero stato incredibilmente fortunato, ma l'esperienza mi scosse. È stato il campanello d'allarme che ha aiutato a spezzare quell'incantesimo. Non sono mai stato un ragazzo a cui interessassero i soldi come un mezzo con cui mettersi in mostra. All'inizio era più una questione di divertimento e di stare con le persone che mi piacevano. Quando ero infortunato, il gioco d'azzardo mi dava adrenalina. Ovviamente maggiore è il rischio, maggiore è l'adrenalina. Quindi sceglievo la posta in gioco più alta".

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Futuro da allenatore?

Ora Bendtner ha le idee chiare: "Sto iniziando un corso di gestione di uno spogliatoio perché voglio diventare allenatore. Prima dovrò fare gli esami, ma fortunatamente ho tanti buoni amici nel calcio con cui posso fare esperienza. Gli errori che ho commesso saranno un mio punto di forza che mi aiuterà a capire le persone quando attraverseranno delle difficoltà simili alle mie".

Redazione

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