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L’Europa dà, l’Europa toglie: la Lazio scopre Basic, cantante mancato

Stavolta l’Europa porta bene, primo gol con la Lazio e primo squillo europeo. Uno schiaffo a quanto successo tre anni fa. Antefatto. Il Bordeaux acquista Toma Basic dall’Hajduk per 4 milioni e mezzo. Mediano giovane, ‘futuribile’, uno che gioca mezz’ala, regista e in ogni modulo del centrocampo. Tre competizioni, impegni in serie, Europa e Ligue 1.

Paulo Sousa vuole un rosa di un certo tipo. Che succede però? Per un “errore amministrativo” Basic non viene inserito in lista Uefa. Un po’ come Haller dell’Ajax l’anno scorso, fuori per un errore tecnico. Al croato succede lo stesso: “Quando l’ho saputo sono rimasto scioccato, ma mi sono concentrato sul lavoro”. Anche perché Sousa lo rassicura. “Passiamo il girone e ti inseriamo”. Non l’avesse mai detto: Bordeaux fuori. E da quel giorno niente più Europa. 

Chi è Basic

Il destino gli ha restituito ciò gli ha aveva tolto: prima da titolare con la Lazio e subito in gol contro il Lokomotiv Mosca, colpo di testa su assist di Pedro. Menzione speciale per Felipe Anderson, di nuovo in formato derby, artefice di un’azione ‘sarriana’ livello Napoli. Quando il brasiliano è in giornata “sì” si trasforma in un remake di “Prova a prendermi”, e non lo prendono mai. Basic ringrazia. Era la sua terza partita in assoluto con la Lazio dopo i 20’ con Galatasaray e Milan. Stavolta, nel 2-0 ai russi dove punge anche Patric, segna e convince. 

Ventiquattrenne di Zagabria, Basic ha un roster di interessi niente male: ama le freccette, le passeggiate, ed è cresciuto in una famiglia di sportivi: suo fratello gemello gioca in prima divisone croata con il Rudes, dove Toma aveva collezionato una ventina di partite nel 2015. Qualche anno fa ha detto basta ai videogiochi perché “deconcentrano le persone”

Conoscere Roma

L’altro fratello, Luka, è un istruttore di fitness, mentre la fidanzata insegna karate da diverso tempo. Ah, l’anno scorso è stata nominata miss Zagabria. I due vivono insieme a Roma, e Toni ha già iniziato a conoscere la città. Dopo le partite si ferma ogni tanto a Ponte Milvio per mangiare, e i tifosi della Lazio l’hanno soprannominato “Harry Potter” per via degli occhiali tondi e la sua somiglianza con il maghetto della Rowling. 

Ultima curiosità: la chitarra. Basic ne va pazzo, su Instagram ha postato diverse foto mente suona. Anni fa disse che se non avesse fatto il calciatore, avrebbe provato la carriera di cantante. Chissà. Tifosissimo dell’Hajduk, da piccolo andava allo stadio con papà.

Meticoloso

Tempo qualche anno e debutta al Poljud sotto gli occhi della famiglia: 75 partite e 11 gol dal 2015 al 2018. Meticoloso, attento al fisico, idee chiare fin da piccolo. Quando l’Hajduk lo chiamò per il provino, si andò ad allenare in giardino. Felicissimo. Ora la Lazio. Sarri aveva parlato di “tempo per adattarsi”, ma Toma ci ha messo solo tre partite per segnare il primo gol. “Voglio diventare importante per questo club”. Il primo mattone l’ha messo all’Olimpico.  

 

Francesco Pietrella

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