Svolta storica a Padova. É ufficiale il cambio ai vertici societari: inizia l’era di Alessandro Banzato.
“Il Padova ai padovani“. Uno slogan ricorrente nelle ultime settimane nella città del Santo. Ora la suggestione è diventata realtà: Alessandro Banzato sarà il nuovo Presidente del Calcio Padova.
Dopo giorni di negoziati le parti hanno raggiunto un accordo per il trasferimento del pacchetto di maggioranza della società biancoscudata. Il proprietario di Acciaierie Venete acquisisce circa il 70% delle quote azionarie, ovvero l’intera partecipazione di Amber Capital dell’ormai ex patron Oughourlian. Il restante 25% resta in mano a Francesco Peghin, insieme agli altri soci di minoranza.
L’operazione prevede il versamento di 2.5 milioni di euro a cui vanno aggiunti circa 4 milioni di debiti, oltre al costo della gestione complessiva della stagione di Serie B in corso. L’obiettivo dichiarato è chiaro: restituire il Padova a una proprietà interamente padovana, dopo anni di egemonia straniera e inaugurare una nuova era di stabilità. O meglio, di acciaio.
L’arrivo del nuovo patron ha scatenato l’entusiasmo della piazza. Durante Padova-Sampdoria del 21 dicembre, Banzato fece un’apparizione allo stadio. Non era la prima volta, ma in quella occasione i tifosi avevano chiesto un regalo di Natale all’imprenditore. Nel giro di pochi giorni il tutto si è concretizzato.
La gestione Oughourlian si è conclusa nel migliore dei modi, con la tanto agognata promozione della squadra in Serie B. Nel mezzo del cammino, però, anche tanti momenti complessi. E pensare che nell’ultima calda e felice estate padovana, il patron franco-armeno, in preda all’euforia dei festeggiamenti per il salto di categoria, si era così espresso in Piazza della Frutta durante le celebrazioni di fine stagione: “Voglio portare il Padova in Serie A“. Una promessa che non potrà essere mantenuta. Poche settimane dopo, infatti, hanno iniziato a rincorrersi le voci di un possibile cambio di proprietà, per molti addirittura imminente. Prima la suggestione di un Padova a stelle e strisce, con la cordata americana Primera Capital in rampa di lancio. Il tutto però è stato presto smentito. Con il passare dei mesi un silenzio che ha fatto rumore con un’unica certezza: Oughourlian aveva deciso che la sua epoca in Veneto era giunta al tramonto.
Dopodiché spunta un nuovo nome: l’imprenditore argentino Marcelo Figoli (già proprietario del club spagnolo Burgos CF e dell’uruguayano Juventude) manifesta il suo interesse e avvia una trattativa per acquisire il club biancoscudato. Sembra esserci addirittura un’intesa di massima. Banzato, defilato ma attento, monitora la situazione. Il tutto salta nelle fasi finali, impedendo di raggiungere l’accordo definitivo. Figoli esce così ufficialmente di scena e spalanca le porte alla cordata guidata da Banzato. Da fine ottobre in poi comincia il lavoro dietro le quinte di Peghin nel tessere la tela per l’ingresso del patron padovano. Gennaio diventa il mese della verità e della stesura definitiva delle carte. Inizia così una nuova era.
L’avventura del finanziere Joseph Oughourlian a Padova è stata più amara che dolce. Una storia iniziata nel 2017. Prima l’ingresso con una quota di minoranza e poi con la maggioranza del pacchetto azionario l’anno successivo. In parallelo il franco-armeno è impegnato nel calcio con il RC Lens in Francia e con il Milionarios in Colombia. Quasi otto anni segnati da crescenti difficoltà nei rapporti con l’ambiente locale. Il salto dalla Serie C alla Serie B era diventata una sorte di ossessione: investimenti cospicui nei primi anni, ma un bottino fatto di due finali play-off perse e tanta amarezza. Poi, dopo la sconfitta in finale a Palermo nel giugno 2022, una visione improntata a un progetto più sostenibile dal punto di vista finanziario ha portato nell’ultima stagione al compimento dell’obiettivo.
Il patron franco-armeno avrebbe voluto investire in nuovo centro sportivo per il club. L’intesa con le istituzioni locali, però, non è mai stata raggiunta. Al contempo un altro neo riguarda la famigerata Curva Sud, il cui compimento, tra mille vicissitudini, è in corso dal 2021. Questo ritardo ha portato la falange più calda del tifo padovano a scioperare per l’intera stagione passata: la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nella sua ultima conferenza stampa, quella del 23 febbraio 2025, Oughourlian aveva infatti espresso il suo malcontento: “Non so più cosa dire. La tifoseria ha preso la questione della curva come una scusa per non andare allo stadio. Siamo stati penalizzati due volte: dall’amministrazione comunale che non ha fatto il suo lavoro e dal pubblico. Non avevo mai visto una cosa del genere. Che senso ha? Noi perdiamo soldi con questa bufala“. Parole che hanno anticipato la fine di un amore mai del tutto sbocciato.
L’alba di un nuovo inizio scalda il cuore delle persone con sogni e aspettative di un avvenire migliore. Così Padova sta vivendo l’inizio dell’era Banzato. Una decisione attesa a furor di popolo che mette tutti d’accordo. La città, infatti, da tempo esprimeva la volontà di un ritorno ad una figura più vicina e più partecipe nell’universo del club. Il sindaco della città Sergio Giordani (presidente del club negli anni 90′) si era così espresso sulla questione a settembre 2025: “Sarebbe un grande presidente per il Padova. Sono 8 anni che gli faccio la corte“. Alessandro Banzato corrisponde a un profilo che rispecchia il territorio. Nato a Padova, è presidente e amministratore delegato del gruppo Acciaierie Venete, una delle aziende italiane di punta nella produzione di acciai speciali. Sotto la sua guida, il gruppo ha superato il miliardo di euro di fatturato annuo ed è tra i maggiori operatori del settore in Italia. Nel mondo industriale ha ricoperto incarichi di rilievo: è stato presidente di Federacciai e vice-presidente di Confindustria Veneto. È inoltre coinvolto in investimenti strategici per il territorio: ha partecipato con l’azienda Fin.Steel alla cordata che nel 2023 ha rilevato diversi quotidiani locali. Infine un grande amore per la sua città: nel 2021 ha finanziato il restauro di 12 statue in Prato della Valle.
L’imprenditore è anche un uomo di sport a tutto tondo. Per anni è stato figura di spicco del rugby padovano: ha ricoperto il ruolo di presidente del Petrarca Rugby, contribuendo in modo significativo ai successi del club. Il direttore sportivo Corrado Covi lo ha elogiato pubblicamente definendolo “una persona seria, posata” e sottolineando che “nei suoi anni tra le fila bianconere ha messo la società nelle condizioni di avere una squadra molto competitiva”. Non solo rugby, però, per Banzato. Anche il calcio ha un ruolo importante nella sua vita. Con una grande passione e con la vicinanza verso la squadra della propria città: prima l’ingresso in qualità di sponsor con Acciaierie Venete poi l’avvicendamento come nuovo presidente.
L’operazione Banzato-Padova è accompagnata da un’idea di rilancio strategico a medio lungo termine. Nessuna rivoluzione immediata. Il Padova è neopromosso in Serie B e sta lottando per mantenere la categoria. La priorità è raggiungere la salvezza in questa stagione, senza stravolgimenti a campionato in corso. Il mercato di gennaio non dovrebbe prevedere follie last-minute. Una volta messa in sicurezza la permanenza in cadetteria, comincerà l’era Banzato a pieno titolo. In vista della stagione 2026-2027, si prevedono investimenti per potenziare la rosa e le strutture. Banzato potrebbe garantire al Ds Mirabelli un budget aumentato rispetto al passato. L’ambizione di fondo, seppur non dichiarata esplicitamente in questa fase, è quella di riportare il Padova in lotta per le posizioni di vertice, sognando magari, in qualche anno, un ritorno in Serie A attraverso una gestione sostenibile ma ambiziosa, sul modello di realtà virtuose come Udinese o Atalanta.
Un aspetto centrale della visione di Banzato è il radicamento sul territorio e lo sviluppo di strutture sportive moderne a Padova. Si parla di un progetto per un nuovo centro sportivo polifunzionale. Il patron potrebbe valutare un investimento per realizzare impianti che possano ospitare sia il Calcio Padova sia il Petrarca Rugby. L’idea sarebbe quella di creare una polisportiva dello sport padovano. L’amicizia personale con il sindaco Sergio Giordani potrebbe in questo senso rendere le cose più semplici. Infine, il grande punto d’orgoglio del progetto: il ritorno a una proprietà al 100% locale. Lo slogan tanto atteso può finalmente essere recitato. “Il Padova ai padovani“, nel segno dell’acciaio.
A cura di Stefano Parpajola
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