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Locatelli: "Sono distrutto, sentivamo responsabilità verso gli italiani. Abbiamo fallito"
"Sono distrutto, svuotato, con le lacrime agli occhi". Così inizia il messaggio di Manuel Locatelli dopo la sconfitta dell'Italia contro la Bosnia, costato il Mondiale per la terza edizione consecutiva. Dopo Spinazzola nell'immediato post partita e Gianluigi Donnarumma il giorno dopo, anche il capitano della Juventus ha esternato le proprie sensazioni affidandosi ai social.
"Sentivamo la responsabilità verso i bambini, le famiglie, i nonni e tutti gli italiani che ci hanno sostenuto - continua il messaggio -. Abbiamo dato tutto e sono orgoglioso di questo gruppo. Noi giocatori, il mister e tutto lo staff eravamo uniti per questo sogno. Abbiamo dato ogni energia, ma non siamo riusciti a regalarvi questo Mondiale".
LOCATELLI: "ABBIAMO FALLITO" - Prosegue così il toccante messaggio del centrocampista: "Abbiamo fallito, questa è la realtà. E ne sento tutto il peso addosso. A chi ci è sempre stato vicino e a chi continuerà a sostenerci, dico grazie di cuore". Come Donnarumma, però, anche lui chiede di voltare subito pagina: "È dura, durissima, ma rialziamoci insieme. Non ci sarà giorno in cui non darò tutto me stesso in campo. Manuel".
Italia, Donnarumma: "Dopo la partita ho pianto, ora voltiamo pagina"
"Ieri sera, dopo la partita, ho pianto". Così Gianluigi Donnarumma sui propri canali social il giorno la sconfitta contro la Bosnia ai calci di rigore: "Ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l’Italia dove merita di stare. Ho pianto per la tristezza enorme che sto provando io, insieme a tutto il gruppo azzurro di cui sono fiero di essere capitano, e che so, in questo momento, state provando anche voi, tifosi della nostra Nazionale".
Il portiere del Manchester City ha proseguito: "Ora le parole servono a poco, è vero. Ma una cosa la sento forte dentro e voglio condividerla con voi: dopo una delusione così grande, bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, ancora una volta. E per farlo servono tanta forza, passione e convinzione. Crederci sempre, questo è il motore per andare avanti. Perché la vita sa premiare chi dà tutto, senza risparmiarsi. Ed è da qui che dobbiamo ripartire. Insieme. Ancora una volta. Per riportare l’Italia dove merita di stare".
IL DOLORE DOPO L'ELIMINAZIONE - La sconfitta contro la Bosnia lascia un segno profondo nel gruppo azzurro. Donnarumma non nasconde la propria amarezza, ma trasmette anche un messaggio di unità: il dolore diventa forza per ripartire. Il portiere ha voluto sottolineare come il legame con i compagni e con i tifosi sia un motore fondamentale per superare questo momento difficile. La mancata qualificazione ai Mondiali segna la fine di un ciclo e l’inizio di riflessioni profonde sulla nazionale.
Italia fuori dai Mondiali 2026: le reazioni del giorno dopo
L'Italia non parteciperà a un altro Mondiale di calcio per la terza volta di fila, dopo quelli del 2018 e 2022. Per il nostro Paese è il momento delle riflessioni: le reazioni del giorno dopo e le news in attesa del Consiglio federale della prossima settimana annunciato dal presidente della Figc Gabriele Gravina che deciderà i prossimi passi. Da Demetrio Albertini ad Adriano Galliani, passando per Mauro Tassotti, ma non solo.
19:35 | IL MESSAGGIO DI LOCATELLI - Anche il centrocampista della Juventus ha affidato ai social le sue parole sulla partita: "Sono distrutto, svuotato, con le lacrime agli occhi. Sentivamo la responsabilità verso i bambini, le famiglie, i nonni e tutti gli italiani che ci hanno sostenuto. Abbiamo fallito, questa è la realtà" (QUI IL MESSAGGIO COMPLETO)
15:30 | LE PRIME PAROLE DI DONNARUMMA - A distanza di qualche ora, sui propri canali social, il portiere e capitano della Nazionale ha commentato così l'eliminazione: "Ieri sera, dopo la partita, ho pianto. Ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l’Italia dove merita di stare. Ho pianto per la tristezza enorme che sto provando io, insieme a tutto il gruppo azzurro di cui sono fiero di essere capitano, e che so, in questo momento, state provando anche voi, tifosi della nostra Nazionale" (TUTTE LE PAROLE DEL CAPITANO QUI)
15:00 | LE DICHIARAZIONI DI SIMONELLI, PRESIDENTE DELLA LEGA SERIE A - Come riportato da ANSA, anche il presidente della Lega Serie A Simonelli ha detto la sua: "Non faccio commenti sulle cose degli altri, so che c'è una grossa pressione, credo comunque ci saranno delle riunioni a breve su questo tema, quindi non mi voglio pronunciare" (TUTTE LE PAROLE DI SIMONELLI QUI)
14.40 | IL COMMENTO DI ABODI, MINISTRO PER LO SPORT E I GIOVANI - Forte anche l'intervento di Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani: "Sconfitta definitiva. Sarebbe bene fare qualche riflessione, i vertici devono assumersi le proprie responsabilità. Prima del ruolo sovrano del consiglio federale c'è il ruolo apicale della coscienza individuale e non mi sembra emergere minimamente" (ASCOLTA QUI LE PAROLE DI ABODI)
14.30 | LE PAROLE DI TASSOTTI - Anche Mauro Tassotti, oggi collaboratore tecnico del Milan Futuro, è intervenuto a Sky Sport commentando l'esclusione dell'Italia dai prossimi Mondiali, partendo proprio dai ragazzi che allena che sono troppo piccoli per ricordarsi la Nazionale ai Mondiali: "È una brutta giornata per tutto l’ambiente calcio. Proprio oggi parlando con i ragazzi che alleno mi hanno detto che non si ricordano un Mondiale, questi sono gli anni migliori per viverlo e non potranno farlo". E poi sulla partita di ieri, martedì 31 marzo, ha spiegato: "Quando si riduce la qualificazione a una partita può succedere di tutto. Gli errori forse sono stati commessi prima perché non dovevamo arrivare a giocarci tutto in una partita perché poi si basa tutto su tanti episodi. Dopo l’espulsione infatti la partita è cambiata ma l’Italia anche in 11 contro 11 stava facendo fatica".
Tassotti si è anche soffermato su cosa si potrebbe cambiare e migliorare il calcio italiano: "In questo momento lo sport italiano in generale sta vivendo un momento felice ma nel calcio è successo il contrario. Il campionato italiano ora è in un momento di down e dobbiamo fare qualcosa per tornare ad avere un campionato di livello partendo magari dagli stadi: deve diventare un piacere andarci e non un obbligo. Dobbiamo ripartire da queste cose forse. Certe dinamiche però le lascio agli esperti che lo fanno per lavoro".
13:30 | LE PAROLE DI DEMETRIO ALBERTINI - Albertini ha proseguito: "Ce lo siamo ripetuti troppe volte, in troppi anni: ci sono tante cose positive. E' presto fare valutazioni sulle decisioni da prendere, ma non penso che si possa rispondere a una semplice domanda ma bisogna fare delle analisi. Se vogliamo cercare la verità bisogna essere predisposti ad accettare ciò che ci dà fastidio. Dobbiamo fare un'analisi non superficialmente, ma con obiettivi differenti da quelli che sono stati fino ad adesso". Albertini ha poi spiegato il suo ruolo all'interno della Federcalcio: "Non voglio interpretazioni, voglio essere concreto. Non è una risposta che posso dare adesso, ci sono dei tempi e non sono quelli da rispondere a una domanda del genere".
NUOVO PRESIDENTE FIGC - E su un possibile nuovo presidente della FIGC, si esprime così: "Per le mie esperienze federali di tanti anni dico che non c'è bisogno di un grande nome. Il presidente è il frontman di un movimento, non ci sono solo colpe da attribuire a una persona, è sempre facile nel calcio cercare il colpevole. Bisogna fare un'analisi e capire cosa vogliamo essere al di là di Gravina o Malagò. Serve una rinascita. Penso che ci sia anche una problematica sociale. Ci sono bambini che per altri 4 anni non vedranno un Mondiale con l'Italia, non potranno gioire. Dobbiamo oggettivamente pensare a nomi che possono contribuire a questa rinascita".
L'ELOGIO AD ARRIGO SACCHI - L'ex centrocampista ha chiuso il suo intervento a Sky Sport, parlando dell'ex ct Arrigo Sacchi, elogiandone mentalità e capacità: "Con le sue idee ha fatto fare il salto di qualità al movimento. Ha cambiato uno stile di allenamento, ha portato una mentalità un po' diversa. Si parlava del calcio italiano in una maniera, con quel Milan il calcio italiano ha avuto più rispetto. Ha fatto il primo passo, ha fatto vedere quel qualcosa in più ai giocatori che non riuscivano a vederlo. Nel 2010 chiamai Arrigo dicendogli 'Non ti vorrei come allenatore, ma puoi ancora dare tanto al calcio italiano'."
13:00 | LE PAROLE DI ADRIANO GALLIANI - Intervenuto anche Adriano Galliani a Sky Sport, ha esordito parlando dell'ex allenatore della Nazionale e del Milan, Arrigo Sacchi: "Ho detto sì ieri pomeriggio, prima della partita, per parlare del grande Arrigo Sacchi, che ha dato tante gioie ai tifosi del Milan e anche a quelli della Nazionale italiana di calcio. Ha rivoluzionato questo sport".
UN PARAGONE TRA PASSATO E PRESENTE - Successivamente, un'analisi sulla differenza tra gli anni gloriosi degli "Azzurri", e oggi: "Certamente è cambiato tutto rispetto agli anni ’90, se pensiamo alle vittorie sia dei club sia della Nazionale. Oggi in Italia solo il 30% dei giocatori è selezionabile per la Nazionale. Una volta vincevamo i Palloni d’Oro con giocatori che giocavano in Serie A".
LA SCONFITTA CONTRO LA BOSNIA - Sulla partita contro la Bosnia: "C’è ovviamente tanta tristezza per la Nazionale, come per tutti gli italiani. Ieri ero in un ristorante pieno di bandierine italiane, quindi la delusione è inevitabile. La mia prima partita è stata Svizzera‑Italia 4‑1 e, in questi settant’anni e più, ho vissuto tante gioie: due Mondiali vinti e le finali del ’70 e del ’94. Ma il calcio è anche questo. Dare la caccia al colpevole lo trovo inutile, quindi mi tiro fuori. Il parere del buon vecchio Galliani non arricchirebbe la questione (ride,ndr)".
IL CALCIO E GLI ALTRI SPORT - Sulla discrepanza con gli altri sport: "Credo che sia tutto ciclico. Quando vinceva il calcio, perdevano gli altri sport. Sono sempre stato convinto che, al di là delle colpe o dei meriti, esista proprio questa ciclicità. Se pensiamo che prima nel tennis non avevamo praticamente nessuno, oggi abbiamo quattro italiani tra i primi venti al mondo. È un mulino che gira".
IL CAMPIONATO ITALIANO - E infine, un focus sulla situazione attuale nel campionato italiano: "Prima al Milan c’erano i Franco Baresi e i Paolo Maldini. Adesso è cambiato tutto. Oggi il campionato italiano non è più un punto d’arrivo, ma spesso un punto di transito. L’analisi dovrebbe essere più approfondita rispetto a quello che ho letto questa mattina. Nel campionato italiano la velocità del giro palla è la più bassa rispetto agli altri campionati".
FIGC, convocata per oggi una riunione tra le componenti
Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha convocato per oggi, 2 aprile, una riunione tra le componenti Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, Asso Allenatori e calciatori. La decisione della Federazione arriva a seguito della mancata qualificazione, la terza consecutiva, della Nazionale alla Coppa del Mondo.
Lo scorso 31 marzo l'Italia ha perso ai rigori contro la Bosnia-Erzegovina nella finale playoff Mondiali. Gli Azzurri sono passati in vantaggio con Moise Kean al 16'. Complice l'espulsione di Alessandro Bastoni al minuto 41 del primo tempo - che ha costretto l'Italia a giocare in 10 il resto della partita - i padroni di casa hanno dominato la gara, trovando la rete dell'1-1 con Tabakovic al minuto 79. Al termine dei supplementari, le formazioni sono approdate ai calci di rigore. Gli errori di Pio Esposito e Cristante hanno condannato l'Italia alla sconfitta.
LA SITUAZIONE DI GRAVINA - Gabriele Gravina è al centro delle polemiche. Il presidente della FIGC non ha rassegnato le sue dimissioni al termine della partita. Il numero uno del calcio italiano è stato rieletto alla presidenza della Federcalcio nel 2025, ma al momento le dimissioni sono lo scenario più probabile. La decisione del presidente di convocare in anticipo una riunione con le componenti del calcio italiano fa riflettere: il futuro di Gravina e dei vertici della FIGC non è mai stato così incerto.
FIGC, Gravina verso le dimissioni? Ecco cosa prevedono le N.O.I.F. E in caso di commissariamento...
L'Italia, per la terza volta consecutiva, non parteciperà alla Coppa del Mondo. Un epilogo che porta con sè inevitabili riflessioni e possibili conseguenze che potrebbero portare a una rivoluzione ai vertici del calcio nazionale. Una di queste potrebbe riguardare il presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Nella giornata di domani, giovedì 2 aprile, è stato convocata una riunione con tutte le componenti (Serie A, Serie B, Serie C, Lega Nazionale Dilettanti, Assoallenatori e Assocalciatori) per sondarne l'orientamento in vista del Consiglio federale della prossima settimana.
COSA SUCCEDEREBBE IN CASO DI DIMISSIONI DI GRAVINA - Uno degli scenari possibili porta alle dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina. In questo caso le N.O.I.F. (Norme Organizzative Interne della Federcalcio) prevedono all'art. 3 comma 5 che: "In caso di dimissioni del Presidente federale, decadono immediatamente il Presidente e l’intero Consiglio federale. L’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal Presidente federale e dal Consiglio federale. In caso di dichiarata impossibilità da parte del Presidente federale, l’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal Vice Presidente federale e dal Consiglio federale. In ogni caso, l’Assemblea viene convocata senza indugio ai sensi dell’art. 21, comma 3, dello Statuto federale".
NUOVO PRESIDENTE ENTRO 90 GIORNI - Lo Statuto Federale, in questi casi, prevede, a norma dell'.art.21 comma 3, che il vice-presidente del Consiglio o un altro membro dello stesso convochi entro 90 giorni una riunione dell'Assemblea elettiva per decidere chi sarà il nuovo presidente della FIGC. Essa è composta da 276 delegati: 20 per la Lega Serie A, 20 per la Lega B, 58 per la Lega Pro, 91 per la LND, 52 per gli atleti, 26 per i tecnici e 9 per l'AIA. I Delegati per le Leghe professionistiche sono i Presidenti delle società o loro delegati, purché componenti degli organi amministrativi delle stesse società, le quali abbiano maturato un’anzianità minima di affiliazione di dodici mesi precedenti la data di convocazione dell’assemblea.
PESO DEI VOTI - Ai fini del calcolo delle maggioranze assembleari, il complesso dei voti spettanti ai Delegati è pari a 516 voti. Il peso per la preferenza di ciascun delegato è così suddiviso: 3,10 per ognuno dei 20 delegati della Lega Serie A, 1,29 per i 20 della LNP Serie B, 1,51 per i 58 della Lega Pro, 1,93 per quelli della LND, 1,98 per i 52 delegati degli Atleti, 1,98 per i 26 dei Tecnici e 1,15 per i Delegati AIA. In conformità con lo Statuto Federale l'Assemblea si considererà validamente costituita con la presenza di delegati che rappresentino almeno la metà più uno dei voti assembleari.
CANDIDATURA ED ELEZIONE DEL PRESIDENTE - I candidati all’elezione di Presidente federale devono presentare la candidatura mediante comunicazione alla Segreteria federale almeno quindici giorni prima della data fissata per lo svolgimento dell’Assemblea. L'elezione del presidente, a norma dell'art. 3 delle N.O.I.F., avviene al primo scrutinio in caso di maggioranza di tre quarti dei voti validamente espressi. La stessa può avvenire al secondo scrutinio quando un candidato riporti la maggioranza di due terzi dei voti validamente espressi. In caso di terzo spoglio dei voti, l'elezione si avrà quando un candidato riporti la maggioranza dei voti validamente espressi. In caso di mancata maggioranza, si procederà a ballottaggio.
L'IPOTESI DEL COMMISSARIAMENTO - Non è da escludersi, nel caso, neanche il possibile commissariamento della FIGC, come dichiarato dal Ministro dello Sport Andrea Abodi: "Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Commissariamento? Parlando con Buonfiglio (presidente del CONI) ho rinnovato l’invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti".
Il commissariamento delle Federazioni Sportive è disciplinato dallo Statuto del CONI. Lo stesso è proposto dalla Giunta nazionale del Comitato al Consiglio Nazionale in caso di "accertate gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi o nel caso in cui non siano stati adottati, da parte delle Federazioni Sportive Nazionali, gli adempimenti regolamentari o il commissariamento ad acta delle articolazioni interne competenti, al fine di garantire il regolare avvio o svolgimento delle competizioni sportive nazionali". Il Commissario viene proposto dalla Giunta Nazionale e approvato dal Consiglio Nazionale del CONI.
Il Ministro Abodi: "Sconfitta definitiva. I vertici devono assumersi le proprie responsabilità"
"È una sconfitta definitiva. Sarebbe bene fare qualche riflessione, i vertici devono assumersi le proprie responsabilità. Prima del ruolo sovrano del consiglio federale c'è il ruolo apicale della coscienza individuale e non mi sembra emergere minimamente": così Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, si è rivolto ai vertici della FIGC. Il membro del Governo ha rilasciato alcune dichiarazioni a seguito della mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali.
"Ci vuole responsabilità e consapevolezza di quanto sia accaduto ieri perché non è la prima volta. Quando sento parlare di soluzioni finanziarie non si capisce che il capitale che manca non è quello economico ma progettuale" ha aggiunto Abodi a Sky.
RIFONDARE IL CALCIO ITALIANO - Come riportato dall’ANSA, il Ministro ha poi invitato a una rifondazione del calcio italiano: "Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC".
Abodi ha sottolineato l'impegno del Governo a favore del movimento sportivo in Italia. Il Ministro ha anche bacchettato chi ha tentato di non assumersi le proprie responsabilità a seguito della mancata qualificazione degli Azzurri ai Mondiali, la terza consecutiva. "Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport" ha dichiarato il Ministro.
"L'ITALIA DEVE TORNARE A ESSERE L'ITALIA" - Abodi ha proseguito parlando dell'importanza dello sport, e in particolare del calcio, in Italia: “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale".
Sull'assenza degli Azzurri dal Mondiale ha detto: "Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio".
E infine, il Ministro ha ribadito il proprio impegno nel supportare lo sport e il calcio. Abodi ha concluso spronando la Nazionale a tornare ai vertici del calcio mondiale: "Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.
I SETTORI GIOVANILI - Un altro tema su cui il Ministro dello Sport si è concentrato successivamente in un'intervista rilasciata al TG1 è il lavoro da svolgere con i settori giovanili. Abodi ha sottolineato in particolare l'importanza di valorizzare il talento all'interno dei campionati, anch'essi al centro delle sue dichiarazioni: "Siamo troppo vittime degli schemi, io credo che del talento ci sia, non possiamo averlo certamente perso, si riparte dai settori giovanili, dovremo fare qualcosa di nuovo, tenendo conto anche di esigenze di club e riformulare un po' anche i campionati perché siano funzionali in una stagione così lunga anche alle nazionali e in termini di età, tenendo conto anche della primavera a vent'anni, scendere un pochino, bisogna allenare talento prima".
"ESAME DI COSCIENZA DEL CONSIGLIO FEDERALE" - Ospite del programma televisivo "Cinque minuti", Abodi ha proseguito più tardi affrontando anche il tema del Consiglio Federale e delle scorse elezioni, terminate con la rielezione di Gravina, che ottenne il 98% dei voti: "Il Consiglio federale deve fare un esame di coscienza perché, se ci riferiamo al presidente, non possiamo non pensare che ha preso il 98% dei consensi. L'assunzione di responsabilità è comune".
Infine il Ministro è tornato a parlare dei giovani, questa volta commentando la possibilità di ridurre il numero di giocatori stranieri nelle rose: "È quel che cercheremo di fare. Vogliamo il cambio di un modello che non ha prodotto solo tre mancate qualificazioni ma che non riesce più a far esprimere il talento italiano, soprattutto quello giovanile. Lo facciamo fino all'U19, già l'U21 non si qualifica alle Olimpiadi da quattro edizioni. La dimostrazione di un modello che non funziona quando cresce e compete con l'estero".
Yamal sui cori in Spagna-Egitto: "Usare una religione come insulto in campo vi rende ignoranti e razzisti"
Lamine Yamal ha commentato sui social i cori su "chi non salta è musulmano" che si sono sentiti dagli spalti ieri sera, martedì 31 marzo, nell'amichevole della Spagna contro l'Egitto. "Sono musulmano, alhamdulillah", esordisce sul suo profilo Instagram il numero 10 del Barcellona.
"Ieri allo stadio si è sentito il coro 'chi non salta è musulmano'. So che era rivolto alla squadra avversaria e non era un attacco personale nei miei confronti, ma da musulmano lo trovo comunque irrispettoso e intollerabile", ha spiegato riflettendo su quanto successo in campo.
IL COMMENTO DI YAMAL - Lamine Yamal ha continuato chiedendo il rispetto in campo: "Capisco che non tutti i tifosi siano così, ma a coloro che intonano questi cori: usare una religione come insulto in campo vi rende ignoranti e razzisti. Il calcio è fatto per divertirsi e tifare, non per mancare di rispetto alle persone per quello che sono o per quello in cui credono".
Infine ha ringraziato tutti i tifosi presenti dando loro appuntamento al Mondiale: "Detto questo, grazie a tutti coloro che sono venuti a sostenerci, ci vediamo ai Mondiali".
Caos FIGC: lancio di uova verso la sede e striscioni contro Gravina
Clima rovente davanti alla sede della Federcalcio a Roma. Nella mattinata di oggi, 1 aprile 2026, un gruppo di contestatori ha preso di mira l'ingresso principale di via Allegri lanciando diverse uova contro la facciata dell'edificio.
Oltre all'atto di vandalismo, sono comparsi alcuni striscioni che chiedono le dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina. La protesta nasce dal crescente malumore per la gestione sportiva degli ultimi anni, culminato con la terza esclusione consecutiva ai Mondiali di calcio della Nazionale Italiana.