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Conte: "Futuro? La voglia è di continuare al Napoli ma io porto aspettative, devo arrivare primo o secondo"
Conte: "Futuro? La voglia è di continuare al Napoli ma io porto aspettative, devo arrivare primo o secondo"
Il Napoli di Antonio Conte vince 2-1 contro il Lecce di Eusebio Di Francesco. A decidere il successo azzurro sono state le reti di Hojlund al 46' minuto e quella di Politano 21 minuti dopo.  Tre punti che portano il Napoli momentanamente a -1 dal Milan secondo, che in questa giornata sarà impegnato all'Olimpico contro la Lazio, e momentaneamente a +8 dal quarto posto.  Nel post partita Antonio Conte ha commentato la prova del suo Napoli contro il Lecce.  LE PAROLE DI ANTONIO CONTE - Come prima cosa Conte ha parlato dell'aver raggiunto la miglior media punti della storia della Serie A: "Io non sono uno che guarda le statistiche o che legge in generale queste cose. Preferisco concentrarmi sul lavoro da fare. Scoprire questa media punti, di 2.21, e stare davanti a grandissimi allenatori non può che rempirmi di soddisfazione. Come si dice Ad maiora semper". L'allenatore del Napoli ha poi continuato soffermandosi sul momento del malore di Banda: "Ero lì che stavo preparando come dovevamo muoversi per la punizione. Ho visto lui che si accasciava e mi sono preoccupato quando ha messo le mani sul petto. Io mi auguro che Banda stia bene e che si riprenda presto anche perché parliamo di un giocatore foto e di un ragazzo apposto. So anche che la moglie è incinta e auguro davvero il meglio a lui e alla sua famiglia". Conte si è anche espresso sul recupero dei suoi calciatori e sugli obiettivi: "Secondo me uno dei due centrocampisti deve essere Gilmour e Lobotka con accanto un qualcuno che possa inserirsi. Avere due assaltatori come Anguissa McTominay potrebbe portare meno equilibri. Poi durante la gara il discorso è diverso. Ci sono giocatori che sono stati fuori per tanti mesi e non possiamo pensare che abbiano subito la condizione. Sono giocatori forti ma bisogna dargli tempo per riabituarsi. Ho detto ai ragazzi di avere fiducia in quello che vedo perché bisogna fare il bene del Napoli. A fine primo tempo ho fatto due cambi e anche io mi prendo le mie responsabilità. Se c'è da giocare 90 minuti o 1 secondo tutti lo devono fare. Dobbiamo fare il bene del Napoli e centrare la qualificazione alla Champions League". IL FUTURO - L'allenatore del Napoli ha poi concluso soffermandosi sul suo futuro: "Ci incontreremo con il presidente e in maniera solare faremo le valutazioni. Io e la mia famiglia qui stiamo benissimo. La voglia è di continuare ma io so che porto aspettative, io devo arrivare primo o secondo. Le altre si preparano ai fuochi di artificio…"
Politano torna al gol dopo quasi un anno e il Napoli batte 2-1 il Lecce: la serata del 21 azzurro
Politano torna al gol dopo quasi un anno e il Napoli batte 2-1 il Lecce: la serata del 21 azzurro
La 29 giornata di Napoli Lecce è l’esatta fotografia di un campionato fatto di alti e bassi per il Napoli. Una stagione costellata da numerosi infortuni ma con la voglia e la necessità di riscattarsi sempre in campo e, in questo match, Matteo Politano ha raccontato questa mentalità nel migliore dei modi. Il calciatore ha chiuso il cerchio di un digiuno lungo quasi un anno. Il suo ultimo gol risaleva alla 30esima giornata di campionato 2024/2025 nel 2-1 contro il Milan. Prima di questa rete erano arrivati due assist negli ultimi due match. Al Maradona, contro il Lecce, il numero 21 azzurro si prende la scena in una partita a tratti molto complicata. Il Napoli va sotto nelle prime battute, fatica a trovare ritmo nel primo tempo e poi cambia marcia nella ripresa. Prima l'assist per il pareggio che riaccende la squadra, poi il gol del 2-1 con una conclusione al volo sugli sviluppi di un calcio d'angolo: un gesto tecnico che scatena l'urlo dello stadio Maradona e restituisce fiducia a uno dei giocatori più continui degli ultimi anni per il Napoli. Una sfida che si è giocata in un clima particolare dopo quanto accaduto a Lameck Banda, attaccante giallorosso, che a seguito di un malore ha lasciato il campo in barella. POLITANO E IL NAPOLI, UNA STORIA INZIATA NEL 2020 - Arrivato al Napoli nel gennaio 2020 dall'Inter, inizialmente in prestito prima del riscatto definitivo, Matteo Politano nel tempo è diventato uno dei punti di riferimento della fascia destra azzurra, con 269 presenze e 35 gol. Nel corso delle stagioni ha attraversato cambi di allenatore, sistemi di gioco diversi e compagni di reparto differenti, ma ha sempre mantenuto un ruolo centrale grazie alla sua affidabilità e al lavoro costante lungo la corsia. Il contributo di Politano va spesso oltre i numeri: corsa, sacrificio difensivo e capacità di dare equilibrio alla squadra. Per questo la rete contro il Lecce assume un valore particolare, quasi simbolico, perchè premia la continuità e la dedizione di un giocatore che raramente è mancato nei momenti più delicati della stagione. LA REAZIONE DEL NAPOLI - La sfida contro il Lecce ha mostrato ancora una volta il doppio volto della stagione azzurra. L'avvio complicato, con il gol subito nei primi minuti, sembrava indirizzare la partita su binari difficili. Il Napoli però non ha smesso di cercare la reazione e nella ripresa ha trovato la forza per ribaltare la gara. Il pareggio arriva grazie ad Hojlund, che torna al gol al Maradona dopo oltre tre mesi dall'ultima volta (la doppietta alla Juventus del 7 dicembre), su assist di Politano. Ma è lo stesso numero 21 a mettere la firma definitiva sulla rimonta. Il suo gol non è solo la rete che vale tre punti: è il simbolo di una squadra che continua a lottare anche quando la partita sembra sfuggire di mano. E forse proprio per questo il Maradona ha festeggiato con un'energia particolare: perchè in quel tiro al volo c'era tutta la voglia del Napoli di rialzarsi ancora una volta.
Napoli-Lecce: malore per Banda, il calciatore in osservazione al Cardarelli. Il comunicato ufficiale
Napoli-Lecce: malore per Banda, il calciatore in osservazione al Cardarelli. Il comunicato ufficiale
Attimi di panico allo stadio Mardaona, sugli sgoccioli del secondo tempo. Il numero 19 del Lecce Lameck Banda si è improvvisamente accasciato al suolo per un malore. L'allenatore azzurro insieme a Politano sono stati il primo a notarlo richiamando i soccorsi. Il calciatore ha perso conoscenza ma, dopo esser stato soccorso tempestivamente dai medici si è momentaneamente ripreso.  Allo stadio Maradona è subito calato il silenzio, interrotto poi da un applauso incoraggiante nel momento in cui il calciatore è stato portato via in barella e ha lasciato poi lo stadio in ambulanza. L'episodio ha inevitabilmente scosso il finale della partita, con grande apprensione da parte dei compagni, avversari e pubblico presente sugli spalti. COSA È SUCCESSO - Secondo le  prime ricostruzioni, Banda avrebbe accusato un forte dolore allo stomaco dopo un colpo ricevuto pochi secondi prima dell’episodio. L'allenatore del Lecce Eusebio Di Francesco ha poi spiegato nel post partita che si sarebbe trattato di una botta che ha spaventato il giocatore ma che, fortunatamente, non dovrebbe avere conseguenze più gravi. Anche Antonio Conte ha raccontato di aver notato il calciatore accasciarsi, sottolineando la preoccupazione nel vederlo portare le mani al petto e augurandogli una pronta ripresa. Dal Lecce, infine, sono arrivate rassicurazioni sulle condizioni dell’attaccante, che sta bene ma verrà comunque sottoposto ad ulteriori accertamenti. LECCE, LE CONDIZIONI DI BANDA DOPO IL MALORE: IL COMUNICATO - Di seguito il comunicato ufficiale sulle condizioni del calciatore: "Il calciatore Lameck Banda, a seguito di un contrasto di gioco avvenuto nella gara Napoli-Lecce, è stato costretto ad abbandonare il campo di gioco. Il giocatore è stato portato all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è in osservazione".
Un "Invincible" per il Cesena: la nuova sfida di Ashley Cole
Un "Invincible" per il Cesena: la nuova sfida di Ashley Cole
C'è un filo sottile ma resistente che lega le nebbie londinesi al calore passionale della Romagna. Quel filo oggi ha il volto, forse un po' più segnato ma sempre riconoscibile, di Ashley Cole. Il terzino sinistro che ha ridefinito l'interpretazione del ruolo nella storia della Premier League, l'inesauribile cursore di Arsenal e Chelsea, è pronto a sedersi sulla panchina del Cesena. Una scelta che a prima vista potrebbe sembrare un azzardo esotico ma che, a guardare bene il percorso di maturazione dell'uomo prima ancora che dell'allenatore, ha i contorni di un romanzo sportivo scritto con straordinaria lucidità e consapevolezza. Per Cole, l'Italia non è una terra incognita. Il suo primo incontro ravvicinato con il nostro calcio risale all'estate del 2014, quando sbarcò nella Capitale per indossare la maglia della Roma. Furono due stagioni complesse, vissute in una città che divora i suoi eroi in fretta e non perdona le esitazioni, specialmente a chi arriva con un palmarès ricchissimo. Quel periodo in giallorosso, affrontato al tramonto di una carriera inimitabile sul campo, gli ha però lasciato in eredità molto più di qualche presenza all'Olimpico. Gli ha insegnato a respirare la tattica, a comprendere la pressione viscerale e l'amore totalizzante che solo le piazze italiane sanno trasmettere. Quell'esperienza, metabolizzata nel tempo, rappresenta oggi il bagaglio culturale fondamentale con cui si presenta al Manuzzi, uno stadio che in quanto a passione e appartenenza non ha nulla da invidiare alle grandi città. Un uomo cambiato nel profondo: la metamorfosi del Cole allenatore Ma chi è oggi l'Ashley Cole allenatore? Per capirlo fino in fondo, bisogna spogliarlo dei panni del fuoriclasse che ha vinto tutto e osservare il percorso silenzioso e di grande studio intrapreso nel 2019. Partito dal Derby County e dal Chelsea con le giovanili, è passato per Everton e la prima squadra dei Blues come fidato vice di Frank Lampard e poi di Wayne Rooney al Birmingham City fino ad arrivare al trionfo da assistente di Lee Carsley con l'Inghilterra Under 21 e a un passaggio nella nazionale maggiore. Non ha mai cercato la ribalta immediata, preferendo studiare le dinamiche umane dietro le quinte. Come lui stesso ha recentemente confessato, la panchina lo ha cambiato nel profondo. Il calcio gli ha dato moltissimo, e ora avverte l'esigenza di restituire quella ricchezza, cercando di aiutare a sviluppare i talenti per creare i nuovi campioni di domani. Il vero cambiamento è prettamente interiore. Allontanandosi dalle luci dei riflettori del campo, Cole ha scoperto l'importanza dell'empatia. "Inizi a studiare le persone - si è ritrovato a pensare, intervistato da Chase - ti inizi a domandare se un ragazzo sia arrabbiato, triste o felice in un determinato momento. Allenare mi ha fornito quella sensibilità per leggere gli stati d'animo, una capacità che nel lungo periodo è il vero segreto per rendere i giocatori migliori. Mi ha reso una persona migliore". L'influenza di Mourinho e Ancelotti È in questa nuova veste che emerge la sintesi perfetta tra i grandi maestri che hanno plasmato la sua visione calcistica. Cole porta con sé il pragmatismo britannico fuso con due scuole di pensiero diametralmente opposte, eppure complementari se maneggiate con intelligenza. Da una parte c'è l'impronta indelebile di José Mourinho. Dell'allenatore portoghese, Cole ha interiorizzato la disciplina ferrea, la forza mentale, le aspettative altissime e la pretesa di standard impeccabili durante ogni singolo allenamento. È un approccio rigoroso che lo ha aiutato a crescere anche in panchina e che intende riproporre ai suoi giocatori. Dall'altra parte, però, c'è l'influenza profonda di Carlo Ancelotti, l'uomo che gli ha insegnato a sussurrare ai campioni. Dall'ex Real Madrid (tra le altre), Cole ha imparato l'importanza vitale di conoscere la persona prima ancora del calciatore, di entrare in sintonia con l'uomo che deve dare tutto per la maglia. Le doti comunicative di Ancelotti, la sua capacità di comprendere i segnali di disagio, di capire quando un atleta non gioca bene per motivi che esulano dal campo, sono diventate la bussola per il Cole allenatore, come lui stesso ha rivelato. Un campione per il Cesena: ecco Ashley Cole Il Cesena si appresta dunque ad accogliere un allenatore moderno e complesso, che non porta in dote solamente una lavagna tattica aggiornata, ma un profondo spessore umano. Cole arriva in Romagna con l'intenzione di costruire prima un gruppo e poi una squadra, unendo l'esigenza di una disciplina marziale ereditata dallo Special One alla profonda empatia dell'attuale CT del Brasile. L'incursore della fascia sinistra si è fermato, ha imparato a guardare negli occhi i suoi giocatori, e ora è pronto a correre di nuovo, questa volta guidando i suoi ragazzi dal bordo campo del Manuzzi.
Clamoroso Cesena, il nuovo allenatore sarà Ashley Cole!
Clamoroso Cesena, il nuovo allenatore sarà Ashley Cole!
Clamoroso quanto accadrà sulla panchina del Cesena. Esonerato da poco Mignani, il club romagnolo lo sostituirà con Ashley Cole! L'ex calciatore di Arsenal, Chelsea e Roma ricopriva il ruolo di vice allenatore dell'Under 21 dell'Inghilterra, guidata da Lee Carsley. Adesso siederà sulla panchina del Cesena, che come vi abbiamo raccontato ha deciso di cambiare allenatore dopo il pareggio contro il Frosinone. Non si tratta di una decisione maturata dal direttore sportivo Fusco nelle ultime ore. Anche perché il Cesena, proprio oggi, ha disputato una gara di grande intensità al "Manuzzi", pareggiando 2-2 contro il Frosinone al termine di una partita combattuta e ricca di occasioni per i bianconeri. Cambio in panchina che già nei piani della società. L'ESPERIENZA IN PANCHINA DI ASHELY COLE - Se c'è una cosa che Ashley Cole ha imparato nei suoi anni da "Invincibile" all'Arsenal e dopo più di 300 presenze in Premier League, è che l'eccellenza non ammette scorciatoie. Molti dei suoi compagni della "Golden Generation" inglese sono stati catapultati su panchine prestigiose appena appesi gli scarpini al chiodo. Cole tutto il contrario: la sua metamorfosi inizia nel 2019, subito dopo il ritiro al Derby County. Non è un caso che il suo percorso si intrecci con quello di Frank Lampard. Cole infatti, lo segue come collaboratore tecnico prima nell'academy del Chelsea, e poi, nel 2022, lo affianca ufficialmente come vice all'Everton. La svolta però, arriva con la Nazionale inglese nel 2021. Entrato nello staff dell'Under-21 come vice di Lee Carsley, è stato uno degli artefici dello storico successo all'Europeo 2023. Dopo l'esperienza al Birmingham con Wayne Rooney, Cole risposa la causa della Nazionale, dove ancora oggi, rappresenta un punto di riferimento per il settore giovanile inglese.  Adesso la chiamata del Cesena, e con lei, il compito di condurre i bianconeri verso i playoff.
Bologna, la probabile formazione contro il Sassuolo
Bologna, la probabile formazione contro il Sassuolo
Dopo il pareggio in Europa League contro la Roma di Gian Piero Gasperini torna in campo il Bologna di Vincenzo Italiano. I rossoblù saranno impegnati domenica 15 marzo contro il Sassuolo di Fabio Grosso.  I rossoblù arrivano alla gara dopo aver perso nell'ultimo turno di Serie A 2-1 in casa contro il Verona. Italiano che per la gara contro i neroverdi recupera Freuler, che contro i gialloblù era squalificato, ma invece perde per lo stesso motivo Ferguson.  A centrocampo ballottaggio tra Odgaard e Sohm, con il primo in vantaggio sul secondo, mentre davanti possibile maglia per Dallinga dopo che in Europa League ha giocato dal primo minuto Castro. Anche Orsolini dovrebbe partire titolare per la gara contro il Sassuolo: la probabile formazione.  LA PROBABILE - Vicenzo Italiano contro il Sassuolo schiererà il suo Bologna con il solito 4-3-3. In porta ci sarà Skorupski con davanti la linea a quattro formata da Zortea, Casale, Viti e Lykogiannis. In cabina di regia Moro con accanto Freuler e Odgaard. Davanti il tridente, invece, sarà composto da Orsolini, Dallinga e Cambiaghi.  BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Zortea, Casale, Viti, Lykogiannis; Freuler, Moro, Odgaard; Orsolini, Dallinga, Cambiaghi. Allenatore: Vincenzo Italiano DOVE VEDERE LA PARTITA IN STREAMING O TV: La gara tra Sassuolo e Bologna, valida per la 29ª giornata di Serie A e in programma per domenica 15 marzo alle 15:00 al Mapei Stadium, sarà visibile su DAZN. Lo streaming, invece, sarà disponibile sull'app di DAZN. 
Roma, la probabile formazione contro il Como: tornano Koné e Mancini
Roma, la probabile formazione contro il Como: tornano Koné e Mancini
La Roma di Gian Piero Gasperini si prepara a tornare in campo dopo l'andata degli ottavi di finale di Europa League contro il Bologna. Ai giallorossi attende una trasferta alquanto complicata al "Giuseppe Sinigaglia" contro il Como. Diversi i temi che accompagnano la Roma verso questo match in programma domenica alle 18:00. Gasperini infatti ritrova due pezzi pregiati della rosa: nel match del "Dall'Ara", l'allenatore giallorosso ha dovuto fare a meno di Manu Koné e Mancini per squalifica. I due con ogni probabilità partiranno titolari a Como. Non prenderà parte alla partita invece Ndicka: il difensore dovrà scontare la squalifica con l'ultimo cartellino giallo ottenuto nel match del "Ferraris" contro il Genoa perso per 2-1, con l'ivoriano autore anche di una rete. LE SCELTE - Gasperini dovrebbe dunque schierare Svilar tra i pali, con l'estremo difensore alla sua 37esima presenza stagionale. Trio difensivo composto da Mancini, Ziolkowski e Hermoso. Sulla corsia di destra pronto Celik, supportato da Manu Koné e Pisilli in mediana, e Wesley sulla sinistra. Dietro la punta, Cristante e Pellegrini, quest'ultimo in gol nell'ultimo match europeo, a fare da supporto a Malen. ROMA (3-4-2-1): Svilar, Mancini, Ziolkowski, Hermoso, Celik, Koné, Pisilli, Wesley, Cristante, Pellegrini, Malen. Allenatore: Gian Piero Gasperini DOVE VEDERE COMO-ROMA IN STREAMING E TV - La gara tra il Como e la Roma, valida per la 29ª giornata di Serie A e in programma per domenica 15 marzo alle 18:00 allo stadio Giuseppe Sinigallia, sarà visibile su SkySport e su DAZN. Lo streaming, invece, sarà disponibile tramite l'app di SkyGo e quella di DAZN.
Udinese-Juventus, le formazioni ufficiali: Boga titolare, Yildiz in avanti
Udinese-Juventus, le formazioni ufficiali: Boga titolare, Yildiz in avanti
Udinese e Juventus si sfidano nel match valido per la ventinovesima giornata di Serie A, in programma alle ore 20:45 di sabato 14 marzo 2026 al Bluenergy Stadium di Udine. Da una parte ci sono i ragazzi di Runjaic, reduci da due risultati utili consecutivi contro Fiorentina e Atalanta. Contro la squadra di Vanoli è arrivata una vittoria per 3-0, mentre contro quella di Palladino un pareggio per 2-2. Dall'altra ci sono i bianconeri di Spalletti che inseguono un posto nella prossima UEFA Champions League. Dopo un periodo complicato, in cui la Juventus è stata eliminata dalla Coppa Italia e dalla Champions, sono arrivati due risultati utili consecutivi contro Roma e Pisa. Adesso l'obiettivo è continuare a vincere sperando in uno stop di Roma e Como, che si affrontano in questa giornata di A. Un occhio alle formazioni ufficiali del match, con Spalletti che lancia un attacco inedito. Yildiz si accentra in avanti con David che parirà così dalla panchina. Sull'esterno al posto del turco spazio a Boga, che dopo le ottime prestazioni recenti si è così guadagnato una maglia da titolare. LE FORMAZIONI UFFICIALI UDINESE (3-5-2): Okoye; Ehizibue, Kabasele, Kristensen; Zarraga, Ekkelenkamp, Karlstrom, Atta, Kamara; Zaniolo, Davis. All.Runjaic. A disposizione: Sava, Padelli, Gueye, Bayo, Arizala, Mlacic, Piotrowski, Solet, Camara, Miller.  JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio, Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceicao, McKennie, Boga; Yildiz. All. Spalletti.  A disposizione: Di Gregorio, Pinsoglio, Gatti, Koopmeiners, Zhegrova, Milik, Adzic, Kostic, Openda, Miretti, David, Cabal. DOVE VEDERLA IN TV E STREAMING - Il match tra Udinese e Juventus, valido per la ventinovesima giornata di Serie A, è in programma alle ore 20:45 di sabato 14 marzo 2026 al Bluenergy Stadium di Udine. La sfida sarà visibile in diretta su Sky Sport e in streaming su Sky Go, DAZN e NOW TV.
Serie B, Michele Mignani non è più l'allenatore del Cesena: è ufficiale
Serie B, Michele Mignani non è più l'allenatore del Cesena: è ufficiale
Michele Mignani non è più l'allenatore del Cesena. Nonostante il pareggio per 2-2 contro il Frosinone la decisione è stata presa dalla società e comunicata nel post partita della sfida contro la squadra di Alvini dal direttore generale Di Taranto. Il nome del successore sarà noto nella giornata di domani, domenica 15 marzo. Il dg ha chiarito questa decisione dichiarando: "Non è una conferenza stampa post-partita. E mi scuso per il disagio che vi abbiamo creato in queste settimane con il nostro silenzio stampa. La società ha deciso di sollevare dall’incarico l’allenatore Michele Mignani. Che ringraziamo per quanto fatto e anche per l’ottima prestazione di oggi. Domani comunicheremo il nome del nuovo allenatore. Con ogni probabilità giovedì intorno alle 14 la società terrà una conferenza stampa per rispondere a tutte le domande dei giornalisti". IL COMUNICATO - Il Cesena ha reso nota la decisione tramite un comunicato ufficiale: "Cesena FC comunica di aver sollevato Michele Mignani dall’incarico di allenatore della prima squadra. Nel ringraziarlo per la passione, la serietà e la professionalità che ne hanno contraddistinto l’importante lavoro svolto nelle due stagioni alla guida del club, Cesena FC augura a lui e a tutto il suo staff le migliori fortune professionali".
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