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Inter, la probabile formazione contro l'Atalanta
L’Inter si prepara alla sfida contro l’Atalanta con alcune situazioni ancora da definire, soprattutto in difesa. I riflettori sono puntati sulle condizioni di Alessandro Bastoni, alle prese con una forte contusione rimediata nel derby della scorsa settimana. Il difensore resta in dubbio: per vederlo titolare sarà necessario che l’ematoma si sgonfi completamente nelle prossime ore.
In attacco, invece, arrivano segnali incoraggianti da Marcus Thuram. L’attaccante francese ha smaltito l’influenza che lo aveva costretto ai box e si candida con forza per una maglia dal primo minuto. La sua presenza rappresenterebbe una garanzia in termini di intesa offensiva: gli automatismi tra Pio Esposito e Bonny, infatti, devono ancora essere pienamente rodati, mentre Thuram offre maggiore affidabilità sotto questo aspetto.
Possibili novità anche sulle corsie esterne. A destra potrebbe tornare dal primo minuto Denzel Dumfries, assente dall’undici iniziale da ben 125 giorni. Una soluzione che darebbe nuova spinta alla fascia, con Dimarco confermato sul lato opposto.
A centrocampo resta aperto il ballottaggio tra Sucic e Mkhitaryan, con il primo leggermente favorito. In cabina di regia, complice l’assenza di Calhanoglu, sarà invece Zielinski a guidare la manovra nerazzurra. In attacco, accanto a Thuram, spazio a Esposito, chiamato a guidare il reparto offensivo in assenza di Lautaro Martinez.
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto; Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic, Dimarco; Esposito, Thuram. Allenatore: Cristian Chivu
Juventus, Vlahovic non convocato per l'Udinese
Ancora una partita di stop per Dusan Vlahovic, che non sarà convocato per la partita contro l'Udinese. L'attaccante serbo sta recuperando dal problema muscolare che l'aveva fermato ormai 4 mesi fa. A riportarlo è Sky Sport.
Luciano Spalletti, però, non lo avrà a disposizione per la trasferta del BluEnergy Stadium di sabato 14 marzo, nonostante il giocatore abbia recuperato con gli allenamenti in gruppo dell'ultima settimana.
L'ultima presenza di Vlahovic con la maglia della Juventus risale al 29 novembre 2025 nel match contro il Cagliari, dove è stato sostituito al minuto 31' da Jonathan David in seguito alla conclusione che gli ha causato l'infortunio muscolare. Resta da vedere se sarà a disposizione di Spalletti per la partita di sabato 21 marzo contro il Sassuolo.
Roma, Gualtieri: "Il nuovo Olimpico sarà uno degli stadi più belli d'Europa. Inizio dei lavori per il 2027"
La Roma sogna a occhi aperti il nuovo stadio, con il sindaco della capitale d'Italia Gualtieri che alimenta la gioia dei tifosi giallorossi. Alle 13:55 è arrivato l'ok definitivo da parte dell'Assemblea Capitolina al PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico Economica) per il nuovo impianto.
Il primo cittadino, infatti, ha parlato ai microfoni di Sky Sport 24 del nuovo Stadio Olimpico: "Siamo oggi certi di centrare l’obiettivo di un impianto moderno. Sarà uno degli stadi più belli del mondo e ci sarà un impegno di qualificazione di un quadrante. La Roma realizzerà dei parchi, curati e gestiti dalla società ma aperti a tutti i cittadini. Ci sarà la curva più grande del mondo, con tecnologia e innovazione ma anche la qualità stilistica che lo renderà unico".
Oltre a questo, Gualtieri sostiene sia importante per il cammino delle italiane in Europa: "Gli stadi sono fondamentali per la qualità dell'esperienza sportiva e per la sostenibilità patrimoniale ed economica delle nostre società per competere in Europa. Ci immaginiamo che i lavori comincino nel 2027".
Infine, una parte sui Friedkin: "Li ringrazio per il loro impegno. È una priorità che investe un miliardo per dotare Roma uno degli stadi più belli del mondo e per realizzare parchi e aree pubblichi aperti a tutti i cittadini".
Juventus, Conceição: "La squadra gioca felice. Siamo più forti di Como e Roma"
"Penso che la base di tutto è l'unione che abbiamo. Durante la settimana lavoriamo su tutto, dobbiamo migliorare individualmente. Il mister dedica tempo per tutti i dettagli", così ha aperto Francisco Conceição nella conferenza stampa di vigilia della sfida contro l'Udinese.
Il portoghese ha poi parlato dell'avversario dei bianconeri: "L'Udinese è una squadra molto forte e fisica, sappiamo quanto siano forti davanti ma anche il resto della squadra è molto forte. Vogliamo continuare sulla nostra strada".
Sul possibile arrivo di Bernardo Silva, suo connazionale, ha aggiunto: "Lo conosco bene, è molto forte ma non ci ho parlato di questo. Se lui mi chiedesse qualcosa gli dirò che la Juve è un grande club". E sul rientro di Vlahovic: "E' un giocatore molto forte, manca tanto alla squadra e lavora sempre meglio per ritornare da questo infortunio".
Spazio anche per parlare del futuro della Juventus, che con tutte le probabilità vedrà ancora Spalletti allenatore: "Ci ha portato molte cose, dobbiamo provare a fare meglio. La squadra gioca felice, proviamo sempre a dominare la partita. Creiamo tanto ma dobbiamo continuare a lavorare per raggiungere la vittoria in tutte le partite". Di seguito le dichiarazioni complete.
Juventus, le parole di Conceição
Sulla Corsa Champions, grande obiettivo di fine stagione, dichiara: "Mi importa solo della Juve, lavoriamo per quello perché sappiamo di avere la qualità per stare lì. Domani dobbiamo vincere la partita e rimanere lì. Siamo più forti di Como e Roma, abbiamo fatto vedere di esserlo. Dobbiamo trovare continuità".
Nei suoi primi mesi in Italia non sono mancate critiche per la sua poca concretezza. Il portoghese le affronta così: "Le critiche quando giochi alla Juventus sono normali e devi imparare a starci dentro, non è un problema e ci vivo bene. Provo sempre ad aiutare la squadra quando ho la palla".
Genoa, De Rossi: "Critiche per la formazione contro la Roma? Gravissimo dubitare di me"
“L’1% della formazione la preparo pensando che questo stadio ti accompagna, ovviamente dobbiamo noi lavorare per accendere lo stadio": Daniele De Rossi fissa l'obiettivo del Genoa. Oggi, 13 marzo, l'allenatore dei rossoblù è intervenuto in conferenza stampa per commentare il momento dei suoi. De Rossi ha invitato la squadra a essere coraggiosa, facendo anche affidamento sulla spinta del pubblico genoano. "I tifosi ci portano a essere più coraggiosi, perché questo stadio può darti tanto. Burdisso che è stato qui mi ha fatto capire che questo ambiente vuole gente che entra e prova a ribaltare tutti dalla prima all’ultima in classifica e si sposa perfettamente con la mia idea di calcio e sta portando dei frutti anche perché i giocatori sono coraggiosi tanto quanto i loro tifosi”.
L'allenatore ha ripreso le parole di Ostigard che, dopo la vittoria contro la Roma, ha parlato di serenità: "Mi fa paura, ma ti dà quella leggerezza in più per lavorare bene e forte, senza quello stress che a volte è nocivo. Poi ti dà tre punti in più che ti fa vedere il futuro in maniera diversa. Ti dà convinzione. Ti dice che se siamo aggressivi e ordinati diventiamo una squadra difficile per chiunque. La stessa aggressività e attenzione la dobbiamo utilizzare a Verona”.
Sfida che porta con sé insidie che vanno oltre la classifica: “Le insidie sono grandissime, credo che la vittoria del Verona non sia stata una brutta notizia dal punto di vista della preparazione della gara, perché ci ha reso veramente facile il compito di spiegare ai nostri giocatori di quanto sia viva questa squadra".
E ancora: "Io l'avevo vista giocare contro il Napoli, l'avevo vista giocare in altre partite dove non meritava assolutamente di perdere. Automaticamente le squadre che stanno un po' lì in fondo, come Verona e Pisa, possono essere battezzate come squadre già retrocesse, ma non è così. A perché mancano 30 punti. B perché mancano tante partite. C perché finché la matematica non ti condanna io penso che tu voglia lottare, soprattutto in una piazza calda come il Verona".
"Il clima del Ferraris è diverso dagli altri stadi"
De Rossi ha poi sottolineato l'importanza dei cambi durante la partita: "Cinque giocatori freschi cambiano il 50% della squadra. Io a fine mercato li ho guardati e gli ho detto ‘sono contento’, anche perché eravamo di meno. Non perché non fossi però contento di chi c’era prima, ma si lavora bene. Chiaro che non è facile farlo accettare a chi gioca meno, poi li tieni in considerazione, li fai entrare. Quando uno dice di stringere la rosa è solo per quello, per avere meno giocatori e poterli tenere in considerazione. Sembra che hai meno giocatori, ma così hai più soluzioni. Importantissimo il lavoro fatto dal direttore, i giocatori sono diventati di meno ma sono diventati più importanti”.
Tutti calciatori capaci di restituire la grande energia portata da De Rossi a Pegli. “Tutti i giorni ci danno una risposta fantastica: quando subentri poi è chiaro, puoi essere il più bravo del mondo ma tu sei sul cavallo bianco e loro quelli sporchi chi in difficoltà. Ci metti però un attimo ad integrarti se hai un gruppo valido, se non hai la delicatezza di entrare vieni respinto un po’ dal gruppo, loro dal primo giorno mi hanno dato apertura. Questa è una squadra che è in una situazione, anche se non ancora al sicuro, dovuta a situazioni e prestazioni che non dimentico, ma intendo anche quelle dove abbiamo perso. La squadra ha sempre risposto presente dentro e fuori dal campo”.
Come presente hanno risposto anche i tifosi, a Verona saranno quasi 3000. “Sono il succo del calcio, ma non solo i nostri tifosi. È sempre un peccato quando non possono seguire la squadra, siamo stati penalizzati nelle ultime trasferte, penso che se non fossero bloccati ci seguirebbero sempre con grande entusiasmo. Anche la mia famiglia sta capendo e vedendo che stadio e ambiente diverso è il Ferraris”.
"Critiche per la formazione contro la Roma? Gravissimo dubitare di me"
Capitolo formazione: “Se ho altre sorprese per stupire? Non lo so, oggi ho ancora 3 o 4 dubbi, io non voglio stupire assolutamente, io faccio le scelte che penso che ci possano dare più possibilità di vincere quella partita. Ho una squadra che mi da tanta possibilità di scelta e ho la fortuna di avere un carattere che mi permette di non pensare alle conseguenze":
E ancora: "Anche io so benissimo quello che sarebbe successo se avessimo perso contro la Roma con quella formazione lì a Genova e in Italia ho letto qualcosa che è stato scritto tra l'uscita della formazione e la fine della partita. Ed è gravissimo dubitare di una persona che sta nel calcio da 20 anni perché gioca contro la sua squadra o perché fa una formazione diversa. Io lo trovo gravissimo e per quanto è grave non ci voglio neanche andare su quell'argomento perché avremmo potuto perdere, avrebbero potuto dare rigore sul fallo di mano e magari avremmo perso".
De Rossi ha aggiunto: "Io oggi sarei stato qui a presentarmi come uno che doveva scusarsi perché aveva lasciato vincere la sua squadra ed è allucinante, è tutto figlio dei social e di quanta gente ha voglia di chiacchierare, ma non ci torniamo perché siamo superiori a questo. Faccio le scelte perché penso che questo giocatore oggi ha più possibilità di farmi vincere la partita rispetto ad un altro, questo potrebbe farmi vincere subentrando e quindi questa è tutta una dinamica di scelte che non faccio solo io, lo fanno tutti quanti".
"A volte sono andato sulla continuità, una squadra che ha dato sempre risposte positive, altre volte ho cambiato perché volevo rinfrescare, altre volte invece ho cambiato perché tra la squadra con la quale ho giocato una domenica prima e la squadra con cui ho giocato una domenica dopo c'erano grandi differenze di atteggiamento, differenze tattiche, differenze fisiche, quindi è tutta una scelta, una partita a scacchi che fai con l'allenatore successivo e quindi scegli in base alle caratteristiche del giocatore. Non è che io voglio sorprendere o fare formazioni ad effetto, cerco quello che penso che ci possa portare punti: una volta Antonio Conte mi disse, ‘l'unico consiglio che ti do è se devi sbagliare sbaglia con la tua testa, se devi morire muori con la tua testa, con le tue idee’ e questo penso che sia il consiglio più importante” ha detto De Rossi.
"Norton Cuffy sta bene. Leali è un grande professionista"
Sui singoli. “Come sta Norton Cuffy? Sta bene, penso sia da considerare arruolabile, chiaro non gioca da un po’ e valuteremo per l’impiego. L’abbondanza in attacco? È un grande vantaggio poter scegliere tra attaccanti di ottimo livello e caratteristiche diverse. Ho letto che ho scelto Ekuban ed Ekhator per sfiancare la Roma e poi vincerla con quelli forti. Li ho fatti giocare perché pensavo che con le loro caratteristiche gli attaccavo la profondità, gli attaccavo la seconda palla, credendo che potessero fare da subito gol e penso che le loro prestazioni siano state un pochino sottovalutate. Penso che abbiano fatto due partite incredibili tutte e due, soprattutto pensando che Jeff è un 2006, ogni tanto ce lo dimentichiamo, ha giocato spalla a spalla, testa a testa con uno dei difensori più forti del campionato”.
Poi un commento su Leali, alla prima da titolare dopo l'arrivo di Bijlow. “Come sta vivendo la seconda parte di stagione? Leali è un professionista come sempre, non sta creando nessun problema, poi quello è un ruolo particolare perché li per me c’è un titolare. Ovvio che fosse più contento quando giocava, ma sono scelte che si devono fare".
De Rossi ha agginto: "Sabelli è un giocatore importante per noi nello spogliatoio, ha dimostrato che forse l'abbiamo sottovalutato per quello che poteva dare in campo, anche a livello fisico è uno che tiene botta con giocatori più veloci di lui e secondo me questa parte da gennaio ha iniziato a sentirsi più importante, anche se ha giocato sempre poco e credo che l'abbia fatto vedere allenamento dopo allenamento, portandoci a dargli più fiducia”.
De Rossi: "Parole Vazquez? Affermazione pericolosa"
L'allenatore ha commentato anche le parole di Vazquez. Il difensore ha dichiarato che quando De Rossi entra nello spogliatoio è un calciatore, quando fa il suo ingresso in campo diventa allenatore: “Questa è un'affermazione pericolosa, chi sente questa frase non sarà contento di me. Si dice sempre di non rimanere giocatore. Io credo di essere me stesso vicino ai giocatori nonostante i miei difetti".
De Rossi ha aggiunto: "Mi piace essere vicino ai giocatori. L'unico difetto del centro sportivo è che non ci si incontra quasi mai, perché uno si spoglia da una parte e l'altro da un'altra, quindi ci incontriamo solo in campo o al ristorante. Non sono uno di quegli allenatori che va lì a disturbarli, che va lì a vedere che succede, che mette l'orecchio, che chiede a qualcuno di sentire quello che dicono, non voglio sapere perché da calciatore odiavo i prezzemolini che stavano sempre in mezzo".
"Cerco di essere vicino a quelle che sono le necessità dei giocatori per un semplice motivo, perché poi quando vanno in campo fanno di più di quello che chiedo. La mia vicinanza, la mia apertura, la mia amicizia esiste perché loro in campo sono professionisti migliori di quanto un allenatore possa mai sperare e questo vale per l'allenamento, vale per la risoluzione di qualche problema che si crea, vale per l'attenzione nelle preparazioni tattiche, quindi poi dopo io mi metto nei loro panni e faccio la scaletta dei giorni liberi durante la sosta e gli do quei due giorni in più" ha detto De Rossi. L'allenatore ha concluso spiegando la sua idea: "Io credo nel recupero e soprattutto credo in questi giocatori qui e so che dare a loro mi farà tornare indietro qualcosa che sarà molto utile sul campo”.
Italia, il punto sui convocati verso i playoff: Verratti out, Palestra e Pisilli in lista
L'Italia si avvicina all'appuntamento con i playoff che possono valere la qualificazione al Mondiale. Giovedì 26 marzo, alle ore 20:45, gli azzurri sfideranno l'Irlanda del Nord alla "New Balance Arena" di Bergamo. Nello stadio dell'Atalanta, i ragazzi di Gennaro Gattuso proveranno a vincere per approdare alla finale contro la vincente di Galles-Bosnia Erzegovina.
Il Ct della Nazionale sta compilando la bozza dei convocati in vista dell'Irlanda del Nord. Come riportato da Peppe Di Stefano di Sky Sport, Gattuso non potrà contare su Marco Verratti. Il centrocampista dell'Al-Duhail è alle prese con un problema al ginocchio e per la giornata di oggi, 13 marzo, è stato fissato un consulto con i medici per stabilire il tipo di operazione.
Gattuso punterà sui giovani. L'allenatore azzurro inserirà in lista Marco Palestra del Cagliari e Niccolò Pisilli della Roma. Ci sarà anche Alessandro Bastoni che potrebbe non scendere in campo nella sfida tra Inter e Atalanta e tornare in gruppo nei giorni successivi al match.
In attacco ci sarà Moise Kean. L'attaccante della Fiorentina, reduce da un problema fisico, dovrebbe scendere in campo già nella sfida di campionato contro la Cremonese ed essere in forma per il ritiro di Coverciano. A meno di sorprese, nella lista dei convocati non ci sarà Nicolò Zaniolo.
Courtois. "Il Real pensa sempre in grande. Il ritorno col City? Facciamo finta che sia 0-0"
A cura di Alessandro Schiavone
In pochi si aspettavano un Real Madrid così dominante visti i numerosi infortuni e i tanti alti e bassi delle Merengues in questa stagione. Ma non Courtois: "Noi pensiamo sempre di poter fare qualcosa di grande. Ci abbiamo provato ed è stata una grande esperienza per tutta la squadra. Abbiamo giocato benissimo. Poi se la sblocchi così presto facendo anche il gol del 2-0 subito dopo e il terzo prima dell'intervallo, possiamo dire che è un ottimo punto di partenza".
Real Madrid, le parole di Courtois dopo la vittoria con il City
Courtois ci ha rivelato che l'obiettivo nel secondo tempo era mantenere la porta inviolata piuttosto che cercare il colpo del k.o definitivo. "Nella ripresa volevamo tenere il clean sheet. Se avessimo fatto il quarto gol sarebbe stato molto bello ma, come detto, l'importante era non subire".
Ma il portiere belga invoca cautela: "L'errore da non fare adesso è pensare che siamo già qualificati. Bisogna lasciare da parte il 3-0 dell'andata e giocare la partita per vincerla come se fossimo ancora sullo 0-0. Il Manchester City ha tanti giocatori offensivi e sicuramente partiranno a razzo. Il loro piano sarà quello di metterci subito in difficoltà. Toccherà a noi difenderci bene sperando di trovare gli spazi per far male
come abbiamo fatto in questa partita. Proveremo a far gol".
Insigne: "L'addio al Napoli è stato difficile, a Pescara mi diverto. Nazionale? Non ho mai detto basta"
"Al Toronto non è andata come volevo. Andare via da Napoli non è stato semplice. A Pescara mi diverto tantissimo": Lorenzo Insigne racconta così la sua avventura nel calcio. Nell'intervista alla Gazzetta dello Sport, il fantasista non ha nascosto un pizzico di delusione per l'esperienza in Canada: "Calcisticamente non è andata come volevo. Mi aspettavo un calcio diverso: ho avuto qualche problema fisico e non hanno conosciuto il vero Insigne. Non siamo stati bravi a creare una squadra competitiva e le colpe ovviamente sono ricadute su di me che ero il più pagato.Pazienza, sono sempre partito da zero".
Dopo l'addio alla MLS, Insigne è tornato sul mercato. Diversi club hanno mostrato interesse per il fantasista che, come rivelato da lui stesso, si è allenato da solo per ritrovare la migliore condizione fisica: "Mi sono allenato da solo per 5-6 mesi e nessuno ha voluto rischiare, li capisco. Ma io sapevo che mi sarebbe bastato poco a ripartire, ci ho sempre creduto".
L'attaccante ha raccontato che il suo ritorno a Pescara è frutto anche di una chiacchierata con Marco Verratti: "Mi ha detto: 'Ti aspettiamo fino all’ultimo giorno di mercato' ". Sui biancazzurri ha detto: "Non hanno messo in discussione la mia condizione e io non ho pensato alla classifica. Altre squadre di B mi hanno cercato, ma in questa categoria sarei venuto solo a Pescara. Ho voluto chiudere il cerchio dopo 14 anni, mi diverto tantissimo".
Insigne ha dichiarato di voler convincere anche Immobile a tornare a Pescara. A riguardo ha detto: "Se ci salviamo lo aspetto l’anno prossimo. Servirà poco a convincerlo, come hanno fatto con me".
Insigne: "L'addio a Napoli sofferto, ma le energie mentali erano finite"
Lorenzo Insigne è tornato anche sull'addio al Napoli: "Dopo 12 anni era giusto cambiare, i tifosi si aspettavano sempre di più, le mie energie mentali erano finite. Andar via non è stato semplice". L'ex capitano azzurro avrebbe voluto coronare l'esperienza con la squadra del cuore vincendo lo scudetto. A riguardo ha aggiunto: "Mi dispiace non averlo vinto l’anno dei 91 punti con Sarri, quello sì. Di sicuro non sono invidioso: la mia vittoria è stata giocare 12 anni nel Napoli e fare il capitano".
Il fantasista ha elogiato uno dei talenti più brillanti del Napoli di Conte: Antonio Vergara. Sull'esterno ha detto: "Penso che abbia tutto per farcela, ha la gamba e regge l’urto. Non lo conosco di persona e non mancherà occasione".
Insigne ha concluso l'intervista parlando del CT dell'Italia Gattuso e del possibile ritorno in Nazionale: "Lo sento quasi tutti i giorni. Non ho mai detto “basta Nazionale”. Lui sa le mie qualità e la mia disponibilità, quindi farà la scelta migliore. Certo, se ci salviamo con il Pescara e faccio il Mondiale, poi posso smettere! Scherzo eh..."
Fiorentina, Vanoli: "Vincere è il miglior modo per preparare la partita dopo. Ora andiamo in ritiro"
"Tutte le vittorie sono il miglior modo per superare la partita dopo. I ragazzi sono stati bravi. Pur sapendo di una partita importante in campionato abbiamo fatto bene. Dovevamo essere più concreti nel primo tempo, anche il tiro di Fazzini è andato fuori., Ogni minimo errore si trasforma in gol quest'anno. Avevo detto ai ragazzi di vedere cosa è successo ieri in UCL perché la qualificazione ce la giochiamo in Polonia. Ora andiamo in ritiro perché ci sarà una partita molto importante": ha esordito così Paolo Vanoli dopo la vittoria per 2-1 con il Rakow in Conference League. Dura solo due minuti lo svantaggio dei viola che pareggiano prima con Ndour e poi il rigore all'ultimo minuto di Gudmundsson.
L'allenatore viola ha poi parlato proprio del ritiro: "Bisogna scegliere i tempi per il ritiro, preferisco andare sempre dopo la partita. Abbiamo la possibilità di farlo in un centro magnifico. Stare insieme e recuperare è un grosso vantaggio, preferisco farlo il giorno dopo rispetto a quello prima. Questa è una filosofia. Stare insieme dopo una vittoria fa bene".
Fiorentina, le parole di Vanoli
Vanoli ha commentato anche le lacrime di Braschi, all'esordio oggi: "Sono un po' sentimentale. Ho lavorato tanto con i giovani e ho sempre detto che chiunque viene con me deve essere pronto. Questo è un sentimento magnifico, ora iniziano le difficoltà per lui. Quando scenderà in Primavera avrà tutti gli occhi puntati. Si è meritato l'esordio".
Per concludere ha fatto un bilancio sulla stagione: "Quando le stagioni nascono storte tenerle a galla non è facile. Firenze si merita molto di più e lo sappiamo ma per quest'anno è il nostro destino. Stiamo lottando per portare la Fiorentina fuori da questa situazione. Poi è bello essere qua in queste competizioni europee. Però bisogna pensare anche al campionato visto la situazione delicata. Sarà una stagione di alti e bassi e dai bassi si riemerge con il sacrificio come abbiamo sempre fatto".