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Conference League 2025-2026, il tabellone: Fiorentina eliminata
Finisce ai quarti il cammino della Fiorentina in Conference League, che batte il Crystal Palace al Franchi, ma paga la dura sconfitta della gara d'andata.
Gli inglesi affronteranno in semifinale lo Shakhtar Donetsk, che elimina l'AZ Alkmaar. Dall'altro lato del tabellone avanzano Rayo Vallecano e Strasburgo.
IL TABELLONE COMPLETO DEI QUARTI DI FINALE DI UEFA CONFERENCE LEAGUE - Di seguito i risultati di tutte le partite dei quarti di finale di UEFA Conference League.
Rayo Vallecano-AEK Atene 3-0
Mainz-Strasburgo 2-0
Crystal Palace-Fiorentina 3-0
Shakhtar Donetsk-AZ Alkmarr 3-0
LE PARTITE DI RITORNO - Il calendario delle partite di ritorno: Fiorentina ancora una volta alle 21:00
AZ Alkmarr-Shakhtar Donetsk 2-2
Fiorentina-Crystal Palace 2-1
AEK Atene-Rayo Vallecano 3-1
Strasburgo-Mainz 4-0
LE SEMIFINALI - Saranno queste, quindi le due semifinali: Shaktar Donetsk-Crystal Palace e Rayo Vallecano-Strasburgo.
Bologna, Italiano: "Cammino ben oltre le aspettative, prendiamo insegnamento da questa partita"
Il Bologna esce, sì, ma a testa alta. Su questo Vincenzo Italiano concorda con Riccardo Orsolini dopo la dura sconfitta per 3-0 contro l'Aston Villa al ritorno dei quarti di Europa League (che si somma al 3-1 dell'andata): "Abbiamo raggiunto i quarti - ha commentato l'allenatore a Sky Sport - il nostro obiettivo era superare il girone. Penso che arrivare a giocarci una partita come quella di oggi sia un cammino più che dignitoso, anzi, oltre le aspettative".
Poco da commentare, invece, sul confronto con la squadra di Emery, come dice anche il 7-1 complessivo: "Analizzare questa partita è superfluo, l'avevamo sporcata in maniera esagerata all'andata. Abbiamo cercato di provare qualcosa di diverso, ma la differenza è che loro a ogni tiro ti fanno gol. Non eravamo partiti male, ma diventa difficile quando ti fanno gol alla prima occasione dopo tre all'andata".
BOLOGNA, LE PAROLE DI ITALIANO - L'allenatore del Bologna spiega così il gap con gli avversari: "Da tutto si trae insegnamento, dobbiamo capire che loro hanno un passo diverso rispetto a noi. Non hanno fatto la Champions League per un nulla e forse vinceranno la coppa. C'è una differenza individuale forte, che puoi colmare solo se tutti tirano fuori una prestazione di grande livello. Puoi provare a colmarla dal punto di vista tattico, ma non è quello che fa la differenza. Oggi l'unica cosa che potevamo sperare era di metterli in difficoltà, ma non ce l'abbiamo fatta".
Italiano ha poi fatto un punto generale sulle ultime due stagioni, in cui il Bologna ha vissuto le competizioni europee: "Queste partite qualcosa ti lasciano. Dobbiamo essere più bravi, perché oggi abbiamo preso gol su un fallo laterale e non te lo puoi permettere, non si possono fare certi regali a queste squadre. Tra l'anno scorso e quest'anno abbiamo avuto un cammino ottimo anche in Champions e poi i quarti ora. Quest'anno abbiamo avuto un periodo negativo per quanto riguarda i risultati, adesso invece siamo reduci da uno positivo".
Infine, ha chiuso parlando degli ultimi obiettivi di quest'annata: "Appena arriviamo a Bologna dobbiamo subito preparare una partita contro una squadra forte come la Juventus, ma la mia squadra ormai è abituata. Adesso abbiamo 6 partite vediamo quanti punti possiamo aggiungere in classifica. Da qui alla fine è quello il nostro obiettivo".
Fiorentina, Vanoli: "La miglior prestazione della stagione, possiamo stare a questi livelli"
L’avventura della Fiorentina in Conference League si è conclusa con una vittoria: i Viola hanno battuto 2-1 il Crystal Palace, ma devono comunque dire addio all'Europa. Il risultato complessivo, infatti, premia la squadra di Glasner, avanti 4-2 nel doppio confronto. Nell'intervista post partita rilasciata a Sky Sport, Paolo Vanoli è partito dall'atmosfera, perfetta per un'occasione simile: "È stato bellissimo vedere lo stadio pieno con i tifosi che ci hanno spinto. Complimenti a questi ragazzi. Volevamo fare tutti l’impresa, mi è piaciuto l’orgoglio di provarci fino alla fine. Forse è stata la miglior prestazione della stagione. Guardando all’andata... abbiamo pagati gli errori individuali".
LE PAROLE DI VANOLI DOPO IL PALACE - Sul suo futuro, Vanoli ha dichiarato: "Penso a lavorare tutti i gironi, a stare insieme ai ragazzi. Penso che il lavoro si sia visto. Sono orgolgio perché quando vedo i ragazzi giocare così, vuol dire che qualcosa a loro ho trasmesso. Abbiamo messo le basi per riportare a Firenze qualcosa di importante. Ora ci aspetta il Lecce, un campo infuocato".
Sulla crescita di alcuni singoli: "Tanti ragazzi sono cresciuti, soprattutto Ndour e Fagioli. Ho sempre detto che i centrocampisti devono imparare ad accorciare per andare a fare gol, e attualmente i nostri centrocampisti ci stanno dando soddisfazioni". E ancora: "Siamo arrivati a questa partita con una rosa dimezzata, la qualità dei giocatori è evidente. Siamo riusciti a recuperare Solom e abbiamo messo Gudmundsson più tra le linee".
Nella parte finale dell'intervista, Vanoli ha rivolto dei sentiti complimenti ai suoi ragazzi: "Faccio i complimeti a questo gruppo, hanno onorato la maglia. Se lavoriamo forte e bene possiamo stare a questi livelli. Fagioli ha avuto un problema intestinale, spero di recuperare anche Brescianini. Kean stasera ha avuto la febbre, per questo non era con noi. Stiamo anche portando avanti il recupero per il problema alla tibia".
Ranking UEFA, lotta per un posto in più in Champions League: Italia 5ª
Il focus sul ranking UEFA, utile a capire quale Paese otterrà il quinto slot per una qualificazione extra per la prossima Champions League
Dopo l'ottimo risultato raggiunto nella stagione 2023/2024, che aveva permesso all'Italia di portare una quinta squadra in Champions League (il Bologna), è di nuovo tempo di calcoli.
Quelli che riguardano il ranking UEFA, determinante per capire quali nazioni potranno portare una squadra in più nella massima competizione europea la prossima stagione. L'Inghilterra, dopo la fine delle fasi campionato di Champions League ed Europa League, ne è già certa.
Ora, un'altra nazione dovrà guadagnarsi questo diritto. Obiettivo che l'anno scorso non è stato raggiunto dai club italiani, che difatti in questa edizione della Champions League a partecipare sono state solo quattro squadre (Inter, Napoli, Atalanta e Juventus).
Ma come funziona questo meccanismo? E quanti punti hanno le altre partecipanti a questa speciale classifica? Di seguito tutti i dettagli.
CHAMPIONS LEAGUE, COME FUNZIONA IL RANKING UEFA - I punteggi sono calcolati sommando per ogni nazione i risultati ottenuti nell'arco di una stagione dalle singole squadre qualificate alle coppe europee; i punti, ovviamente, dipendono dall'esito delle singole partite (2 per la vittoria, 1 per il pareggio, più quelli per la fase a eliminazione diretta) e vengono divisi per il numero di partecipanti (che in Italia, in totale, sono 7).
Al termine della stagione europea, i campionati che occupano le prime due posizioni del ranking ottengono un posto in più a testa nell'edizione successiva della Champions League. Risultato raggiunto la scorsa stagione dall'Inghilterra (che ha avuto inoltre una sesta squadra con la vittoria del Tottenham dell'Europa League) e dalla Spagna, anche grazie alla vittoria del Real Betis sulla Fiorentina in finale di Conference League.
LA CLASSIFICA COMPLETA - Al momento, è questa la classifica aggiornata del ranking UEFA, che subirà modifiche nel corso della stagione in base ai risultati ottenuti dalle varie squadre in Europa.
1) Inghilterra 26.569 (4/9)
2) Spagna 21.405 (2/8)
3) Germania 21.214 (2/7)
4) Portogallo 20.100 (1/5)
5) Italia 19.000 (0/7)
6) Francia 17.535 (2/7)
7) Polonia 15.750 (0/4)
8) Grecia 14.200 (1/5)
9) Danimarca 12.250 (0/4)
10) Cipro 12.156 (0/4)
Camavinga sull’espulsione col Bayern: "Voglio chiedere scusa a tutti i madridisti"
L’espulsione di Eduardo Camavinga, arrivata sul punteggio complessivo di 4-4 della sfida tra Bayern Monaco e Real Madrid, si è rivelata decisiva. I Blancos, infatti, sono rimasti in inferiorità numerica proprio quando la qualificazione era ancora in bilico.
Nel giro di appena otto minuti dal cartellino rosso, il Bayern Monaco ha infatti sfruttato al meglio la situazione, trovando prima il gol di Luis Díaz e poi quello di Olise. Due reti che hanno ribaltato la partita e permesso ai bavaresi di conquistare la semifinale di Champions League, condannando così il Real Madrid all’eliminazione.
Il giorno successivo alla sfida, Camavinga ha voluto assumersi pubblicamente le proprie responsabilità, affidando ai social un messaggio di scuse rivolto a compagni e tifosi: "Mi assumo la responsabilità di ciò che ho fatto. Voglio chiedere scusa alla mia squadra e a tutti i madridisti. Grazie per il vostro supporto. Hala Madrid, sempre". Un gesto di responsabilità da parte del centrocampista francese, in una serata che resterà amara per il Real Madrid e i suoi tifosi.
Mondiali 2026, Infantino: "Ci sarà uno show nell'intervallo della finale"
Manca sempre meno all'inizio dei prossimi Mondiali ospitati da Stati Uniti, Canada e Messico e il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha parlato di alcune novità relative al torneo.
Intervenuto al Semafor World Economy, Infantino ha annunciato la presenza di uno show durante l'intervallo della finale in programma il 19 luglio al MetLife Stadium di New York.
LE PAROLE DI INFANTINO - Ecco l'annuncio del presidente della Fifa: "Per la prima volta nella storia avremo uno show nell'intervallo della finale. Non posso ancora annunciare gli artisti che parteciperanno, ma saranno più di uno".
Una squadra da più di 150 gol guidata da un "ragazzino" di nome Kompany
Sembra ieri quando Vincent Kompany superava la soglia delle 250 presenze con il Manchester City e alzava al cielo uno dei tanti titoli inglesi vinti con la fascia da capitano al braccio. Già, perché il centrale belga ne ha fatta di strada prima di arrivare sulla panchina del Bayern Monaco e conquistare la sua prima semifinale di Champions League da allenatore. Un percorso che parte da lontano: dopo i successi con il Manchester City, Kompany decide di ritornare a casa, in Belgio, per accettare l'offerta dell'Anderlecht da player-manager. Un inizio non del tutto fortunato, tanto che l'ex difensore lascerà la guida della squadra nelle mani di Simon Davies tornando a ricoprire soltanto il ruolo di difensore e capitano della squadra. Al termine della stagione, però, Kompany è deciso: il corpo ha detto stop, e di conseguenza dopo il ritiro torna all'Anderlecht per diventare allenatore a tutti gli effetti. Ci resta per ben due anni, in cui riesce a centrare un terzo posto e a farsi notare - nuovamente - in Inghilterra.
Ad attenderlo c'è il Burnley, che si rivelerà una tappa fondamentale nel suo percorso. Il belga eredita una squadra reduce dalla retrocessione in Championship, ma nel giro di poco tempo riesce a ricostruire e a lasciare il segno grazie anche alla sua personalità. Con lui, il Burnley conquista la promozione in Premier League con sette giornate d'anticipo e ben 100 punti, a pari merito con il Leeds. Il ritorno dei Clarets nella massima categoria andò poi peggio del previsto: il Burnley, infatti, chiuse la stagione al penultimo posto in classifica ritornando di conseguenza in Championship. Tuttavia, il lavoro di Kompany non passa di certo inosservato, tant'è che su di lui piomba il Bayern Monaco.
Chi si sarebbe mai aspettato che i tedeschi, nella scelta del successore di Thomas Tuchel, puntassero su un giovane allenatore inesperto come Kompany? Probabilmente nessuno, ma dietro questa scelta - frutto, sul momento, anche di una serie di rifiuti - c'è un lavoro e uno studio molto particolare. Kompany è stato spesso etichettato come uno dei tanti discepoli di Guardiola insieme a Maresca e Mikel Arteta, in particolare per il suo calcio basato anche sul possesso palla. Proprio Pep, in occasione di un Manchester City-Burnley di FA Cup del 2023, spese parole al miele per l'ex centrale belga dicendo che prima o poi sarebbe diventato allenatore proprio dei Citizens.
Il Bayern, in effetti, non ha mai nascosto il fatto che la scelta di Kompany sia stata "suggerita" da Guardiola. Karl-Heinz Rummenigge, a Sky Sport Deutschland, ammise: "Abbiamo parlato con Guardiola e ci espresso pareri positivi su Vincent. Pep ci ha dato una mano, hanno lavorato insieme al City, è stato il suo capitano e lo ha anche seguito come allenatore". Una scelta all'apparenza azzardata, ma che col passare del tempo ha dato ragione al Bayern Monaco, come testimoniano i risultati. Kompany ha già vinto una Bundesliga e una Supercoppa di Germania, e quest'anno sta per ripetersi nuovamente in campionato ed è in semifinale sia di Champions che di DFB Pokal. I numeri sono a dir poco straordinari: i bavaresi sono stati capaci di realizzare 157 gol in 46 partite, come nessun altro nei migliori cinque campionati europei. Kompany sarà anche giovane e inesperto, ma in Baviera ci hanno visto lungo ancora una volta.
TANTA FISICITÀ, MA ANCHE TECNICA E QUALITÀ NEL 4-2-3-1 DI KOMPANY - Ma come gioca il Bayern Monaco? Bene, benissimo. Un calcio dinamico, veloce, ma allo stesso tempo capace di mixare fisicità e qualità. Si parte col 4-2-3-1 con una squadra che vuole sempre dominare la partita. Kompany chiede aggressività, intensità e puntando sulla riconquista rapida del pallone.
La cosa che sorprende di più è anche la tenuta fisica della squadra nonostante questi fattori. Il Bayern viaggia spesso a ritmi elevati e difficilmente cerca di addormentare il gioco. L'obiettivo dev'essere sempre quello di provare a fare male e, come ben noto, gli interpreti non mancano di certo. I gol di Harry Kane, la classe infinita di Olise e Luis Diaz sulle fasce e un tandem di centrocampo composto da Kimmich e Pavlovic capace di fare da schermo alla difesa e allo stesso tempo impostare l'azione. Tutto qui? Assolutamente no, perché all'appello mancano Gnabry e soprattutto Musiala che quest'anno per via di qualche problema fisico di troppo non è mai riuscito a trovare la giusta continuità. Insomma, una squadra che per adesso non sembra mostrare punti deboli e che anche grazie a Kompany va in gol con una facilità disarmante.
DAI "DISCEPOLI" DI PEP AGLI STORICI VICE - Kompany è solamente uno dei tanti calciatori allenati da Guardiola e che hanno deciso di intraprendere la carriera da allenatore. Sono tantissimi i big del presente usciti dalla scuola Guardiola, su tutti Arteta, l'allievo che vuole battere il maestro in questo finale di stagione in Premier League. Spazio anche a Enzo Maresca ed Erik Ten-Hag, soprannominato "mini Pep" ai tempi dove guidava la squadra riserve del Bayern Monaco con Guardiola alla guida della prima squadra. Il prossimo? Chissà che non sia Kolo Touré, fratello di Yaya e vecchia conoscenza del Manchester City guidato da Roberto Mancini, oggi collaboratore di Pep. Insomma, la scuola Guardiola è destinata a produrre altri giovani allenatori. Adesso i riflettori sono tutti di Kompany, uno che sta già dimostrando che per vincerà non conta l'età bensì idee e fame.
Portanova, confermati in Appello i 6 anni per violenza sessuale di gruppo: "Continuerò a lottare"
La Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a 6 anni per Manolo Portanova, già emessa in primo grado nel 2021 per violenza sessuale di gruppo avvenuta a Siena ai danni di una studentessa.
Il centrocampista classe ’00, oggi alla Reggiana, era presente al momento della lettura della sentenza. Il suo legale, Gabriele Bordoni, ha già annunciato il ricorso in Cassazione. Dall’altra parte, c'è soddisfazione per la decisione della Corte, con l’avvocato Jacopo Meini presente in aula.
LE PAROLE DI PORTANOVA DOPO L'UDIENZA - Subito dopo la sentenza, Portanova ha parlato ai giornalisti, mostrando tutta la sua amarezza:
"È assurdo, sono cinque anni che vivo una situazione incredibile. Portare prove della mia innocenza non basta, non so cosa fare… Oggi era talmente ovvio essere assolti che invece hanno confermato una cosa assurda". Il giocatore ha ribadito la sua posizione, sostenendo di non riconoscersi nelle accuse: "Prima di essere un calciatore sono un uomo, e qui stanno infangando l’uomo con una cosa che non gli appartiene. Non sono quello che viene descritto".
Portanova ha poi sottolineato quanto questa vicenda stia incidendo anche sulla sua carriera: "Non posso perdere la mia vita calcistica. Gioco da quando ho quattro anni, era il mio sogno. Non mi fermerò, continuerò a lottare". Nonostante la nuova condanna, il centrocampista ha confermato la volontà di andare avanti per vie legali: "Credo nella giustizia, anche se finora non è stata applicata. Fa male, però è un male che mi fa capire che a volte la verità può venire a galla dopo, come sta succedendo ultimamente in questo Paese".
