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Roma, Gasperini: "Io ancora qui il prossimo anno? Mi auguro che si possa continuare questo percorso"
Roma, Gasperini: "Io ancora qui il prossimo anno? Mi auguro che si possa continuare questo percorso"
Alla vigilia del big match della 31ª giornata di Serie A contro l’Inter a San Siro nel giorno di Pasqua, 5 aprile alle 20:45, il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini incontra i giornalisti per presentare la gara: la Roma è alla ricerca di punti per centrare l’obiettivo quarto posto, l’Inter vuole blindare il discorso scudetto. L’allenatore giallorosso ha sottolineato l’importanza del momento, parlando di una “volata finale” in cui ogni dettaglio può fare la differenza, ribadendo come la squadra stia attraversando una fase positiva nonostante qualche difficoltà nelle settimane passate. Gasperini ha poi fatto il punto sugli infortunati, con Soulé recuperato ma ancora assenti alcuni rientrati dalle nazionali, e ha confermato la fiducia nel gruppo, definito la vera forza della squadra. Spazio anche a riflessioni più ampie sul calcio italiano, con il tecnico che ha parlato di problemi strutturali dopo l’eliminazione della Nazionale dal Mondiale, oltre a ribadire il buon rapporto con la società e la volontà di continuare il percorso intrapreso. Infine, uno sguardo al futuro tra mercato e ambizioni europee, con l’obiettivo Champions che resta centrale anche per le strategie del club. LA CONFERENZA STAMPA - Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini: 13:59 - "Penso che Malen abbia convinto tutti, poi chiaro che ci sono delle valutazioni economiche che deve fare la società. Penso non ci siano dubbi sul valore del calciatore. Io penso che questa sia una buona squadra che non va smantellata ma migliorata, e forse potevamo farlo un po' di più quest'anno. Se siamo in quella posizione la squadra ha sicuramente dei valori, oltre che una base molto solida.  13:58 - "Il calcio è una bella scuola di vita, perché insegna a perdere e a non esaltarsi quando si vince. Quello che deve essere sempre importante è la voglia di migliorarsi. Questo è quello che anima tutti quanti non solo nello sport ma anche nella vita". 13:56 - "Io allenatore il prossimo anno? Mi auguro che si possa continuare a fare un percorso in cui non devo essere soddisfatto solo io ma tutte le componenti. Intanto giochiamo con l'Inter, poi si vedrà" 13:55 - "Io con la società ho un rapporto sempre molto schietto e sincero oltre che condiviso. Cerco di portare le mie esperienze e le mie idee per soddisfare le richieste della proprietà, per me è un'esperienza comunque fantastica anche se chiaramente in mezzo a delle difficoltà. Io cerco di portare quello che è il mio modo di allenare e che mi ha portato alla Roma cercando di chiedere delle soluzioni compatibili con le possibilità della società per avere una squadra sempre migliore. Per me la priorità è la squadra, se funziona allora funziona tutto il resto". 13:53 - "La forza dei calciatori è quella di guardare sempre avanti. Domani per entrambe le squadre è molto importante, chiaro che quando si arriva alla fine i margini di errore sono sempre minori però io dico che arrivare a otto giornate dalla fine in questa posizione di classifica va bene. Ora siamo in volata, cerchiamo di fare il massimo". 13:50 - "I conti bisogna farli alla fine, siamo ancora dentro a una volata. Per quello che posso dire fino ad adesso sono molto contento di questa scelta e dell'esperienza fin qui. Sono contento per la fiducia che sono riuscito a conquistare con gran parte della tifoseria e soprattutto del rapporto con la squadra, che per me è e sarà la vera parte forte di questa società". 13.48 - "Il piazzamento finale condiziona moltissimo la prossima stagione. Tutti ci auguriamo di poter arrivare in Champions League, soprattutto per l'aspetto economico perché aiuterebbe la società. È evidente che la società sta ragionando su quello che può e deve fare nella prossima stagione, perché quello che ci si porta dietro dalle precedenti gestioni pesa e porterà la società a prendere delle decisioni importanti per affrontare il futuro". 13.46 - "Abbiamo fatto un buon lavoro in queste settimane anche se con pochi calciatori. La squadra sotto questo profilo non è mai mancata, nelle ultime partite abbiamo giocato molto bene anche con dei momenti di grande entusiasmo. L'unica settimana brutta è stata quella delle due sconfitte consecutive contro Genoa e Como". 13.45 - "Non abbiamo fatto riunioni con la dirigenza se non saltuariamente, in questo momento siamo concentrati sul campionato perché entriamo in una fase cruciale. Siamo lì insieme alla Juventus, e credo che questo è quello che mi impegna in modo totale". 13.43 - "Io CT? In questo momento vengono fatti un po' di nomi, penso che vada fatto il discorso riguardante una nuova visione per riportare il nostro calcio in alto. Penso che sia molto più importante di un singolo allenatore. Non credo che d'improvviso si sia disimparato a giocare a calcio". 13.42 - "Rensch ha fatto delle partite molto buone e altre in cui ha fatto meno bene. Domani come soluzioni ho o lui o Tsimikas, nonostante ci sia Angelino che cresce. Non mi sembra ancora pronto, però rispetto a qualche mese fa ha fatto dei passi notevoli". 13.40 - "Italia fuori dal Mondiale? Non esiste qualcosa che possa risolvere la situazione, è un sistema che sicuramente non funziona perché ci sono tanti ragazzini che giocano, ci sono strutture ma evidentemente si tratta di un problema più strutturale che va affrontato da tutti". 13.39 - "Soulé ha recuperato, si è allenato con noi in queste due settimane. Wesley e Koné sono rientrati dalle rispettive nazionali e sono ancora fermi, anche se entrambi sono più positivi di quella che è la diagnosi, ma chiaramente non per domani" 13.37 - Inizia la conferenza stampa
LiveMilan, Allegri: "Nazionale? Giocatori buoni in Italia ci sono"
Milan, Allegri: "Nazionale? Giocatori buoni in Italia ci sono"
Dopo la vittoria a San Siro contro il Torino prima della sosta per le Nazionali, il Milan si prepara alla trasferta sul campo del Napoli, in programma al Maradona nel posticipo della 31ª giornata di Serie A. All’esterno di Milanello, questa mattina, un corteo di tifosi rossoneri ha voluto caricare la squadra in vista del decisivo finale di stagione. Tra pochi minuti avrà inizio la conferenza stampa di Massimiliano Allegri. LA CONFERENZA STAMPA LIVE 14.34 - "I giudizi li danno gli esperti. Noi dobbiamo esaminare le regole dall'attività di base fino alla prima squadra. Si deve prender eil tempo necessario per fare un programma e schiarire le idee per arrivare al Mondiale del 2030. Credo che i giocatori buoni in Italia ci sono. Il futuro della Nazionale sarà un buon futuro". 14.33 - "Sono dispiaciuto per la mancata qualificazione dell'Italia ma da questa situazione bisogna crescere e avere una visione di strategia da qui a dieci anni. Per la partita di lunedì è una grande sfida. Si inizia la parte finale della stagione che è il momento più bello e importante perché bisogna rientrare in Champions per il prossimo anno. Bisogna fare un passetto alla volta". 14.32 - "Ci ha fatto molto piacere l'arrivo dei tifosi visto che non possono partecipare alla trasferta. Ci preparemo bene domani e poi andremo a giocare questa partita" 14.31 inizia la conferenza
Sassuolo-Cagliari, le formazioni ufficiali
Sassuolo-Cagliari, le formazioni ufficiali
Archiviata la pausa nazionali che ha portato un'altra grossa delusione al calcio italiano, riparte la Serie A per il rush finale di stagione. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia si apre la 31ª giornata di campionato - che parte oggi e si concluderà a Pasquetta -, con la sfida tra Sassuolo e Cagliari. I neroverdi si presentano al rientro dalla sosta con molta serenità, frutto della comoda 10ª posizione in classifica e del pareggio contro la Juventus arrivato nell'ultimo turno di campionato. L'obiettivo della squadra di Grosso è terminare in crescendo questa stagione, provando magari ad avvicinarsi ai posizionamenti europei. D'altro canto, il Cagliari è reduce da un periodo piuttosto complicato in cui sono arrivati 5 sconfitte e 2 pareggi. La zona retrocessione si è avvicinata paurosamente e dista solo 3 punti, motivo per cui i ragazzi di Pisacane devono ritrovare la vittoria il prima possibile. LE FORMAZIONI - A poco meno di un'ora dal calcio d'inizio del match, sono state rese note le formazioni ufficiali scelte dai due allenatori: SASSUOLO (4-2-3-1) - Muric, Walukiewicz, Idzes, Romagna, Garcia; Koné, Thorstvedt; Berardi, Volpato, Laurienté; Pinamonti. All. Grosso A disposizione: Satalino, Turati, Zacchi, Doig, Nzola, Matic, Fadera, Moro, Coulibaly, Lipani, Vranckx, Iannoni, Bakola, Pedro, Muharemovic. CAGLIARI (3-5-2)- Caprile; Ze Pedro, Mina, Rodríguez; Palestra, Deiola, Gaetano, Adopo, Obert; Folorunsho, Esposito. All. Pisacane A disposizione: Sherri, Ciocci, Mazzitelli, Kilicsoy, Raterink, Belotti, Albarracin, Sulemana, Liteta, Zappa, Borrelli, Mendy. DOVE VEDERE LA PARTITA - La partita tra Sassuolo e Cagliari, in programma alle ore 15.00 al Mapei Stadium e valida per la 31ª giornata di Serie A, sarà visibile su Dazn.
Palladino: “Con la Juventus una chiacchierata, ho aspettato l’Atalanta”
Palladino: “Con la Juventus una chiacchierata, ho aspettato l’Atalanta”
"I temi da affrontare sono molteplici. Per costruire una casa le fondamenta devono essere forti. Dodici anni senza Mondiale sono la prova che tante cose non hanno funzionato, c'è stata consapevolezza? Ogni volta se ne è parlato per una o due settimane e poi basta, il cambiamento radicale è necessario. Oggi non si investe nei settori giovanili, non si punta sugli istruttori ce dovrebbero essere competenti e ben pagati. L'utilizzo di tanti stranieri toglie spazio e valore ai nostri giovani", ha spiegato Raffaele Palladino, allenatore dell'Atalanta, in un'intervista rilasciata a Il Corriere della Sera.  Uno dei giovani di migliore talento è sicuramente Marco Palestra. Su di lui, ha rivelato l'allenatore nerazzurro: "Palestra è cresciuto molto, il prossimo anno lo vorrei con me". Dopo i primi due mesi con Juric l'Atalanta ha intrapreso un cammino importante a livello di punti, e proprio per questo: "I punti a disposizione per arrivare in Champions League ci sono, dico ai ragazzi che abbiamo perso i due mesi iniziali ma dobbiamo recuperare gli ultimi due. Bisogna crederci senza porci limiti, vogliamo l'Europa e bisogna puntare al massimo. La mia ambizione è vincere qualcosa di importante". IL PASSATO A FIRENZE E LA JUVENTUS - Dopo un'ottima stagione, la Fiorentina e Palladino si sono separati, con l'allenatore che ha rassegnato le dimissioni. La causa, spiega: "Avevamo visioni completamente differenti e il binomio si deve incastrare per ottenere risultati". Nessun rancore, però, per Palladino, che sottolinea: "Sono stato benissimo a Firenze, abbiamo fatto qualcosa di enorme. Un bagaglio anche di vita che mi porterò dietro per sempre. 65 punti non so quando riusciranno a rifarli. Ho fatto una cosa forte, io non alleno per soldi ma per ambizione, e lì non c'erano più i presupposti". Palladino ha voluto fortemente l'Atalanta, come rivela: "Quando è cominciato il campionato ho rifiutato offerte anche estere perché pensavo all'Atalanta, ci tenevo, l'ho aspettata e per mia fortuna è arrivata". Su un possibile approdo alla Juventus per il post Tudor, invece, ammette: "Con la Juventus abbiamo fatto una chiacchierata, poi loro hanno scelto un grande allenatore come Spalletti". L'ALLIEVO E IL MAESTRO - Raffaele Palladino è uno dei cosiddetti "Allievi di Gasperini", e all'Atalanta ne ha anche preso il posto: "Raccogliere l'eredità di Gasperini è stato naturale, come se fossi arrivato in un ambiente ideale e preparato per me. Il mister qui ha fatto una grandissimo lavoro, resterà nella storia".
Manchester City-Liverpool, le formazioni ufficiali: c'è Haaland, Chiesa in panchina
Manchester City-Liverpool, le formazioni ufficiali: c'è Haaland, Chiesa in panchina
Manchester City-Liverpool, atto III. Le due grandi del calcio inglese si affrontano per la terza volta in stagione in quello che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio classico britannico. Questa volta però non c'è la Premier League in palio, bensì un posto in semifinale della gloriosa FA Cup: un elemento in più per caricare una rivalità già di per sé carica. Da entrambi i lati, infatti, c'è una gran voglia di riscatto. I Citizens sono reduci da due finali consecutive nelle passate edizioni e questa volta puntano a vincere la coppa, che manca dal 2023. Allo stesso tempo, con la Champions League ormai andata e la lotta al titolo che pare favorire l'Arsenal, Guardiola si è posto come obiettivo di portare a casa quella che potrebbe essere il suo ultimo trofeo da allenatore del Manchester City. I Reds invece non superano i quarti addirittura dal 2022, anno in cui vinsero il proprio 8° trofeo, e vogliono spezzare questa sorta di maledizione venutasi a creare nelle ultime stagioni. La sfida di Champions League contro il PSG può aspettare: Slot non vuole assolutamente sottovalutare il City e proprio per questo ha schierato quasi tutti i propri migliori uomini. LE FORMAZIONI - Ecco dunque le formazioni ufficiali scelte da Guardiola e Slot per la sfida dell'Etihad Stadium. MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Trafford; Nunes, Khusanov, Guehi, O'Reilly; Rodri, Bernardo Silva; Semenyo, Cherki, Doku; Haaland. All. Guardiola A disposizione: Donnarumma, Reijnders, Ake, Marmoush, Kovacic, Nico, Ait-Nouri, Savinho, Foden. LIVERPOOL (4-3-3): Mamardashvili; Gomez, Van Dijk, Konate, Kerkez; Szoboszlai, Gravenberch, Jones; Salah, Ekitike, Wirtz. All. Slot A disposizione: Woodman, Mac Allister, Chiesa, Gakpo, Robertson, Frimpong, Nyoni, Morrison, Ngumoha. DOVE VEDERE LA PARTITA - La partita tra Manchester City e Liverpool, in programma alle ore 13.45 all'Etihad Stadium e valida per i quarti di finale di FA Cup, sarà visibile su Dazn e su Discovery+.
Milan, 5000 tifosi a Milanello per l’allenamento a porte aperte
Milan, 5000 tifosi a Milanello per l’allenamento a porte aperte
Il Milan ha aperto il centro sportivo di Milanello per l'allenamento di oggi, sabato 4 aprile. Sono arrivate circa 4000/5000 persone per sostenere i rossoneri, Curva Sud compresa. Il tifo organizzato rossonero, arrivato in massa con bandiere e uno striscione "Forza ragazzi. Avanti noi", ha intonato diversi cori all'esterno dei campi dove la squadra si allena. La Curva non potrà infatti seguire la squadra al Maradona, dal momento che la trasferta è stata vietata ai tifosi rossoneri residenti in Lombardia. Il corteo dei tifosi è partito intorno alle 11, e si è diretto verso il cancello d'ingresso del centro sportivo, ma alcune persone sono arrivate a Milanello già parecchi minuti prima. L'INTCONTRO CON LA SQUADRA ALL'INGRESSO - La squadra, che in un primo momento non sembrava dovesse uscire dai campi per incontrare i tifosi, si è invece diretta - insieme a Massimiliano Allegri e al suo staff - ai cancelli di ingresso. In prima fila capitan Maignan insieme a Leao, recuperato in vista del Napoli, e non solo. I giocatori del Milan hanno iniziato a battere le mani mentre la Curva intonava il coro: "Forza Diavolo Alè". Un gesto che assume un doppio significato: il primo è quello di vicinanza alla squadra in un momento delicato della stagione. Il secondo, spiegato direttamente dalla Curva Sud attraverso un comunicato, è per mandare un messaggio di disappunto per il divieto imposto ai tifosi rossoneri residenti in Lombardia. L'ALLENAMENTO - La squadra si è allenata sul campo esterno, quello dove in genere fa il raduno a inizio stagione. Presenti sia Rafael Leao sia Ruben Loftus-Cheek, che indossa una protezione ai denti dopo il brutto infortunio subito contro il Parma. Non solo Allegri e il suo staff a seguire la squadra: anche il ds Igli Tare ha partecipato alla seduta. Nelle due squadre schierate da Massimiliano Allegri, i rossoneri hanno fatto anche prove di tridente. Da una parte Nkunku e Füllkrug; dall'altra Leao, Gimenez e Pulisic, ovvero il tridente designato a essere titolare a inizio stagione. Assente solamente Matteo Gabbia, che sta ancora recuperando dall'intervento all'ernia inguinale. La partitella sul campo ridotto si è conclusa sul risultato di 1-0: ha segnato Santiago Gimenez.
Simonelli: "Italia out dal Mondiale una grande delusione, bisogna invertire la rotta"
Simonelli: "Italia out dal Mondiale una grande delusione, bisogna invertire la rotta"
"È stata una grande delusione, non me l'aspettavo proprio. Mi ero approcciato alla sfida con ottimismo, ora - superato lo choc - bisogna rimboccarsi le maniche per riportare l'Italia ai fasti del passato": la mancata qualificazione della Nazionale al prossimo Mondiale non può che aver toccato tutti, e anche il presidente della Serie A Ezio Simonelli ha voluto commentare quanto accaduto nel corso di un'intervista al Corriere della Sera. Simonelli ha analizzato il complicato momento storico che sta attraversando il movimento calcistico italiano, dichiarando: "Una volta quando la Nazionale rientrava nel Paese senza aver conquistato il titolo veniva fischiato, ora sarebbe stato un successo partecipare alla manifestazione. Questo è il segnale del declino, ora bisogna invertire la rotta. La Serie A è la locomotiva del movimento, vogliamo che ci venga riconosciuto un ruolo centrale e di guida". ELEZIONI FIGC - Il presidente della Lega Serie A si è anche soffermato sulle prossime elezioni che stabiliranno chi sarà il nuovo presidente della FIGC: "Prematuro sbilanciarsi sui profili, Malagò è senz'altro uomo di grande esperienza ed è il dirigente di maggior autorevolezza che abbiamo in Italia. È ben visto da larga parte del sistema, ma è prematuro investirlo come candidato della A perché è necessario attendere l'input dei club". È possibile, infatti, che si crei una divisione interna al campionato: "Non nego che c'è chi preferirebbe un ex calciatore per una questione di riconoscibilità all'estero e di conoscenze specifiche delle dinamiche di campo". NIENTE MONDIALE - Ma quali sono i motivi che hanno portato l'Italia a mancare la qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva? Secondo Simonelli "è mancato il rinnovo generazionale rispetto ai giocatori che nel 2021 hanno vinto gli Europei. Ora bisogna lavorare sui settori giovanili, partendo dalle scuole calcio. E poi occorre abolire la classifica nei campionati delle squadre dei giovani. Non essere negli Stati Uniti, mercato dove pensavamo di espanderci, comporta un rallentamento sulla vendita dei diritti tv all'estero. Perdere una vetrina del genere significa avere meno introiti, meno risorse per acquistare campioni e meno competitività". Dopodiché, sulla mancata organizzazione di uno stage intermedio tra le sfide di novembre e i playoff di marzo: "Non ci è stato chiesto di fare uno stage perché la FIGC e Gattuso erano ben consapevoli che non c'erano date a disposizione con il calendario compresso. Vorrei aggiungere che nessuna nazionale che ha fatto gli spareggi ha avuto uno stage". Per concludere, il presidente della Serie A ha anche fatto un punto sulla situazione arbitrale a seguito delle polemiche degli ultimi mesi: "Dobbiamo elevare il livello. Prima i nostri fischietti erano i più bravi al mondo, mi riferisco a Collina e Rosetti. Ora lo standard qualitativo si è abbassato, ecco perché stiamo pensando al professionismo. Se vogliamo essere credibili, occorre che tutti gli attori in gioco siano professionisti, come in Inghilterra".
De Bruyne: "Napoli era la scelta migliore per me, qui sto davvero bene"
De Bruyne: "Napoli era la scelta migliore per me, qui sto davvero bene"
"Napoli era la scelta migliore per me, volevo continuare a giocare a grandi livelli e qui c'era la possibilità di farlo": firmato Kevin De Bruyne, uno che per una fetta importante della propria vita è stato l'epicentro di tutti i successi del Manchester City e che da quasi un anno a questa parte fa innamorare i tifosi azzurri. In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport il belga ha fatto un bilancio di questi primi mesi italiani, facendo anche un punto su questo finale di stagione e sul proprio futuro. "Ho parlato un po' con Lukaku e Mertens prima di scegliere, ma alla fine ho valutato tutte le opzioni. Napoli aveva il progetto migliore per me e per la mia famiglia, io devo cercare di essere felice nel mio lavoro e nella mia vita" ha dichiarato il fantasista, che ha poi parlato di quelle che sono le ambizioni del club campano per questa stagione: "Per lo Scudetto tutto dipende dall'Inter, che ha il destino nelle proprie mani: se le vincerà tutte diventerà campione. Noi possiamo solo dare il massimo per provare a vincere più partite possibile, qualche settimana fa eravamo a -14 e ora siamo a -7. È sempre molto difficile, ma le cose nel calcio cambiano molto in fretta. Dobbiamo però concentrarci sul nostro obiettivo che è entrare nelle prime quattro e tornare in Champions League". FUTURO - Nel corso dell'intervista De Bruyne si è raccontato a 360°, parlando anche della propria persona: "Penso di essere un buon calciatore, non una persona speciale. Ho le mie qualità come calciatore e come tutti provo a fare il mio lavoro al meglio, ma non mi sento diverso da nessun altro". Tutto da decidere, invece, per quanto riguarda il futuro calcistico: "Non so se il Napoli sarà la mia ultima squadra, non ci penso adesso. Ho ancora un contratto e qui sto davvero bene. Cerco di godermi il momento ora, credo di poter giocare ancora qualche anno, poi quando il corpo mi dirà di fermarmi lo farò. Ma per ora mi sento bene". MONDIALE - E per concludere, l'ex Manchester City si è anche proiettato al prossimo Mondiale, a cui sfortunatamente non parteciperà l'Italia: "Penso che il livello in Europa sia sempre più alto. Non è facile vincere ogni partite e anche le piccole nazionali possono costruire una squadra discreta e fare risultati. Certo che non andare al Mondiale per un Paese come l'Italia è una perdita enorme. Se non fai il Mondiale per tre volte di fila forse sei in crisi, ma non conosco i dettagli".  Cosa bisogna aspettarsi, invece, dal Belgio? "Avevamo un gruppo molto speciale nel 2018, ora ci sono tanti giocatori nuovi. Vogliamo giocare un buon calcio e andare il più avanti possibile. Speriamo di fare qualcosa di buono.   
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