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Più tecnica, meno tattica: la FIGC presenta il piano di rilancio del settore giovanile
Più tecnica, meno tattica: la FIGC presenta il piano di rilancio del settore giovanile
La Federazione Italiana Gioco Calcio ha presentato ufficialmente nella giornata di mercoledì 18 marzo un piano di rilancio del settore giovanile. L'obiettivo dichiarato è quello di restituire centralità alla tecnica individuale in un sistema che negli anni l'ha progressivamente messa da parte a favore della tattica e della ricerca quasi esclusiva del risultato. Punto nevralgico della questione è una preoccupazione concreta: il livello tecnico del calcio giovanile italiano si è abbassato. Di conseguenza anche il nostro modello formativo, che aveva reso celebre la storia della scuola calcistica italiana. NUOVE IDEE - A guidare il progetto è Maurizio Viscidi, nominato Direttore Tecnico del calcio giovanile con il mandato di coordinare le tre componenti tecniche della Federazione: il Settore Giovanile Scolastico, il Settore Tecnico e il Club Italia (rispettivamente con a capo Tisci, Beretta e Gravina). Viscidi gestirà anche ad interim il versante delle nazionali giovanili, dal progetto Under 14 fino, in prospettiva, all'Under 13. Sul piano operativo, Simone Perrotta e Gianluca Zambrotta guideranno la metodologia dell'attività di base (fascia dai 5 ai 12 anni), mentre per la fascia agonistica (13-18) è ancora da nominare il responsabile. Sul territorio, la rete si articola su 13 tecnici regionali e 115 tecnici provinciali, coordinati attraverso le strutture CFT e AST. Sul fronte della formazione, è previsto il potenziamento del Corso UEFA C con aggiornamenti dedicati al settore giovanile. LE PAROLE DI VISCIDI - Intervenuto a Sky Sport, Viscidi ha indicato tre pilastri concreti del progetto: rafforzare la presenza federale sul territorio accanto a società e allenatori; sviluppare pubblicazioni sull'allenamento calibrate per fascia d'età; investire sull'aggiornamento continuo dei tecnici. Su quest'ultimo punto ha insistito in modo particolare: "Oltre alla formazione, è ancora più importante l'aggiornamento continuo. Bisogna fare in modo che i ragazzi tocchino ancora di più la palla durante l'allenamento, con esercitazioni che abbiano componenti tecniche e tattiche individuali. Non bisogna fare confusione tra la parte tecnica e quella cognitiva". Il cuore del progetto resta il percorso rivolto ai bambini tra i cinque e i dodici anni, dove crescita tecnica e crescita umana devono procedere di pari passo.
Cremonese, esonerato Davide Nicola: il comunicato ufficiale
Cremonese, esonerato Davide Nicola: il comunicato ufficiale
La Cremonese ha sollevato dall'incarico di allenatore Davide Nicola. La sconfitta contro la Fiorentina, la quarta consecutiva in Serie A, ha spinto la dirigenza a prendere questa decisione. Al suo posto è pronto Marco Giampaolo, come raccontato nelle scorse ore. I grigiorossi stanno vivendo una seconda parte di stagione molto complicata, con un girone di ritorno con appena due punti conquistati grazie ai pareggi contro Genoa e Lecce. La vittoria manca dalla 14esima giornata, quando la Cremonese aveva battuto contro il Lecce. Nelle quindici giornate successive sono arrivati undici sconfitte e quattro pareggi. IL COMUNICATO UFFICIALE - Ad annunciare la decisione è la stessa società grigiorossa: "U.S. Cremonese comunica di aver sollevato dalla conduzione tecnica della prima squadra il signor Davide Nicola. Il club grigiorosso desidera ringraziare l’allenatore e il suo staff per la professionalità, l’impegno e la dedizione mostrate nel lavoro quotidiano svolto sin dal loro arrivo a Cremona".
Immobile: "Record di Baggio? Non ci penso. La fiammella è ancora accesa, Euro 2020 l'apice" 
Immobile: "Record di Baggio? Non ci penso. La fiammella è ancora accesa, Euro 2020 l'apice" 
Da poco tempo ha lasciato il nostro campionato destinazione Parigi, ma Ciro Immobile è destinato a restare per sempre nei ricordi degli italiani. Non solo per quell'Europeo vinto nel 2021, ma anche per il suo nome scritto ormai su tutti gli almanacchi della Serie A. Questo perché l'ex attaccante di Bologna e Lazio (tra le altre), oggi attaccante del Paris FC (in Ligue 1), è tra i migliori marcatori di tutti i tempi del campionato italiano. Precisamente fermo all'ottavo posto con 201 gol, vicino a Roberto Baggio (a 205 gol) e Antonio Di Natale (a 209). "Ma guarda io sono sempre del pensiero che bisogna lasciare il ricordo per quello che sono stato e per la storia che ho scritto insieme ai miei compagni alla Lazio. Poi è ovvio i numeri sono importantissimi, ma sono davvero felice di quello che ho fatto. Ora sto vivendo a Parigi un'esperienza importante per me e per la mia famiglia. In questo momento non ci penso", risponde in maniera onesta. QUEL FUOCO DENTRO - Immobile è rimasto a secco di gol nei suoi sei mesi al Bologna e oggi è alla ricerca del suo primo sigillo in Ligue 1. Alla domanda se "la fiammella" sia ancora accesa a 36 anni, ha risposto sorridente: "Quello sì, altrimenti avrei smesso. Fino a quando c'è la fiammella vado avanti. Quanto ancora? Vediamo, dipende dal fisico e dalla mente".  EURO 2020 - Ciro ha vinto tanti trofei tra Italia, Germania e Turchia, oltre alla Scarpa d'Oro nella stagione 2019-2020 con la Lazio. Ma il momento più alto, per lui, resta Euro 2020: "Per me il top. Il gruppo è stato il segreto, lo stare insieme. Abbiamo passato un mese fantastico, durante il quale oltre agli allenamenti si stava insieme anche fuori dal campo, sempre con il col sorriso". E aggiunge sulla gara più difficile giocata in quel torneo: "Quella contro la Spagna, la più tosta tatticamente". FUTURO - Con un futuro ancora tutto da scrivere a Parigi, l'attaccante italiano al momento non intende tornare in Serie A: "Qui a Parigi rimarrò fino a giugno e poi tutto l'anno prossimo. Per ora va bene così". Sempre alla ricerca del suo pregio più grande: il gol.
Padova, derby amaro contro il Venezia. Mirabelli: “Fiducia a mister Andreoletti”
Padova, derby amaro contro il Venezia. Mirabelli: “Fiducia a mister Andreoletti”
Un derby a tinte arancioneroverdi. Al Penzo é troppo ampio il divario tra Venezia e Padova. I 30 tiri totali realizzati dalla squadra di Stroppa sono lo specchio di un match a senso unico. Il Padova prova a resistere, ma deve arrendersi alla capolista della Serie B. Nel primo tempo il muro difensivo biancoscudato regge fino al 41', quando Svoboda trova la rete dagli sviluppi di calcio d'angolo. Poi, dopo 14 secondi dalla ripresa il gol di Doumbia indirizza definitivamente la sentitissima sfida tra rivali.  Il Venezia gioca, si diverte e continua ad attaccare fino a regalare la terza gioia ai propri tifosi con Kike Perez. Il secondo centro stagionale di Capelli nel finale rende meno dolorosa la grigia serata del Padova. É una caduta però che lascia ferite profonde nella squadra di Andreoletti, soprattutto per una classifica che inizia a farsi preoccupante. Il ko nel derby rappresenta la terza sconfitta consecutiva dopo quelle arrivate contro Avellino e Catanzaro.  Il trend negativo ha radici profonde. Nel girone di ritorno sono arrivati appena 9 punti in 12 partite, con 23 reti incassate. Dopo una buona prima fase di stagione, il margine di sicurezza sulla zona calda si è sempre più assottigliato. I play-out, in attesa delle gare di Entella e Bari, distano tre punti. Visto il momento delicato, a fine partita ha parlato in conferenza stampa il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli: "Stiamo vivendo un periodo particolare. Volevamo regalare una gioia ai nostri tifosi e siamo dispiaciuti per la sconfitta. Il primo pensiero va a loro. É una tifoseria che sta crescendo giorno dopo giorno e che ha grande entusiasmo. Sono rammaricato anche per la nostra proprietà. É arrivata da poco e le stiamo facendo vivere un momento poco brillante", ha spiegato il ds.  MIRABELLI: "LA FIDUCIA A MISTER ANDREOLETTI NON È IN DISCUSSIONE" - Mirabelli ha tentato dopo la dolorosa sconfitta del derby di portare calma e tranquillità alla squadra rinnovando la fiducia nel gruppo e nel suo allenatore. "Siamo convinti che questo periodo, speriamo presto, finirà. L'anno scorso abbiamo sudato per arrivare in Serie B, quest'anno dovremo fare lo stesso per rimanerci. Ma sono convinto che riusciremo in questa impresa. Per farlo dovremo essere lucidi per affrontare il finale di campionato al meglio".  Il Padova, dopo aver affrontato nelle ultime due Catanzaro e Venezia, si troverà di fronte il Palermo all'Euganeo e il Frosinone in trasferta. Quattro delle prime cinque della classifica. Dopodiché gli scontri diretti con Empoli, Reggiana, Entella e Pescara, prima dell'ultimo turno al Manuzzi di Cesena. Un calendario difficile. Proprio per questo Mirabelli ha scelto la via della compattezza: "Lasciamo il mister e la squadra lavorare in modo tranquillo. La fiducia in Andreoletti non è in discussione. Crediamo in lui e in questo gruppo. E voglio sottolineare che se non dovessimo raggiungere il traguardo le responsabilità sarebbero tutte mie. Ma abbiamo tutti i mezzi per farcela.", ha concluso il ds. Unità d'intenti per un obiettivo comune: difendere la Serie B fino all'ultimo minuto.  PADOVA: LE RAGIONI DELLA CRISI - Nelle ultime tre uscite contro Avellino, Catanzaro e Venezia, il Padova non è mai stato realmente in partita. Una difficoltà che va oltre il singolo episodio e racconta di una squadra che nell'ultimo periodo si è smarrita. Le ragioni della crisi sono diverse, ma convergono tutte verso un punto preciso: la fragilità della rosa. Gli infortuni hanno inciso in maniera pesante, privando Andreoletti di pedine fondamentali come Sgarbi, Harder, Papu Gomez e Barreca, unite a un Bortolussi non al meglio. Queste assenze hanno messo a nudo i limiti di una rosa poco profonda nelle alternative. A peggiorare il quadro c’è poi il rendimento interno. I biancoscudati sono ultimi per punti in casa (16) con appena tre vittorie ottenute tra le mura amiche. Un dato che pesa e che suggerisce anche una componente mentale: la gestione della pressione davanti al proprio pubblico è diventata un ostacolo, più che un’arma. Il rientro del Papu Gomez, atteso già dalla prossima sfida, può rappresentare una svolta tecnica e soprattutto emotiva. La gara contro il Palermo sarà uno snodo fondamentale: il Padova vuole ritrovare la sua identità con la consapevolezza di avere ancora il destino nelle proprie mani. 
Inter, Lautaro Martinez: "Ho ancora 3 anni di contratto, ma prima o poi tornerò al Racing"
Inter, Lautaro Martinez: "Ho ancora 3 anni di contratto, ma prima o poi tornerò al Racing"
"Sogno di tornare al Racing un giorno". Lautaro Martinez, intervenuto a Radio Racing, non nasconde il suo desiderio di tornare in Argentina al termine della sua esperienza nel calcio europeo. Il capitano dell'Inter ha raccontato: "È un mio desiderio e sto provando a convincere la mia famiglia. Ovviamente da tante cose: familiari, del momento, legate al mio fisico. Però il mio sogno è di tornare a giocare al Racing, almeno per un anno". Il ritorno può attendere ancora qualche anno: "Ho tre anni di contratto con l'Inter, mi piacerebbe rimanere ancora più tempo nell'élite del calcio perché sto bene e sono giovane. Però prima o poi vorrei venire al Racing". MILITO - Non poteva mancare un commento sul rapporto con Diego Milito, presidente del Racing e ovviamente legato indissolubilmente ai colori nerazzurri: "Parlo tutte le settimane con lui. È una persona che è sempre stata presente sin dai miei inizi. Ci sentiamo spesso, mi ha scritto quando mi sono fatto male. Abbiamo parlato anche del Racing, che in questo momento non sta andando bene".
Rapina a El Aynaoui: "Abbiamo avuto paura". La madre: "Mi hanno puntato la pistola alla gola"
Rapina a El Aynaoui: "Abbiamo avuto paura". La madre: "Mi hanno puntato la pistola alla gola"
"Non hanno usato violenza su di noi, ma abbiamo avuto molto paura". Così Neil El Aynaoui, centrocampista della Roma, ha raccontato al Corriere della Sera la rapina che hanno subito lui e la sua famiglia nel corso della notte tra lunedì 16 e martedì 17 marzo nella loro abitazione nella Capitale. Quella notte il marocchino non aveva inserito l'allarme e con lui in casa c'erano la madre, la compagna, il fratello e la fidanzata di quest'ultimo. Secondo quanto raccontato dal giornale, l'assalto è avvenuto intorno alle 3 di notte per un bottino totale di quasi 20mila euro. L'unica sveglia a quell'ora era la madre del giocatore, Sophie. LA MADRE DI EL AYNAOUI - "Sono entrati nel cuore della notte e mi hanno minacciata. Uno di loro mi ha puntato la pistola la gola". I malintenzionati hanno quindi spostato le telecamere dell'abitazione e sono entrati. Alcuni di loro hanno portato la famiglia in una stanza, mentre altri hanno iniziato a rovistare alla ricerca di oggetti preziosi.
Cremonese-Giampaolo, accordo verbale per un anno e mezzo di contratto
Cremonese-Giampaolo, accordo verbale per un anno e mezzo di contratto
Accordo verbale raggiunto tra la Cremonese e Marco Giampaolo, che si prepara a legarsi alla società grigiorossa con un contratto di un anno e mezzo, fino al 30/06/2027. Gli ultimi dettagli per l'arrivo dell'ex allenatore di Lecce e Torino sulla panchina del club lombardo sono in via di definizione. Per Giampaolo si tratta di un ritorno alla Cremonese. Il classe '67 ha già vissuto un'esperienza da allenatore del club nella stagione 2014/15, con 26 partite in Serie C. Si attende a questo punto l'annuncio dell'esonero di Davide Nicola. L'allenatore classe '73 si prepara a lasciare la panchina della Cremonese dopo 29 partite in campionato, in cui ha raccolto 24 punti. I grigiorossi si trovano al momento al diciottesimo posto in classifica, reduci dalla sconfitta per 1-4 contro la Fiorentina nell'ultimo turno.
Coppa D'Africa al Marocco, il Senegal annuncia il ricorso. Le reazioni
Coppa D'Africa al Marocco, il Senegal annuncia il ricorso. Le reazioni
La decisione della CAF di assegnare la Coppa D'Africa al Marocco, nonostante la vittoria sul campo del Senegal nella finale di Rabat, ha scatenato le reazioni del mondo del calcio. Abdoulaye Seydou Sow, segretario generale della Federazione senegalese, ha annunciato la decisione di fare ricorso a Radiodiffusion Télévision Sénégalaise: "Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte". Sow ha criticato duramente la sentenza: "Questa decisione è una farsa che non poggia su alcuna base giuridica. Abbiamo avuto l'impressione che la commissione non fosse lì per applicare la legge, ma per eseguire un ordine". LA REAZIONE DI EVRA - Anche Patrice Evra, ex terzino di Manchester United e Juventus, ha criticato duramente la decisione: "La vittoria al Marocco è una vergogna. Tutti hanno visto che il Senegal ha vinto: la Coppa d'Africa ha perso tutta la sua credibilità, c'è da ridere. Campioni dopo due mesi". Il francese ha proseguito: "In questo calcio non mi sorprende più niente, per questo ho deciso di guardarlo meno". "VENITE A PRENDERLO" - Non potevano mancare le reazioni via social dei calciatori del Senegal. Moussa Niakhaté ha pubblicato una foto con in mano il trofeo, accompagnata dal messaggio: "Venite a prenderlo! Sono pazzi!". El Hadj Malick Diouf ha aggiunto: "Non è quello che mi aspettavo. Questa cosa non porta da nessuna parte".
CAF, altro ribaltone: annullata la multa a Saibari per l'asciugamano rubato a Mendy
CAF, altro ribaltone: annullata la multa a Saibari per l'asciugamano rubato a Mendy
Ha del clamoroso quello che sta succedendo attorno all'ultima Coppa d'Africa. Manifestazione vinta sul campo dal Senegal per 1-0 ai tempi supplementari il 18 gennaio ma che la CAF ha deciso di assegnare al Marocco, sancendo la sconfitta a tavolino per i Leoni della Teranga che avevano abbandonato il campo per 15 minuti in segno di protesta per una decisione arbitrale. E da quanto riportato da L'Equipe, questo non è l'unico provvedimento preso dalla Confederazione africana. Un episodio che aveva caratterizzato la finale dello scorso gennaio era stato il tentativo da parte dei giocatori marocchini di privare Mendy, portiere del Senegal, del suo asciugamano. Prima Hakimi, che spinto dai suoi tifosi aveva deciso di buttare l'asciugamano in questione oltre i cartelloni pubblicitari. Azione non passata inosservata da Diouf, portiere di riserva senegalese, che ha avuto il compito di proteggere il compagno. Poi, lo stesso tentativo l'avevano tentato prima i raccattapalle, poi il centrocampista Saibari che, una volta sostituito, si era piazzato sulla linea di fondo per evitare che l'asciugamano venisse toccato e passato. LA DECISIONE DELLA CAF - Al giocatore del PSV Eindhoven Saibari, che era stato multato di circa 86mila euro, è stata annullata l'ammenda e riceverà solo una giornata di squalifica. Resta invece la responsabilità da parte della Federazione marocchina nei confronti dei raccattapalle: la multa inflitta è di circa 43mila euro.
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