Araujo: “L’ansia è diventata depressione, continuare a giocare non mi ha aiutato. Ora mi sento diverso”

Le parole di Ronald Araujo, difensore del Barcellona, riguardo la sua sua salute mentale. Le dichiarazioni al Mundo Deportivo
Per la prima volta Ronald Araujo ha deciso di parlare della propria salute mentale. Il difensore uruguaiano si è infatti raccontato ai microfoni del Mundo Deportivo: “Mi sento molto bene, penso di aver giocato una buona partita e sono anche riuscito a dare il mio contributo segnando un goal, il che è stato molto positivo per me. Anche fisicamente mi sentivo forte. Ovviamente alla fine stanco, perché era da molto tempo che non giocavo così tanti minuti, ma nel complesso sono molto, molto felice“.
Il momento più buio dell’annata del difensore è stato senza dubbio l’espulsione contro il Chelsea: “Da Londra è cambiato parecchio perché ho imparato molto in questo periodo“. Dopo quel momento, il classe ’99 ha deciso di fermarsi per qualche settimana: “Penso che sia stata la cosa giusta da fare dopo quella decisione che ho preso. Mi sento diverso e ne sono felice, perché mi sento più a mio agio, più felice. Posso godermi ciò che amo fare, cioè giocare a calcio, e questo mi aiuta molto. Sento che il peggio è passato e ora vedo le cose in modo diverso. Il periodo di pausa che mi sono preso è stato per una ragione, perché alla fine ho potuto lavorarci con dei professionisti, anche con la mia famiglia. E spiritualmente, che era ciò di cui avevo bisogno. Quindi penso che mi abbia fatto molto bene e oggi mi sento una persona completamente diversa“.
Araujo è entrato nel dettaglio delle decisioni che lo hanno spinto a prendere quella decisione: “È stata una combinazione di fattori. Non stavo bene da molto tempo, forse più di un anno e mezzo. Cerchi di essere forte, forse per le tue radici, da dove vieni, inizi ad andare avanti, ma sentivo di non stare bene. Non solo per quanto riguarda il mio sport, ma anche nella mia famiglia e nella vita personale“.
In particolare, l’uruguaiano ha ricordato quelle settimane difficili: “Non mi sentivo me stesso ed è stato in quel momento che ho capito. Sono il tipo di persona che tiene tutto dentro di sé, ma bisogna anche capire che ci sono professionisti che possono aiutarti e darti gli strumenti per gestire certe situazioni. Avevo bisogno di alzare la mano e dire che mi stava succedendo qualcosa per potermi riprendere“.

Araujo: “In campo non ti senti veramente te stesso”
Araujo ha continuato parlando di come vivesse il calcio in quelle settimane, tornando in particolare proprio sul rosso contro il Chelsea: “Dopo l’espulsione sul momento, con l’adrenalina, scappi via. Ti senti triste, ma poi, quando la partita finisce, tutto ti crolla addosso. Mi sentivo già male, questa è la verità, ma per inerzia, cerchi di andare avanti e a volte hai bisogno di aiuto. Ho avuto a che fare con l’ansia per un anno e mezzo, che si è trasformata in depressione e giocavo così. Questo non aiuta, perché in campo non ti senti veramente te stesso. Sai quanto vali e cosa puoi dare in campo: Quando non mi sentivo bene, sapevo che qualcosa non andava. Quel giorno ho capito che era giunto il momento, che dovevo parlare con i professionisti e con la società perché potessero aiutarmi“.
L’intervista del difensore uruguaiano si è conclusa così: “In definitiva, siamo persone oltre che calciatori. Non è solo una questione di soldi, non è solo una questione di fama. Soffriamo anche per quello che succede in campo. Siamo fortunati a fare quello che facciamo, sì, ma c’è la persona, ci sono i sentimenti. Sono grato a tutti perché ho visto molto supporto durante quel periodo in cui ho deciso di smettere e questo aiuta. Dobbiamo capire che oltre ad essere calciatori, siamo persone“.