Javi Villar, dal Castilla con Nico Paz alla storia con l’Albacete: “Siamo degli eroi. Sogno la Serie A”

La nostra intervista a Javi Villar, centrocampista spagnolo dell’Albacete tra i protagonisti della vittoria contro il Real Madrid.
Estadio Belmonte, Albacete, minuto 42. Un calcio d’angolo e una deviazione bastano a Javi Villar, centrocampista classe 2003, per dare il “la” a una serata storica per la squadra di casa. Perché sono gli ottavi di Copa del Rey, davanti c’è il Real Madrid, e la gara finirà con un risultato clamoroso: 3-2.
Non si vive tutti i giorni l’emozione di eliminare una delle squadre più forti al mondo, e proprio Villar, a gianlucadimarzio.com, ha spiegato cosa si prova a scrivere una pagina di storia del calcio dell’Albacete: “Quando al sorteggio è uscito il Real Madrid è stata come una benedizione perché sapevamo che è tra le migliori squadre al mondo ed è sempre bello giocare contro club così. Eravamo consapevoli che avremo potuto rendergli la vita difficile e così abbiamo fatto”.
L’emozione, l’atmosfera dell’Estadio Carlos Belmonte e il brivido del successo. Un mix di sentimenti che Javi Villar ha provato sulla sua pelle quando quel pallone è entrato in rete: “Calcio d’angolo per noi, erano diversi minuti che comandavamo il gioco e tra me e me ho pensato “è il mio momento, vediamo. Se mi arriva la palla la metto dentro. Mi marcava Mastantuono, sapevo che non era un difensore o uno che è abituato a questo tipo di situazioni e ho pensato ‘farà un errore, ci proverò’. Ho fatto qualche passo indietro per calibrare e colpire bene e alla fine la palla è andata in porta. Un gol molto bello, è un sogno che avevo da quando ero piccolo giocare contro il Real Madrid e segnare contro è sempre qualcosa di speciale. Vediamo, ora, se riusciremo a continuare così in Copa del Rey. Ringrazio anche i nostri tifosi, non avevo mai visto una partita con così tanta intensità”.
Sensazioni di chi sta vivendo un sogno e che non ha nessuna voglia di fermarsi. Complimenti ed elogi da tante persone, in particolare da suo fratello Gonzalo che in Italia abbiamo avuto modo di vederlo con le maglie di Roma e Sampdoria: “Con lui ho un rapporto incredibile. Per me è come un migliore amico, parliamo sempre tutti i giorni e mi dà tanti consigli. Stava impazzendo, mi ha chiamato appena è finita la partita e voleva che gli raccontassi tutto. Era molto felice per me, ma triste per non essere riuscito a venire”.
Javi Villar e l’Albacete: dal trasferimento alla festa in città
Dal trasferimento all’Albacete alla festa in città. Comune denominatore? Sempre il Real Madrid: “Adesso che abbiamo battuto il Real la gente per strada ci ferma perché non avevamo mai vinto contro di loro. Come sono arrivato qui? Lascio il Real Castilla perché volevo giocare in Primera o Segunda Divisiòn. Avevo molte offerte e ho deciso di accettare l’Albacete perché il direttore sportivo già mi conosceva e mi ha assicurato che fosse un buon posto per crescere.
Credo che però non ho ancora la continuità necessaria per dimostrare le mie vere qualità – ha proseguito Javi Villar -. Qui sto bene, sono a un’ora dalla mia città natale e siamo molto felici. Sogno la Liga e spero di poterla raggiungere attraverso il lavoro”.
Le giovanili con Nico Paz e Gonzalo Garcia
Nella giovane carriera di Javi Villar c’è spazio anche per l’esperienza con l’U18 del Barcellona, una tappa definita dallo stesso spagnolo poco fortunata: “Col Barça ci sono stato poco perché ho avuto dei problemi con l’allenatore e non mi sentivo a mio agio perché ero piccolo e lontano da casa per la prima volta. Ho quindi deciso di giocare per l’Elche insieme a mio fratello: lui era in prima squadra, io nelle giovanili. Magari ho fatto un passo indietro scegliendo un club più piccolo, ma col tempo si è rivelata una scelta fondamentale“.
La carriera di Villar continua all’Elche e successivamente con il Real Madrid, prima con l’U19 e successivamente con il Castilla insieme a Nico Paz e Gonzalo Garcia: “Nell’ultima partita ci stavamo giocando la promozione, ma abbiamo perso la palla e abbiamo subito gol all’ultimo minuto. Il Castilla non saliva di categoria da 15 anni e fu un momento durissimo per noi. Avevamo un’ottima squadra, ma è stato comunque un anno molto bello dove ho conosciuto bellissime persone come Nico Paz con il quale condividevo la stanza. Mi trovavo bene anche con Iker Bravo, Rafa Marin e Sergio Arribas. Sapevo che Nico Paz fosse così forte perché si allenava ancora con noi ma non aveva la fiducia necessaria per esprimersi al meglio. Ha un talento fuori dal comune, il suo livello è già da top player”.
“Mi piacerebbe giocare in Serie A come ha fatto mio fratello”
Javi Villar coltiva il sogno di giocare in Serie A come ha fatto suo fratello: “Gonzalo ci ha giocato e credo che il nostro gioco si avvicini molto a quello della Serie A. Il paese è incredibile, mi piacerebbe molto vivere in Italia. Qualsiasi club mi andrebbe bene, ma è ovvio che io abbia delle preferenze come ad esempio Milan, Inter, Juventus e Roma. Basta che mi facciano giocare”.
A cura di Gerardo Guariglia e Stefano Fantasia