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Como, Suwarso: "Fabregas andrà in una big, ma prima sceglierà il suo sostituto"
Mirwan Suwarso incorona Cesc Fabregas a Rivista Undici: "È davvero molto importante per noi, saremmo degli stupidi a non pensare che un giorno non possa andare andare all'Arsenal, al Chelsea o al Barcellona. Se continua a vincere con noi credo che potremmo avere sogni più grandi".
Sul futuro dell'allenatore spagnolo, invece, il presidente del Como ha dichiarato: "Spero che finché sarà qui ci aiuti a creare un piano di successo anche per chi dovrà sostituirlo. Per me quando se ne andrà, se mai dovesse andarsene, dovrebbe essere lui a scegliere chi prenderà il suo posto. Essendo parte del Board of Football dovrà aiutarci a nominare il prossimo allenatore".
La probabile formazione dell'Inter per l'Atalanta: Bastoni da valutare
L’Inter si prepara alla sfida contro l’Atalanta con alcune situazioni ancora da definire, soprattutto in difesa. I riflettori sono puntati sulle condizioni di Alessandro Bastoni, alle prese con una forte contusione rimediata nel derby della scorsa settimana. Il difensore resta in dubbio: per vederlo titolare sarà necessario che l’ematoma si sgonfi completamente nelle prossime ore.
In attacco, invece, arrivano segnali incoraggianti da Marcus Thuram. L’attaccante francese ha smaltito l’influenza che lo aveva costretto ai box e si candida con forza per una maglia dal primo minuto. La sua presenza rappresenterebbe una garanzia in termini di intesa offensiva: gli automatismi tra Pio Esposito e Bonny, infatti, devono ancora essere pienamente rodati, mentre Thuram offre maggiore affidabilità sotto questo aspetto.
Possibili novità anche sulle corsie esterne. A destra potrebbe tornare dal primo minuto Denzel Dumfries, assente dall’undici iniziale da ben 125 giorni. Una soluzione che darebbe nuova spinta alla fascia, con Dimarco confermato sul lato opposto.
A centrocampo resta aperto il ballottaggio tra Sučić e Mkhitaryan, con il primo leggermente favorito. In cabina di regia, complice l’assenza di Çalhanoğlu, sarà invece Zieliński a guidare la manovra nerazzurra. In attacco, accanto a Thuram, spazio a Esposito, chiamato a guidare il reparto offensivo in assenza di Lautaro Martinez.
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto; Dumfries, Barella, Zieliński, Sučić, Dimarco; Pio Esposito, Thuram. Allenatore: Cristian Chivu.
Atalanta, la probabile formazione contro l'Inter
L’Atalanta prepara la sfida contro l’Inter con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle la gara d’andata di Champions League contro il Bayern Monaco. Raffaele Palladino è chiamato soprattutto a lavorare sull’aspetto mentale della squadra, per ritrovare immediatamente concentrazione e ritmo in campionato.
Dal punto di vista delle scelte di formazione, la Dea dovrebbe ritrovare Giorgio Scalvini in difesa. Il centrale è candidato a riprendersi una maglia dal primo minuto nella linea a tre davanti a Marco Carnesecchi, completata da Djimsiti e Ahanor.
Sulle fasce ci si affida alla spinta di Bellanova e Zappacosta, mentre in mezzo al campo la coppia dovrebbe essere formata da Marten de Roon e Pašalić. Buone notizie anche per quanto riguarda Ederson, che potrebbe tornare tra i convocati dopo il recente stop.
In attacco Palladino sembra orientato a non schierare un doppio centravanti come in Champions League. Il ruolo di riferimento offensivo dovrebbe essere affidato a Gianluca Scamacca, in vantaggio su Krstović, con Samardžić e Zalewski pronti ad agire alle sue spalle sulla trequarti.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Bellanova, de Roon, Pašalić, Zappacosta; Samardžić, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino.
Napoli, la probabile formazione contro il Lecce: Anguissa verso la titolarità
Il Napoli è alla ricerca della terza vittoria consecutiva in campionato, dopo quelle contro Verona e Torino nei due turni precedenti. Un successo contro il Lecce, nella sfida del Maradona di sabato 14 marzo alle 18:00, permetterebbe ai campioni d'Italia di ottenere altri tre punti preziosi per centrare la qualificazione alla prossima Champions League.
Antonio Conte dovrebbe schierare il Napoli con il 3-4-2-1, con l'unico dubbio fra i pali: Meret sembra essere in vantaggio rispetto a Milinkovic-Savic. Il terzetto difensivo dovrebbe essere composto da Beukema, Buongiorno e Olivera.
Sugli esterni, invece, sono pronti Politano e Spinazzola. A centrocampo, vista l'assenza di Lobotka, dovrebbero partire dal primo minuto Gilmour e Anguissa: il camerunese tornerebbe titolare per la prima volta dalla undicesima giornata.
In attacco, dietro la certezza Højlund, dovrebbero giocare Elmas e Alisson Santos. Vergara è assente per infortunio, mentre Kevin De Bruyne dovrebbe partire dalla panchina.
NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Beukema, Buongiorno, Olivera; Politano, Gilmour, Anguissa, Spinazzola; Elmas, Alisson Santos; Højlund. Allenatore: Antonio Conte.
Sassuolo, Matic: "Qui sono felice, non ho problemi ad andare avanti"
Un professore del centrocampo, capace di fare ancora la differenza in Serie A nonostante i 37 anni di età. Nemanja Matic è il vero uomo in più del Sassuolo di Fabio Grosso che tanto sta sorprendendo in questo campionato, il leader che mancava a una squadra che lo scorso anno aveva dominato il campionato di Serie B e che ha mantenuto gran parte dei propri calciatori.
Il centrocampista serbo si è raccontato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport, spiegando come i neroverdi lo abbiano convinto a tornare in Italia dopo alcune stagioni trascorse in Francia tra Rennes e Lione: "Una bella riunione a Milano con Carnevali e Grosso. Mi hanno spiegato come funziona il club, l'importanza dei giovani. E poi ho visto lo splendido centro sportivo. Quando finirà la stagione, ci parleremo di nuovo. Il Sassuolo sa che se io sono felice non ho problemi ad andare avanti".
ROMA - Matic era arrivato la prima volta in Italia per giocare con la Roma, una squadra rimasta nel suo cuore nonostante l'addio "rumoroso". Dell'esperienza nella Capitale ha dichiarato: "Amo i tifosi giallorossi, e meritano molto di più. Lo stadio è sempre pieno, un club così dovrebbe lottare per il titolo ogni anno. Io andai via solo per la mancanza di rispetto dei dirigenti che non tennero fede alla parola che mi avevano dato. Troppi rinvii al momento di rinnovare, fu una questione di principio".
Ed è poi tornato sulla finale di Europa League persa contro il Siviglia: "Il fallo di mano venti anni fa sicuramente non era rigore, ma oggi li fischiano. Mourinho è un personaggio, mi ha allenato al Chelsea, al Manchester United e alla Roma. In giallorosso era più tranquillo, ha capito che le nuove generazioni sono diverse dalla nostra".
Per concludere, il centrocampista ha analizzato i problemi del calcio italiano: " È rimasto negli anni '90. Il primo problema riguarda le accademie, i settori giovanili in Inghilterra e Francia sono molto più avanti. Ti insegnano a dribblare e sviluppano la tecnica. Un altro tema riguarda la tattica, che è importante ma condizionante. In Italia si usa troppo la difesa a tre e si attacca poco. Serve un progetto innovativo, altrimenti andrà sempre peggio".
Arrivabene: "Orgoglioso del mio mercato alla Juventus. Tornare nel calcio? Mi manca più la F1"
"Spalletti lo rinnoverei subito, sta facendo un ottimo lavoro", esordisce così Maurizio Arrivabene a La Gazzetta dello Sport. L'ex Team Principal della Ferrari e AD della Juventus ha infatti elogiato il percorso dell'allenatore toscano: "È una persona riflessiva, sta costruendo la Juventus e dando consapevolezza ai giocatori".
Sul suo periodo in bianconero, invece, il classe '57 ricorda con orgoglio l'operazione Vlahovic: "L'investimento fu autorizzato dal CdA. Dusan ricorda Verstappen per determinazione, Leclerc per tenacia e umanità. Gli scrivo ancora per trasmettergli amici e carica: non so se sarà mai da 30 gol, ma con il giusto sostegno può avvicinarsi ai top".
"SOGNO DONNARUMMA" - Arrivabene ha commentato anche la decisione di non rinnovare il contratto di Paulo Dybala nel 2023: "Zero rimpianti". Sugli acquisti di Pogba e Di Maria, invece: "Pogba è stato un buon acquisto, ben accolto dai tifosi: nessuno poteva immaginare quanto successo. Di Maria è un talento, Allegri stravedeva per lui".
Il dirigente ha svelato anche un suo sogno di mercato: "Donnarumma alla Juventus". Un altro talento arrivato in bianconero proprio negli anni di Arrivabene è Kenan Yildiz: "Io non ho meriti. Cherubini e i suoi collaboratori erano convintissimi. Ha classe e attaccamento alla maglia: gli auguro di vincere alla Juventus quanto ha fatto Hamilton in carriera".
RITORNO IN F1? - Sul suo futuro, invece, Arrivabene ha commentato: "Dico Formula 1. All’estero non andrei nemmeno per molti soldi. Ferrari o niente. Ma la Ferrari ha Vasseur, che stimo, e ha bisogno solo del mio tifo".
Non poteva mancare un commento alle voci di cessione che volevano John Elkann lontano dalla Juventus: "Non cederà la Juventus, a maggior ragione dopo le recenti dichiarazioni. Per lui è un asset che va al di là del business".
Torino, Cairo: "Contestazione? Quelle scritte che ho visto sono veramente brutte"
Dopo la vittoria contro il Parma, ottenuta con il risultato di 4-1, Urbano Cairo è tornato a parlare della forte contestazione da parte dei tifosi granata: "Bella vittoria. Ma voglio dire una cosa diversa, quelle scritte che ho visto sono veramente brutte. Ma non per me, per i bambini che le vedono".
Il presidente del Torino ha criticato direttamente gli autori di questo gesto: "Parliamo del gioco del calcio, dove c'è un presidente che ha messo decine di milioni. Arrivare a dire delle robe del genere è proprio una roba brutta. Sono dispiaciuto per chi l'ha fatto, è messo veramente male. Uno che scrive quelle robe, che poi le vedono i bambini".
LE SUE PAROLE - Il presidente del Torino ha proseguito così: "Stiamo parlando del gioco del calcio, non di guerre, che purtroppo ci sono. È il gioco del calcio, non di più. Poi però secondo me qualcuno di voi è responsabile, ho visto un giornale che non nomino, che scrivono cose assurde. 'La clausola di Zapata', 'D'Aversa lavora per Juric'...Ma che senso ha? Per voler creare dissapori?".
Dando uno sguardo al futuro, Cairo ha dichiarato: "Il presidente può cambiare, prima o poi venderà. Ma se questo è l'ambiente, l'altro che arriva sarà la stessa cosa. Questo voglio dire. Nient'altro". E sulla vittoria contro il Parma, invece: "La partita l'avete vista. Sono contento, bella partita. Sono contento".
Barcellona, Lewandowski: "Niente da dire sul mio futuro, non è una priorità"
"Io e i miei compagni siamo di generazioni diverse, ma per me è stato abbastanza facile capirli e rapportarli con loro. Però il processo per funzionare deve essere a doppio senso: anche loro dovevano capire come sono e chi sono": parole da leader indiscusso di uno spogliatoio in cui il talento prende ormai il sopravvento sull'esperienza. Robert Lewandowski è il vero uomo in più del Barcellona, guida carismatica oltre che tecnica e una sorta di braccio destro di Hansi Flick.
Intervistato da Sportweek, l'attaccante polacco ha innanzitutto esaltato la qualità della rosa e analizzato il lavoro svolto dall'allenatore tedesco fin qui: "Ha trovato una squadra molto, molto giovane e ha lavorato per trovare la formula migliore, per imporre il suo gioco in una realtà particolare, adattandosi e facendoci adattare: ha a disposizione giocatori che possono decidere una gara in ogni momento, ma che possono ancora migliorare e crescere".
LE PAROLE DI LEWANDOWSKI - "Il processo di amalgama è stato veramente interessante. Il calcio non è solo puro gioco e divertimento come quando sei nella cantera, hanno dovuto capire che bisogna lavorare duro per evitare di conquistare partite e titoli una volta sola ma per creare una mentalità vincente che duri nel tempo. Per farlo, il talento di base non è sufficiente. Ci vogliono sacrificio e continuità, e per questi ragazzi è stato duro un po’ come era stato duro per me il passaggio dalla Polonia alla Germania, dove trovai compagni abituati a lavorare sodo, a essere sempre concentrati tosti".
L'attaccante ex Bayern Monaco, che andrà in scadenza a giugno, ha anche commentato le voci sul proprio futuro: "Sinceramente oggi non c’è niente da dire. E sono sincero, eh. L’obiettivo è arrivare a fine stagione col maggior numero possibile di vittorie, gol e titoli, poi vedremo. Non ci penso e non ho deciso, al momento non è una priorità".
CALCIO ITALIANO - Lewandowski ha poi fatto un passaggio sul calcio italiano, analizzandone il rendimento in Europa e non solo, soffermandosi anche sull'eliminazione dalla scorsa Champions League arrivata per mano dell'Inter: "Beh, abbiamo imparato tanto da quella doppia sfida. Abbiamo segnato sei gol ma ne abbiamo presi sette ed è chiaro, non può essere, c’è qualcosa che non va. Non abbiamo perso per merito dell’Inter ma per colpa nostra. Ripeto, ci è servito di lezione".
Dopodiché, il 37enne ha anche svelato un retroscena di mercato legato alla Serie A: "Nel 2010 ero ancora in Polonia e stavo per passare al Borussia Dortmund. Il Genoa voleva acquistarmi, così m’invitarono a una partita contro la Sampdoria. Ero curioso di vedere com’era il club, lo stadio, l’ambiente, e anche per essere corretto con chi aveva mostrato interesse per me venni ad assistere al derby a Marassi. È stata l’unica volta che ho avuto a che fare con una squadra italiana".
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