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Grifo: "Nazionale? Darò tutto per mettermi ancora questa maglia"
La storia di Vincenzo Grifo è quella di un calciatore cresciuto tra due Paesi, Germania e Italia. Con il tempo si è fatto conoscere per la sua qualità in campo e per i suoi calci piazzati, diventando un punto di riferimento del Friburgo. Ospite del podcast Sky Calcio Unplugged, Grifo si è raccontato tra carriera, scelte importanti e il suo legame con il calcio italiano.
Grifo ha iniziato il suo intervento svelando un sogno, il ritorno in Nazionale: "No, non è ancora arrivato qualche segnale. Però io ci spero e credo sempre, perché uno ci deve credere sempre, specialmente quando uno ha voglia ed è carico. Però alla fine accetto tutto quello che dice il mister. Io darò tutto per mettermi questa maglia ancora qualche volta".
IL BAYERN MONACO E IL SUO FRIBURGO: LE PAROLE DI GRIFO - Dalla Nazionale al calcio di club, Grifo racconta come ha vissuto la sfida tra Italia e Germania in Champions League, tra Atalanta e Bayern Monaco: "Mi ha fatto male il cuore perché io negli spogliatoi dicevo che contro una squadra italiana non sarà tanto facile fare gol, che non sarà facile giocare contro l'Atalanta che sta bene, che è una squadra molto brava con tanti talenti e anche con giocatori con esperienza, con tanta qualità. Poi, alla fine, quando ho visto che hanno fatto 1-6 (non l'ho guardata tutta), poi il giorno dopo quando mi sono alzato ho detto 'mamma mia, ora negli spogliatoi mi diranno sicuramente 2/3 parole...'".
Grifo racconta il Bayern Monaco, la squadra che domina in Bundesliga: "Io dico tutti e 11, dal portiere fino a Kane che non ha giocato. Si vede che qualità e potenza hanno. Olise è un fuoriclasse, un fenomeno. Però poi c'è anche Díaz. Ti danno sempre fastidio nell'1 vs 1. Poi c'è Kimmich che già da tanti anni ha quel ritmo, sa cosa deve fare in Champions League. Poi tutto il resto con Gnabry, Stanisic. Hanno proprio una potenza quest'anno... questa voglia di vincere, questa cattiveria anche nel pressing. Quello che mi ha fatto male è stato vedere l'Atalanta che giocava 1 vs 1 dal campo, e se giochi questo calcio contro il Bayern Monaco... non ce la fai proprio a difendere tutto. Mi ha fatto male vedere come hanno fatto i gol".
CALCIO TEDESCO E CALCIO ITALIANO: LE DIFFERENZE - "La differenza tra i calcio italiano e quello della Bundesliga, per me è che in Italia c'è molta tattica e non fanno quei chilometri che facciamo noi. Da noi in Bundesliga un attaccante, un'ala fa 11/12 Km perché deve lavorare e c'è molta intensità. Invece in Italia non si vede perché è più tattica. Anche tecnicamente mi piace molto l'Italia perché siano giocare tutti, però la potenza e l'intensità in Germania è un po' più alta. Per questo si è vista un po' la differenza tra il Bayern e l'Atalanta, perché uno da fuori dice 'l'Atalanta quest'anno fa un bel campionato, sono ancora in Champions, bravi'. Se vedi solo i giocatori dici che l'Atalanta ci sta a quel livello, però poi alla fine quell'intensità ce l'hanno i tedeschi" ha analizzato Vincenzo Grifo.
Il mondo del Friburgo: "Noi a Friburgo non abbiamo quei giocatori che sono dei fenomeni come Kane o Gnabry, come a Dortmund con Nmecha. Noi a Friburgo siamo una squadra con il senso del gruppo, abbiamo orgoglio e siamo una squadra unita. Solo così ce la possiamo fare perché noi non abbiamo quella qualità che ha il Bayern o anche il Lipsia con Diomande, quei giocatori capaci di vincere le partite da soli".
In chiusura, un'esultanza per il 106esimo gol con il Friburgo: "Farò finta di mangiare la pizza". Giocare in Italia è una possibilità? La risposta di Grifo: "Io seguo il calcio italiano quando posso. Ogni tanto non mi capita perché ho 2 bambini qua che non mi fanno guardare il calcio, e poi mia moglie è incinta e sta arrivando il terzo. Quando posso guardo il calcio italiano. Non si sa mai, l'amore per l'Italia e per le squadre italiane ce l'ho. Ora aspettiamo".
Insigne a Sky: "Io vicino al ritorno al Napoli. Nazionale? Non sopporterei un altro Mondiale senza Italia"
Lorenzo Insigne si racconta a Sky Calcio Unplugged, podcast interamente targato Sky, condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi. L'attaccante classe '91, tornato a Pescara nell'ultima sessione di mercato, ha esordito proprio raccontando le emozioni, e le sensazioni di questo trasferimento: "Qui sto benissimo. Sono contento del mio rientro in Italia, ma soprattutto giocare con la maglia del Pescara".
L'ex Napoli sposta subito il focus sulle impressioni del campionato italiano, dopo quattro anni e mezzo di assenza: "Mi è mancata molto la passione, quella che si sente in Italia non la trovi facilmente in giro. Poi io sono abituato a giocare sotto pressione (ride, ndr), rendo di più.".
IINSIGNE SULLA NAZIONALE - "Forse c'è meno talento rispetto a prima, però ci sono tanti giovani che si stanno mettendo in mostra come Vergara del Napoli: è un peccato che si sia fatto male proprio adesso. Sicuramente il mister (Gattuso) avrà visto tante partite nell'ultimo periodo e saprà fare le scelte giuste. In questo momento abbiamo bisogno di giocatori pronti, che riescano a portarci al Mondiale".
Continua: "Credo che adesso bisogna scendere in campo con tanta grinta e cuore, perché noi abbiamo vinto un Europeo (2021) così, creando un grande gruppo. Mister Gattuso su questo è molto bravo, io ho lavorato un anno con lui e saprà tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Spero che raggiungeremo questo traguardo che manca da tanto, non posso immaginare un altro Mondiale senza Italia, fa male".
E su Bernardeschi, ex compagno di squadra al Toronto, tornato protagonista in Serie A con la maglia del Bologna, Insigne risponde così su una possibile convocazione: "Vista anche la partita di ieri (Bologna-Roma), dove ha fatto un'ottima prestazione, di Federico non le scopriamo oggi le qualità. Se sta bene fisicamente e riceverà questa chiamata può dare una mano con la sua grande esperienza, parliamo di un ragazzo d'oro".
SUL POSSIBILE TRASFERIMENTO ALLA LAZIO - "Per quanto riguarda la Lazio, io parlai con il mister (Sarri). Alla fine non si è fatto nulla, loro hanno fatto altre scelte. Non me la sono presa, io accetto le scelte di tutti, sono un professionista e fa parte del nostro lavoro".
Prima del ritorno a Pescara, Insigne è stato vicino a un altro bis, quello con il Napoli. Le sue parole: "Sono stato vicino al ritorno a Napoli, non l'ho mai nascosto. Sono stato contattato a quindici giorni dalla chiusura del mercato. Non vi dico il mio cuore come andava in quei giorni. Alla fine hanno scelto di prendere un giocatore più pronto. Io sono sempre rimasto sereno, perché conosco le mie qualità e sapevo che un'opportunità sarebbe arrivata. Sono tornato in Serie B è vero, però nella mia vita ho fatto tanti sacrifici, e ho sempre ringraziato il presidente, Verratti, Sebastiani, Foggia che mi hanno permesso di rimettermi in gioco. Il mio obiettivo adesso è quello di riuscire a salvare il Pescara, il futuro si vedrà".
Tutta l'emozione provata da Insigne dopo il primo gol dopo il suo ritorno: "Mi sono venuti in mente tanti ricordi, erano otto mesi che non giocavo, e soffrivo guardando le partite dal divano. Un'emozione incredibile, perché credo che in qualsiasi categoria, Serie A, B o C, quando uno sta fermoe torna al gol è bellissimo".
Lazio, Fabiani: "Crediamo nel progetto di Sarri, siamo molto affezionati a questa persona"
Nella stagione del ritorno di Sarri, la Lazio sta conducendo un campionato da metà classifica. Decimo posto, con una sfida affascinante contro il Milan all'orizzonte. I biancocelesti hanno dovuto superare qualche difficoltà, ma sono riusciti anche a prendersi delle belle soddisfazioni, come la vittoria per 1-0 contro la Juventus firmata Basic, o il raggiungimento delle semifinali di Coppa Italia.
Proprio dell'operato di Maruzio Sarri ha parlato il direttore sportivo Angelo Fabiani ai microfoni di Sky Sport: "Abbiamo un contratto che prevede due anni più uno di opzione. E abbiamo addirittura tolto quell'opzione sia a lui che allo staff proprio perché crediamo nel progetto di Sarri. Questo nuovo percorso l'abbiamo iniziato con lui e vorremmo finirlo con lui. I rapporti belli, anche quelli di coppia, sono belli quelli che a volte sono anche un po' conflittuali. Perché mantengono in vita il rapporto. Quei rapporti di grande indifferenza non sono dei grandi rapporti" ha proseguito il direttore sportivo biancoceleste.
LE PAROLE DI FABIANI SU SARRI - Fabiani ha aggiunto: "Prendo questo modus che abbiamo noi e che ha Sarri di manifestare come un rapporto teso a migliorare, a spronare. Chiamiamola critica costruttiva. Nulla di nuovo sotto il sole, se non che il Sarrismo è anche questo, ma noi siamo molto affezionati a questa persona innanzitutto e poi a questo allenatore".
Nella parte conclusiva dell'intervista, il ds della Lazio ha dichiarato: "Dopodiché ci sono tante chiacchiere, tante dicerie: Tizio sta contro Caio, Caio sta contro Sempronio... noi dobbiamo dire che dal punto di vista dell'operatività oggettiva, siamo tutti sintonizzati. Facciamo il tifo per Sarri e io son convinto che Sarri faccia il tifo per i suoi ragazzi. I suoi ragazzi fanno il tifo per i tifosi, per la società e quant'altro. Dobbiamo andare sui fatti concreti e oggettivi".
Atalanta, Éderson torna tra i convocati di Palladino
Buone notizie per l’Atalanta in vista della prossima sfida di campionato contro l'Inter. Éderson torna infatti tra i convocati dopo aver saltato le ultime sei partite. L’ultima presenza del centrocampista brasiliano risale alla gara d’andata contro il Borussia Dortmund, dopodiché un affaticamento di natura muscolare lo aveva costretto ai box nelle settimane successive. A riportarlo è Sky Sport.
Il rientro rappresenta un’importante alternativa per la mediana nerazzurra, anche se il giocatore dovrebbe partire inizialmente dalla panchina. Lo staff tecnico preferisce infatti reinserirlo gradualmente dopo il lungo stop.
Restano invece da valutare le condizioni di Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori. Entrambi i giocatori partiranno comunque per il ritiro della squadra a Milano, ma la decisione definitiva sulla loro presenza in panchina verrà presa soltanto nella mattinata di domani. Lo staff medico vuole infatti monitorare fino all’ultimo le loro condizioni prima di sciogliere i dubbi sulla convocazione ufficiale per la gara.
Tottenham, Tudor: "Un nuovo allenatore non risolverà i problemi. Nessuna magia nera su questo club"
Il pesante ko in Champions League riaccende la pressione su Igor Tudor, ma l'allenatore del Tottenham respinge le critiche e lancia un messaggio chiaro: cambiare allenatore non basterebbe per risolvere le difficoltà del club. Gli Spurs arrivano infatti dalla sconfitta per 5-2 contro l’Atlético Madrid negli ottavi di finale di andata di Champions League, una gara segnata da un avvio complicatissimo. Dopo appena 17 minuti il portiere di riserva Antonín Kinský è stato sostituito in seguito a due gravi errori che hanno indirizzato la partita, contribuendo a rendere ancora più pesante il passivo finale.
Il risultato ha inevitabilmente alimentato le critiche nei confronti dell’allenatore croato, con parte dell’ambiente che invoca un cambio in panchina. Tudor, però, non è d’accordo con questa lettura e ritiene che i problemi della squadra siano più profondi. "La gente pensa che arriverà un nuovo allenatore, le cose cambieranno e i problemi si risolveranno. Mi fa ridere", ha dichiarato a Sky Sports. "Quando le persone vogliono un nuovo allenatore è perché cercano una nuova speranza. Si spera sempre che tutto cambi, ma la realtà è totalmente diversa".
In conferenza stampa Tudor ha poi voluto parlare dei suoi giocatori, invitandoli a non fare le vittime: "Cerco sempre di dire ai giocatori di non fare le vittime e di non pensare che non sia colpa loro, ma che tutto vada addossato al caso", ha spiegato. "Potrebbe esserci un problema più grande di queste sconfitte se si pensa in questo modo. Non c’è nessuna magia nera su questo club o altre c***ate del genere".
Serie A, le formazioni ufficiali di Torino-Parma: le scelte degli allenatori
Torino e Parma aprono il ventinovesimo turno di Serie A sfidandosi allo stadio Olimpico Grande Torino alle 20:45 di venerdì 13 marzo 2026. Punti preziosi in ottica salvezza in palio, con la squadra granata che vuole tornare a vincere.
Dal cambio in panchina, infatti, il Torino ha vinto per 2-0 contro la Lazio ma nella trasferta di Napoli è tornato a non fare punti. L'obiettivo di D'Aversa è quello di tornare a farne davanti al proprio pubblico.
Dall'altra parte, però, c'è il Parma di Cuesta che ha 4 punti in più dei granata e si trova in una posizione di classifica più tranquilla. 34 punti in 28 giornate e, soprattutto, cinque risultati utili consecutivi. Tre successi in fila contro Bologna, Verona e Milan accompagnati da due pareggi nelle ultime due contro Cagliari e Fiorentina.
Di seguito le formazioni ufficiali della sfida valida per il ventinovesimo turno di Serie A
Le formazioni ufficiali
TORINO (3-4-2-1): Paleari; Coco, Ismajili, Ebosse; Pedersen, Ilkhan, Gineitis, Obrador; Adams, Vlasic; Simeone. Allenatore: Roberto D'Aversa
A disposizione: in attesa
PARMA (3-5-1-1): Suzuki; Delprato, Troilo, Circati; Cremaschi, Ordonez, Keita, Sorensen, Valeri; Strefezza; Pellegrino. Allenatore: Carlos Cuesta
A disposizione:
Dove vederla in tv
La sfida tra Torino e Parma, valida per la ventinovesima giornata di Serie A, è in programma alle ore 20:45 di venerdì 13 marzo 2026 allo stadio Olimpico Grande Torino.
Il match sarà visibile in diretta su Sky Sport 251 e in streaming su DAZN, NOW TV e Sky Go.
Juventus, Vlahovic non convocato per l'Udinese
Ancora una partita di stop per Dusan Vlahovic, che non sarà convocato per la partita contro l'Udinese. L'attaccante serbo sta recuperando dal problema muscolare che l'aveva fermato ormai 4 mesi fa. A riportarlo è Sky Sport.
Luciano Spalletti, però, non lo avrà a disposizione per la trasferta del BluEnergy Stadium di sabato 14 marzo, nonostante il giocatore abbia recuperato con gli allenamenti in gruppo dell'ultima settimana.
L'ultima presenza di Vlahovic con la maglia della Juventus risale al 29 novembre 2025 nel match contro il Cagliari, dove è stato sostituito al minuto 31' da Jonathan David in seguito alla conclusione che gli ha causato l'infortunio muscolare. Resta da vedere se sarà a disposizione di Spalletti per la partita di sabato 21 marzo contro il Sassuolo.
Invece, dovrebbe tornare tra i convocati Arkadiusz Milik: l'attaccante polacco era nella lista della Juventus soltanto nella partita di andata contro la Roma, dove aveva nuovamente subito un infortunio.
Manna: "Conte è determinante, siamo felici di McTominay. Højlund? Non vedo il suo futuro lontano da Napoli"
“Conte è determinante, è stato un’ancora di salvezza, senza di lui quest’anno non saremmo qui a parlare del Napoli che lotta per la Champions. Non può passare in sordina l'annata difficile e complicata che abbiamo avuto, però valorizzata dal lavoro che ha fatto la squadra, l’allenatore e lo staff”. Le parole di Giovanni Manna racchiudono il senso della stagione del Napoli. "Anema e 'core" direbbero i tifosi, che hanno vissuto insieme alla squadra una stagione complicata.
“Noi quando abbiamo avuto a disposizione tutti i calciatori siamo sempre stati primi, mai più di terzi. Anche questo ci dà fiducia e dimostra il grande lavoro che è stato fatto" ha dichiarato il ds del Napoli. E sugli obiettivi ha aggiunto: "È tutto aperto però in questo momento pensiamo solo a noi stessi e a consolidare quella che è la nostra posizione in classifica. Non pensiamo a chi sta davanti, pensiamo di partita in partita, ne mancano 10, è importante fare punti per essere tranquilli per avere un discreto margine da chi ci sta dietro. Le ultime partite possono sembrare facili ma potremmo perdere punti, quindi diventa necessario avere un margine".
Il discorso si sposta sui singoli. In primis, Scott McTominay: "È un giocatore importante che ha detto di vedersi a Napoli per molto tempo. Abbiamo ancora due anni di contratto, siamo estremamente felici e lo è anche lui". Manna ha frenato le voci di mercato sullo scozzese: "Non vogliamo che questo diventi un tormentone per il futuro. Vedremo quello che succede nei prossimi mesi, ma non ha espresso la volontà di andare via e noi siamo contenti di poter continuare con lui". Manna ha poi commentato le prestazioni di Alisson Santos: "Ci sta dando una grande mano. È stato preso perché aveva le caratteristiche adatte che ci mancavano in questo momento. Pensiamo possa essere funzionale al nostro progetto anche per il futuro, ma dipende da lui e da come preformerà".
"Non penso che il futuro di Højlund sia lontano da Napoli. Su Rrahmani..."
Su Højlund invece: "Quest'anno per noi è stato determinante. Ha dato una continuità di prestazioni, anche se a volte magari ha segnato meno, ma ha lavorato sempre e comunque in funzione della squadra, anche in momenti di difficoltà. Abbiamo un obbligo di riscatto di Champions, ma non penso che qualora dovesse arrivare il suo futuro sia lontano da Napoli".
Manna ha commentato la situazione di Anguissa, tornato in campo dopo un lungo stop. Sulla sua permanenza a Napoli ha detto: "Siamo tranquilli, abbiamo un altro anno di contratto. Noi siamo trasparenti con lui e lui lo è con noi. Sono discorsi che in questo momento non è necessario fare". Su Rrahmani ha detto: "Con lui il discorso è diverso. Abbiamo parlato, siamo anche diciamo a buon punto. È un giocatore che ha dato tanto al Napoli".
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