I dribbling, la saudade per l’Italia e la suggestione Chievo: Douglas Costa, dove eravamo rimasti

Douglas Costa può tornare clamorosamente in Italia: sei mesi al Chievo Verona in Serie D e poi l’approdo all’Al Ittifaq di Dubai
Un fulmine all’improvviso, come il soprannome che lo ha accompagnato per tutta la carriera. Douglas Costa “Flash” potrebbe tornare in Italia. Una saudade, quasi. Sei mesi in Veneto, poi l’approdo all’Al Ittifaq. E il binomio Chievo-Dubai continua, nel segno dell’ambizioso presidente, l’imprenditore Pietro Laterza (Clicca qui per la notizia completa).
Non aveva mai nascosto l’amore per l’Italia. E adesso, cinque anni dopo l’addio ai bianconeri, Douglas Costa potrebbe clamorosamente giocare nel nostro Paese ma potrebbe farlo in una veste diversa: niente Serie A, ma i campi dilettantistici del girone B di Serie D. Una scelta inedita, quasi di cuore, tanto da dire di no al Flamengo che voleva riportarlo in Brasile. Per tornare a casa ci sarà tempo: a (quasi) trentasei anni, la suggestione sarebbe riportare il Chievo Verona tra i professionisti, poi volerà a Dubai.
Douglas Costa può tornare in Italia: sei mesi al Chievo Verona
Corre veloce Douglas Costa, in campo e fuori. Anche se lo scatto non è quello dei tempi dello Shakhtar Donetsk (prima squadra a portarlo in Europa), la classe è rimasta la stessa. Dribbling e joga bonito: un carriera da funambolo sulle fasce a far ammattire ogni avversario. Il brasiliano può tornare così in Italia per una sfida affascinante e suggestiva: aiutare il Chievo Verona a tornare tra i professionisti.
“Voglio riportare il Chievo dove merita entro il 2029”, aveva detto il presidente Pietro Laterza. E il clamoroso acquisto dell’ex Juventus andrebbe proprio in questa direzione. La vetta del girone B di Serie D è distante cinque punti. Tanti sì, ma ora più ‘vicini’ grazie a Douglas Costa. Che farebbe sognare Verona e i veronesi.

Dove eravamo rimasti
Il richiamo dell’Italia era forte. Quasi una saudade. Proprio in Serie A, Douglas Costa ha vissuto stagioni importanti. Tanti infortuni, forse troppi, ne hanno compromesso continuità e rendimento, ma le giocate del brasiliano hanno fatto innamorare tutti. Dribbling fulminei, doppi passi, suolate e rabone: Douglas Costa era una gioia per gli occhi. E non solo per i tifosi della Juventus. 103 presenze, 10 gol e 22 assist: Douglas Costa ha messo la firma sulla vittorie recenti bianconere, con tre Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana in bacheca. La stagione 2017/18 è da applausi: 4 gol e 12 assist per il classe 1990, che era diventato un vero trascinatore con Massimiliano Allegri in panchina.
La stella del brasiliano brillava e non sfigurava tra Cristiano Ronaldo e gli altri big della rosa. Poi, però, gli infortuni e la sfortuna, con gli stop forzati e le lunghe assenze: “È un potenziale top player, forse inesploso”, aveva detto Maurizio Sarri. Tanti sorrisi ma anche rimpianti. Douglas Costa sa (ri)mettersi in gioco. Oltre alla Juventus e al Bayern Monaco (15 gol e 30 assist in 97 presenze), il brasiliano ha girato il mondo. Dal Brasile alla MLS, passando per l’Australia e il Sydney FC, ultima avventura: il classe 1990 porterebbe esperienza, classe e trofei. Sono 24 in totale, oltre a 31 presenze. – e tre gol – con la maglia del Brasile. L’ex Juventus aveva bisogno di una nuova sfida. Per questo il ritorno in Italia potrebbe avere anche il sapore della rivincita. Chiudere un ciclo e scrivere un’altra pagina di storia. Questa volta a Verona, sicuramente più emozionante. Il tempo non è molto (sei mesi) ma la voglia ci sarebbe. Al futuro, già scritto all’Al Ittifaq, si penserà a giugno. Adesso è tempo di sognare un’ultima grande e suggestiva impresa. Con Verona che potrebbe presto innamorarsi per il più classico dei colpi di… fulmine.