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Coppa d'Africa al Marocco, interviene il governo senegalese: chiesta un'indagine per sospetti di corruzione
Dopo la clamorosa decisione di revocare al Senegal la Coppa d'Africa vinta per riassegnarla al Marocco a tavolino, assume proporzioni sempre più grandi la vicenda, che passa dal campo alla politica. Infatti, in difesa della nazionale di Mané e compagni è intervenuto addirittura il governo senegalese che, con un duro comunicato, ha preso posizione contro la decisione della CAF (confederazione calcistica africana).
In una nota ufficiale, è stato definito questo provvedimento come una "decisione illegale e ingiusta" e ancora come un "tentativo di espropriazione ingiustificato". Stando a quanto si legge, il Senegal ha chiesto l'apertura di un'indagine internazionale per sospetti di corruzione all'interno della CAF. La decisione, in più, viene definita contraria ai valori dello sport e farebbe perdere di creibilità l'organizzazione.
IL COMUNICATO - Questo il duro comunicato del governo senegalese: "Il governo del Senegal esprime il suo vivo sgomento in seguito alla decisione presa dalla giuria d'appello della Confederazione africana di calcio (CAF), volta a ritirare la squadra nazionale del Senegal dal titolo di campione d'Africa 2025 per assegnarlo al Marocco. Questa decisione senza precedenti, di eccezionale gravità, si scontra frontalmente con i principi cardinali che fondano l'etica sportiva, al primo posto dei quali figurano Tequita, la lealtà e il rispetto della verità del campo. Essa deriva da una lettura palesemente errata del regolamento, che porta a una decisione grossolanamente illegale e profondamente ingiusta.
Mettendo in discussione un risultato acquisito al termine di un incontro regolarmente portato a termine e vinto nel rispetto delle regole del gioco, la CAF mette una grave violazione della propria credibilità e della legittima fiducia che i popoli africani ripongono nelle istituzioni sportive continentali.
Senegal non può tollerare che una decisione amministrativa cancelli l'impegno, il merito e l'eccellenza sportiva. Il Senegal respinge senza ambiguità questo tentativo di espropriazione ingiustificato.
Chiede l'apertura di un'indagine internazionale indipendente per sospetti di corruzione all'interno degli organi direttivi della CAF.
Inoltre, il Senegal utilizzerà tutte le vie di ricorso appropriate, anche dinanzi alle istanze giurisdizionali internazionali competenti, affinché sia fatta giustizia e che il primato del risultato sportivo sia ripristinato.
Il governo coglie l'occasione per rinnovare la solidarietà dell'intera nazione verso i senegalesi detenuti in Marocco a seguito degli incidenti della finale della CAN. È pienamente mobilitato nel monitoraggio di questo dossier per un lieto esito nel più breve tempo possibile.
Il Senegal rimarrà risoluto, vigile e inflessibile nella difesa dei diritti della selezione senegalese e nel ripristino dell'onore dello sport africano".
Roma, Gasperini: "Gara decisiva da dentro o fuori. Queste sfide sono ancora più affascinanti"
Obiettivo quarti di finale per la Roma. Dopo il pareggio del Dall'Ara nel match d'andata, i giallorossi ospitano il Bologna all'Olimpico con l'obiettivo di ottenere la qualificazione per il prossimo turno di Europa League. Alla vigilia della sfida, Gasperini ha presentato l'appuntamento: "È una gara decisiva da dentro o fuori. Non c’è un pareggio e deve uscire un vincitore. Sono partite diverse rispetto al campionato e forse per questo sono ancora più affascinanti e particolari".
L'allenatore della Roma ha proseguito parlando delle condizioni di Mancini, Kone e Celik: "Vediamo oggi come stanno con l’ultimo allenamento. Chi sta peggio? Konè, vediamo oggi come sta".
GASPERINI - Sull'importanza della sfida per la stagione della sua squadra, Gasperini ha commentato: "Sono già state tante le partite importanti per continuare ad avere obiettivi in questa stagione. È una gara da dentro o fuori e questa partita ti dà l’opportunità di giocare altri due partite. Partita spartiacque non mi piace come termine ma è sicuro che sia più importante di una partita di campionato".
L'allenatore giallorosso ha commentato anche l'espulsione di Wesley nel match contro il Como, tornando sulla spiegazopne di Tommasi a Open VAR: "Rivedendo le immagini, non lo so… A volte quando ti senti preso in giro devi fare la faccia da scemo. Diciamo così almeno non mettiamo in difficoltà nessuno".
MATURITÀ - Gasperini ha parlato di come la sua squadra può ancora crescere: "Tutte quelle che sono le reazioni sui social dei tifosi o degli addetti ai lavori vanno accettate. Noi siamo nella condizione di cercare di lavorare al meglio possibile. Abbiamo la coscienza molto apposto. Questo ci garantisce serenità. Tutto vogliamo ottenere il massimo, quello che sta cercando di ottenere la squadra è straordinario. Questo gruppo da inizio stagione sta dimostrando serenità e applicazione".
Sulle ultime sconfitte della sua squadra, invece, Gasperini ha commentato: "In mezzo a quei quaranta giorni ci sono anche i big match in cui abbiamo fatto bene. Ci sono state tante partite in cui abbiamo fatto bene e altre in cui siamo andati un po’ sotto. Ci sono due partite, contro il Genoa e contro il Como, che sono state molto condizionate dagli episodi.La squadra non sta attraversando il momento migliore come a novembre-dicembre e ora stiamo pagando squalifiche, infortuni e cose varie. La squadra però non ha mai sbagliato atteggiamento".
CHANCE PER EL SHAARAWY - Contro il Bologna potrebbe arrivare una chance per El Shaarawy: "Basta leggere la nostra rosa. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni e non si è mai allenato. Ha avuto due settimane di recupero e domenica ha giocato, procurando il rigore. La nostra rosa in questo momento è questa, con Venturino che non potrà neanche giocare perché non è in lista".
WESLEY - In conferenza stampa è intervenuto anche Wesley, che ha parlato dell'importanza del suo ruolo nella squadra: "Ne sono molto felice e voglio continuare su questo strada. Devo ringraziare tutti e sono arrivato qui per aiutare la squadra".
Sull'episodio dell'espulsione nel match contro il Como, invece, il terzino brasiliano ha commentato: "A mio avviso non era assolutamente fallo. Ero consapevole di essere già ammonito. Io gli corro al lato e gli appoggio solamente il braccio perché era lui che si stava quasi buttando addosso a me. Per me è grave perché è un episodio decisivo".
SUL RAPPORTO CON GASPERINI - Wesley ha parlato anche del suo rapporto proprio con Gasperini: "È evidente che il calcio italiano è diverso da quello brasiliano. Se sono concentrato in campo per l’avversario è difficile superarmi in fase difensiva. Il mister mi chiede di avere regolarità di rendimento in campo con equilibrio tra fase offensiva e difensiva".
IN AGGIORNAMENTO
Più tecnica, meno tattica: la FIGC presenta il piano di rilancio del settore giovanile
La Federazione Italiana Gioco Calcio ha presentato ufficialmente nella giornata di mercoledì 18 marzo un piano di rilancio del settore giovanile. L'obiettivo dichiarato è quello di restituire centralità alla tecnica individuale in un sistema che negli anni l'ha progressivamente messa da parte a favore della tattica e della ricerca quasi esclusiva del risultato.
Punto nevralgico della questione è una preoccupazione concreta: il livello tecnico del calcio giovanile italiano si è abbassato. Di conseguenza anche il nostro modello formativo, che aveva reso celebre la storia della scuola calcistica italiana.
NUOVE IDEE - A guidare il progetto è Maurizio Viscidi, nominato Direttore Tecnico del calcio giovanile con il mandato di coordinare le tre componenti tecniche della Federazione: il Settore Giovanile Scolastico, il Settore Tecnico e il Club Italia (rispettivamente con a capo Tisci, Beretta e Gravina). Viscidi gestirà anche ad interim il versante delle nazionali giovanili, dal progetto Under 14 fino, in prospettiva, all'Under 13.
Sul piano operativo, Simone Perrotta e Gianluca Zambrotta guideranno la metodologia dell'attività di base (fascia dai 5 ai 12 anni), mentre per la fascia agonistica (13-18) è ancora da nominare il responsabile. Sul territorio, la rete si articola su 13 tecnici regionali e 115 tecnici provinciali, coordinati attraverso le strutture CFT e AST. Sul fronte della formazione, è previsto il potenziamento del Corso UEFA C con aggiornamenti dedicati al settore giovanile.
LE PAROLE DI VISCIDI - Intervenuto a Sky Sport, Viscidi ha indicato tre pilastri concreti del progetto: rafforzare la presenza federale sul territorio accanto a società e allenatori; sviluppare pubblicazioni sull'allenamento calibrate per fascia d'età; investire sull'aggiornamento continuo dei tecnici. Su quest'ultimo punto ha insistito in modo particolare: "Oltre alla formazione, è ancora più importante l'aggiornamento continuo. Bisogna fare in modo che i ragazzi tocchino ancora di più la palla durante l'allenamento, con esercitazioni che abbiano componenti tecniche e tattiche individuali. Non bisogna fare confusione tra la parte tecnica e quella cognitiva".
Il cuore del progetto resta il percorso rivolto ai bambini tra i cinque e i dodici anni, dove crescita tecnica e crescita umana devono procedere di pari passo.
Hugo Rincón può lasciare l'Athletic Club: occasione di mercato per la Serie A?
Il nome di Hugo Rincón inizia a prendere piede in vista della prossima estate di calciomercato. Il terzino destro classe 2003 sta disputando una stagione di altissimo livello con la maglia del Girona, confermando in Liga tutte le ottime impressioni già destate in passato. Per il laterale difensivo 25 presenze, 1 gol e 1 assist in questa stagione. Varie squadre lo stanno monitorando in vista della sessione estiva, tra cui anche qualche possibilità da parte della Serie A.
Il suo percorso di crescita è stato costante e inarrestabile: nella passata stagione, infatti, si era già messo in grande evidenza con la maglia del Mirandés, sotto l'attenta guida dell'allenatore italiano Alessio Lisci. Le sue prestazioni in quel contesto gli sono valse la chiamata nella massima serie, dove quest'anno ha dimostrato di poter ampiamente reggere il palcoscenico con autorevolezza, confermandosi ad alti livelli.
Il suo cartellino è di proprietà dell'Athletic Club, un club che in vista della prossima stagione si troverà a dover gestire una situazione di abbondanza proprio in quel settore del campo. I baschi, infatti, vantano già in organico o sotto il proprio controllo diverse opzioni sulla corsia, e a fine stagione si ritroveranno a dover gestire ben tre terzini destri. Questa congestione nel ruolo rende Rincón un candidato potenzialmente in uscita, pronto a partire qualora dovessero arrivare le giuste proposte sulla scrivania della dirigenza. Attualmente, la valutazione del laterale si aggira in una forbice compresa tra i 10 e i 15 milioni di euro, una cifra che rappresenta un investimento interessante per chi cerca un rinforzo giovane ma già testato.
Un club potrebbe monitorarlo con più attenzione è il Napoli. La società azzurra potrebbe infatti andare alla ricerca di un profilo per rinforzare la fascia, una casella rimasta di fatto scoperta nelle precedenti sessioni di mercato. Visti anche i recenti e concreti interessi della dirigenza azzurra verso il campionato spagnolo, come dimostrato dai sondaggi effettuati in passato per Juanlu, si può intuire come il mirino sia ancora puntato verso la Liga. In quest'ottica, si può pensare che il Napoli stia seguendo la situazione, avendo un'idea ben precisa sulle qualità di Hugo Rincón per la prossima stagione.
Immobile: "Record di Baggio? Non ci penso. La fiammella è ancora accesa, Euro 2020 l'apice"
Da poco tempo ha lasciato il nostro campionato destinazione Parigi, ma Ciro Immobile è destinato a restare per sempre nei ricordi degli italiani. Non solo per quell'Europeo vinto nel 2021, ma anche per il suo nome scritto ormai su tutti gli almanacchi della Serie A.
Questo perché l'ex attaccante di Bologna e Lazio (tra le altre), oggi attaccante del Paris FC (in Ligue 1), è tra i migliori marcatori di tutti i tempi del campionato italiano. Precisamente fermo all'ottavo posto con 201 gol, vicino a Roberto Baggio (a 205 gol) e Antonio Di Natale (a 209). "Ma guarda io sono sempre del pensiero che bisogna lasciare il ricordo per quello che sono stato e per la storia che ho scritto insieme ai miei compagni alla Lazio. Poi è ovvio i numeri sono importantissimi, ma sono davvero felice di quello che ho fatto. Ora sto vivendo a Parigi un'esperienza importante per me e per la mia famiglia. In questo momento non ci penso", risponde in maniera onesta.
QUEL FUOCO DENTRO - Immobile è rimasto a secco di gol nei suoi sei mesi al Bologna e oggi è alla ricerca del suo primo sigillo in Ligue 1. Alla domanda se "la fiammella" sia ancora accesa a 36 anni, ha risposto sorridente: "Quello sì, altrimenti avrei smesso. Fino a quando c'è la fiammella vado avanti. Quanto ancora? Vediamo, dipende dal fisico e dalla mente".
EURO 2020 - Ciro ha vinto tanti trofei tra Italia, Germania e Turchia, oltre alla Scarpa d'Oro nella stagione 2019-2020 con la Lazio. Ma il momento più alto, per lui, resta Euro 2020: "Per me il top. Il gruppo è stato il segreto, lo stare insieme. Abbiamo passato un mese fantastico, durante il quale oltre agli allenamenti si stava insieme anche fuori dal campo, sempre con il col sorriso". E aggiunge sulla gara più difficile giocata in quel torneo: "Quella contro la Spagna, la più tosta tatticamente".
FUTURO - Con un futuro ancora tutto da scrivere a Parigi, l'attaccante italiano al momento non intende tornare in Serie A: "Qui a Parigi rimarrò fino a giugno e poi tutto l'anno prossimo. Per ora va bene così". Sempre alla ricerca del suo pregio più grande: il gol.
Dall'infanzia con Yildiz alla Champions League: chi è Can Uzun
A Regensburg, una cittadina tranquilla nel cuore della Baviera, dopo Kenan Yildiz è nato un altro talento turco pronto a conquistare i palcoscenici più importanti d’Europa. Passato da idolatrare Lionel Messi a sentire Rudi Völler bussare alla sua porta per convincerlo a giocare per la Germania, fino a esultare con un mix tra la “Dybala Mask” e la linguaccia alla Del Piero. Tutto questo è Can Yilmaz Uzun.
Uzun è un trequartista classe 2005, che in meno di due anni ha fatto il salto dalla seconda lega tedesca alla Champions League. All’esordio in Champions con la maglia del Francoforte gli sono bastati 45 minuti per segnare contro il Galatasaray, aprendo una goleada chiusa poi sul 5-1.
Nato a Regensburg, Uzun ha condiviso i primi passi nel calcio con un altro giovanissimo turco, Kenan Yildiz. Entrambi sono cresciuti nell’SSV Jahn Regensburg, poi Yildiz ha scelto il Bayern Monaco, Uzun il Norimberga.
Ed è proprio lì che il suo talento ha fatto l’exploit. Nelle giovanili segna 15 gol in 15 presenze. Poi nella stagione 2023/24 in Zweite Bundesliga, fa 16 gol e 2 assist in 30 apparizioni. Numeri sufficienti a convincere l’Eintracht Francoforte a sborsare undici milioni di euro per portarlo a giocare tra le mura del Waldstadion.
L'AMICIZIA CON KENAN YILDIZ - Come raccontato dallo stesso Yildiz in un'intervista al Corriere dello Sport per lui Uzun è uno di famiglia, un vero e proprio fratello: "Siamo cresciuti insieme in squadra e in nazionale, lo considero come un vero e proprio fratello, ci sentiamo tre volte al giorno. Anche adesso, guarda, mi sta chiamando al telefono. È uno dei tanti giovani di talento che abbiamo in nazionale insieme a Güler e Semih"
CAN UZUN BRUCIA LE TAPPE ANCHE IN NAZIONALE - Uzun ha dichiarato che la nazionale tedesca aveva provato a portarlo dalla propria parte, arrivando persino a mandare Rudi Völler in persona per convincerlo. Ma alla fine Uzun ha scelto di rappresentare la Turchia.
Con i grandi ha collezionato solo 3 presenze. Invece con le giovanili ha lasciato il segno: 12 partite e 7 gol con l’Under-17, poi il salto all’Under-18 con due presenze, prima della chiamata di Vincenzo Montella. Il 22 marzo 2024 esordisce con la nazionale maggiore, contro l’Ungheria, subentrando al 76esimo minuto proprio al posto di Kenan Yildiz, suo migliore amico e concittadino. Quella sera non c’è spazio per sorrisi, l’Ungheria vince 1-0 grazie a Szoboszlai, ma il messaggio resta forte: la Turchia ha due ragazzi nati a Regensburg pronti a scrivere un pezzo di futuro insieme.
IL PARAGONE CON GÖTZE - In Germania lo paragonano a Mario Götze, suo compagno di squadra e di reparto, definendolo come suo erede. Uzun parla di lui con grande ammirazione: “Giochiamo in una posizione simile. Lui cerca di mostrarmi dove posso ancora migliorare e mi trasmette la sua esperienza. Da lui si può solo imparare. Quando mi dice qualcosa, lo ascolto”.
Non nasconde nemmeno l’orgoglio per il paragone: “Mario è una leggenda, ed è un privilegio giocare con lui. Non direi di averlo superato. Essere chiamato suo erede mi riempie di orgoglio”.
VERSATILITÀ E QUALITÀ DA 10 MODERNO - Uzun si definisce un’unione tra un 10 e un 8 che preferisce giocare sulla sinistra. Tra le sue caratteristiche spiccano un fisico imponente - parliamo di un ragazzo che raggiunge i 186 cm - ma con piedi educati. È devastante nello stretto, con un dribbling secco e un cambio di direzione che spacca le difese.
La tecnica non manca, basta chiedere a Ilkay Gundogan che, nella sfida di esordio in Champions League, si trova davanti agli occhi Uzun che aggancia un pallone violentissimo in area di rigore con una naturalezza disarmante. Il turco poi si gira e senza nemmeno alzare lo sguardo verso la porta scarica un sinistro imprendibile sotto l’incrocio. Poi la corsa sotto la curva, l’esultanza e un gol che sa di predestinato.
A tutto questo unisce una progressione palla al piede che ricorda quella dei grandi interpreti del ruolo.
Le dichiarazioni pronunciate in estate durante il ritiro sembravano un semplice proposito: “Mi sono allenato tanto e voglio dimostrarlo in campo”. Oggi quelle parole suonano quasi come una profezia: Uzun sta trasformando il lavoro in forza, il sogno in concretezza e l’attesa in spettacolo e gol.
Velocità e modernità: chi è Karadeniz, il talento del Colonia in scadenza
Non solo Said El Mala. Il Colonia, infatti, si prepara a raccogliere i frutti di un altro talento coltivato nel vivaio. Si tratta di Thierry Karadeniz, classe 2008 che nonostante l'età ha già catturato l'attenzione di diversi club in Germania, Italia e Paesi Bassi. Ad aumentare l'hype intorno a lui è la situazione contrattuale.
Karadeniz è in scadenza al 30 giugno 2026 e potrebbe quindi salutare il Colonia in estate. In attesa di vedere quale sarà il suo futuro in estate, andiamo a scoprire quali sono le caratteristiche di questo giovane talento dentro e fuori dal campo. Talento e tanta personalità per la stellina che punta già molto in alto.
CHI È THIERRY KARADENIZ - Il classe 2008 del Colonia è uno dei giovani talenti offensivi più promettenti della sua generazione. Si tratta di un'ala offensiva, con grandi doti nell'uno contro uno. Velocità e creatività in spazi ristretti, insomma un profilo che si sposa benissimo con i requisiti del calcio moderno.
L'IDOLO E IL MODELLO - Il suo punto di riferimento è Kylian Mbappé, il che si riflette chiaramente nel suo stile di gioco: diretto, audace e sempre orientato alla porta. Thierry cerca quasi sempre il duello e non ha paura di assumersi responsabilità in campo, proprio come Kylian. Chiaramente la strada è ancora lunga e il percorso appena iniziato, ma il talentino turco ha già segni distintivi ben chiari.
LA PERSONA DIETRO AL CALCIATORE - Fuori dal campo, Karadeniz è un giovane molto riflessivo e intelligente. Proviene da un background multiculturale, con radici in Turchia e Africa centrale. Questo background plasma la sua personalità: è di mentalità aperta, adattabile e naturalmente rilassato, pur mantenendo un forte livello di professionalità. Nel suo lavoro quotidiano, è disciplinato e desideroso di imparare. Gli allenatori apprezzano in particolare la sua capacità di assorbire i feedback e di metterli in pratica rapidamente. Non è una personalità esuberante, ma piuttosto qualcuno che guida attraverso le prestazioni.
NAZIONALE ED ESPERIENZA INTERNAZIONALE - Uno dei momenti migliori della sua giovane carriera finora è stato giocare nella UEFA Youth League contro l'Inter: ingresso in campo e dimostrazione di poter dire la sua anche su un palcoscenico internazionale di alto livello. È stato ora convocato nella Nazionale turca Under 18 e la prossima settimana disputerà tre partite di qualificazione.
Padova, derby amaro contro il Venezia. Mirabelli: “Fiducia a mister Andreoletti”
Un derby a tinte arancioneroverdi. Al Penzo é troppo ampio il divario tra Venezia e Padova. I 30 tiri totali realizzati dalla squadra di Stroppa sono lo specchio di un match a senso unico. Il Padova prova a resistere, ma deve arrendersi alla capolista della Serie B. Nel primo tempo il muro difensivo biancoscudato regge fino al 41', quando Svoboda trova la rete dagli sviluppi di calcio d'angolo. Poi, dopo 14 secondi dalla ripresa il gol di Doumbia indirizza definitivamente la sentitissima sfida tra rivali.
Il Venezia gioca, si diverte e continua ad attaccare fino a regalare la terza gioia ai propri tifosi con Kike Perez. Il secondo centro stagionale di Capelli nel finale rende meno dolorosa la grigia serata del Padova. É una caduta però che lascia ferite profonde nella squadra di Andreoletti, soprattutto per una classifica che inizia a farsi preoccupante. Il ko nel derby rappresenta la terza sconfitta consecutiva dopo quelle arrivate contro Avellino e Catanzaro.
Il trend negativo ha radici profonde. Nel girone di ritorno sono arrivati appena 9 punti in 12 partite, con 23 reti incassate. Dopo una buona prima fase di stagione, il margine di sicurezza sulla zona calda si è sempre più assottigliato. I play-out, in attesa delle gare di Entella e Bari, distano tre punti. Visto il momento delicato, a fine partita ha parlato in conferenza stampa il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli: "Stiamo vivendo un periodo particolare. Volevamo regalare una gioia ai nostri tifosi e siamo dispiaciuti per la sconfitta. Il primo pensiero va a loro. É una tifoseria che sta crescendo giorno dopo giorno e che ha grande entusiasmo. Sono rammaricato anche per la nostra proprietà. É arrivata da poco e le stiamo facendo vivere un momento poco brillante", ha spiegato il ds.
MIRABELLI: "LA FIDUCIA A MISTER ANDREOLETTI NON È IN DISCUSSIONE" - Mirabelli ha tentato dopo la dolorosa sconfitta del derby di portare calma e tranquillità alla squadra rinnovando la fiducia nel gruppo e nel suo allenatore. "Siamo convinti che questo periodo, speriamo presto, finirà. L'anno scorso abbiamo sudato per arrivare in Serie B, quest'anno dovremo fare lo stesso per rimanerci. Ma sono convinto che riusciremo in questa impresa. Per farlo dovremo essere lucidi per affrontare il finale di campionato al meglio".
Il Padova, dopo aver affrontato nelle ultime due Catanzaro e Venezia, si troverà di fronte il Palermo all'Euganeo e il Frosinone in trasferta. Quattro delle prime cinque della classifica. Dopodiché gli scontri diretti con Empoli, Reggiana, Entella e Pescara, prima dell'ultimo turno al Manuzzi di Cesena. Un calendario difficile. Proprio per questo Mirabelli ha scelto la via della compattezza: "Lasciamo il mister e la squadra lavorare in modo tranquillo. La fiducia in Andreoletti non è in discussione. Crediamo in lui e in questo gruppo. E voglio sottolineare che se non dovessimo raggiungere il traguardo le responsabilità sarebbero tutte mie. Ma abbiamo tutti i mezzi per farcela.", ha concluso il ds. Unità d'intenti per un obiettivo comune: difendere la Serie B fino all'ultimo minuto.
PADOVA: LE RAGIONI DELLA CRISI - Nelle ultime tre uscite contro Avellino, Catanzaro e Venezia, il Padova non è mai stato realmente in partita. Una difficoltà che va oltre il singolo episodio e racconta di una squadra che nell'ultimo periodo si è smarrita. Le ragioni della crisi sono diverse, ma convergono tutte verso un punto preciso: la fragilità della rosa. Gli infortuni hanno inciso in maniera pesante, privando Andreoletti di pedine fondamentali come Sgarbi, Harder, Papu Gomez e Barreca, unite a un Bortolussi non al meglio. Queste assenze hanno messo a nudo i limiti di una rosa poco profonda nelle alternative.
A peggiorare il quadro c’è poi il rendimento interno. I biancoscudati sono ultimi per punti in casa (16) con appena tre vittorie ottenute tra le mura amiche. Un dato che pesa e che suggerisce anche una componente mentale: la gestione della pressione davanti al proprio pubblico è diventata un ostacolo, più che un’arma. Il rientro del Papu Gomez, atteso già dalla prossima sfida, può rappresentare una svolta tecnica e soprattutto emotiva. La gara contro il Palermo sarà uno snodo fondamentale: il Padova vuole ritrovare la sua identità con la consapevolezza di avere ancora il destino nelle proprie mani.
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