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Lazio, Sarri: “Non è una partita che vale la stagione, ma vogliamo arrivare in fondo”
Lazio, Sarri: “Non è una partita che vale la stagione, ma vogliamo arrivare in fondo”
“Non è una partita che vale la stagione, ma vogliamo giocarci la finale”: Maurizio Sarri ha analizzato così la prossima sfida della Lazio in Coppa Italia. Domani, mercoledì 22 aprile alle ore 21:00, i biancocelesti sfideranno l’Atalanta alla “New Balance Arena” di Bergamo nel match valevole per la semifinale di ritorno del torneo. L’andata è terminata in parità, 2-2.  Sarri ha poi proiettato lo sguardo sulla sfida di ritorno e sull’obiettivo finale, sottolineando: “La semifinale la faccio volentieri ma vorrei fare anche la partita dopo”. L’allenatore ha anche smorzato le etichette legate al peso della gara: “Non c’è una partita che vale una stagione, dal punto di vista mediatico c’è questa definizione”. CONDIZIONI E SCELTE DI FORMAZIONE - Sarri guarda con attenzione soprattutto allo stato fisico della rosa: “Abbiamo 4-5 giocatori che sono quasi guariti. Sappiamo di avere tanti giocatori che possono darci solo un certo minutaggio e questo è un aspetto importante per una gara di cui non si sa la fine”. Sul centravanti, la decisione è ancora in bilico: “Noslin è uscito dall’ultima partita con qualche acciacco. Vediamo come sta domani e prendiamo una decisione. Maldini ha una tendinopatia, ha momenti in cui sta molto meglio e momenti in cui sta peggio. Ora l’infiammazione è a ribasso, parliamo di un giocatore che in 20 giorni ha fatto due allenamenti. Dia sta abbastanza bene, ma sono tutti ragazzi che non hanno novanta minuti”. Poi il punto sugli acciaccati: “Basic ha una tendinopatia, ha momenti in cui sta meglio e altri meno, ma ora l’infiammazione è in calo. Marusic ha ripreso ad allenarsi con noi, vediamo come reagirà nei prossimi giorni”. OBIETTIVI E MOTIVAZIONI - Sull’importanza della Coppa Italia, Sarri resta lucido: “Io devo fare l’allenatore e le mie valutazioni. Una partita non mi fa cambiare idea. È una manifestazione di poche partite, ma non cambierà il mio giudizio sulla stagione”. Poi il tema motivazionale: “Le motivazioni sono fondamentali, ma non possono essere l’unico fattore. Giocare contro le big spesso esalta le nostre caratteristiche. Dobbiamo trovare più continuità, ma non abbiamo mai perso completamente la voglia”. TRA DIFFICOLTÀ E TIFOSI - Infine, uno sguardo al percorso della squadra: “Questo gruppo ha avuto 52 infortuni, episodi arbitrali sfavorevoli e ha giocato anche senza pubblico. Non so quanti punti ci sia costato tutto questo, ma sicuramente potevamo fare qualcosa in più”. Un pensiero anche ai tifosi dopo l’allenamento a porte aperte: “E' stata una bella mattinata, con bambini e famiglie. Ora sarebbe bello ritrovarli allo stadio”.
Slovacchia, Francesco Calzona lascia il ruolo di ct
Slovacchia, Francesco Calzona lascia il ruolo di ct
Francesco Calzona non è più il ct della Slovacchia. La nazionale ha reso noto che l'allenatore ha deciso di abbandonare il ruolo di commissario tecnico dopo 4 anni. Calzona aveva iniziato la sua avventura sulla panchina slovacca a luglio 2022, conducendo la squadra a importanti risultati. La nazionale aveva proposto il rinnovo di contratto all'allenatore che, ringraziando la Federazione per l'attestato di stima, ha deciso di rifiutare la proposta e cercare una nuova sfida.  Calzona è un'opportunità sul mercato degli allenatori. Il commissario tecnico ha fatto esperienza su una grande panchina come quella del Napoli, guidando gli azzurri per 16 partite tra febbraio e giugno 2024. L'allenatore si è affermato negli ultimi anni per i buoni risultati raggiungi con la Slovacchia. Il ct ha guidato la nazionale in 40 partite, raccogliendo 19 vittorie, 8 pareggi e 13 sconfitte. Tra i ricordi più emozionanti sulla panchina slovacca c'è sicuramente l'Europeo del 2024, in cui la nazionale capitanata dall'ex Inter Skriniar ha raggiunto gli ottavi di finale, perdendo di misura per 2-1 contro l'Inghilterra.  TRA SLOVACCHIA E ITALIA - La lunga esperienza di Francesco Calzona è frutto degli anni trascorsi "dietro le quinte". Il ct è stato vice allenatore in diverse piazze importanti come Cagliari e Napoli, lavorando come "secondo" di Luciano Spalletti e Maurizio Sarri. Con l'attuale allenatore della Lazio ha collaborato a lungo, raccogliendo insieme a lui quasi 300 presenze tra Perugia, Sorrento, Alessandria, Empoli e Napoli. La grande avventura sulla panchina di una prima squadra è arrivata proprio al "Maradona". A febbraio 2024, Calzona è subentrato a Mazzarri - a sua volta successore di Garcia - traghettando il Napoli fino a fine stagione. Dagli azzurri alla Slovacchia, nel 2022 l'allenatore è stato nominato ct della nazionale. Un rapporto che è terminato dopo 4 anni ricchi di soddisfazioni e successi. 
Roma, Dybala e Wesley interamente in gruppo: le ultime verso il Bologna
Roma, Dybala e Wesley interamente in gruppo: le ultime verso il Bologna
La Roma prosegue la sua marcia di avvicinamento al delicatissimo snodo cruciale della trentaquattresima giornata di Serie A. I giallorossi, impegnati nella fondamentale rincorsa per agguantare un posto nella prossima edizione della Champions League, scenderanno in campo in trasferta contro il Bologna, in una sfida che si preannuncia determinante per le ambizioni europee del club. RECUPERI IMPORTANTI E NOTIZIE CONFORTANTI - Dal report della seduta mattutina arrivano aggiornamenti decisamente positivi per lo staff, soprattutto per quanto riguarda il tasso tecnico a disposizione per la trequarti e le corsie esterne. Paulo Dybala e Wesley hanno infatti svolto l'intera sessione di lavoro regolarmente assieme al resto dei compagni. Il rientro a pieno regime in gruppo del fantasista argentino e del laterale rappresenta una boccata d'ossigeno fondamentale in vista dello sprint finale della stagione. LA GESTIONE DEGLI AFFATICATI - Resta invece da monitorare con grande attenzione la situazione fisica legata ad altri quattro elementi importanti dello scacchiere romanista. Manu Koné, Devyne Rensch, capitan Lorenzo Pellegrini e Artem Dovbyk non hanno preso parte alle esercitazioni collettive, limitandosi a svolgere un allenamento differenziato. Le condizioni del centrocampista francese, del terzino olandese, del capitano e dell'attaccante ucraino verranno valutate quotidianamente.
LiveElezioni FIGC, terminato l'incontro tra Abete e Marani: gli aggiornamenti LIVE
Elezioni FIGC, terminato l'incontro tra Abete e Marani: gli aggiornamenti LIVE
La marcia di avvicinamento alle elezioni per la presidenza della FIGC del prossimo 22 giugno prosegue a ritmi serrati con una nuova cruciale giornata di consultazioni. Dopo aver incassato ieri a Milano il confronto con la Lega Serie A, l'ex presidente del CONI Giovanni Malagò è atteso oggi a Roma, dove alle 14:00 incontrerà il vertice della Lega Pro, Matteo Marani. Quest'ultimo rappresenterà il vero e proprio crocevia diplomatico di queste ore: prima del faccia a faccia pomeridiano, infatti, Marani riceverà alle 11:00 anche l'attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, a sua volta potenziale aspirante alla massima poltrona federale, dando vita a un doppio incrocio istituzionale che potrebbe rivelarsi determinante per definire le future alleanze strategiche. Segui tutti gli aggiornamenti LIVE. 13.45 - È durato circa 90 minuti l’incontro andato in scena questa mattina nella sede romana della Lega Nazionale Dilettanti tra Giancarlo Abete, presidente dei Dilettanti e possibile candidato alla presidenza della Federcalcio, e Matteo Marani, presidente della Lega Pro. Lo stesso Marani incontrerà a breve Giovanni Malagò. 11.15 - In corso l'incontro tra Giancarlo Abete, presidente della Lega Dilettanti, e Matteo Marani, presidente della Lega Pro. Abete potrebbe essere uno dei candidati per il post Gravina 10.45 - Alle 14.30 è atteso il ministro dello sport e dei giovani Andrea Abodi alla Commissione Cultura del Senato. 10.00 - Altra giornata densa di appuntamenti: dopo l'incontro di Giovanni Malagò con i presidenti della Lega Serie A di ieri, oggi l'ex presidente del CONI incontrerà Matteo Marani alle 14:00. Alle 11, invece, è previsto un incontro tra Giacarlo Abete e lo stesso Marani.
Consapevolezze – Lavezzi: “La luce oltre al buio”
Consapevolezze – Lavezzi: “La luce oltre al buio”
Senza il buio non conosceremmo la luce. Senza il nostro passato non saremmo chi siamo. Lo so, l’ho capito in questi ultimi anni. Non sono stato bene. Per mesi pensieri negativi si sono impossessati della mia testa. Continuavano a riempirla, non si fermavano mai. Era la depressione. Si era presentata nella mia vita senza chiedere il permesso. E, spesso, nessuno ti prepara a vivere quel malessere. Piano piano ce l’ho fatta. I miei figli e mia moglie sono stati essenziali. Grazie a loro ho affrontato quel velo oscuro e ho ritrovato serenità e tranquillità.  È la prima volta che ne parlo. È la prima volta che racconto Ezequiel Lavezzi. Le sue fragilità, il suo coraggio, le sue ombre, le sue luci. In queste righe leggerete il viaggio di un ragazzo diventato uomo. Di un uomo che ha avuto il coraggio di affrontare le proprie fragilità e le pieghe più nascoste del proprio essere. Quelle che più gli facevano paura. Quelle che mi facevano più paura. Oggi sono pronto per raccontarvi di quei giorni, di come sono rimasto in piedi, dell'uomo e del padre che sono diventato. In queste parole troverete me stesso. Sono qui. Per me, per la mia famiglia, per chi mi è stato vicino, per chi sta vivendo o vivrà momenti di difficoltà. Non siamo soli. BUIO - Era tutto buio in quei giorni. Era una sensazione strana, diversa. Opprimente. Non mi era mai successo prima. Non con quella intensità. Avete presente quei momenti in cui vi manca la terra sotto ai piedi? Quelli in cui avete come la sensazione che qualcuno vi stringa con forza la gola, impedendovi quasi di respirare? I pensieri ti paralizzano, un velo cala su di te e sembra schiacciarti. Fatichi a mettere ordine nella tua testa, ti senti fragile e travolto dal tuo malessere. Fa parte di te. Nel tuo corpo e nella tua mente. Era la fine del 2023. Ho attraversato un periodo di profondo malessere interiore, ho conosciuto l’oscurità. Non stavo facendo del bene. Né a me e né a chi mi stava vicino. Giravano tante voci sul mio conto, di ogni tipo. Ma poco mi importava, erano variabili che non potevo controllare. E nessuno poteva sapere davvero cosa stessi vivendo. In me c’era un forte stato di depressione e di ansia. Questa è la realtà. Non avevo mai provato nulla di simile. Per un po’ di tempo, quella condizioni mi ha sopraffatto. Mi aveva portato a chiudermi in me. Ma un giorno tutto è cambiato. Avevo toccato il fondo, non riuscivo più a vedermi così. Grazie al supporto della mia famiglia ho scelto di chiedere aiuto e di affidarmi a una clinica. È iniziato il mio percorso di trattamento con psicologi e specialisti che ancora oggi sto seguendo. È stata la decisione migliore che potessi prendere per me stesso. E lo consiglio a chi vive momenti bui: chiedete aiuto. LA BELLEZZA DI ESSERE PADRE - Vedete, sono grato di aver passato quei momenti. Perché? Per la persona che sono oggi. Siamo figli di ciò che viviamo. E, spesso, degli attimi più dolorosi e della sofferenza provata. Perché ci vuole coraggio per affrontarli. Perché ci permettono di conoscere noi stessi, un po’ di più. E provo orgoglio per essere riuscito ad accettare le mie fragilità ed essere diventato chi sono oggi. Un uomo e un padre più consapevole e maturo. Già, un padre.   Siamo abituati a pensare che siano i grandi a dare insegnamenti ai piccoli. Siamo convinti che siano i genitori a essere l’esempio dei propri figli. Ma non è così. O almeno, non sempre. I miei due figli sono stati fondamentali. Sono rimasto in piedi anche per loro. Mi hanno dato la forza per resistere. Sono il dono più grande della mia vita. Vittorio, il secondo, è stato una seconda possibilità che la vita mi ha dato. È nato proprio in quel periodo di buio. Mi ha permesso di rinascere e di riscoprirmi come padre. Quando era nato Tomas, il mio primo figlio, ero solo un ragazzo. Questa volta è stato diverso. Ero diverso. Più consapevole e pronto ad affrontare questa responsabilità. Ogni giorno è una nuova scoperta. Vedere crescere Vittorio mi rende vivo e pieno di energia. Mi dona prospettive nuove. E poi c’è Tomas, il mio orgoglio. Sono fiero dell’uomo che è diventato. Figli miei, grazie. IL MIO MIGLIORE AMICO - A volte me lo chiedono se mi manca il pallone. Ma in tutta sincerità vi dico di no. Certo, è e sarà sempre il mio migliore amico, ma ora sono felice senza. Voglio dare spazio alla famiglia e regalarmi nuovi lati della vita. E questo penso sia il motivo per cui ho smesso così presto. Non mi è pesato. Era una sensazione che avevo. Chiara, precisa. Ero stanco, la motivazione non era più la stessa. E poi volevo dire addio quando ancora ero ad alto livello e non essere obbligato a farlo. È stato un gesto di rispetto verso il mio amico. Verso colui che mi ha salvato quando ero solo un bambino. Perché vedete, chi cresce nel mio quartiere spesso non ha futuro. Diventi grande in vie in cui è normale vedere droga e armi. Fanno parte della tua quotidianità. E prendere quelle strade è facile. I miei genitori erano separati, io stavo con mia mamma. Era sempre al lavoro e passavo le giornate fuori casa a giocare con gli amici. È stata un’infanzia bellissima, ma non semplice. Per fortuna c’era il pallone. Senza il calcio non so che fine avrei fatto. E pensare che dai 13 ai 15 anni avevo smesso di giocare. Non mi divertivo più, mi annoiavo. Poi per puro caso un giorno sono andato con dei miei amici a una partitella. C’erano dei procuratori a guardare e mi hanno notato. “Torna in campo con noi. Però devi iniziare a fare una vita da professionista”. Ho accettato. Qualcosa era cambiato in me. NAPOLI - E poi è arrivata Napoli, la città del mio cuore. Era destino. Ero già stato in Italia per dei provini con la Fermana e il Pescara. Per dei problemi con il passaporto era saltato tutto. È passato del tempo ed è arrivata l’Atalanta. Avevano anche raggiunto i soldi che chiedevo, ma quando si è presentato il Napoli non ho avuto dubbi. Per noi argentini era la squadra di Maradona. Ho rinunciato a dei soldi, ma sentivo di dover scegliere l’azzurro. E ho fatto bene. Napoli per me è diventata casa, famiglia, amore. Sono stato travolto dall’affetto e la passione dei tifosi. Tutte le mattine prima di andare agli allenamenti c’erano sotto casa 50 persone per foto e autografi. Insieme, noi e i napoletani, abbiamo costruito qualcosa di grande. Abbiamo riportato la squadra in Champions. In quegli anni sembrava impossibile. E io con quella maglia sono diventato… il Pocho Lavezzi. Ed è per il rispetto e l’affetto che avevo per quella gente che ho sempre rifiutato proposte di squadre italiane. Un amore troppo intenso e puro. Perché Napoli… è Napoli. Mi ha fatto il regalo più grande: mi ha permesso di essere me stesso. Durante la mia carriera ho sempre cercato di giocare divertendomi come quando ero bambino. Ecco, a Napoli l’ho potuto fare. Ero felice. Felice davvero. VITA - Il pallone mi ha portato poi a Parigi. Un’esperienza bellissima. Era un progetto nuovo, abbiamo permesso ai tifosi di rivivere l’emozione che solo la vittoria di un campionato può dare. E come dimenticare la Nazionale. Vestire la maglia dell’Argentina è tutto: emozione, onore, sogno. Il mio Paese, il mio sangue. Ora sono ripartito. Non so cosa ci sarà nel mio futuro. Forse tornerò a Napoli, chi lo sa. So cosa voglio essere. Un buon padre e marito, una brava persona. Raccontare la mia storia per aiutare chi vive momenti di difficoltà. Ed è per questo che ho deciso di affidarmi a Vanquish, per poter comunicare al meglio messaggi così importanti. Oggi mi riguardo indietro e sorrido in modo sincero. Il mio è un viaggio iniziato tra le strade argentine quando ero bambino. In quelle vie è nato il mio soprannome. Avevo un cagnolino che si chiamava Pocholo. Quando è morto, la mia famiglia mi ha dato il suo nome. Era un cane che non si fermava mai, che rompeva un po’ le scatole… proprio come me. Quel bambino ne ha fatta di strada. È diventato calciatore. Ha mantenuto la promessa fatta a mamma e papà: rimanere una brava persona. È stato capace di guardarsi dentro e accettare le proprie fragilità, anche nel periodo più doloroso della sua vita. È diventato uomo e padre. E ora voglio continuare in questo mio percorso di crescita. Essere una persona che non dimentichi quello che ha passato, che riesca ad accogliere la semplicità e che si goda la famiglia. Voglio vivere. Perché, alla fine, la vita è ciò che di più bello c’è per un essere umano. 
Inter, la probabile formazione contro il Como in Coppa Italia: ballottaggio in difesa
Inter, la probabile formazione contro il Como in Coppa Italia: ballottaggio in difesa
Dopo lo spettacolare 4-3 in campionato, in Coppa Italia Inter e Como ripartiranno dall'opaco 0-0 del Sinigaglia. Poche occasioni, una partita bloccata e nessuna delle due squadre che voleva fare un passo falso. A partire dalle 21:00 di martedì 21 aprile, però, a San Siro è in programma la semifinale di ritorno. 90 minuti, più eventuali supplementari, per decidere chi accederà alla finale e affronterà la vincente di Atalanta-Lazio (che si sfideranno a Bergamo mercoledì 22 aprile). Dopo un po' di turnover nella sfida di Serie A vinta 3-0 contro il Cagliari, Cristian Chivu torna a schierare la formazione migliore possibile. Ancora indisponibile Alessandro Bastoni per un problema alla caviglia, così come capitan Lautaro Martinez che continua a lavorare per dare una mano nel finale di stagione. Scalda i motori Bonny, con i nerazzurri che avranno bisogno anche di lui per andare alla conquista della Coppa Italia, per provare a chiudere la stagione con due titoli. LA PROBABILE FORMAZIONE - In porta, Chivu va verso la conferma di Josep Martinez, reduce da una prestazione più che positiva arricchita dalla clean sheet contro il Cagliari. Non ancora pronto Bastoni, invece, che cederà il suo posto a Carlos Augusto. Insieme a lui, in difesa, Acerbi al centro e Akanji braccetto di destra, insidiato da Bisseck. A centrocampo, spazio ai titolarissimi con Calhanoglu in regia e al suo fianco Barella e Zielinski. Mkhitaryan, dopo i 75' di campionato, torna in panchina pronto a entrare a gara in corso. Sulla fasce, ovviamente ci saranno Dumfries e Dimarco. In attacco, in attesa del rientro di Lautaro, spazio alla coppia Thuram-Bonny, con Pio pronto a subentrare dalla panchina a gara in corso. INTER (3-5-2): J.Martinez; Akanji, Acerbi, Carlos Augusto; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, Bonny. Allenatore: Cristian Chivu DOVE VEDERE INTER-COMO - Come tutta la Coppa Italia, Inter-Como è disponibile in diretta tv gratis e in chiaro. Il match, in programma a partire dalle 21:00 di martedì 21 aprile 2026, sarà visibile su Canale 5. La semifinale di ritorno sarà disponibile in streaming anche sul sito ufficiale di Sport Mediaset, oltre che sull'app e sul sito di Mediaset Infinity.
Como, la probabile formazione contro l'Inter in Coppa Italia: sulla trequarti Baturina e Nico Paz
Como, la probabile formazione contro l'Inter in Coppa Italia: sulla trequarti Baturina e Nico Paz
 Inter e Como, di nuovo una contro l'altra. Arichiviato il pirotecnico 4-3 del campionato di Serie A, le due squadre tornano ad affrontarsi per la seconda volta nel giro di due settimane. Martedì 21 aprile a San Siro, dalle ore 21:00, è in programma infatti la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Si riparte dallo 0-0 maturato al Sinigaglia al termine di una gara chiusa e molto combattuta. Ora, però, c'è in palio l'accesso alla finale, contro la vincente di Atalanta-Lazio (che si affronteranno mercoledì 22 aprile). Novanta minuti dei tempi regolamentari più, eventualmente, supplementari e calci di rigore: Il Como vuole scrivere la storia e alzare la Coppa Italia, l'Inter cerca di chiudere la stagione con due titoli, considerato il campionato ormai virtualmente chiuso. Momento diametralmente opposto per le due squadre: se i nerazzurri sorridono per l'allungo, il Como ha ottenuto soltanto un punto nelle ultime tre gare. La squadra di Cesc Fabregas ha perso così terreno, scivolando a cinque punti dalla Juventus quarta in classifica.  LA PROBABILE FORMAZIONE DEL COMO - Dopo un po' di turnover nella sfida contro il Sassuolo, persa poi 2-1, Fabregas è pronto a schierare di nuovo la miglior formazione possibile. Lo spagnolo è orientato verso il 3-4-2-1, con Butez in porta. La difesa dovrebbe essere composta da Diego Carlos, Ramon e Kempf. A centrocampo spazio a Valle, Da Cunha, Perrone e Diao, con quest'ultimo che potrebbe lasciare spazio a Smolcic o Van Der Brempt in caso di difesa a 4. Sulla trequarti Fabregas sceglie la coppia Baturina-Nico Paz, alle spalle di Douvikas. COMO (3-4-2-1): Butez; Diego Carlos, Ramon, Kempf; Valle, Da Cunha, Perrone, Diao; Paz, Baturina; Douvikas. Allenatore: Cesc Fabregas  DOVE VEDERE INTER-COMO - Come tutta la Coppa Italia, Inter-Como è disponibile in diretta tv gratis e in chiaro. Il match, in programma a partire dalle 21:00 di martedì 21 aprile 2026, sarà visibile su Canale 5. La semifinale di ritorno sarà disponibile in streaming anche sul sito ufficiale di Sport Mediaset, oltre che sull'app e sul sito di Mediaset Infinity.
Atalanta, la probabile formazione per la Lazio: Scamacca in attacco
Atalanta, la probabile formazione per la Lazio: Scamacca in attacco
Vincere per tornare in finale dopo due anni: l'Atalanta di Raffaele Palladino punta alla vittoria della Coppa Italia. Dopo esserci andati molto vicini tre volte negli ultimi sette anni, i nerazzurri vogliono portare a casa un trofeo vinto una sola volta nella stagione 1962/63. Per questo, bisognerà battere la Lazio nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Mercoledì 22 aprile, con fischio d'inizio alle ore 21.00, l'Atalanta di Raffaele Palladino ospiterà la Lazio di Maurizio Sarri. Alla New Balance Arena di Bergamo si ripartirà dal 2-2 maturato nella gara d'andata. I nerazzurri sono reduci dal pareggio con la Roma, che ha permesso all'Atalanta di agguantare il Como al quinto posto in classifica. LA PROBABILE FORMAZIONE DELL'ATALANTA - L'Atalanta scenderà in campo con il consueto 3-4-2-1 e Raffaele Palladino cambierà qualche interprete rispetto alla sfida contro la Roma di campionato. In porta ci sarà Carnesecchi. In mezzo alla difesa dovrebbe tornare Hien dal primo minuto, mentre ai suoi lati ci saanno Scalvini e Kolasinac. Mediana confermata, con De Roon che affiancherà Ederson. Sulle corsie Zappacosta tornerà a destra, mentre a sinistra si rivedrà Bernasconi dal primo minuto. Sulla trequarti la certezza è De Ketelaere, che verrà confermato titolare: al suo fianco possibile l'inserimento di Zalewski dal primo minuto. Sorpresa in attacco: Scamacca è favorito su Krstovic per partire titolare. ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kolasinac; Zappacosta, de Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino. DOVE VEDERE ATALANTA-LAZIO IN TV E IN STREAMING - La semifinale di ritorno di Coppa Italia tra l'Atalanta di Raffaele Palladino e la Lazio di Maurizio Sarri, in programma mercoledì 22 aprile alle ore 21.00, si giocherà alla New Balance Arena di Bergamo. L'incontro sarà visibile in esclusiva su Italia 1 e in streaming su Infinity+. 
Ricavi Coppa Italia, ecco quanto guadagna chi va in finale
Ricavi Coppa Italia, ecco quanto guadagna chi va in finale
Siamo entrati nelle fasi finali della Coppa Italia (qui il tabellone completo). A restare in gioco sono state Como e Inter da una parte e Lazio e Atalanta dall'altra, protagoniste delle semifinali della competizione. Le prime due sono scese in campo nella serata di martedì 3 marzo al campo Sinigaglia, con la partita che si è conclusa con il risultato di 0-0. L'altra gara tra Lazio e Atalanta è in programma per mercoledì 4 marzo dallo stadio Olimpico di Roma. I match di ritorno di entrambe le sfide si disputeranno invece nella seconda metà di aprile: solo in quel momento conosceremo le due squadre finaliste. Ma quanto ricavano le formazioni che riescono ad arrivare all'ultimo step della Coppa Italia? L'analisi dai dati di Calcio e Finanza. Coppa Italia, l'analisi sui ricavi della finale Facendo una stima totale, la Serie A ha incassato in totale circa 58 milioni di euro per i diritti di Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Dati in crescita rispetto all'anno scorso, ancor di più prendendo in esame i trienni precedenti (più del doppio). Calcio e Finanza parla di ricavi percentuali rispetto al montepremi complessivo previsti a ogni turno per le formazioni presenti. Per Como, Inter, Lazio e Atalanta l’accesso alla finale – dopo aver già incassato 2,7 milioni di euro grazie al cammino nel torneo – assicurerebbe un ulteriore premio minimo di 1,9 milioni di euro. Sommandolo a quanto già percepito, si arriverebbe così ad almeno 4,6 milioni complessivi. La squadra che conquisterà il titolo, invece, riceverà 4,4 milioni di euro per l’atto conclusivo, raggiungendo un totale di 7,1 milioni includendo anche i premi maturati nei turni precedenti.
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