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Lazio, lesione muscolare alla coscia destra per Zaccagni: il comunicato
Brutte notizie per Maurizio Sarri, che perde ancora Mattia Zaccagni. Il numero 10 della Lazio si è fermato ancora durante la partita contro il Milan, riportando una lesione muscolare alla coscia destra, come comunicato proprio dal club sul proprio sito. Non sono stati ancora resi noti quelli che saranno i tempi di recupero.
Il classe '95 era stato lontano dal campo per quasi un mese, rimanendo ai box dalla partita contro il Genoa del 30 gennaio e rientrando contro il Cagliari il 21 febbraio. Ora, dopo 5 partite, un nuovo stop, dopo essere rimasto in campo per 83 minuti contro i rossoneri.
IL COMUNICATO - Questa la nota ufficiale della Lazio sulle sue condizioni: "Nella giornata odierna, a seguito di un consulto tra lo staff medico composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal medico sociale dott. Italo Leo, la S.S. Lazio comunica quanto segue. Durante la gara di campionato Lazio-Milan, Mattia Zaccagni ha riportato una lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra. L’atleta ha già iniziato il protocollo di recupero".
Atalanta, la probabile formazione contro il Bayern Monaco
Manca sempre meno all'ottavo di finale di ritorno di Champions League tra l'Atalanta e il Bayern Monaco. All'andata a Bergamo gli uomini di Kompany ha vinto 6-1. Serivrà un'impresa ai nerazzurri, che per sperare nei supplementari dovranno vincere con 5 gol di vantaggio in casa dei bavaresi.
Nel match contro il club tedesco Raffaele Palladino dovrebbe schierare per la prima volta in stagione Bakker. In mezzo al campo, invece, tornerà Ederson con accanto Pasalic. In avanti, Krstovic in vantaggio rispetto a Scamacca.
LE SCELTE DI PALLADINO - Per la gara contro il Bayern Monaco, Palladino schiererà la sua Atalanta con il solito 3-4-2-1. In porta ci sarà Carnesecchi con davanti il trio composto da Scalvini, Hien, Ahanor. Sulle fasce, poi, Bellanova a destra e Bakker a sinstra. In mezzo al campo spazio al duo Ederson-Pasalic. Dietro a Krstovic, che agirà da centravanti, ci saranno Sulemana e De Ketelaere.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Ahanor; Bellanova, Ederson, Pasalic, Bakker; De Ketelaere, Sulemana; Krstovic. Allenatore: Palladino
DOVE VEDERE LA PARTITA IN STREAMING E TV - La gara tra Bayern Monaco e Atalanta, valida come ritorno degli ottavi di finale di Champions League e in programma per mercoledì 18 marzo alle 21:00, sarà visibile su SkySport. Lo streaming, invece, sarà disponibile tramite SkyGo
Bayern Monaco, la probabile formazione contro l'Atalanta
La Champions League si avvicina alla conclusione degli ottavi di finale, con gli ultimi incontri che stabiliranno gli accoppiamenti per i quarti di finale. Il Bayern Monaco si prepara a scendere in campo per il ritorno del match contro l'Atalanta dopo il 6-1 dell'andata a Bergamo. I bavaresi, dunque, partono con un largo vantaggio e puntano a difendere un risultato già molto positivo: ai quarti di finale affronterebbero il Real Madrid.
Per la gara contro i nerazzurri, il Bayern ha affrontato in questi giorni una vera e propria emergenza tra i pali. Dopo l'infortunio di Neuer, all'andata ha giocato il secondo portiere Jonas Urbig, che però proprio contro l'Atalanta aveva rimediato una commozione cerebrale. In campionato, contro il Bayer Leverkusen, è sceso in campo Ulreich, infortunandosi e lasciando così i bavaresi in emergenza verso la gara di domani, 18 marzo.
Per la gara con l'Atalanta Urbig potrebbe recuperare, ma in caso non dovesse farcela è pronto il classe 2009 Leonard Prescott, giovane dell'U19 bavarese convocato in prima squadra negli ultimi due match. Oltre al nodo portiere, Kompany potrebbe cambiare alcuni titolari rispetto alla partita di andata: di seguito le sue possibili scelte.
LA PROBABILE FORMAZIONE DEL BAYERN MONACO - Come anticipato, Urbig potrebbe tornare dal primo minuto, e davanti a lui vanno verso la titolarità Stanisic, Tah, Kim e Bischof. Davanti alla difesa spazio a Pavlovic e Goretzka, mentre sulla trequarti dovrebbero agire Karl, Gnabry e Luis Diaz a supporto di Nico Jackson.
BAYERN MONACO (4-2-3-1, probabile formazione): Urbig; Stanisic, Tah, Kim, Bischof; Pavlovic, Goretzka; Karl, Gnabry, Diaz; Jackson. Allenatore: Kompany.
DOVE VEDERE BAYERN MONACO-ATALANTA - Bayern Monaco e Atalanta si sfidano mercoledì 18 marzo all'Allianz Arena di Monaco di Baviera, fischio d'inizio alle 21. Il match sarà visibile in diretta tv e streaming tramite l'app Amazon Prime Video.
Rossonero da sempre, ora cresce e sogna col Milan: chi è Mattia Angelicchio
Ci sono storie che nascono ancora prima di quanto immaginiamo. E quella di Mattia Angelicchio con il Milan, in un certo senso, fa parte di queste. Centrocampista classe 2009, ora sta crescendo da sotto età della Primavera di Renna, con cui ha segnato il suo primo gol all'esordio da titolare. Ma come dicevamo, il suo percorso è cominciato decisamente prima. A soli cinque anni, infatti, Mattia arriva in rossonero e da allora non lascia più quella maglia che ha indossato ancora prima di entrare nel mondo del calcio. Già, perché il legame con il Milan è uno dei più forti anche e soprattutto grazie al papà Francesco, grande tifoso rossonero da sempre.
È proprio il percorso a fare la differenza per il centrocampista. Il talento di Angelicchio non è passato di certo inosservato neanche lontano da Milano: nei mesi scorsi, infatti, il Como aveva pensato a lui come acquisto in prospettiva visto il potenziale, ma a ottobre 2025 è arrivata una risposta netta, che ha segnato una nuova tappa cruciale. A 16 anni, Angelicchio firma il suo primo contratto da professionista in rossonero, ulteriore segnale della fiducia della società, che vuole coltivare un talento cresciuto per anni proprio al Milan.
Ma il Como non è l’unico ad accorgersi di lui. Oltre alla maglia rossonera, il classe 2009 indossa quella della Nazionale già dall’Under 15, e ora si prepara a tornare in azzurro nei prossimi giorni per lo stage in occasione delle pre-qualificazioni all’Europeo con l’U17 di Franceschini. L’Italia, dunque, è un’altra conferma del talento e della grande maturità di Angelicchio, che sta vivendo un campionato intero da sotto età in Primavera, e rappresenta il vero e proprio emblema del progetto Milan Futuro, che nell’ortica del responsabile del settore giovanile Vergine punta soprattutto sulla crescita ancor prima dei risultati.
IL MILAN DA SEMPRE - Come dicevamo, il cammino rossonero del giovane centrocampista comincia ancora prima dei suoi primi passi nel club. Il legame del padre con il Milan è forte, una storia di tifo che va avanti da diversi anni con passione, la stessa trasmessa a Mattia fin da piccolo: crescendo, infatti, studia le storie di simboli come Baresi e Maldini, diventati presto modelli per la sua carriera. E quando inizia a vestire quella maglia a soli cinque anni, nasce una nuova storia che lo vede protagonista fin da piccolo. In ogni categoria, infatti, Angelicchio ha sempre guidato i compagni indossando la fascia da capitano, crescendo in fretta dal punto di vista della responsabilità e mostrando soprattutto grandi capacità sotto pressione.
Anche quest’anno, nonostante sia sempre tra i più giovani in campo in tutto il campionato Primavera, il classe 2009 non si tira indietro: padroneggia con grande calma ritmi e tempi di gioco, oltre alle doti tecniche che lo rendono uno dei centrocampisti più abili in fase di impostazione e gestione del pallone.
PRIMAVERA E NAZIONALE, SOGNANDO SAN SIRO - Quel bambino di appena cinque anni, come raccontato, ora ne ha 16 e ha già bruciato diverse tappe. Oltre all’esperienza da sotto età in U20, Angelicchio è diventato il secondo giocatore più giovane ad aver segnato nel campionato Primavera 1: davanti a lui c’è solo Destiny Elimoghale, esterno classe 2009 della Juventus. Nel frattempo, il mediano del Milan si prepara alla nuova avventura in Nazionale U17 dopo le prime due gare a inizio stagione: gli Europei sono un obiettivo, e Angelicchio punta a viverli con la maglia azzurra addosso.
Dall’Italia al Milan, dunque, il percorso del giovane centrocampista è già ben avviato. La sfida contro avversari più grandi di lui è un ulteriore stimolo in un percorso già importante ma consapevole, che Angelicchio vuole portare avanti sognando di esordire un giorno a San Siro: la strada è tracciata, ora tocca a Mattia continuare a correre.
I gol di Ogawa e l'infinito Linssen: il Nec Nijmegen sogna la Champions
Dal tandem nipponico al sogno Champions. Alla scoperta del sogno Nec Nijmegen, club olandese attualmente al terzo posto in classifica.
PSV, Feyenoord e il sorprendente Nec Nijmegen. Chi lo avrebbe mai detto che momentaneamente sul terzo gradino del podio dell'Eredivisie ci sarebbe stato il piccolo club situato nella meravigliosa città di Nimega, a pochi chilometri dalla Germania. Il valore della rosa non supera i 40 milioni. La squadra è multietnica e ha l'obiettivo di provare quantomeno a centrare una salvezza tranquilla e dare continuità alle ottime stagioni dopo il ritorno nella massima serie olandese nel 2020-21.
Il presente dice che il Nec può addirittura sognare la Champions League, e a testimoniarlo sono i risultati ottenuti finora come ad esempio il doppio successo contro l'Az Alkmaar, il pareggio contro l'Ajax e la vittoria in casa del Feyenoord per 4-2 firmata da Kento Shiogai, stellina del calcio giapponese classe 2005 acquistata dal Wolfsburg nella sessione invernale di mercato.
Ben 49 punti in classifica, frutto anche della capacità dell'allenatore Dick Schreuder di mettere insieme e valorizzare al meglio la propria squadra. Un mix di gioventù, esperienza e vecchie conoscenze anche della nostra Serie A come ad esempio Bram Nuytinck e Thomas Ouwejan, entrambi ex Udinese. Il punto di riferimento, però, è sicuramente Koki Ogawa, attaccante giapponese e capocannoniere del Nec con 8 gol, senza dimenticare però il veterano Bryan Linssen, centrocampista che a 35 anni è vicino addirittura a raggiungere la doppia cifra in campionato.
Una squadra con un'identità ben chiara basata sulla costruzione dal basso, possesso palla e attacco. Schreuder opta per un 3-4-2-1, con i due esterni che offrono tanta spinta sulle fasce. Buona parte dello sviluppo passa principalmente dai centrali e dal regista per cercare spazi tra le linee. Dal turco Ahmetcan Kaplan al centrocampista Kodai Sano, fino alla qualità sulla trequarti offerta da Noe Lebreton e Tjarron Chery che a 37 anni è tra i punti fermi di Schreuder. Un mix e un sistema che per adesso stanno dando i frutti.
Il soprannome “Nooit eerste classer” e lo storico Goffertstadion
Il Nec, nato per iniziativa di operai e lavoratori della parte bassa della città, per un lungo periodo è stato preso in giro con il soprannome “Nooit eerste classer” (“mai in prima classe”), perché non riusciva a raggiungere la massima divisione olandese nonostante vincesse spesso i campionati minori.
Lo storico Goffertstadion, casa del Nec, è stato costruito da migliaia di volontari e disoccupati che all'epoca spostarono enormi quantità di terra a mano. Per questo motivo i tifosi lo chiamano affettuosamente “De Bloedkuul”, cioè la fossa di sangue, per lo sforzo fisico e la sudorazione che richiese. Un impianto che ha spesso ospitato anche gli storici rivali del Vitesse nell'accesissimo “Gelderse Derby”. La rivalità risale alle città di Nijmegen e Arnhem ma anche in calciatori di un certo calibro come ad esempio Guus Hiddink che ha indossato la maglia del Nec negli anni ottanta.
Gli anni in Coppa UEFA del Nec Nijmegen e le sfide contro Udinese e Barcellona
Il Nec continua a correre verso l'Europa, ma il club olandese ha già avuto modo di assaporare questa atmosfera nel corso della propria storia grazie alla partecipazione in Coppa delle Coppe nel 1983-84 e alle due in Coppa UEFA nel 2003-04 e 2008-09. Nella sua prima storica avventura europea, il Nec è arrivato fino al secondo turno di Coppa UEFA dopo aver eliminato i norvegesi del Brann, salvo poi abbandonare la competizione contro il Barcellona di Maradona, vincitore per 3-2 in Olanda e per 2-0 al Camp Nou.
Sapete che in Italia abbiamo avuto modo di conoscere il Nec? Precisamente nella Coppa UEFA 2008-09, quando gli olandesi riuscirono a qualificarsi ai sedicesimi di finale nonostante la presenza di Tottenham e Udinese nel girone. Il Nec, all'epoca allenato da Mario Been e che a centrocampo presentava un giovanissimo Lasse Schöne, s'impose per 2-0 grazie ai gol di John e Van Beukering. L'avventura terminò proprio ai sedicesimi, con l'Amburgo che nel doppio confronto dimostrò tutta la sua superiorità. Quella contro i tedeschi ha rappresentato l'ultima spedizione europea del Nec: riusciranno gli olandesi a coronare il sogno di ritornare tra le grandi d'Europa?
A cura di Gerardo Guariglia
Coppa d'Africa al Marocco, interviene il governo senegalese: chiesta un'indagine per sospetti di corruzione
Dopo la clamorosa decisione di revocare al Senegal la Coppa d'Africa vinta per riassegnarla al Marocco a tavolino, assume proporzioni sempre più grandi la vicenda, che passa dal campo alla politica. Infatti, in difesa della nazionale di Mané e compagni è intervenuto addirittura il governo senegalese che, con un duro comunicato, ha preso posizione contro la decisione della CAF (confederazione calcistica africana).
In una nota ufficiale, è stato definito questo provvedimento come una "decisione illegale e ingiusta" e ancora come un "tentativo di espropriazione ingiustificato". Stando a quanto si legge, il Senegal ha chiesto l'apertura di un'indagine internazionale per sospetti di corruzione all'interno della CAF. La decisione, in più, viene definita contraria ai valori dello sport e farebbe perdere di creibilità l'organizzazione.
IL COMUNICATO - Questo il duro comunicato del governo senegalese: "Il governo del Senegal esprime il suo vivo sgomento in seguito alla decisione presa dalla giuria d'appello della Confederazione africana di calcio (CAF), volta a ritirare la squadra nazionale del Senegal dal titolo di campione d'Africa 2025 per assegnarlo al Marocco. Questa decisione senza precedenti, di eccezionale gravità, si scontra frontalmente con i principi cardinali che fondano l'etica sportiva, al primo posto dei quali figurano Tequita, la lealtà e il rispetto della verità del campo. Essa deriva da una lettura palesemente errata del regolamento, che porta a una decisione grossolanamente illegale e profondamente ingiusta.
Mettendo in discussione un risultato acquisito al termine di un incontro regolarmente portato a termine e vinto nel rispetto delle regole del gioco, la CAF mette una grave violazione della propria credibilità e della legittima fiducia che i popoli africani ripongono nelle istituzioni sportive continentali.
Senegal non può tollerare che una decisione amministrativa cancelli l'impegno, il merito e l'eccellenza sportiva. Il Senegal respinge senza ambiguità questo tentativo di espropriazione ingiustificato.
Chiede l'apertura di un'indagine internazionale indipendente per sospetti di corruzione all'interno degli organi direttivi della CAF.
Inoltre, il Senegal utilizzerà tutte le vie di ricorso appropriate, anche dinanzi alle istanze giurisdizionali internazionali competenti, affinché sia fatta giustizia e che il primato del risultato sportivo sia ripristinato.
Il governo coglie l'occasione per rinnovare la solidarietà dell'intera nazione verso i senegalesi detenuti in Marocco a seguito degli incidenti della finale della CAN. È pienamente mobilitato nel monitoraggio di questo dossier per un lieto esito nel più breve tempo possibile.
Il Senegal rimarrà risoluto, vigile e inflessibile nella difesa dei diritti della selezione senegalese e nel ripristino dell'onore dello sport africano".
Cremonese, il saluto di Davide Nicola: "Sono convinto che insieme saremmo potuti arrivare all'obiettivo"
Davide Nicola saluta la Cremonese. L'allenatore ha affidato a una lunga lettera su Instagram il suo addio: "Si conclude oggi il mio percorso alla guida della Cremonese in Serie A. Desidero ringraziare la società per l’opportunità di guidare questa squadra in una stagione così impegnativa. È stato un percorso intenso, affrontato con dedizione e grande senso di responsabilità".
L'allenatore ha ringraziato calciatori e tifosi: "Un ringraziamento speciale va ai calciatori e a tutte le persone che operano all’interno del club con competenza e passione. Un pensiero particolare è rivolto ai tifosi della Cremonese, che hanno sostenuto la squadra con attaccamento e rispetto per tutta la stagione". Nicola non ha nascosto la delusione per la decisione dell'esonero: "Lascio con la convinzione che insieme saremmo potuti arrivare all’obiettivo".
Roma, Gasperini: "Gara decisiva da dentro o fuori. Queste sfide sono ancora più affascinanti"
Obiettivo quarti di finale per la Roma. Dopo il pareggio del Dall'Ara nel match d'andata, i giallorossi ospitano il Bologna all'Olimpico con l'obiettivo di ottenere la qualificazione per il prossimo turno di Europa League. Alla vigilia della sfida, Gasperini ha presentato l'appuntamento: "È una gara decisiva da dentro o fuori. Non c’è un pareggio e deve uscire un vincitore. Sono partite diverse rispetto al campionato e forse per questo sono ancora più affascinanti e particolari".
L'allenatore della Roma ha proseguito parlando delle condizioni di Mancini, Kone e Celik: "Vediamo oggi come stanno con l’ultimo allenamento. Chi sta peggio? Konè, vediamo oggi come sta".
GASPERINI - Sull'importanza della sfida per la stagione della sua squadra, Gasperini ha commentato: "Sono già state tante le partite importanti per continuare ad avere obiettivi in questa stagione. È una gara da dentro o fuori e questa partita ti dà l’opportunità di giocare altri due partite. Partita spartiacque non mi piace come termine ma è sicuro che sia più importante di una partita di campionato".
L'allenatore giallorosso ha commentato anche l'espulsione di Wesley nel match contro il Como, tornando sulla spiegazopne di Tommasi a Open VAR: "Rivedendo le immagini, non lo so… A volte quando ti senti preso in giro devi fare la faccia da scemo. Diciamo così almeno non mettiamo in difficoltà nessuno".
MATURITÀ - Gasperini ha parlato di come la sua squadra può ancora crescere: "Tutte quelle che sono le reazioni sui social dei tifosi o degli addetti ai lavori vanno accettate. Noi siamo nella condizione di cercare di lavorare al meglio possibile. Abbiamo la coscienza molto apposto. Questo ci garantisce serenità. Tutto vogliamo ottenere il massimo, quello che sta cercando di ottenere la squadra è straordinario. Questo gruppo da inizio stagione sta dimostrando serenità e applicazione".
Sulle ultime sconfitte della sua squadra, invece, Gasperini ha commentato: "In mezzo a quei quaranta giorni ci sono anche i big match in cui abbiamo fatto bene. Ci sono state tante partite in cui abbiamo fatto bene e altre in cui siamo andati un po’ sotto. Ci sono due partite, contro il Genoa e contro il Como, che sono state molto condizionate dagli episodi.La squadra non sta attraversando il momento migliore come a novembre-dicembre e ora stiamo pagando squalifiche, infortuni e cose varie. La squadra però non ha mai sbagliato atteggiamento".
CHANCE PER EL SHAARAWY - Contro il Bologna potrebbe arrivare una chance per El Shaarawy: "Basta leggere la nostra rosa. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni e non si è mai allenato. Ha avuto due settimane di recupero e domenica ha giocato, procurando il rigore. La nostra rosa in questo momento è questa, con Venturino che non potrà neanche giocare perché non è in lista".
WESLEY - In conferenza stampa è intervenuto anche Wesley, che ha parlato dell'importanza del suo ruolo nella squadra: "Ne sono molto felice e voglio continuare su questo strada. Devo ringraziare tutti e sono arrivato qui per aiutare la squadra".
Sull'episodio dell'espulsione nel match contro il Como, invece, il terzino brasiliano ha commentato: "A mio avviso non era assolutamente fallo. Ero consapevole di essere già ammonito. Io gli corro al lato e gli appoggio solamente il braccio perché era lui che si stava quasi buttando addosso a me. Per me è grave perché è un episodio decisivo".
SUL RAPPORTO CON GASPERINI - Wesley ha parlato anche del suo rapporto proprio con Gasperini: "È evidente che il calcio italiano è diverso da quello brasiliano. Se sono concentrato in campo per l’avversario è difficile superarmi in fase difensiva. Il mister mi chiede di avere regolarità di rendimento in campo con equilibrio tra fase offensiva e difensiva".
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