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Juventus, la Champions per pensare in grande: i nomi sulla lista dei bianconeri
La vittoria di ieri sera della Juventus ha una duplice valenza: da un lato avvicina la squadra bianconera alla qualificazione in Champions League, traguardo fondamentale per un club come la Juve, che deve partecipare alla competizione più importante del mondo; dall’altro valorizza ulteriormente il lavoro di Luciano Spalletti, che in poco tempo è riuscito a imprimere alla squadra una propria identità.
Pur non essendo ancora definita al 100%, questa identità è ormai evidente e si percepisce nella maggior parte delle partite, soprattutto in quelle affrontate recentemente dalla Juventus. Inoltre, il successo ha anche un’altra importante conseguenza: quella di alimentare le trattative, i contatti e i sondaggi di calciomercato per diversi giocatori.
È vero, nei giorni scorsi Comolli ha dichiarato che alcuni giocatori stanno trattando con la Juventus anche senza sapere se la squadra parteciperà o meno alla Champions League. Si tratta di calciatori abituati a disputare questa competizione e a percepire stipendi elevati, tipici di chi gioca in Champions. La Juventus può cercare di soddisfare queste richieste economiche, o quantomeno avvicinarsi, soprattutto grazie agli introiti garantiti dalla partecipazione alla Champions League. Quindi mi riferisco ad Alisson, Bernardo Silva, Goretzka e... Lewandowski.
Continua nella puntata del podcast "Caffè Di Marzio" per saperne di più.
Fiorentina, la probabile formazione contro il Lecce: ancora out Kean
La Fiorentina torna in campo in Serie A nel posticipo della 33ª giornata: oggi, lunedì 20 aprile, i viola faranno visita al Lecce allo stadio “Via del Mare” in una sfida fondamentale per la corsa salvezza. La squadra di Vanoli arriva dal successo contro la Lazio e vuole dare continuità per avvicinarsi definitivamente alla permanenza nella massima serie.
Dall’altra parte, i salentini sono chiamati a reagire dopo la sconfitta contro il Bologna e non possono più permettersi passi falsi. La distanza in classifica tra le due squadre rende la gara ancora più delicata, con punti pesantissimi in palio in questo finale di stagione.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELLA FIORENTINA - Vanoli sembra orientato a confermare il 4-3-3. Tra i pali ci sarà De Gea, con Dodô e Gosens sulle fasce e la coppia centrale composta da Pongracic e Ranieri. A centrocampo spazio a Mandragora, Fagioli e Ndour, mentre in attacco Gudmundsson ed Harrison sugli esterni con Piccoli riferimento centrale.
FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodô, Rugani, Ranieri, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Harrison, Piccoli, Gudmundsson. All. Paolo Vanoli.
DOVE VEDERE LECCE-FIORENTINA - La sfida tra Lecce e Fiorentina sarà trasmessa in diretta su DAZN. Il match sarà disponibile anche in streaming tramite l’app ufficiale della piattaforma.
Il Verona commenta l'episodio Orban: "La società prende posizione e condanna l'accaduto"
L'Hellas Verona interviene ufficialmente in merito allo spiacevole episodio che ha visto protagonista Gift Orban al termine della sfida casalinga persa contro il Milan. Attraverso una nota diffusa sui propri canali, la società gialloblù ha voluto mandare un messaggio chiaro, prendendo immediatamente le distanze dai disordini scoppiati all'esterno dello stadio Bentegodi e annunciando possibili provvedimenti.
IL COMUNICATO UFFICIALE: LA CONDANNA DEL CLUB - La tensione accumulata dopo la sconfitta di misura contro i rossoneri è sfociata in un'accesa lite nel parcheggio dell'impianto sportivo, spingendo la dirigenza gialloblù a esporsi pubblicamente per isolare l'accaduto. Il Verona ha chiarito la propria posizione spiegando che, in relazione ai fatti del post-partita che hanno coinvolto il proprio attaccante e un gruppo di sostenitori, la società "prende le distanze e condanna con fermezza ogni comportamento violento". La vicenda, tuttavia, potrebbe avere ulteriori ripercussioni. La dirigenza sta infatti analizzando attentamente l'accaduto per capire se ci siano gli estremi per ulteriori azioni nei confronti del proprio tesserato, precisando nel comunicato che il club "si riserva, sin d’ora, ogni ulteriore valutazione in relazione ai fatti accaduti".
LA RICOSTRUZIONE DELLA LITE AL BENTEGODI - La presa di posizione della società fa seguito alla ricostruzione dei concitati momenti vissuti fuori dallo stadio. Al termine del match, deciso dalla rete di Rabiot al 41' del primo tempo, Gift Orban era apparso visibilmente nervoso. Secondo le prime testimonianze, il giocatore si era inizialmente rifiutato di fermarsi per concedere foto e autografi ai tifosi in attesa.
La situazione è poi rapidamente degenerata: una manata sferrata contro l'auto del giocatore ha scatenato la furia di Orban, che è sceso immediatamente dalla vettura innescando un vero e proprio scontro fisico. La scena, ripresa dai cellulari di diversi presenti, ha richiesto il tempestivo intervento delle persone vicine e del personale di sicurezza per separare i contendenti e riportare la calma, prima del successivo arrivo della Digos per raccogliere le testimonianze e avviare gli accertamenti del caso.
Juventus, Spalletti: "Vedere la squadra gioire insieme è la cosa più importante"
"L'unica cosa che conta è vincere" in casa Juventus e oggi, domenica 19 aprile, più che mai. Dopo la frenata di Napoli, Como, Roma e Atalanta, i bianconeri hanno portato a casa i tre punti con le reti di David e Thuram. Proprio sull'esultanza del francese Spalletti, nel post partita, ha esordito dicendo: "Non so cosa abbiano combinato, però vederli gioire tutti insieme è la cosa più importante".
"È più bello vedere che quello che fa gol prende i compagni di squadra e condivide con loro quel momento", ha continuato Luciano Spalletti al termine della sfida all'Allianz Stadium contro il Bologna, valida per la 33esima giornata di Serie A. La Juve così si porta a -3 dalla seconda posizione, condivisa al momento da Milan e Napoli a quota 66 punti.
L'ANALISI DELLA PARTITA - L'allenatore della Juventus, poi, ha proseguito analizzando la gara: "Quello che non dovevamo sbagliare con i risultati di ieri. Le concorrenti dirette avevano il posticipo, stavolta c’eravamo noi. Italiano ha ragione quando dice che hanno giocato solo due giorni fa, so cosa vuol dire scendere da un aereo poco tempo fa per poi risalirci e giocare subito dopo. Non dovevamo sbagliare l’atteggiamento e mantenerlo, perché c’era la possibilità di prendere vantaggio dalle 3 partite che hanno giocato loro. Abbiamo tenuto alta l’intensità e siamo stati bravi, solo in alcuni momenti ci siamo abbassati, ma quello ce l’ha obbligato il Bologna, che è una grande squadra".
VINCERE - Sulla responsabiltà di riportare la Juventus alla vittoria, Spalletti ha concluso: "Ci sono delle responsabilità e delle pressioni alte. Abbiamo una squadra che offre un buon calcio, che si vuole bene e che si rendono disponibili a giocare tutti i momenti della partita. Per un allenatore è fondamentale. Poi se si ha un avversario di livello è normale concedere qualcosa, siamo sulla buona strada"
Bologna, Italiano: "Infortunio Bernardeschi? La colpa è mia"
Il Bologna cade in casa della Juventus e nel finale di partita rimane anche in 10 in campo dopo l'infortunio di Bernardeschi. Il numero 10 era entrato da pochi minuti e aveva occupato l'ultima sostituzione dei rossoblù, lasciando così i compagni con un uomo in meno sul finale. "La colpa è mia, ho visto quello che il pubblico ha fatto prima della partita, lo ha applaudito prima della sfida e l'ho messo per fargli prendere applausi dal suo stadio, mi spiace per com'è andata", ha spiegato Vincenzo Italiano a DAZN al termine della sfida.
Il Bologna ha creato diverse occasioni però i ragazzi sono arrivati con meno energie del solito dopo l'impegno in Europa League con l'Aston Villa. "Giochiamo contro una grande squadra che ha possibilità di preparare bene questa partita. Noi siamo scesi dall'aereo venerdì e non è un alibi ma è così. Loro con quel gol hanno indirizzato la partita, poi si complica tutto", ha commentato l'allenatore rossoblù.
SULLA PARTITA - Italiano ha continuato parlando del match e delle strategie che avevano preparato: "Nel primo tempo volevamo essere più aggressivi con i difensori, possiamo provare a fare qualcosa di diverso. Purtroppo in Coppa perdiamo con l'unica squadra che in questo mini torneo ci ha battuti, per il resto rimane il tentativo di crescere. Dobbiamo cercare di raggiungere qualcosa in più dell'ottavo posto".
Mancano ormai poche giornate alla fine di questo campionato e le ambizioni del Bologna sono ancora alte: "Il margine per migliorare c'è sempre, la stagione è finita. Possiamo cercare di crescere ma gli obiettivi sono chiari, volevamo arrivare ad aprile e giocarci ancora qualcosa e ce l'abbiamo fatto. Cerchiamo di fare il massimo possibile".
CONFERENZA STAMPA - Infine Italiano torna ancora su Bernardeschi anche in conferenza stampa: "Oggi ho messo Fede dentro perché Castro era stremato, ho cercato di metterlo in mezzo a cercare soluzioni. Quando sta bene è un giocatore di altissimo livello. Ancora una volta si riferma quando stava crescendo. Mi ha colpito lo stadio, come lo ha chiuso, ha lasciato un bel ricordo. Quest'anno si è presentato con umiltà, ha fatto gol e assist, si è tolto qualche soddisfazione. Siamo riusciti a recuperare un giocatore di grande valore".
Bernardeschi si infortuna appena entrato: ma il Bologna ha finito i cambi
Dura poco più di cinque minuti la partita di Federico Bernardeschi, entrato al 77' della sfida tra Juventus e Bologna. Problema muscolare per l'esterno offensivo di Italiano, che ha dovuto lasciare i suoi compagni in dieci uomini. ll Bologna, infatti, aveva esaurito i cambi.
L'ultimo era stato proprio lui, che però non è riuscito nemmeno a rimanere in campo per via dell'infortunio. Prima, invece, Italiano aveva inserito in campo Moro, Ferguson, Rowe e Heggem per Pobega, Sohm, Cambiaghi e Helland.
City-Arsenal, arrivo a pari punti? Cosa dice il regolamento e cosa può accadere
Non sappiamo se sia stato il sole - evento raro a Manchester - ma Guardiola è riuscito ancora a battere Arteta. All'Ethiad è finita 2-1 per i padroni di casa grazie alla magia di Cherki e al raddoppio di Haaland, separati dal pareggio di Havertz (complice un errore di Donnarumma). Unica nota negativa in casa Citizens è stata l'infortunio di Rodri, uscito a causa di un problema muscolare all'88'.
Durante la conferenza stampa pre-partita, l'allenatore spagnolo ha sottolineato come il clima di aprile aiuti la condizione fisica e, soprattutto, mentale dei suoi giocatori. E, in effetti, oggi, domenica 19 aprile, Haaland e compagni hanno dominato per larghi tratti, eccetto la prima parte del secondo tempo in cui l'Arsenal ha colpito anche un palo con Eze. Grazie a questa vittoria, il Manchester City si è portato a quota 67 punti in classifica, a -3 dai Gunners con una partita in meno. Ma se le due squadre dovessero chiudere la Premier League a pari punti - scenario tutt'altro che impossibile - come verrebbe decretato il vincitore?
COSA DICE IL REGOLAMENTO - Con questo successo, la squadra di Guardiola si è guadagnata la possibilità di andare a pari punti con l'Arsenal in classifica. Infatti, se dovesse ottenere i tre punti anche nel recupero con il Crystal Palace - data ancora da programmare considerando gli impegni in Conference League degli Eagles -, le due squadre andrebbero a pari punti. Ma cosa accadrebbe se entrambe dovessero vincere tutte le gare mancanti?
Secondo il regolamento della Premier League, il primo criterio da tenere in considerazione è la differenza reti. Attualmente il City è a +36, l'Arsenal +37. Una sola lunghezza di scarto che rende le ultime giornate potenzialemente decisive. Se la differenza reti dovesse risultare identica, si passa al secondo parametro: i gol fatti. In caso di ulteriore parità, si passerebbe agli scontri diretti. E con la vittoria di oggi, il Manchester City ha portato dalla sua parte il bilancio complessivo dopo l'1-1 dell'andata.
Empoli-Entella, espulsione diretta per Caserta: cos'è successo
Al 64' si accende la sfida tra Empoli ed Entella. Sugli sviluppi di una rimessa laterale per la squadra di Chiappella, Caserta trettiene Di Mario e viene successivamente espulso. Questa la decisione di Marinelli, che non ha cambiato idea. Secondo l'allenatore dell'Empoli il giocatore dell'Entella stava perdendo troppo tempo.
Caserta, però, non è stato l'unico ad essere sanzionato. Insieme a lui anche un collaboratore e Di Mario, punito invece con l'ammonizione per aver provocato il gesto dell'allenatore dell'Empoli.
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