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German Denis a Sky: "Brutto pensare al Mondiale senza l'Italia. Pio Esposito? Ripartire da profili come il suo"
German Denis a Sky: "Brutto pensare al Mondiale senza l'Italia. Pio Esposito? Ripartire da profili come il suo"
Intervistato a Sky Calcio Unplugged, il podcast interamente targato Sky condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi, German Denis, ex attaccante di Napoli, Atalanta e Udinese tra le tante, ha analizzato lo status attuale del nostro campionato, della Nazionale italiana, oltre a condividere un prezioso aneddoto su Diego Armando Maradona. 'El Tanque' ha esordito parlando proprio dell'ultima sfida di Champions League tra l'Atalanta e il Bayern Monaco al "Gewiss Stadium", vinta per 1-6 dalla squadra di Vincent Kompany. Le parole dell'argentino: "Devo dire che sicuramente il Bayern ha studiato bene l'Atalanta, anche perché sapeva che giocava a uomo a tutto campo. In certi momenti ho visto che andavano a cercare tutti gli spazi vuoti e, tra l'altro, portavano via soprattutto i difensori. Portando via i difensori, con la qualità che avevano i giocatori del Bayern, arrivavano spesso uno contro uno e alla fine risolvevano la situazione più facilmente di quello che si immaginava. Hanno una rosa troppo importante. Secondo me l'Atalanta con questo tipo di squadre a volte fa fatica, perché la qualità è altissima e non puoi sbagliare neanche una virgola: loro ti puniscono. E abbiamo visto che anche in mezza occasione riuscivano a risolvere". SULLA NAZIONALE - "Bisogna dire che a volte contano molto anche gli aspetti mentali. Si percepisce una certa paura all'idea che l'Italia possa non partecipare a un altro Mondiale. Io parlo da argentino: un Mondiale senza l'Italia sembra che manchi qualcosa. È difficile da spiegare. Sicuramente ci sono diversi fattori. Si può parlare anche della formazione dei giovani: forse bisogna ritrovare giocatori con lo stesso forte attaccamento alla Nazionale che c'era in passato". Denis poi si esprime così sui possibili attaccanti che possono incidere nella prossima sfida contro l'Irlanda del Nord: "Negli ultimi tempi però vedo segnali positivi: Pio Esposito, Scamacca e anche Retegui sono attaccanti interessanti. È stato un periodo particolare, ma credo che la componente mentale abbia inciso molto. Quando un giocatore ha questo pensiero in testa può pesare. Non ho comunque dubbi che l'Italia possa farcela, perché ha una rosa con giocatori di esperienza e di grande personalità." SULLA SERIE A ODIERNA - Arrivato in Italia nell'estate del 2008, nel Napoli allenato da Reja prima, e da Donadoni poi, German Denis da spettatore, nota alcune differenze con l'attuale status del nostro campionato: "Quando sono arrivato a Napoli mi è capitato di affrontare il Milan con Dida, Maldini, Nesta, Gattuso, Pirlo, Pato e Ronaldinho. In quegli anni ogni squadra di Serie A aveva almeno un grande campione. Anche all'Udinese, quando sono arrivato, c'era Di Natale: oggi attaccanti come lui non se ne vedono molti. Oggi però è cambiato molto. Dal punto di vista fisico i giocatori sono molto più strutturati. Però a livello di gioco secondo me qualcosa è cambiato rispetto a prima. È difficile fare paragoni, ma questa è la mia sensazione". Oggi Denis fa parte del settore giovanile del Monza, occupandosi della crescita dei giovani calciatori. Proprio su questo aspetto 'El Tanque' concentra la sua analisi: "Non è semplice diventare allenatore, serve tempo ed esperienza. Io lavoro con i ragazzi dall'Under 15 fino alla Primavera e il nostro compito principale è formarli. Dobbiamo trasmettere la nostra esperienza e cercare di aiutarli a crescere. L'Italia ha un potenziale enorme: escono tanti giovani di talento, ma bisogna accompagnarli nel loro percorso". Su Pio Esposito: "Negli ultimi tempi, se parliamo di attaccanti, a me lui piace molto. È un ragazzo che si è adattato bene, lavora sia in fase di possesso che di non possesso e difende con grande disponibilità. In una coppia d'attacco, magari accanto a giocatori come Thuram o Lautaro, potrebbe integrarsi molto bene. Bisogna partire da profili come il suo e aiutarli a crescere". L'ANEDDOTO SU MARADONA - Non solo l'idolo d'infanzia, ma anche fautore della sua prima convocazione in Albiceleste. German Denis ricorda così Diego Armando Maradona, con un simpatico aneddoto avvenuto durante la sua esperienza a Napoli: "Ero a Napoli quando un giorno mi squilla il telefono: numero argentino. Rispondo e sento: 'Ciao Germán, sono Diego Maradona'. Non ci ho creduto e ho risposto scherzando: 'Sì, certo… e io sono Pelé', poi ho attaccato (ride, ndr)". 'El Tanque' continua così: "Dopo due minuti richiama lo stesso numero. Rispondo di nuovo e capisco subito che era davvero lui. Mi disse: 'Sono Maradona'. A quel punto mi sono scusato subito. Lui mi chiamava per convocarmi in Nazionale. Quando poi sono arrivato in albergo con la squadra, davanti a tutti ha raccontato l'episodio dicendo: 'Questo qui non voleva rispondere al telefono'. Era la mia prima convocazione e c'erano tutti, anche Messi. Avrei voluto sprofondare dall'imbarazzo, ma sono ricordi bellissimi."
Grifo: "Nazionale? Darò tutto per mettermi ancora questa maglia"
Grifo: "Nazionale? Darò tutto per mettermi ancora questa maglia"
La storia di Vincenzo Grifo è quella di un calciatore cresciuto tra due Paesi, Germania e Italia. Con il tempo si è fatto conoscere per la sua qualità in campo e per i suoi calci piazzati, diventando un punto di riferimento del Friburgo. Ospite del podcast Sky Calcio Unplugged, Grifo si è raccontato tra carriera, scelte importanti e il suo legame con il calcio italiano. Grifo ha iniziato il suo intervento svelando un sogno, il ritorno in Nazionale: "No, non è ancora arrivato qualche segnale. Però io ci spero e credo sempre, perché uno ci deve credere sempre, specialmente quando uno ha voglia ed è carico. Però alla fine accetto tutto quello che dice il mister. Io darò tutto per mettermi questa maglia ancora qualche volta". IL BAYERN MONACO E IL SUO FRIBURGO: LE PAROLE DI GRIFO - Dalla Nazionale al calcio di club, Grifo racconta come ha vissuto la sfida tra Italia e Germania in Champions League, tra Atalanta e Bayern Monaco: "Mi ha fatto male il cuore perché io negli spogliatoi dicevo che contro una squadra italiana non sarà tanto facile fare gol, che non sarà facile giocare contro l'Atalanta che sta bene, che è una squadra molto brava con tanti talenti e anche con giocatori con esperienza, con tanta qualità. Poi, alla fine, quando ho visto che hanno fatto 1-6 (non l'ho guardata tutta), poi il giorno dopo quando mi sono alzato ho detto 'mamma mia, ora negli spogliatoi mi diranno sicuramente 2/3 parole...'". Grifo racconta il Bayern Monaco, la squadra che domina in Bundesliga: "Io dico tutti e 11, dal portiere fino a Kane che non ha giocato. Si vede che qualità e potenza hanno. Olise è un fuoriclasse, un fenomeno. Però poi c'è anche Díaz. Ti danno sempre fastidio nell'1 vs 1. Poi c'è Kimmich che già da tanti anni ha quel ritmo, sa cosa deve fare in Champions League. Poi tutto il resto con Gnabry, Stanisic. Hanno proprio una potenza quest'anno... questa voglia di vincere, questa cattiveria anche nel pressing. Quello che mi ha fatto male è stato vedere l'Atalanta che giocava 1 vs 1 dal campo, e se giochi questo calcio contro il Bayern Monaco... non ce la fai proprio a difendere tutto. Mi ha fatto male vedere come hanno fatto i gol". CALCIO TEDESCO E CALCIO ITALIANO: LE DIFFERENZE - "La differenza tra i calcio italiano e quello della Bundesliga, per me è che in Italia c'è molta tattica e non fanno quei chilometri che facciamo noi. Da noi in Bundesliga un attaccante, un'ala fa 11/12 Km perché deve lavorare e c'è molta intensità. Invece in Italia non si vede perché è più tattica. Anche tecnicamente mi piace molto l'Italia perché siano giocare tutti, però la potenza e l'intensità in Germania è un po' più alta. Per questo si è vista un po' la differenza tra il Bayern e l'Atalanta, perché uno da fuori dice 'l'Atalanta quest'anno fa un bel campionato, sono ancora in Champions, bravi'. Se vedi solo i giocatori dici che l'Atalanta ci sta a quel livello, però poi alla fine quell'intensità ce l'hanno i tedeschi" ha analizzato Vincenzo Grifo. Il mondo del Friburgo: "Noi a Friburgo non abbiamo quei giocatori che sono dei fenomeni come Kane o Gnabry, come a Dortmund con Nmecha. Noi a Friburgo siamo una squadra con il senso del gruppo, abbiamo orgoglio e siamo una squadra unita. Solo così ce la possiamo fare perché noi non abbiamo quella qualità che ha il Bayern o anche il Lipsia con Diomande, quei giocatori capaci di vincere le partite da soli". In chiusura, un'esultanza per il 106esimo gol con il Friburgo: "Farò finta di mangiare la pizza". Giocare in Italia è una possibilità? La risposta di Grifo: "Io seguo il calcio italiano quando posso. Ogni tanto non mi capita perché ho 2 bambini qua che non mi fanno guardare il calcio, e poi mia moglie è incinta e sta arrivando il terzo. Quando posso guardo il calcio italiano. Non si sa mai, l'amore per l'Italia e per le squadre italiane ce l'ho. Ora aspettiamo".
Insigne a Sky: "Io vicino al ritorno al Napoli. Nazionale? Non sopporterei un altro Mondiale senza Italia"
Insigne a Sky: "Io vicino al ritorno al Napoli. Nazionale? Non sopporterei un altro Mondiale senza Italia"
Lorenzo Insigne si racconta a Sky Calcio Unplugged, podcast interamente targato Sky, condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi. L'attaccante classe '91, tornato a Pescara nell'ultima sessione di mercato, ha esordito proprio raccontando le emozioni, e le sensazioni di questo trasferimento: "Qui sto benissimo. Sono contento del mio rientro in Italia, ma soprattutto giocare con la maglia del Pescara". L'ex Napoli sposta subito il focus sulle impressioni del campionato italiano, dopo quattro anni e mezzo di assenza: "Mi è mancata molto la passione, quella che si sente in Italia non la trovi facilmente in giro. Poi io sono abituato a giocare sotto pressione (ride, ndr), rendo di più.". IINSIGNE SULLA NAZIONALE - "Forse c'è meno talento rispetto a prima, però ci sono tanti giovani che si stanno mettendo in mostra come Vergara del Napoli: è un peccato che si sia fatto male proprio adesso. Sicuramente il mister (Gattuso) avrà visto tante partite nell'ultimo periodo e saprà fare le scelte giuste. In questo momento abbiamo bisogno di giocatori pronti, che riescano a portarci al Mondiale". Continua: "Credo che adesso bisogna scendere in campo con tanta grinta e cuore, perché noi abbiamo vinto un Europeo (2021) così, creando un grande gruppo. Mister Gattuso su questo è molto bravo, io ho lavorato un anno con lui e saprà tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Spero che raggiungeremo questo traguardo che manca da tanto, non posso immaginare un altro Mondiale senza Italia, fa male". E su Bernardeschi, ex compagno di squadra al Toronto, tornato protagonista in Serie A con la maglia del Bologna, Insigne risponde così su una possibile convocazione: "Vista anche la partita di ieri (Bologna-Roma), dove ha fatto un'ottima prestazione, di Federico non le scopriamo oggi le qualità. Se sta bene fisicamente e riceverà questa chiamata può dare una mano con la sua grande esperienza, parliamo di un ragazzo d'oro". SUL POSSIBILE TRASFERIMENTO ALLA LAZIO - "Per quanto riguarda la Lazio, io parlai con il mister (Sarri). Alla fine non si è fatto nulla, loro hanno fatto altre scelte. Non me la sono presa, io accetto le scelte di tutti, sono un professionista e fa parte del nostro lavoro". Prima del ritorno a Pescara, Insigne è stato vicino a un altro bis, quello con il Napoli. Le sue parole: "Sono stato vicino al ritorno a Napoli, non l'ho mai nascosto. Sono stato contattato a quindici giorni dalla chiusura del mercato. Non vi dico il mio cuore come andava in quei giorni. Alla fine hanno scelto di prendere un giocatore più pronto. Io sono sempre rimasto sereno, perché conosco le mie qualità e sapevo che un'opportunità sarebbe arrivata. Sono tornato in Serie B è vero, però nella mia vita ho fatto tanti sacrifici, e ho sempre ringraziato il presidente, Verratti, Sebastiani, Foggia che mi hanno permesso di rimettermi in gioco. Il mio obiettivo adesso è quello di riuscire a salvare il Pescara, il futuro si vedrà". Tutta l'emozione provata da Insigne dopo il primo gol dopo il suo ritorno: "Mi sono venuti in mente tanti ricordi, erano otto mesi che non giocavo, e soffrivo guardando le partite dal divano. Un'emozione incredibile, perché credo che in qualsiasi categoria, Serie A, B o C, quando uno sta fermoe torna al gol è bellissimo".
Lazio, Fabiani: "Crediamo nel progetto di Sarri, siamo molto affezionati a questa persona"
Lazio, Fabiani: "Crediamo nel progetto di Sarri, siamo molto affezionati a questa persona"
Nella stagione del ritorno di Sarri, la Lazio sta conducendo un campionato da metà classifica. Decimo posto, con una sfida affascinante contro il Milan all'orizzonte. I biancocelesti hanno dovuto superare qualche difficoltà, ma sono riusciti anche a prendersi delle belle soddisfazioni, come la vittoria per 1-0 contro la Juventus firmata Basic, o il raggiungimento delle semifinali di Coppa Italia. Proprio dell'operato di Maruzio Sarri ha parlato il direttore sportivo Angelo Fabiani ai microfoni di Sky Sport: "Abbiamo un contratto che prevede due anni più uno di opzione. E abbiamo addirittura tolto quell'opzione sia a lui che allo staff proprio perché crediamo nel progetto di Sarri. Questo nuovo percorso l'abbiamo iniziato con lui e vorremmo finirlo con lui. I rapporti belli, anche quelli di coppia, sono belli quelli che a volte sono anche un po' conflittuali. Perché mantengono in vita il rapporto. Quei rapporti di grande indifferenza non sono dei grandi rapporti" ha proseguito il direttore sportivo biancoceleste. LE PAROLE DI FABIANI SU SARRI - Fabiani ha aggiunto: "Prendo questo modus che abbiamo noi e che ha Sarri di manifestare come un rapporto teso a migliorare, a spronare. Chiamiamola critica costruttiva. Nulla di nuovo sotto il sole, se non che il Sarrismo è anche questo, ma noi siamo molto affezionati a questa persona innanzitutto e poi a questo allenatore". Nella parte conclusiva dell'intervista, il ds della Lazio ha dichiarato: "Dopodiché ci sono tante chiacchiere, tante dicerie: Tizio sta contro Caio, Caio sta contro Sempronio... noi dobbiamo dire che dal punto di vista dell'operatività oggettiva, siamo tutti sintonizzati. Facciamo il tifo per Sarri e io son convinto che Sarri faccia il tifo per i suoi ragazzi. I suoi ragazzi fanno il tifo per i tifosi, per la società e quant'altro. Dobbiamo andare sui fatti concreti e oggettivi".
Torino-Parma, Cremaschi esce in lacrime: cosa è successo
Torino-Parma, Cremaschi esce in lacrime: cosa è successo
Brutte notizie per il Parma, che dopo il gol del vantaggio firmato da Giovanni Simeone dopo soli tre minuti dall'inizio del match, deve fare i conti con l'infortunio dello statunitense, Benjamin Cremaschi, con quest'ultimo che ha lasciato il terreno dell'Olimpico in lacrime e con le mani poggiate sul volto. Al suo posto Carlos Cuesta ha scelto Britschgi per sostituire l'esterno. Nessun cambio d'assetto dunque per gli emiliani, che adesso dovranno provare a recuperare il risultato. COSA È SUCCESSO - Intorno al decimo minuto di gioco, Vlasic e Cremaschi si scontrano in un contrasto di gioco, con l'esterno di Cuesta che ha avuto la peggio nel duello. Lo statunitense infatti è rimasto a terra, con l'arbitro che ha dovuto richiamare i medici per consentire le immediate cure. Tutti attorno a lui per capire cosa sia successo: da Sorensen a Circati e Mandela Keita, ma nonostante l'intervento dei medici, Cremaschi non se l'è sentita di continuare.
Atalanta, Éderson torna tra i convocati di Palladino
Atalanta, Éderson torna tra i convocati di Palladino
Buone notizie per l’Atalanta in vista della prossima sfida di campionato contro l'Inter. Éderson torna infatti tra i convocati dopo aver saltato le ultime sei partite. L’ultima presenza del centrocampista brasiliano risale alla gara d’andata contro il Borussia Dortmund, dopodiché un affaticamento di natura muscolare lo aveva costretto ai box nelle settimane successive. A riportarlo è Sky Sport. Il rientro rappresenta un’importante alternativa per la mediana nerazzurra, anche se il giocatore dovrebbe partire inizialmente dalla panchina. Lo staff tecnico preferisce infatti reinserirlo gradualmente dopo il lungo stop. Restano invece da valutare le condizioni di Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori. Entrambi i giocatori partiranno comunque per il ritiro della squadra a Milano, ma la decisione definitiva sulla loro presenza in panchina verrà presa soltanto nella mattinata di domani. Lo staff medico vuole infatti monitorare fino all’ultimo le loro condizioni prima di sciogliere i dubbi sulla convocazione ufficiale per la gara.
Tottenham, Tudor: "Un nuovo allenatore non risolverà i problemi. Nessuna magia nera su questo club"
Tottenham, Tudor: "Un nuovo allenatore non risolverà i problemi. Nessuna magia nera su questo club"
Il pesante ko in Champions League riaccende la pressione su Igor Tudor, ma l'allenatore del Tottenham respinge le critiche e lancia un messaggio chiaro: cambiare allenatore non basterebbe per risolvere le difficoltà del club. Gli Spurs arrivano infatti dalla sconfitta per 5-2 contro l’Atlético Madrid negli ottavi di finale di andata di Champions League, una gara segnata da un avvio complicatissimo. Dopo appena 17 minuti il portiere di riserva Antonín Kinský è stato sostituito in seguito a due gravi errori che hanno indirizzato la partita, contribuendo a rendere ancora più pesante il passivo finale. Il risultato ha inevitabilmente alimentato le critiche nei confronti dell’allenatore croato, con parte dell’ambiente che invoca un cambio in panchina. Tudor, però, non è d’accordo con questa lettura e ritiene che i problemi della squadra siano più profondi. "La gente pensa che arriverà un nuovo allenatore, le cose cambieranno e i problemi si risolveranno. Mi fa ridere", ha dichiarato a Sky Sports. "Quando le persone vogliono un nuovo allenatore è perché cercano una nuova speranza. Si spera sempre che tutto cambi, ma la realtà è totalmente diversa". In conferenza stampa Tudor ha poi voluto parlare dei suoi giocatori, invitandoli a non fare le vittime: "Cerco sempre di dire ai giocatori di non fare le vittime e di non pensare che non sia colpa loro, ma che tutto vada addossato al caso", ha spiegato. "Potrebbe esserci un problema più grande di queste sconfitte se si pensa in questo modo. Non c’è nessuna magia nera su questo club o altre c***ate del genere".
Serie A, le formazioni ufficiali di Torino-Parma: le scelte degli allenatori
Serie A, le formazioni ufficiali di Torino-Parma: le scelte degli allenatori
Torino e Parma aprono il ventinovesimo turno di Serie A sfidandosi allo stadio Olimpico Grande Torino alle 20:45 di venerdì 13 marzo 2026. Punti preziosi in ottica salvezza in palio, con la squadra granata che vuole tornare a vincere. Dal cambio in panchina, infatti, il Torino ha vinto per 2-0 contro la Lazio ma nella trasferta di Napoli è tornato a non fare punti. L'obiettivo di D'Aversa è quello di tornare a farne davanti al proprio pubblico. Dall'altra parte, però, c'è il Parma di Cuesta che ha 4 punti in più dei granata e si trova in una posizione di classifica più tranquilla. 34 punti in 28 giornate e, soprattutto, cinque risultati utili consecutivi. Tre successi in fila contro Bologna, Verona e Milan accompagnati da due pareggi nelle ultime due contro Cagliari e Fiorentina. Di seguito le formazioni ufficiali della sfida valida per il ventinovesimo turno di Serie A Le formazioni ufficiali TORINO (3-4-2-1): Paleari; Coco, Ismajili, Ebosse; Pedersen, Ilkhan, Gineitis, Obrador; Adams, Vlasic; Simeone. Allenatore: Roberto D'Aversa A disposizione: in attesa PARMA (3-5-1-1): Suzuki; Delprato, Troilo, Circati; Cremaschi, Ordonez, Keita, Sorensen, Valeri; Strefezza; Pellegrino. Allenatore: Carlos Cuesta A disposizione:  Dove vederla in tv La sfida tra Torino e Parma, valida per la ventinovesima giornata di Serie A, è in programma alle ore 20:45 di venerdì 13 marzo 2026 allo stadio Olimpico Grande Torino. Il match sarà visibile in diretta su Sky Sport 251 e in streaming su DAZN, NOW TV e Sky Go.
Juventus, Vlahovic non convocato per l'Udinese
Juventus, Vlahovic non convocato per l'Udinese
Ancora una partita di stop per Dusan Vlahovic, che non sarà convocato per la partita contro l'Udinese. L'attaccante serbo sta recuperando dal problema muscolare che l'aveva fermato ormai 4 mesi fa. A riportarlo è Sky Sport. Luciano Spalletti, però, non lo avrà a disposizione per la trasferta del BluEnergy Stadium di sabato 14 marzo, nonostante il giocatore abbia recuperato con gli allenamenti in gruppo dell'ultima settimana. L'ultima presenza di Vlahovic con la maglia della Juventus risale al 29 novembre 2025 nel match contro il Cagliari, dove è stato sostituito al minuto 31' da Jonathan David in seguito alla conclusione che gli ha causato l'infortunio muscolare. Resta da vedere se sarà a disposizione di Spalletti per la partita di sabato 21 marzo contro il Sassuolo. Invece, dovrebbe tornare tra i convocati Arkadiusz Milik: l'attaccante polacco era nella lista della Juventus soltanto nella partita di andata contro la Roma, dove aveva nuovamente subito un infortunio.
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