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Fiorentina, Vanoli: "Il mio lavoro finisce a fine stagione, potremo giudicare soltanto lì"
La Fiorentina si appresta ad affrontare la gara di ritorno contro il Raków. Dopo la vittoria per 2-1 all'andata, la squadra di Vanoli volerà in Polonia per portare a casa la qualificazione per i quarti di finale.L'allenatore della Viola ha parlato così ai microfoni di Sky Sport: "Le vittorie aiutano a crescere e a dare autostima. Lo scontro diretto contro la Cremonese ci ha aiutato a raggiungere un risultato importante. Ora dobbiamo essere bravi a capire che è stato uno step”.
Ha poi aggiunto: “Stiamo cercando la continuità da quando sono arrivato. La bravura è recuperare le energie per questa partita, che ha avuto una preparazione di soli 2 giorni. Le prepari più attraverso i video che sul campo. Dobbiamo crescere a livello di mentalità, perché anche con la Cremonese, appena abbiamo calato l’intensità, ci hanno segnato subito”. Vanoli ha inoltre parlato dei suoi attaccanti, Kean e Piccoli: "Kean? Sta bene, domani ci sarà sia dall’inizio che dalla panchina. Per quanto riguarda Piccoli è un diamante grezzo, un ragazzo eccezionale che a volte viene fermato dalla voglia di imparare. È un investimento importante, ha avuto la fortuna di giocare molto quest’anno. Il gol che ha fatto lunedì arriva da un doppio attacco alla profondità".
LE PAROLE DI VANOLI IN CONFERENZA STAMPA - "Come stiamo a livello mentale? Vincere ti dà fiducia, ora dobbiamo capire che quello è passato e che ora ci giochiamo la qualificazione contro un avversario che ci ha messo in difficoltà anche all’andata. Dobbiamo essere bravi a recuperare le energie” ha aggiunto Vanoli in conferenza stampa.
SULLA SOSTA - “Sosta? Non guardo più avanti della partita di domani. Abbiamo sempre detto che è una competizione a cui teniamo e che rispettiamo. Sulle scelte, si cerca sempre di mettere in campo la miglior formazione".
L'allentore della Fiorentina ha proseguito: “Anche quando eravamo in un momento difficile della stagione e della classifica ho sempre detto di guardare partita per partita. Quando si va avanti in una competizione trovi momenti positivi e negativi, ora affrontiamo questa partita con un morale diverso, dobbiamo essere solo bravi a dare tutto domani e pensare solo a quello".
SUGLI AVVERSARI - “Rakow? Affrontiamo una squadra tignosa, che sa difendersi e attaccare gli spazi in campo aperto. Dobbiamo essere attenti e concentrati, quel piccolo vantaggio che abbiamo preso vale poco in Europa".
Vanoli ha poi aggiunto: "Rispetto allo Jagiellonia? Sono due squadre che hanno in comune l’aggressione, il pressare in avanti. Nella fase di possesso hanno giocatori diversi, lo Jagiellonia aveva un po’ più di qualità, mentre il Rakow ha più gamba. È un sistema di gioco adatto alla loro rosa. Il campionato polacco è in crescita”
IL LAVORO DI VANOLI - "Il mio lavoro finisce a fine stagione, potremo giudicare soltanto lì. Abbiamo fatto un percorso di alti e bassi, la Fiorentina non si merita questo, ci abbiamo messo un po’ a capire come si potesse uscire. Con la vittoria di Cremona abbiamo fatto un altro passo. Il nostro obiettivo lo abbiamo ben chiaro, ci mancano 9 partite dove abbiamo ancora 10 punti da fare per la salvezza. Dobbiamo essere concentrati su quello. Poi la valutazione del mio lavoro non passa da me, sarò soddisfatto quando raggiungerò definitivamente il nostro obiettivo".
SUI SINGOLI - “Kean? Quando è venuto in panchina è perché era disponibile anche dall’inizio. A Cremona ho dovuto togliere Ranieri perché aveva i crampi. Domani è a disposizione, decideremo se farlo partire dall’inizio o dalla panchina. Chi al posto di Fagioli? Non abbiamo un giocatore con le sue stesse caratteristiche, ci sono giocatori che lo possono sostituire con qualità diverse. Da Ndour a Mandragora, che ha giocato molto bene la partita di andata. Ogni giocatore ha il suo modo di interpretare il ruolo, ci vuole sempre un equilibrio”
Infine ha conclcuso: "Gosens sta bene fortunatamente, sarà con noi. In questo periodo è in crescita. In quel ruolo Balbo, quando ha giocato in Coppa Italia, ha dimostrato che può darci una mano. Poi abbiamo anche Parisi che ci aiuta”
PSG, grave distorsione alla caviglia per Barcola: out per le prossime settimane
Dopo una grande partita arrivano brutte notizie per il PSG, che perde Bradley Barcola. L'esterno francese è stato protagonista con un grande gol a inizio gara contotro il Chelsea, poi però è uscito lasciando il posto a Doué al 59'. Come comunicato dal clu all'indomani della sfida, il classe 2002 ha riportato una grave distorsione alla caviglia.
Non sono stati resi noti dal Paris Saint-Germain i tempi di recupero dall'infortunio, ma di certo dovrà rimanere ai box per le prossime settimane. Con ogni probabilità, quindi, non sarà a disposizione di Deschamps durante la sosta per le nazionali. Da capire se potrà essere in campo per i quarti di Champions, che i campioni d'Europa in carica giocheranno contro una tra Liverpool e Galatasaray.
IL COMUNICATO DEL PSG - Di seguito la nota ufficiale del club sulle condizioni del giocatore: "A causa di una grave distorsione ai legamenti della caviglia destra subita durante la partita di ieri contro il Chelsea, Bradley Barcola non sarà disponibile per le prossime settimane".
Barcellona-Newcastle, le formazioni ufficiali
Barcellona e Newcastle si ritrovano dopo il pareggio dell’andata degli ottavi di finale di Champions League, che ha lasciato tutto aperto in vista del ritorno. I blaugrana puntano ora a sfruttare il fattore Camp Nou per chiudere la qualificazione davanti al proprio pubblico, forti di una tradizione favorevole nei doppi confronti europei dopo un pareggio esterno. La squadra di Flick arriva inoltre con grande fiducia all’appuntamento, dopo il convincente 5-2 rifilato al Siviglia nell’ultimo turno di Liga, risultato che ha permesso di mantenere il primato in classifica.
Dall’altra parte, il Newcastle si presenta in Spagna con entusiasmo e ambizione. I Magpies hanno recentemente superato il Chelsea in trasferta, confermando il buon momento di forma e una solidità crescente anche in ambito europeo. La squadra inglese è infatti imbattuta da sei gare in Champions League e sogna un’impresa storica: vincere significherebbe ottenere due successi consecutivi in trasferta nella competizione, traguardo mai raggiunto prima dal club.
LE FORMAZIONI UFFICIALI DI BARCELLONA-NEWCASTLE – Le scelte ufficiali di Flick e Howe.
BARCELLONA (4-2-3-1): Joan Garcia; Eric García, Cubarsí, Gerard Martín, Cancelo; Marc Bernal, Pedri; Yamal, Fermín Lopez, Raphinha; Lewandowski. Allenatore: Hansi Flick
A disposizione: Szczesny, Kochen, Araújo, Gavi, Ferran Torres, Rashford, Casadó, Olmo, Bardsghji, Cortes, Xavi Espart, Marques
NEWCASTLE (4-3-3): Ramsdale; Trippier, Thiaw, Burn, Hall; Joelinton, Tonali, Ramsey; Elanga, Gordon, Barnes. Allenatore: Eddie Howe
A disposizione: Pope, Ruddy, Harris, Botman, Wissa, Osula, Livramento, J. Murphy, Woltemade, Willock, A. Murphy, Neave
DOVE VEDERE BARCELLONA-NEWCASTLE IN TV E STREAMING – La sfida tra Barcellona e Newcastle si giocherà questa sera, mercoledì 18 marzo, con calcio d’inizio alle ore 18:45. Il match sarà visibile in diretta TV su Sky Sport e in streaming su Sky Go e Now TV.
Atalanta, la probabile formazione contro il Bayern Monaco
Manca sempre meno all'ottavo di finale di ritorno di Champions League tra l'Atalanta e il Bayern Monaco. All'andata a Bergamo gli uomini di Kompany ha vinto 6-1. Serivrà un'impresa ai nerazzurri, che per sperare nei supplementari dovranno vincere con 5 gol di vantaggio in casa dei bavaresi.
Nel match contro il club tedesco Raffaele Palladino dovrebbe schierare per la prima volta in stagione Bakker. In mezzo al campo, invece, tornerà Ederson con accanto Pasalic. In avanti, Krstovic in vantaggio rispetto a Scamacca.
LE SCELTE DI PALLADINO - Per la gara contro il Bayern Monaco, Palladino schiererà la sua Atalanta con il solito 3-4-2-1. In porta ci sarà Carnesecchi con davanti il trio composto da Scalvini, Hien, Ahanor. Sulle fasce, poi, Bellanova a destra e Bakker a sinstra. In mezzo al campo spazio al duo Ederson-Pasalic. Dietro a Krstovic, che agirà da centravanti, ci saranno Sulemana e De Ketelaere.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Ahanor; Bellanova, Ederson, Pasalic, Bakker; De Ketelaere, Sulemana; Krstovic. Allenatore: Palladino
DOVE VEDERE LA PARTITA IN STREAMING E TV - La gara tra Bayern Monaco e Atalanta, valida come ritorno degli ottavi di finale di Champions League e in programma per mercoledì 18 marzo alle 21:00, sarà visibile su SkySport. Lo streaming, invece, sarà disponibile tramite SkyGo
Bayern Monaco, la probabile formazione contro l'Atalanta
La Champions League si avvicina alla conclusione degli ottavi di finale, con gli ultimi incontri che stabiliranno gli accoppiamenti per i quarti di finale. Il Bayern Monaco si prepara a scendere in campo per il ritorno del match contro l'Atalanta dopo il 6-1 dell'andata a Bergamo. I bavaresi, dunque, partono con un largo vantaggio e puntano a difendere un risultato già molto positivo: ai quarti di finale affronterebbero il Real Madrid.
Per la gara contro i nerazzurri, il Bayern ha affrontato in questi giorni una vera e propria emergenza tra i pali. Dopo l'infortunio di Neuer, all'andata ha giocato il secondo portiere Jonas Urbig, che però proprio contro l'Atalanta aveva rimediato una commozione cerebrale. In campionato, contro il Bayer Leverkusen, è sceso in campo Ulreich, infortunandosi e lasciando così i bavaresi in emergenza verso la gara di domani, 18 marzo.
Per la gara con l'Atalanta Urbig potrebbe recuperare, ma in caso non dovesse farcela è pronto il classe 2009 Leonard Prescott, giovane dell'U19 bavarese convocato in prima squadra negli ultimi due match. Oltre al nodo portiere, Kompany potrebbe cambiare alcuni titolari rispetto alla partita di andata: di seguito le sue possibili scelte.
LA PROBABILE FORMAZIONE DEL BAYERN MONACO - Come anticipato, Urbig potrebbe tornare dal primo minuto, e davanti a lui vanno verso la titolarità Stanisic, Tah, Kim e Bischof. Davanti alla difesa spazio a Pavlovic e Goretzka, mentre sulla trequarti dovrebbero agire Karl, Gnabry e Luis Diaz a supporto di Nico Jackson.
BAYERN MONACO (4-2-3-1, probabile formazione): Urbig; Stanisic, Tah, Kim, Bischof; Pavlovic, Goretzka; Karl, Gnabry, Diaz; Jackson. Allenatore: Kompany.
DOVE VEDERE BAYERN MONACO-ATALANTA - Bayern Monaco e Atalanta si sfidano mercoledì 18 marzo all'Allianz Arena di Monaco di Baviera, fischio d'inizio alle 21. Il match sarà visibile in diretta tv e streaming tramite l'app Amazon Prime Video.
Cremonese, Marco Giampaolo è il nuovo allenatore: è ufficiale
Mancava solo l'ufficialità, che alla fine è arrivata: Marco Giampaolo è il nuovo allenatore della Cremonese. Sarà lui a guidare il club dopo l'esonero di Davide Nicola, con il compito di raggiungere la salvezza.
Dopo un girone d'andata sorprendente, la Cremonese ha subito una forte battuta d'arresto. Una vittoria in campionato manca da dicembre e la squadra è scivolata pian piano fino al diciottesimo posto in classifica, a ventiquattro punti.
Per questo la società ha deciso di cambiare allenatore, puntando su Giampaolo. Per l'italiano si tratta di un ritorno in grigiorosso dopo l'esperienza nel 2015, cui hanno fatto seguito quelle all'Empoli, alla Sampdoria, al Milan, al Torino, di nuovo alla Sampdoria e l'ultima con il Lecce.
IL COMUNICATO - Questo il comunicato diffuso sui propri canali dal club: "U.S. Cremonese comunica di aver affidato a Marco Giampaolo l’incarico di allenatore della prima squadra. Con 345 partite in Serie A in venti anni di carriera, il tecnico abruzzese è uno dei più esperti del massimo campionato grazie alle esperienze vissute alla guida di Cagliari, Siena, Catania, Cesena, Empoli, Sampdoria, Milan, Torino e Lecce. Per lui si tratta di un ritorno in grigiorosso dopo l’esperienza in Serie C del 2014-15. La proprietà e la società danno il bentornato al nuovo tecnico e gli augurano buon lavoro".
Rossonero da sempre, ora cresce e sogna col Milan: chi è Mattia Angelicchio
Ci sono storie che nascono ancora prima di quanto immaginiamo. E quella di Mattia Angelicchio con il Milan, in un certo senso, fa parte di queste. Centrocampista classe 2009, ora sta crescendo da sotto età della Primavera di Renna, con cui ha segnato il suo primo gol all'esordio da titolare. Ma come dicevamo, il suo percorso è cominciato decisamente prima. A soli cinque anni, infatti, Mattia arriva in rossonero e da allora non lascia più quella maglia che ha indossato ancora prima di entrare nel mondo del calcio. Già, perché il legame con il Milan è uno dei più forti anche e soprattutto grazie al papà Francesco, grande tifoso rossonero da sempre.
È proprio il percorso a fare la differenza per il centrocampista. Il talento di Angelicchio non è passato di certo inosservato neanche lontano da Milano: nei mesi scorsi, infatti, il Como aveva pensato a lui come acquisto in prospettiva visto il potenziale, ma a ottobre 2025 è arrivata una risposta netta, che ha segnato una nuova tappa cruciale. A 16 anni, Angelicchio firma il suo primo contratto da professionista in rossonero, ulteriore segnale della fiducia della società, che vuole coltivare un talento cresciuto per anni proprio al Milan.
Ma il Como non è l’unico ad accorgersi di lui. Oltre alla maglia rossonera, il classe 2009 indossa quella della Nazionale già dall’Under 15, e ora si prepara a tornare in azzurro nei prossimi giorni per lo stage in occasione delle pre-qualificazioni all’Europeo con l’U17 di Franceschini. L’Italia, dunque, è un’altra conferma del talento e della grande maturità di Angelicchio, che sta vivendo un campionato intero da sotto età in Primavera, e rappresenta il vero e proprio emblema del progetto Milan Futuro, che nell’ortica del responsabile del settore giovanile Vergine punta soprattutto sulla crescita ancor prima dei risultati.
IL MILAN DA SEMPRE - Come dicevamo, il cammino rossonero del giovane centrocampista comincia ancora prima dei suoi primi passi nel club. Il legame del padre con il Milan è forte, una storia di tifo che va avanti da diversi anni con passione, la stessa trasmessa a Mattia fin da piccolo: crescendo, infatti, studia le storie di simboli come Baresi e Maldini, diventati presto modelli per la sua carriera. E quando inizia a vestire quella maglia a soli cinque anni, nasce una nuova storia che lo vede protagonista fin da piccolo. In ogni categoria, infatti, Angelicchio ha sempre guidato i compagni indossando la fascia da capitano, crescendo in fretta dal punto di vista della responsabilità e mostrando soprattutto grandi capacità sotto pressione.
Anche quest’anno, nonostante sia sempre tra i più giovani in campo in tutto il campionato Primavera, il classe 2009 non si tira indietro: padroneggia con grande calma ritmi e tempi di gioco, oltre alle doti tecniche che lo rendono uno dei centrocampisti più abili in fase di impostazione e gestione del pallone.
PRIMAVERA E NAZIONALE, SOGNANDO SAN SIRO - Quel bambino di appena cinque anni, come raccontato, ora ne ha 16 e ha già bruciato diverse tappe. Oltre all’esperienza da sotto età in U20, Angelicchio è diventato il secondo giocatore più giovane ad aver segnato nel campionato Primavera 1: davanti a lui c’è solo Destiny Elimoghale, esterno classe 2009 della Juventus. Nel frattempo, il mediano del Milan si prepara alla nuova avventura in Nazionale U17 dopo le prime due gare a inizio stagione: gli Europei sono un obiettivo, e Angelicchio punta a viverli con la maglia azzurra addosso.
Dall’Italia al Milan, dunque, il percorso del giovane centrocampista è già ben avviato. La sfida contro avversari più grandi di lui è un ulteriore stimolo in un percorso già importante ma consapevole, che Angelicchio vuole portare avanti sognando di esordire un giorno a San Siro: la strada è tracciata, ora tocca a Mattia continuare a correre.
I gol di Ogawa e l'infinito Linssen: il Nec Nijmegen sogna la Champions
Dal tandem nipponico al sogno Champions. Alla scoperta del sogno Nec Nijmegen, club olandese attualmente al terzo posto in classifica.
PSV, Feyenoord e il sorprendente Nec Nijmegen. Chi lo avrebbe mai detto che momentaneamente sul terzo gradino del podio dell'Eredivisie ci sarebbe stato il piccolo club situato nella meravigliosa città di Nimega, a pochi chilometri dalla Germania. Il valore della rosa non supera i 40 milioni. La squadra è multietnica e ha l'obiettivo di provare quantomeno a centrare una salvezza tranquilla e dare continuità alle ottime stagioni dopo il ritorno nella massima serie olandese nel 2020-21.
Il presente dice che il Nec può addirittura sognare la Champions League, e a testimoniarlo sono i risultati ottenuti finora come ad esempio il doppio successo contro l'Az Alkmaar, il pareggio contro l'Ajax e la vittoria in casa del Feyenoord per 4-2 firmata da Kento Shiogai, stellina del calcio giapponese classe 2005 acquistata dal Wolfsburg nella sessione invernale di mercato.
Ben 49 punti in classifica, frutto anche della capacità dell'allenatore Dick Schreuder di mettere insieme e valorizzare al meglio la propria squadra. Un mix di gioventù, esperienza e vecchie conoscenze anche della nostra Serie A come ad esempio Bram Nuytinck e Thomas Ouwejan, entrambi ex Udinese. Il punto di riferimento, però, è sicuramente Koki Ogawa, attaccante giapponese e capocannoniere del Nec con 8 gol, senza dimenticare però il veterano Bryan Linssen, centrocampista che a 35 anni è vicino addirittura a raggiungere la doppia cifra in campionato.
Una squadra con un'identità ben chiara basata sulla costruzione dal basso, possesso palla e attacco. Schreuder opta per un 3-4-2-1, con i due esterni che offrono tanta spinta sulle fasce. Buona parte dello sviluppo passa principalmente dai centrali e dal regista per cercare spazi tra le linee. Dal turco Ahmetcan Kaplan al centrocampista Kodai Sano, fino alla qualità sulla trequarti offerta da Noe Lebreton e Tjarron Chery che a 37 anni è tra i punti fermi di Schreuder. Un mix e un sistema che per adesso stanno dando i frutti.
Il soprannome “Nooit eerste classer” e lo storico Goffertstadion
Il Nec, nato per iniziativa di operai e lavoratori della parte bassa della città, per un lungo periodo è stato preso in giro con il soprannome “Nooit eerste classer” (“mai in prima classe”), perché non riusciva a raggiungere la massima divisione olandese nonostante vincesse spesso i campionati minori.
Lo storico Goffertstadion, casa del Nec, è stato costruito da migliaia di volontari e disoccupati che all'epoca spostarono enormi quantità di terra a mano. Per questo motivo i tifosi lo chiamano affettuosamente “De Bloedkuul”, cioè la fossa di sangue, per lo sforzo fisico e la sudorazione che richiese. Un impianto che ha spesso ospitato anche gli storici rivali del Vitesse nell'accesissimo “Gelderse Derby”. La rivalità risale alle città di Nijmegen e Arnhem ma anche in calciatori di un certo calibro come ad esempio Guus Hiddink che ha indossato la maglia del Nec negli anni ottanta.
Gli anni in Coppa UEFA del Nec Nijmegen e le sfide contro Udinese e Barcellona
Il Nec continua a correre verso l'Europa, ma il club olandese ha già avuto modo di assaporare questa atmosfera nel corso della propria storia grazie alla partecipazione in Coppa delle Coppe nel 1983-84 e alle due in Coppa UEFA nel 2003-04 e 2008-09. Nella sua prima storica avventura europea, il Nec è arrivato fino al secondo turno di Coppa UEFA dopo aver eliminato i norvegesi del Brann, salvo poi abbandonare la competizione contro il Barcellona di Maradona, vincitore per 3-2 in Olanda e per 2-0 al Camp Nou.
Sapete che in Italia abbiamo avuto modo di conoscere il Nec? Precisamente nella Coppa UEFA 2008-09, quando gli olandesi riuscirono a qualificarsi ai sedicesimi di finale nonostante la presenza di Tottenham e Udinese nel girone. Il Nec, all'epoca allenato da Mario Been e che a centrocampo presentava un giovanissimo Lasse Schöne, s'impose per 2-0 grazie ai gol di John e Van Beukering. L'avventura terminò proprio ai sedicesimi, con l'Amburgo che nel doppio confronto dimostrò tutta la sua superiorità. Quella contro i tedeschi ha rappresentato l'ultima spedizione europea del Nec: riusciranno gli olandesi a coronare il sogno di ritornare tra le grandi d'Europa?
A cura di Gerardo Guariglia
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