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Lazio, la probabile formazione contro il Milan: pronto Patric in mediana
Lazio, la probabile formazione contro il Milan: pronto Patric in mediana
Dopo la vittoria contro il Sassuolo con il gol di Marusic allo scadere, la Lazio in questa giornata affronterà il Milan di Massimiliano Allegri allo stadio Olimpico. I biancocelesti cercano il terzo risultato utile consecutivo tra tutte le competizioni dopo il pareggio contro l'Atalanta in Coppa Italia e la vittoria contro i neroverdi. Dall'altra parte, i rossoneri puntano al successo per accorciare ulteriormente sull'Inter, che ha pareggiato 1-1 contro l'Atalanta. Per il match contro i rossoneri resta da capire se ce la farà Romagnoli, con Provstgaard pronto in caso di forfait del numero 13. In cabina di regia dovrebbe essere confermato, invece, Patric dopo l'infortunio di Cataldi lo scorso weekend.  Come centravanti agirà ancora Maldini dopo che nella gara contro gli uomini di Fabio Grosso è arrivata la prima rete con la maglia della Lazio.  LA PROBABILE FORMAZIONE - Sarri contro il Milan schiererà la sua Lazio con il solito 4-3-3. In porta ci sarà Motta con davanti la linea a 4 composta da Marusic, Gila, Provstgaard e Nuno Tavares. A centrocampo in cabina di regia Patric con accanto Dele Bashiru e Taylor. Davanti spazio al tridente formato da Isaksen, Maldini e Zaccagni.  LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Dele Bashiru, Patric, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri. DOVE VEDERE LA PARTITA IN STREAMING E TV - La gara tra Lazio e Milan, valida per la 29ª giornata di Serie A e in programma per domenica 15 marzo alle 20:45 allo stadio Olimpico, sarà visibile su DAZN. Lo streaming, invece, sarà disponibile tramite l'app di DAZN. 
Lecce, Banda dimesso dall'ospedale: gli esami hanno dato esito negativo
Lecce, Banda dimesso dall'ospedale: gli esami hanno dato esito negativo
Buone notizie per il Lecce dopo il malore accusato da Lameck Banda nella partita contro il Napoli. Già nella serata di ieri, i giallorossi avevano rassicurato sulle sue condizioni, spiegando come il malessere fosse dovuto a un contrasto di gioco e come il calciatore avere subito ripreso conoscenza senza riportare ulteriori conseguenze. Nella mattinata di oggi, domenica 15 marzo, il club salentino ha comunicato le dimissioni dall'ospedale dell'attaccante, costretto ad abbandonare il campo in ambulanza alla fine della gara del Maradona: "Il calciatore Lameck Banda è stato dimesso questa mattina dall’ospedale Cardarelli dopo una serie di accertamenti che hanno dato esito negativo". COS’É SUCCESSO - Sono stati momenti d'ansia per il Lecce nel finale della partita col Napoli, con il numero 19 del Lecce che si è accasciato a terra accusando un forte dolore al petto. Ad accorgersene per primi sono stati Antonio Conte e Matteo Politano, che hanno subito richiamato l'attenzione dei soccorsi. Dopo attimi di silenzio generale, Banda è stato portato in barella fino all'ambulanza a bordo campo, per poi essere portato in ospedale. Fortunatamente, non ci sono state conseguenze gravi e il Lecce aveva già tranquillizzato i tifosi su questo dopo la partita. Ora, con tutti gli accertamenti che hanno dato esito negativo, il giocatore è stato dimesso e potrà fare rientro a casa.
Juventus, Spalletti: "Stasera abbiamo fatto una partita da squadra forte"
Juventus, Spalletti: "Stasera abbiamo fatto una partita da squadra forte"
"La squadra ha fatto veramente bene e ha mantenuto il livello giusto di cattiveria per chiuderla il prima possibile. Ci eravamo riusciti... ma va bene anche così", ha esordito così Spalletti a SkySport dopo la vittoria per 1-0 contro l'Udinese di Runjaic. La Juventus arrivava a questo match cercando la seconda vittoria consecutiva in Serie A dopo quella contro il Pisa la scorsa giornata.  Con questa vittoria i bianconeri si portano momentaneamente al quarto posto in classifica aspettando il risultato del match tra il Como e la Roma, in programma domenica 15 marzo alle 18:00. IL MOMENTO DI CAMBIASO - Spalletti si è anche soffermato sulla prestazione di Cambiaso: "Se non va in giro per il campo non gioca più. Lui deve andare in giro per il campo perché lui è bravo a giocare in mezzo al campo. Sapersi ritagliare gli spazi è una forza per una squadra". LA FASE DIFENSIVA -  Infine il focus si è spostato sulla fasei difensiva: "Teniamo più palla noi. Tenere questa palla che non deve essere un esercizio superficiale ma che deve essere per trovare gli spazi. In questo bisogna essere bravi a non prendere dei rischi e fanno fatte delle valutazioni per consolidare il gioco. È chiaro che i rischi vanno valutati bene, stasera siamo stati perfetti. Non abbiamo concesso recuperi palla che ci hanno portato a doverci ricomporre correndo 70 metri. Stasera abbiamo fatto una partita da squaadra forte".
Un "Invincible" per il Cesena: la nuova sfida di Ashley Cole
Un "Invincible" per il Cesena: la nuova sfida di Ashley Cole
C'è un filo sottile ma resistente che lega le nebbie londinesi al calore passionale della Romagna. Quel filo oggi ha il volto, forse un po' più segnato ma sempre riconoscibile, di Ashley Cole. Il terzino sinistro che ha ridefinito l'interpretazione del ruolo nella storia della Premier League, l'inesauribile cursore di Arsenal e Chelsea, è pronto a sedersi sulla panchina del Cesena. Una scelta che a prima vista potrebbe sembrare un azzardo esotico ma che, a guardare bene il percorso di maturazione dell'uomo prima ancora che dell'allenatore, ha i contorni di un romanzo sportivo scritto con straordinaria lucidità e consapevolezza. Per Cole, l'Italia non è una terra incognita. Il suo primo incontro ravvicinato con il nostro calcio risale all'estate del 2014, quando sbarcò nella Capitale per indossare la maglia della Roma. Furono due stagioni complesse, vissute in una città che divora i suoi eroi in fretta e non perdona le esitazioni, specialmente a chi arriva con un palmarès ricchissimo. Quel periodo in giallorosso, affrontato al tramonto di una carriera inimitabile sul campo, gli ha però lasciato in eredità molto più di qualche presenza all'Olimpico. Gli ha insegnato a respirare la tattica, a comprendere la pressione viscerale e l'amore totalizzante che solo le piazze italiane sanno trasmettere. Quell'esperienza, metabolizzata nel tempo, rappresenta oggi il bagaglio culturale fondamentale con cui si presenta al Manuzzi, uno stadio che in quanto a passione e appartenenza non ha nulla da invidiare alle grandi città. Un uomo cambiato nel profondo: la metamorfosi del Cole allenatore Ma chi è oggi l'Ashley Cole allenatore? Per capirlo fino in fondo, bisogna spogliarlo dei panni del fuoriclasse che ha vinto tutto e osservare il percorso silenzioso e di grande studio intrapreso nel 2019. Partito dal Derby County e dal Chelsea con le giovanili, è passato per Everton e la prima squadra dei Blues come fidato vice di Frank Lampard e poi di Wayne Rooney al Birmingham City fino ad arrivare al trionfo da assistente di Lee Carsley con l'Inghilterra Under 21 e a un passaggio nella nazionale maggiore. Non ha mai cercato la ribalta immediata, preferendo studiare le dinamiche umane dietro le quinte. Come lui stesso ha recentemente confessato, la panchina lo ha cambiato nel profondo. Il calcio gli ha dato moltissimo, e ora avverte l'esigenza di restituire quella ricchezza, cercando di aiutare a sviluppare i talenti per creare i nuovi campioni di domani. Il vero cambiamento è prettamente interiore. Allontanandosi dalle luci dei riflettori del campo, Cole ha scoperto l'importanza dell'empatia. "Inizi a studiare le persone - si è ritrovato a pensare, intervistato da Chase - ti inizi a domandare se un ragazzo sia arrabbiato, triste o felice in un determinato momento. Allenare mi ha fornito quella sensibilità per leggere gli stati d'animo, una capacità che nel lungo periodo è il vero segreto per rendere i giocatori migliori. Mi ha reso una persona migliore". L'influenza di Mourinho e Ancelotti È in questa nuova veste che emerge la sintesi perfetta tra i grandi maestri che hanno plasmato la sua visione calcistica. Cole porta con sé il pragmatismo britannico fuso con due scuole di pensiero diametralmente opposte, eppure complementari se maneggiate con intelligenza. Da una parte c'è l'impronta indelebile di José Mourinho. Dell'allenatore portoghese, Cole ha interiorizzato la disciplina ferrea, la forza mentale, le aspettative altissime e la pretesa di standard impeccabili durante ogni singolo allenamento. È un approccio rigoroso che lo ha aiutato a crescere anche in panchina e che intende riproporre ai suoi giocatori. Dall'altra parte, però, c'è l'influenza profonda di Carlo Ancelotti, l'uomo che gli ha insegnato a sussurrare ai campioni. Dall'ex Real Madrid (tra le altre), Cole ha imparato l'importanza vitale di conoscere la persona prima ancora del calciatore, di entrare in sintonia con l'uomo che deve dare tutto per la maglia. Le doti comunicative di Ancelotti, la sua capacità di comprendere i segnali di disagio, di capire quando un atleta non gioca bene per motivi che esulano dal campo, sono diventate la bussola per il Cole allenatore, come lui stesso ha rivelato. Un campione per il Cesena: ecco Ashley Cole Il Cesena si appresta dunque ad accogliere un allenatore moderno e complesso, che non porta in dote solamente una lavagna tattica aggiornata, ma un profondo spessore umano. Cole arriva in Romagna con l'intenzione di costruire prima un gruppo e poi una squadra, unendo l'esigenza di una disciplina marziale ereditata dallo Special One alla profonda empatia dell'attuale CT del Brasile. L'incursore della fascia sinistra si è fermato, ha imparato a guardare negli occhi i suoi giocatori, e ora è pronto a correre di nuovo, questa volta guidando i suoi ragazzi dal bordo campo del Manuzzi.
Clamoroso Cesena, il nuovo allenatore sarà Ashley Cole!
Clamoroso Cesena, il nuovo allenatore sarà Ashley Cole!
Clamoroso quanto accadrà sulla panchina del Cesena. Esonerato da poco Mignani, il club romagnolo lo sostituirà con Ashley Cole! L'ex calciatore di Arsenal, Chelsea e Roma ricopriva il ruolo di vice allenatore dell'Under 21 dell'Inghilterra, guidata da Lee Carsley. Adesso siederà sulla panchina del Cesena, che come vi abbiamo raccontato ha deciso di cambiare allenatore dopo il pareggio contro il Frosinone. Non si tratta di una decisione maturata dal direttore sportivo Fusco nelle ultime ore. Anche perché il Cesena, proprio oggi, ha disputato una gara di grande intensità al "Manuzzi", pareggiando 2-2 contro il Frosinone al termine di una partita combattuta e ricca di occasioni per i bianconeri. Cambio in panchina che già nei piani della società. L'ESPERIENZA IN PANCHINA DI ASHELY COLE - Se c'è una cosa che Ashley Cole ha imparato nei suoi anni da "Invincibile" all'Arsenal e dopo più di 300 presenze in Premier League, è che l'eccellenza non ammette scorciatoie. Molti dei suoi compagni della "Golden Generation" inglese sono stati catapultati su panchine prestigiose appena appesi gli scarpini al chiodo. Cole tutto il contrario: la sua metamorfosi inizia nel 2019, subito dopo il ritiro al Derby County. Non è un caso che il suo percorso si intrecci con quello di Frank Lampard. Cole infatti, lo segue come collaboratore tecnico prima nell'academy del Chelsea, e poi, nel 2022, lo affianca ufficialmente come vice all'Everton. La svolta però, arriva con la Nazionale inglese nel 2021. Entrato nello staff dell'Under-21 come vice di Lee Carsley, è stato uno degli artefici dello storico successo all'Europeo 2023. Dopo l'esperienza al Birmingham con Wayne Rooney, Cole risposa la causa della Nazionale, dove ancora oggi, rappresenta un punto di riferimento per il settore giovanile inglese.  Adesso la chiamata del Cesena, e con lei, il compito di condurre i bianconeri verso i playoff.
Perché Real Madrid ed Elche hanno effettuato 6 sostituzioni a testa
Perché Real Madrid ed Elche hanno effettuato 6 sostituzioni a testa
Dodici sostituzioni in una sola partita. Non è un errore che ha portato a sanzioni o risultati a tavolino, ma l'applicazione di una norma IFAB che prevede la possibilità di effettuare più cambi. L'episodio in questione viene dal campionato spagnolo, precisamente dal match di sabato sera tra Real Madrid ed Elche, vinto dai blancos per 4-1. L'accaduto a metà del primo tempo, quando Camavinga e Pedrosa si sono scontrati testa contro testa cadendo entrambi a terra. Il centrocampista madridista è stato medicato a bordocampo e ha poi ripreso a giocare. Pedrosa, invece, non ce l'ha fatta ed è stato costretto al cambio. Ed è qui che entra in gioco la regola: l'IFAB, l'organismo che governa le norme del calcio mondiale, prevede che in caso di sospetta o accertata commozione cerebrale sia possibile effettuare una sostituzione aggiuntiva — per entrambe le squadre — che non viene conteggiata. Arbeloa è così passato da cinque a sei sostituzioni e le ha sfruttate tutte per riempire il campo di giovani prodotti della cantera: dentro Yáñez, Morán, Palacios, Aguado, Gonzalo e Güler, unica eccezione. Tra i motivi il calendario, con il ritorno dell'ottavo di finale di Champions League contro il Manchester City all'Etihad da giocare. Il Real Madrid si presenta con un 3-0 sancito all'andata, siglato dalla tripletta di Valverde. Il centrocampista uruguagio ha segnato anche contro l'Elche, con Rüdiger, Huijsen e Güler a completare il poker finale del 4-1 con un gol incredibile segnato da metà campo.
Juventus, gol annullato per fuorigioco di Koopmeiners dopo OFR: cosa è successo
Juventus, gol annullato per fuorigioco di Koopmeiners dopo OFR: cosa è successo
Resta sull'1-0 la gara tra la Juventus e l'Udinese. Gli uomini di Spalletti al 71' avevano trovato il 2-0 con un mancino da dentro l'area di rigore di Coneicao.  Rete che però è stata annullata per fuorigioco di Koopmeiners dopo OFR. L'arbitro Mariani, richiamato al monitor, ha visto più volte l'azione per stabillire quanto la posizione del centrocampista olandese fosse attiva nell'azione.  Una volta terminata la revisione con l'annoucement il direttore di gara ha spiegato la sua decisione di annullare il gol: "A seguito di revisione il numero 8 si trova in fuorigioco e interferisce con l'azione di gioco, decisione finale: fuorigioco".
Conte: "Futuro? La voglia è di continuare al Napoli ma io porto aspettative, devo arrivare primo o secondo"
Conte: "Futuro? La voglia è di continuare al Napoli ma io porto aspettative, devo arrivare primo o secondo"
Il Napoli di Antonio Conte vince 2-1 contro il Lecce di Eusebio Di Francesco. A decidere il successo azzurro sono state le reti di Hojlund al 46' minuto e quella di Politano 21 minuti dopo.  Tre punti che portano il Napoli momentanamente a -1 dal Milan secondo, che in questa giornata sarà impegnato all'Olimpico contro la Lazio, e momentaneamente a +8 dal quarto posto.  Nel post partita Antonio Conte ha commentato la prova del suo Napoli contro il Lecce.  LE PAROLE DI ANTONIO CONTE - Come prima cosa Conte ha parlato dell'aver raggiunto la miglior media punti della storia della Serie A: "Io non sono uno che guarda le statistiche o che legge in generale queste cose. Preferisco concentrarmi sul lavoro da fare. Scoprire questa media punti, di 2.21, e stare davanti a grandissimi allenatori non può che rempirmi di soddisfazione. Come si dice Ad maiora semper". L'allenatore del Napoli ha poi continuato soffermandosi sul momento del malore di Banda: "Ero lì che stavo preparando come dovevamo muoversi per la punizione. Ho visto lui che si accasciava e mi sono preoccupato quando ha messo le mani sul petto. Io mi auguro che Banda stia bene e che si riprenda presto anche perché parliamo di un giocatore foto e di un ragazzo apposto. So anche che la moglie è incinta e auguro davvero il meglio a lui e alla sua famiglia". Conte si è anche espresso sul recupero dei suoi calciatori e sugli obiettivi: "Secondo me uno dei due centrocampisti deve essere Gilmour e Lobotka con accanto un qualcuno che possa inserirsi. Avere due assaltatori come Anguissa McTominay potrebbe portare meno equilibri. Poi durante la gara il discorso è diverso. Ci sono giocatori che sono stati fuori per tanti mesi e non possiamo pensare che abbiano subito la condizione. Sono giocatori forti ma bisogna dargli tempo per riabituarsi. Ho detto ai ragazzi di avere fiducia in quello che vedo perché bisogna fare il bene del Napoli. A fine primo tempo ho fatto due cambi e anche io mi prendo le mie responsabilità. Se c'è da giocare 90 minuti o 1 secondo tutti lo devono fare. Dobbiamo fare il bene del Napoli e centrare la qualificazione alla Champions League". IL FUTURO - L'allenatore del Napoli ha poi concluso soffermandosi sul suo futuro: "Ci incontreremo con il presidente e in maniera solare faremo le valutazioni. Io e la mia famiglia qui stiamo benissimo. La voglia è di continuare ma io so che porto aspettative, io devo arrivare primo o secondo. Le altre si preparano ai fuochi di artificio…"
Politano torna al gol dopo quasi un anno e il Napoli batte 2-1 il Lecce: la serata del 21 azzurro
Politano torna al gol dopo quasi un anno e il Napoli batte 2-1 il Lecce: la serata del 21 azzurro
La 29 giornata di Napoli Lecce è l’esatta fotografia di un campionato fatto di alti e bassi per il Napoli. Una stagione costellata da numerosi infortuni ma con la voglia e la necessità di riscattarsi sempre in campo e, in questo match, Matteo Politano ha raccontato questa mentalità nel migliore dei modi. Il calciatore ha chiuso il cerchio di un digiuno lungo quasi un anno. Il suo ultimo gol risaleva alla 30esima giornata di campionato 2024/2025 nel 2-1 contro il Milan. Prima di questa rete erano arrivati due assist negli ultimi due match. Al Maradona, contro il Lecce, il numero 21 azzurro si prende la scena in una partita a tratti molto complicata. Il Napoli va sotto nelle prime battute, fatica a trovare ritmo nel primo tempo e poi cambia marcia nella ripresa. Prima l'assist per il pareggio che riaccende la squadra, poi il gol del 2-1 con una conclusione al volo sugli sviluppi di un calcio d'angolo: un gesto tecnico che scatena l'urlo dello stadio Maradona e restituisce fiducia a uno dei giocatori più continui degli ultimi anni per il Napoli. Una sfida che si è giocata in un clima particolare dopo quanto accaduto a Lameck Banda, attaccante giallorosso, che a seguito di un malore ha lasciato il campo in barella. POLITANO E IL NAPOLI, UNA STORIA INZIATA NEL 2020 - Arrivato al Napoli nel gennaio 2020 dall'Inter, inizialmente in prestito prima del riscatto definitivo, Matteo Politano nel tempo è diventato uno dei punti di riferimento della fascia destra azzurra, con 269 presenze e 35 gol. Nel corso delle stagioni ha attraversato cambi di allenatore, sistemi di gioco diversi e compagni di reparto differenti, ma ha sempre mantenuto un ruolo centrale grazie alla sua affidabilità e al lavoro costante lungo la corsia. Il contributo di Politano va spesso oltre i numeri: corsa, sacrificio difensivo e capacità di dare equilibrio alla squadra. Per questo la rete contro il Lecce assume un valore particolare, quasi simbolico, perchè premia la continuità e la dedizione di un giocatore che raramente è mancato nei momenti più delicati della stagione. LA REAZIONE DEL NAPOLI - La sfida contro il Lecce ha mostrato ancora una volta il doppio volto della stagione azzurra. L'avvio complicato, con il gol subito nei primi minuti, sembrava indirizzare la partita su binari difficili. Il Napoli però non ha smesso di cercare la reazione e nella ripresa ha trovato la forza per ribaltare la gara. Il pareggio arriva grazie ad Hojlund, che torna al gol al Maradona dopo oltre tre mesi dall'ultima volta (la doppietta alla Juventus del 7 dicembre), su assist di Politano. Ma è lo stesso numero 21 a mettere la firma definitiva sulla rimonta. Il suo gol non è solo la rete che vale tre punti: è il simbolo di una squadra che continua a lottare anche quando la partita sembra sfuggire di mano. E forse proprio per questo il Maradona ha festeggiato con un'energia particolare: perchè in quel tiro al volo c'era tutta la voglia del Napoli di rialzarsi ancora una volta.
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